Mar 29, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017

Franco e Gianni Rispondono a Sgarbi: "non ti facciamo causa solo perché è uno stress"

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"Patience et longueur de temps font plus que force ni que rage", diceva La Fontaine ne "Le lion et le rat". Il leone può avere bisogno del topo, come insegnava la morale della nota favola. Forse Vittorio Sgarbi, che è famoso per la vasta cultura, ha dimenticato le letture più importanti

Da La Stampa Torino, (28/11/2016)

Hanno preso carta e penna stilografica, hanno riversato in una lettera i loro pensieri di sconforto, per rispondere a Vittorio Sgarbi, che al Maurizio Costanzo Show li ha citati come esempio di due gay, per di più anziani, che si sposano per garantirsi la pensione di reversibilità. E anche per comunicargli che «avevamo pensato di fare causa al critico d’arte , ma poi ci hanno ripensato, non lo merita e non ce la sentiamo. Un’azione legale ci manderebbe in agitazione, siamo anziani».  

LA LETTERA  

«Cari amici e care amiche», scrivono, «abbiamo aspettato un po’ ad intervenire sulla questione delleparole offensive che Vittorio Sgarbi ha pronunciato verso di noi durante la trasmissione del Maurizio Costanzo Show e successivamente quelle che ha ribadito ai giornalisti, ancora una volta offensive e non vere, dunque abbiamo voluto prendere del tempo per riflettere, capire, decidere cosa fare».  

«Siamo stati per un momento d’accordo che la strada migliore fosse quella di un’azione legale perché ovviamente la nostra immagini era stata lesa; poi però a mente fredda ci siamo guardati rendendoci conto che abbiamo tanti anni e soprattutto che per noi un carico emotivo eccessivo ci comporta agitazione, sappiamo che probabilmente sarebbe stata la cosa migliore ma pensiamo anche chedifendere i diritti di tutti e tutte non significa solo farlo in questo modo. Noi, i nostri amici, chi ci conosce sa che in tanti anni di vita abbiamo scelto di stare fuori dai riflettori e in silenzio, di vivere la nostra vita con le difficoltà quotidiane; una Torino e una società non semplice e aperta verso l’omosessualità, abbiamo visto tanti amici che non hanno potuto rendere pubblico il loro amore come lo abbiamo fatto noi. Ci siamo sentiti offesi quando Sgarbi ci ha detto che dobbiamo chiedere scusa allo Stato».  

LE MOTIVAZIONI  

«Come molti di voi sanno io non sto bene, ho scelto con Gianni di sposarmi dopo 52 anni proprio perché se mi dovesse succedere qualcosa voglio che lui sia tranquillo, mi spiace che Sgarbi non si renda conto che quanto successo a noi, può capitare a una qualunque coppia, ma per questo non siamo dei truffatori che rubano i soldi. Abbiamo atteso una vita per coronare il nostro sogno e non dimenticheremo mai la fatica, gli insulti, le difficoltà per arrivare fino ad oggi. Vogliamo con questo dire grazie a tutti coloro che ci sono stati accanto in questi giorni di sconforto e dolore, un grazie alle istituzioni alla Sindaca Appendino, agli assessori Giusta e Cerutti al Presidente Laus, ai senatori soprattutto la nostra amica Magda Zanoni, a Giovanni Minerba per esserci sempre stato accanto con affetto e amicizia. Vogliamo altresì ringraziare il Coordinamento Pride e con voi le associazioni che ci hanno manifestato solidarietà e affetto. Continueremo a lottare e batterci a fianco delle associazioni affinché le persone non debbano sentirsi offese, umiliate e lese solo perché si amano e sono come sono».