Apr 28, 2017 Last Updated 5:36 PM, Apr 25, 2017

Il voto sulle unioni civili

attivisti lgbt in tribuna alla Camera ieri durante l'intervento di micaela campana attivisti lgbt in tribuna alla Camera ieri durante l'intervento di micaela campana
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Dunque ci siamo.

Dopo anni di nulla legislativo finalmente si comincia a vedere la fine dell'iter per una legge sulle unioni civili che, seppure non all'altezza di quanto ormai garantito da tutte le altre democrazie occidentali, rappresenta un passo storico per il nostro  arretrato Paese. "Ci sono voluti più di 30 anni e con questa legge diciamo a tanti di non nascondersi più. Diciamo alle persone omosessuali che i loro progetti di vita sono un valore per l'ordinamento democratico perchè la buona politica non dimentica le ragioni del cuore" ha detto Micaela Campana, relatrice del provvedimento alla Camera, nel suo intervento di apertura della discussione di ieri, in un'aula semivuota (assenti praticamente tutti, senza distinzioni).

La discussione proseguirà oggi a partire dalle 12 con previsione di voto finale tra domani e dopodomani, blindata dalla fiducia al Governo. Essendo però il regolamento della camera diverso da quello del Senato, stavolta i parlamentari potranno votare sì alla legge anche non votando la fiducia, come alcuni hanno già dichiarato faranno.

Nulla è previsto nel campo della genitorialità, nessun accenno non alle adozioni in generale ma nemmeno all'adozione del figlio del partner che ormai i giudici garantiscono alle coppie LGBT che ricorrono in tribunale (stepchild adoption) per il bene supremo della continuità affettiva dei minori che, piaccia o meno Oltretevere, deve essere garantita anche qualora questi crescano in famiglie omogenitoriali.

L'accordo con l'NCD di Alfano insomma, se ha privato la legge di un punto cardine, ha permesso all'iter di arrivare a conclusione in tempi brevi. Questo però ha suscitato più di un malumore, rappresentato plasticamente dall'intervento di Michela Marzano nel suo intervento di ieri: "Un passo avanti evidente - visto che in Italia non c'era assolutamente nulla per le persone omosessuali - ma non certo di una svolta storica né di una rivoluzione come qualcuno continua a ripetere. Si colma un vuoto, certo. Ma come lo si colma? Si rispetta veramente l'uguaglianza di tutte e tutti indipendentemente dal proprio orientamento sessuale? Voterò questa legge, allora, ma chiedo anche scusa ai miei fratelli gay e alla mie sorelle lesbiche per non essere stata capace di difendere adeguatamente la loro dignità e la loro uguaglianza" ha dichiarato Marzano, annunciando dopo il voto la sua uscita dal gruppo del PD.

Persino Paola Binetti, fra i pochi presenti ieri in aula, ha annunciato il sì alla fiducia e l'astensione sul voto finale con un atteggiamento meno bellicoso di quanto non ci si sarebbe aspettati. Le indicazioni di voto del suo gruppo (AP-UDC) infatti restano quelle di votare sì alla fiducia e alle unioni civili, così come faranno AP-NCD e Scelta Civica. Forza Italia ha lasciato margine di libertà ai parlamentari con preferenza per il "no", anche se personalità come Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo hanno detto che voteranno sì alla legge e no alla fiducia. Lega e Fratelli d'Italia consigliano ai propri parlamentari un doppio no mentre dal M5S dovrebbero arrivare in prevalenza no alla fiducia ma sì alla legge, come da Sinistra Italiana.