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Unioni civili, de Magistris cambia le regole

  • Nov 14, 2015
  • By  Il Mattino
Published in Primo Piano

Cambia il regolamento comunale sulle unioni civili. Ieri la giunta guidata da Luigi de Magistris ha approvato la delibera che modifica l'articolo 4 punto 1 del testo coordinato del regolamento. Di cosa si tratta? In pratica le coppie di fatto potranno registrare la loro unione civile, a prescindere dal sesso, anche se uno dei membri «non è residente da almeno un anno nel Comune di Napoli».

Prima del semaforo verde dell'amministrazione la richiesta dell'iscrizione nel registro poteva essere effettuata soltanto da «due persone, non legate da vincoli di matrimonio, parentale, affinità, adozione, tutela, curatela, ma da vincoli affettivi, residenti anagraficamente da almeno un anno nel Comune di Napoli e coabitanti dallo stesso periodo di tempo» e «per motivi di reciproca assistenza morale e/o materiale». In questo quadro, il sindaco e la giunta, «hanno rilevato che i vincoli dell'iscrizione anagrafica e della coabitazione da almeno un anno per entrambi i soggetti risultano oltremodo discriminanti in relazione al riconoscimento di formazioni sociali, costituzionalmente garantite».

Si è così proceduti alla modifica del testo, che adesso recita così: «L'iscrizione nel registro può essere richiesta da due persone maggiorenni, sia di sesso diverso che dello stesso sesso, italiane e/o straniere, purché almeno una residente in Napoli da almeno un anno, unite da un legame affettivo conseguente ad un rapporto consolidato di reciproca assistenza morale, materiale e mutua solidarietà e coabitanti».

De Magistris ieri intervenuto a Radio Kiss Kiss, ha definito Napoli «la città in prima linea per i diritti civili», ribadendo che «adesso basterà che soltanto uno dei due conviventi sia residente a Napoli da almeno un anno». «Il Comune di Napoli – ha sottolineato invece l'assessore al Personale, Caterina Pace - ancora una volta si esprime a favore dei diritti civili. Abbiamo cancellato dal testo del regolamento una ulteriore discriminazione, in un percorso già troppo difficile per un Paese civile».