Mar 25, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017

GAMBIA. Dopo 22 anni ha perso le elezioni Yahya Jammeh, presidente del Gambia: tra le varie cose è stato fortemente criticato dalla comunità internazionale per le sue politiche apertamente in contrasto con i diritti umani e per il suo atteggiamento repressivo verso l'omosessualità. In vari discorsi pubblici ha espresso la propria avversione verso le persone omosessuali promuovendo la loro criminalizzazione e minacce di morte. Purtroppo però è presto per cantar vittoria.

da Il Post (10/12/2016)

Yahya Jammeh, presidente del Gambia dal 1994, ha contestato e annullato il risultato delle elezioni che si sono svolte lo scorso primo dicembre e sono state vinte dal suo sfidante, il candidato dell’opposizione Adama Barrow. Jammeh lo ha annunciato ieri sera sulla televisione di stato, ritrattando quanto detto in precedenza: il giorno dopo le elezioni aveva accettato il risultato elettorale, aggiungendo di voler «collaborare per la pace e la stabilità», senza le quali «in Africa non si può ottenere niente». La vittoria di Barrow, e soprattutto il fatto che Jammeh avesse riconosciuto la sua sconfitta, era stata una notizia sorprendente e accolta positivamente dagli osservatori di tutto il mondo, perché il Gambia sembrava essere riuscito per la prima volta nella sua storia a deporre in maniera democratica un leader autoritario. Jammeh, in teoria, dovrebbe lasciare il suo incarico a Barrow a gennaio, dopo un periodo di transizione.  La vittoria di Barrow era stata molto stretta: inizialmente sembrava che avesse ottenuto 50mila voti in più di Jammeh, ma poi la Commissione Elettorale Indipendente, un organo locale che supervisiona le elezioni, ha abbassato la cifra a meno di 20mila voti.

Nel suo annuncio, Jammeh ha chiesto che si torni a votare e ha giustificato la sua ritrattazione spiegando: «Dopo un’attenta indagine ho deciso di rifiutare l’esito delle recenti elezioni. Sono dispiaciuto per il fatto che ci siano state serie e inaccettabili irregolarità durante il processo elettorale». Jammeh ha cambiato la sua posizione sul risultato elettorale dopo che il capo della nuova coalizione di governo, quella eletta il 1 dicembre, aveva detto che entro un anno Jammeh sarebbe stato indagato per i suoi crimini: le organizzazioni per la difesa dei diritti umani lo hanno più volte accusato di aver imprigionato, torturato e ucciso i suoi oppositori per ragioni politiche.

Dopo l’annuncio di Jammeh, gruppi di soldati hanno disposto sacchi di sabbia in alcuni punti di Banjul, la capitale del Gambia, preoccupando la popolazione che già prima delle elezioni aveva accumulato cibo per paura dei possibili scontri per le strade. Nel suo messaggio Jammeh ha detto che avrebbe reagito duramente contro chi fosse sceso per strada per protestare. Il portavoce di Barrow ha detto che il presidente eletto ha ricevuto una telefonata dal generale Ousman Badjie, capo dell’esercito, che gli ha assicurato la sua lealtà. Tuttavia, secondo fonti diplomatiche sentite da Reuters, alcuni membri dell’esercito che fanno parte dei Jola, il gruppo etnico di Jammeh, potrebbero continuare a obbedire al presidente in carica.

La portavoce dell’opposizione Isatou Touray ha detto che Jammeh sta compiendo una «violazione della democrazia» e ha invitato i cittadini a restare calmi e non reagire. Il Senegal – il paese in cui il Gambia è “contenuto” (è una striscia di terra con un solo sbocco sul mare, e circondato dal Senegal) – ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tenga un incontro di emergenza per discutere la situazione nel paese, visto che in questo momento il Senegal è uno dei membri non permanenti del Consiglio. Parlando in televisione il ministro degli Esteri senegalese Mankeur Ndiaye ha chiesto a Jammeh di accettare il risultato elettorale e lo ha «solennemente» pregato di non danneggiare gli interessi del proprio paese o dei suoi cittadini che vivono in Gambia. Nel 1981 l’esercito del Senegal era intervenuto in Gambia per impedire un tentativo di colpo di stato contro l’allora presidente Dawda Jawara (al potere dal 1962 al 1994). Secondo Jammeh il Senegal avrebbe poi sostenuto un tentativo di colpo di stato contro di lui nel 2006.

Federica Mogherini, alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Esteri, ha detto che la ritrattazione di Jammeh è inaccettabile, e che lo ha invitato per conto dell’UE a rispettare la legge e la volontà dei cittadini del Gambia. Il dipartimento di stato americano ha accusato Jammeh di voler restare al potere in modo illegittimo. Per alcune ore il sito del governo del Gambia ha mostrato una fotografia di Adama Barrow con il messaggio «La lotta continua, la vittoria è certa» in portoghese, una delle lingue parlate nel paese. Da poco il sito è offline; la fotografia che si vedeva prima, probabilmente pubblicata da un hacker, è stata tolta.