Mar 31, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017

Documenti trattenuti per aver scattato una foto alle Sentinelle in piedi

La fotografia "incriminata". Vista sulle Sentinelle in piedi sotto la pioggia La fotografia "incriminata". Vista sulle Sentinelle in piedi sotto la pioggia
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Castelfidardo (AN) - Anche nella provincia marchigiana sono arrivate le Sentinelle in piedi, a Castelfidardo hanno scelto oggi di 'esibirsi' in piazza. Ormai note per le loro manifestazioni in favore di una presunta 'libertà', le Sentinelle vogliono poter dire che le persone omosessuali sono malate e si oppongono ad una legge contro l'omofobia. Questa libertà tanto strenuamente difesa però parrebbe non ugualmente tutelata per i passanti che si trovano a transitare davanti a queste manifestazioni in luoghi pubblici e decidono di scattare una foto.

Emanuele Casaccia è un 40enne che vive e lavora in loco, e ha deciso di raccontare a Gaynews.it la propria esperienza: "Oggi (28 febbraio, ndr) io e un amico eravamo stati a pranzo in un ristorante del centro storico, poi, avendo saputo di questa manifestazione in piazza del Comune, abbiamo pensato di andare a dare un'occhiata. Arrivati in loco, abbiamo visto una decina di persone e una trentina di poliziotti, abbiamo scattato una foto e poi visto che pioveva ce ne siamo andati al bar per bere qualcosa.

Dopo circa 15 minuti, usciti dal bar, siamo tornati vrso la piazza perchè lì avevamo parcheggiato, ma prima di arrivare due persone ci hanno bloccato la strada, quando ci hanno chiesto i documenti - dal momento che non si sono presentati nemmeno su nostra richiesta - abbiamo capito trattarsi di poliziotti in borghese.

A quel punto diluviava, trascrivevano i dati su di un foglietto, poi si sono allontanati salendo in macchina coi nostri documenti senza darci alcuna spiegazione né invitarci a seguirli. Sono rimasti in macchina circa mezz'ora, lasciandoci ad attendere sotto la pioggia. Alle nostre richieste di uscire dalla vettura, rispondevano che non avevano intenzione di uscire altrimenti si sarebbero bagnati.

Dopo mezz'ora, finalmente, ci hanno restituito i documenti. Alla nostra richiesta di una spiegazione, ci hanno risposto che il motivo era che avevamo scattato una foto alla manifestazione".

Ci si augura che le Autorità provvedano a fare luce su una vicenda che - qualora non fosse abuso - è comunque un sintomo di scarsa sensibilità per la libertà dei cittadini da parte di uomini delle forze dell'ordine. Non va dimenticato infatti che, nella storia dell'omofobia, le intimidazioni delle forze dell'ordine sono state la regola almeno fino ai Moti di Stonewall del 1969. Ci si chiede se non sia necessario raccontare ai poliziotti di Castelfidardo cosa successe a New York quel giugno di 47 anni fa.