Mar 31, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017

OMOFOBIA. Aggrediti tre ragazzi in pieno centro a Ferrara «Picchiati perché omosessuali»

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Uno di loro: «Nessuno ci ha aiutato». Arcigay: «Troppi pregiudizi»

«VOLEVANO solo picchiarci», e lo hanno fatto. Mercoledì pomeriggio in pieno centro storico tre ragazzi sono stati aggrediti da una «baby gang». IL MOTIVO? Secondo le vittime l'omosessualità. «Stavamo passeggiando - spiega Filippo, una delle persone aggredite - quando tre ragazzi hanno iniziato a gridare offese al nostro indirizzo». Offese di genere. «Noi abbiamo cercato di avvicinarli per chiedere spiegazione - continua il 27enne che ha subìto pugni in faccia e un dito rotto nel tentativo di parare i fendenti -. Ma non è servito a nulla. Ci guardavano con gli occhi di chi vuole solo fare a botte». Nella banda un ragazzo italiano e due amici, probabilmente stranieri. Filippo si è accorto che la situazione stava degenerando quando ha sentito il primo pugno arrivargli sulla tempia. «Poi ho solo cercato di difendermi - racconta, scosso - e prima che mi arrivasse un pugno nell'occhio avevo già il dito spezzato nel tentativo di difendermi». Violenza concentrata in pochi instanti, distillata nei pugni. «La cosa che mi ha fatto impressione - dice il ragazzo - è il viso di quei ragazzini. Volevano solo menare le mani e, soprattutto, giravano per strada con un solo desiderio: passare un pomeriggio a picchiare la gente». Filippo ha sporto denuncia alla polizia di Ferrara e gli agenti hanno aperto un fascicolo per provare a ricostruire la vicenda e ad attribuire responsabilità precise in questa strana storiaccia. «È successo spesso che qualche maleducato mi rivolgesse battute di cattivo gusto, ma mai di essere aggredito fisicamente. La cosa triste è che nessuno ci ha aiutati». Il tema ha scosso il movimento Arcigay di Ferrara che ha preso subito posizione. «Fenomeni inaccettabili - scrivono - che una comunità forte e unita deve saper respingere con decisione, a cominciare dalle sue istituzioni, perché il susseguirsi dei numerosi episodi di violenza contro gay e lesbiche contribuisce alla determinazione di un clima di paura e tensione». «L'OMOFOBIA in Italia - spiegano - è un problema istituzionale. C'è un lavoro politico e culturale da fare, dalla formazione nelle scuole al lessico della cosiddetta società civile. Dobbiamo riappropriarci al più presto di una profonda laicità di fronte al tema dei diritti civili e della libertà di orientamento sessuale. Subire un'aggressione da parte di uno sconosciuto è forse l'esperienza più traumatica che una persona possa trovarsi ad affrontare. Per un ragazzo o una ragazza omosessuale la paura di subire una violenza fisica o verbale è sempre latente. È un evento destinato a produrre altri cocci, fisici, psicologici, spesso duraturi, perché in Italia nessuna legge tutela le vittime dall'omofobia. La società odierna è la più spietata di sempre nei confronti delle differenze. È la società del pregiudizio, e rischia di diventarlo anche nella nostra città». Mattia Sansavini Il Resto del Carlino Ferrara