Mar 25, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017
Valerio Mezzolani

Valerio Mezzolani

Da Alto Adige (9/8/2016)

Unioni civili, monta la polemica. Mentre in diversi comuni italiani come Milano, Torino e Bologna si stanno già celebrando le prime unioni, in provincia di Bolzano non ce n’è stata ancora nessuna. Una situazione, questa, che fa crescere il malumore fra quanti, in Alto Adige, aspettano questo momento da molti anni e che chiedono che si faccia come accaduto già in altre realtà italiane: procedere con le unioni e poi, una volta sciolti i nodi burocratici, trascriverle sui registri. «A Bologna - sottolinea una coppia in stand-by - fanno così: ti puoi già “sposare”, anche se poi l’unione verrà formalmente registrata tra qualche settimana. Perché qui il Comune non ha lo stesso coraggio?». A bloccare le unioni in provincia è il problema della traduzione in tedesco dei formulari. E pare proprio che la situazione rimarrà questa ancora per alcune settimane: se tutto va bene, le prime coppie potranno essere registrate solo a settembre. «Capiamo la situazione particolare, sappiamo che le lungaggini spesso sono inevitabili, però non accetteremo ritardi eccessivi, né perdite di tempo dovute a ferie oppure al ferragosto». Il presidente dell’associazione gay Centaurus, Andreas Unterkircher, rimane fermo sulla sua posizione e non accetterà eventuali scuse: «Ci rendiamo conto delle lungaggini tecniche che condizionano il lavoro delle nostre istituzioni. Ovviamente terremo tutto sotto controllo affinché ogni procedura possa avanzare senza intoppi». La grande differenza tra la provincia di Bolzano e il resto del Paese è quindi dovuta al bilinguismo e la trafila burocratica che i formulari devono affrontare è abbastanza intricata: «I formulari inviati dal Ministero dell’Interno devono essere mandati al Commissariato del Governo per la traduzione - spiega l’assessore comunale Angelo Gennaccaro - poi questi dovranno essere inviati nuovamente al Ministero». A questo punto i documenti, tradotti e controllati, devono tornare ancora una volta al Commissariato e, solo a partire da quel momento, arriveranno finalmente ai comuni. La lunga strada verso lo “sblocco” della situazione, però, non termina qui. Questo perché, nel frattempo, è necessario anche aggiornare il sistema informatico che gestisce i dati che verranno inseriti una volta che saranno celebrate le unioni civili. Questo sistema informatico è coordinato dal consorzio dei comuni: «Mi rendo conto - prosegue - che si cerchi di accelerare la procedura, ma si tratta davvero di aspettare due o tre settimane: per i primi di settembre saremo operativi. Ci tengo a sottolineare che non c’è nessuna volontà di ostacolare questa procedura». Gennaccaro si sofferma quindi sul numero di richieste che sono pervenute al suo ufficio: «Poche. In altre realtà, invece, si sono dovuti creare dei registri appositi data la quantità di domande. Se ce ne fossero state di più, naturalmente avremmo fatto lo stesso».

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Il premier serbo Aleksandar Vucic ha annunciato la nuova compagine di governo che vede al suo interno una ministra dichiaratamente omosessuale, la prima in un paese tradizionalmente conservatore e omofobo. Ana Brnabic, 40 anni, prenderà il portafoglio della funzione pubblica dopo il voto di fiducia del Parlamento in programma per domani. "Le sue scelte personali non mi interessano, è la benvenuta nel governo serbo" ha detto Vucic ai giornalisti che gli chiedevano della sessualità di Brnabic. "Le ho detto che quel che mi interessa è il lavoro che può fare". L'omofobia è diffusa in Serbia come in altri Paesi del Balcani e Belgrado è sotto pressione per migliorare la protezione dei diritti delle minoranze, compresa quella omosessuale, dopo l'inizio dei negoziati per l'adesione alla Ue. Più dell'80% dei serbi si dichiara praticante di fede ortodossa. Al Pride del 2010 a Belgrado i nazionalisti oltranzisti attaccarono i partecipanti e si scontrarono con la polizia, ferendo 150 persone e convincendo la autorità a vietare al parata per i tra anni successivi. Dopo il voto anticipato di fine aprile che ha consegnato la vittoria al suo Partito progressista serbo (Sns), Vucic ha impiegato più di tre mesi a formare un nuovo governo. Il parlamento, in cui ha la maggioranza, voterà domani sul nuovo esecutivo. Brnabic, che ha studiato in Gran Bretagna, è stata alla guida di NALED Serbia, un'associazione pubblico-privato che mira a migliorare il clima per le imprese.

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Riaprirà come "monumento permanente" la discoteca gay Pulse di Orlando, in Florida, in cui il 12 giugno un uomo armato che disse di agire in nome dello Stato islamico uccise 49 persone. Lo ha annunciato sulla sua pagina web la fondazione OnePulse, associazione con scopi benefici creata per volontà dei proprietari del locale. Questi annunciano che "contribuiranno alla creazione di un monumento permanente, sul luogo esistente del club Pulse", un "santuario di speranza dedicato alle vite colpite e spezzate dalla tragedia". OnePulse offre anche aiuto economico alle vittime dell'attacco commesso da Omar Seddique Mateen, ucciso dalla polizia. Sinora, la data d'inaugurazione del monumento non è stata resa nota, né lo sono stati altri dettagli.

Gli abitanti della zona sono d'accordo con questa decisione: "Mi rattrista che un luogo cosi' pieno di gioia ed energia non esista più, ma penso sia la scelta giusta per onorare la memoria di chi ha perso la vita", ha spiegato ai media statunitensi Brittany Arroyo. "Non possiamo fare finta che nulla sia successo - ha aggiunto un'altra residente di Orlando di nome Kelly Casas - ed e' giusto che i familiari abbiano un luogo dove andare a ricordare i loro cari".

Le unioni civili sono una realtà. "Ora che sono stati emessi anche i formulari e che il Ministro della Giustizia ha annunciato che entro fine mese saranno presentati al Consiglio dei ministri i decreti attuativi, la legge per le Unioni Civili diventa pienamente operativa. Abbiamo restituito a migliaia di cittadini la piena cittadinanza e un orizzonte culturale piu' ampio, abbandonando decenni di oscurantismo. Pd e governo sono orgogliosi di questa legge che riporta l'Italia ad essere un Paese pienamente democratico sul tema dei diritti delle persone omosessuali". Lo scrive in una nota Micaela Campana responsabile diritti della segreteria nazionale del Pd e relatrice alla Camera della legge. "I comuni si stanno apprestando a recepire la nuova normativa che consentira' nei prossimi giorni di costituire le prime unioni. In tutti i comuni sara' possibile accedere al nuovo istituto perché non e' prevista obiezione di coscienza per chi esercita funzione pubblica, salvo incorrere nella omissione di atti d'ufficio secondo l'art. 328 del codice penale. Perché chi ricopre una carica pubblica non lo fa per servire una parte, ma tutti i cittadini", aggiunge.

Di appena pochi giorni fa è la toccante notizia della prima unione civile in extremis a Milano. Per Margherita, insegnante 53enne malata terminale e per la sua compagna il comune aveva infatti applicato l'articolo 101 del Codice civile, sul matrimonio in imminente pericolo di vita: 2Voglio che lei senza di me sia al sicuro", aveva dichiarato Margherita.

A distanza di poche ore era seguita la notizia dell'annuncio della prima unione di un sindaco e del suo compagno, a settembre. Giorgio Zinno, primo cittadino di San Giorgio a Cremano, 36 anni, ha chiesto a Monica Cirinnà in persona di celebrare la cerimonia e la parlamentare ha accettato: "Una scelta simbolica, volevamo una persona che si è battuta per i nostri diritti" ha dichiarato Zinno.

A Firenze i primi saranno invece Marco Valori e Roberto Bonfanti, nella Sala rossa di Palazzo Vecchio l'8 settembre. Il sindaco Dario Nardella ha confermato la sua presenza, dando disponibilità anche per il mese di agosto.

Meno entusiasmo a Brescia, dove la giunta di centro sinistra per bocca di Federico Manzoni, assessore ai servizi demografici ha dichiarato: "Non è una celebrazione ma una semplice dichiarazione e, stando al testo attuale, non sono previsti riti né fasce. La sede sarà diversa da quelle dei matrimoni". Una dichiarazione discriminatoria che però probabilmente dovrà essere rettificata, in quanto la legge prevede per le unioni civili l'applicazione degli articoli del Codice Civile sul matrimonio.

 

 

Sabato 30 luglio si aprirà il primo Rimini Summer Pride, "il primo gay & lesbian Pridegeneralista europeo con un carattere distintivo. - afferma in una nota l'organizzazione - Dipinge il quadro delle richieste di riconoscimento delle persone e delle famiglie LGBTI con le tinte calde dell’estate e coi contorni dei suoi tratti simbolici".

"Rimini è indiscutibilmente la capitale europea di questa idea di estate, - si si legge sulla presentazione dell'evento - una meta simbolica per generazioni di persone da tutto il mondo. È la città di “Amarcord” e luogo di nascita di Federico Fellini; è una città fondamentale nella storia. Rimini possiede inoltre, insieme a millenni di storia e cultura, una capacità ricettiva turistica di prim’ordine".

Il programma prevede la parata del Summer Pride il 30 luglio. La parata sarà naturalmente sul lungomare e in orario serale, e si concluderà con un evento musicale affacciato sul mare. Gli spettacoli finali saranno in sintonia con lo spirito del Summer Pride e avranno un carattere leggero e festoso, ma sarà allo stesso tempo una presa di posizione netta e forte a favore della libertà e dell’uguaglianza; reclamerà diritti e dignità col potere universale della musica.

Lo spirito dell'iniziativa sarà quello di una festa della libertà e dell'uguaglianza caratteristico di ogni Pride: "Il Comitato organizzativo è composto di persone di entrambi i sessi e di tutti gli orientamenti sessuali che si sono aggregati intorno alla proposta iniziale di Arcigay Rimini. Sono professionisti che mettono a disposizione le loro competenze e il loro talento per la migliore riuscita del Rimini Summer Pride.

Il Pride tuttavia - ricordano gli organizzatori - non coincide e non si esaurisce con la parata. Sono anche previsti altri eventi culturali connessi come incontri, presentazioni di libri, feste e altri eventi che possano arricchire di cultura e divertimento l’evento centrale.

Eventi di questo tipo – basandosi sull’esempio degli alti contenuti culturali e artistici – crediamo potranno fare la differenza e contribuire al benessere e alla felicità di tante persone e imprimere una svolta culturale all’Italia in una direzione più accogliente, rispettosa e all’insegna della libertà di essere se stessi".

Raduno previsto per le ore 18:30, partenza alle 19:30 e arrivo al palco allestito in piazzale Fellini alle 21.

Tutti al Summer Pride!

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E' arrivato il via libera dal Consiglio di Stato sul decreto ponte - che regola il regime transitorio di trascrizione delle unioni civili - per la celebrazione delle prime unioni in attesa dei decreti attuativi: "Possibili entro agosto le prime celebrazioni", ha dichiarato Franco Frattini, presidente della sezione Atti normativi del Consiglio di Stato.

"Con il parere sul decreto Unioni Civili stamane il Consiglio di Stato accende la luce su un diritto." ha affermato Frattini "Un provvedimento di cui vi era assoluta urgenza che, con il nostro parere, oggi può essere adottato immediatamente consentendo a chi ha già presentato domanda ai comuni di avviare il pocedimento.

Nella conferenza stampa di stamane, in cui i giudici del Consiglio di Stato hanno comunicato la decisione, è stato anche chiarito che nodo della cosiddetta obiezione di coscienza dei sindaci contrari alle unioni civili è superato dal testo che parla di ufficiale di Stato civile, una categoria la cui platea è molto ampia.

Auguri!

La prima pagina de "Le Cronache" di Salerno di ieri ha fatto molto discutere per quell'imbarazzante titolo - per usare un eufemismo - "Froci e pervertiti violentano 17enne". In merito, Arcigay e I Ken hanno già presentato segnalazioni all'Ordine dei Giornalisti e all'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR), mentre gli avvocati di Gay Lex hanno denunciato il direttore della testata: "Risponderà direttamente in tribunale".

La notizia

La polemica nasce dal risalto sulla notizia dell'arresto di due persone da parte dae carabinieri di Nocera Inferiore (Salerno) per violenza sessuale nei confronti di un minore. Secondo quanto emerso dalle indagini, la violenza è avvenuta in un centro massaggi di Cava de’ Tirreni, dove il 17enne è stato legato a un lettino e violentato a turno da quattro persone, due delle quali indossavano una maschera che ne ha resa impossibile l’identificazione. I quattro uomini, uno dei quali è il proprietario del centro massaggi, hanno filmato lo stupro con un telefonino. I Carabinieri di Nocera Inferiore hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Salerno su richiesta della Procura salernitana, che ha fatto scattare le indagini a seguito della denuncia presentata dalla madre del minorenne. La donna si era accorta del cambiamento nei comportamenti del figlio, inizialmente attribuendoli a un malessere adolescenziale, ma dopo aver letto alcune conversazioni contenute nel telefonino del ragazzo ha deciso di rivolgersi alla magistratura. Le indagini hanno permesso di ricostruire l’accaduto: i due arrestati, insieme ad altre due persone non ancora identificate in quanto nascoste da maschera e parrucca, hanno attirato l’adolescente all’interno del centro massaggi e, dopo averlo legato, lo hanno costretto a turno a subire atti sessuali, filmando quanto stava accadendo.

La "risposta" del direttore di Le Cronache

Riproponiamo le considerazioni pubblicate su le Cronache di ieri del direttore della testata Tommaso D'Angelo che, anzichè chiedere scusa, si arrampica a giustificare l'ingiustificabile polemizzando con un collega. A voi il giudizio.

"Per correttezza di rapporti non ci occupiamo della linea editoriale degli altri giornali. Ma quando un tale Stefano Tambburini o Tamburini, si permette di offendere la redazione di un giornale in vita fin dal 1994, c’è bisogno di intervenire. Al direttore della Città non è piaciuta la nostra prima pagina odierna. Legittimo. Ma da qui a passare alle contumelie ce ne passa. Saremo anche un giornale da prefisso telefonico, saremo anche brutti sporchi e cattivi ma siamo liberi di decidere. Devo ritenere che la parola frocio che lo ha tanto sconvolto deve averlo particolarmente colpito, forse per gusti personali, non lo so. Di certo non sono problemi suoi se davanti ad una squallida vicenda come quella di Cava, dove ci sono tanti giovani vittime dei due froci e pervertiti e dei loro complici che mi auguro vengano arrestati al più presto, Cronache assume una posizione forte e senza equivoci. Come abbiamo sempre fatto in ogni situazione in cui si chiedeva di scendere in campo.

Noi siamo per la castrazione chimica per queste persone, siamo dalla parte dei ragazzi e ci auguriamo che in carcere venga applicata la giusta legge che al fichetto Tamburini o Tambburrini, scusate ma non frequento le stanze del potere che ogni anni ripianano i debiti che la Città accumula tanto che il Fatto, l’altro ieri, parlava di cessione della testata, potrà non piacere. Noi siamo brutti, sporchi e cattivi ma abbiamo le idee chiare. I pedofili e i violentatori vanno puniti: Tamburini o Tambburrini o come diavolo si chiama, non ha le palle, come noi di dire le cose come stanno. Noi siamo dalla parte dei ragazzi, lui difenda i violentatori. E non ha le palle di rispondere nemmeno al telefono, come tutti i vigliacchi. Se pensa di intimorire Cronache e la sua redazione si sbaglia di grosso, da oggi può stare certo ci occuperemo di Lui e del suo lavoro. Noi siamo amici dei gay, non dei froci violentatori. Lo comprenda bene."

Nasce a Roma la prima casa di accoglienza in Italia per giovani lgbt vittime di violenza, il 'Refuge lgbt', un progetto di  di Croce rossa di Roma e Gay Center, sostenuto dalla Regione Lazio, dalla Città Metropolitana di Roma e dalla Chiesa Valdese, con Gay.it media partner. 'Refuge lgbt' vuole essere la prima casa di ospitalità temporanea in Italia basata a Roma per rispondere alle esigenze di protezione delle persone lgbt che subiscono violenze e discriminazioni. All'inaugurazione erano presenti il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, e il dirigente della Croce rossa Flavio Ronzi. La casa, gestita da personale qualificato - circa dieci tra operatori e volontari per offrire copertura sette giorni su sette e h24 - fornirà assistenza gratuità agli ospiti, istituirà convenzioni per facilitare il reinserimento professionale e supporterà psicologicamente gli ospiti della struttura. All'interno della struttura - di cui non viene divulgato l'indirizzo per motivi di sicurezza - verranno ospitati 8 ragazzi (tra i 18 e i 26 anni) che possono arrivare fino a 12 in casi di emergenza. Per contattare il centro è possibile fare riferimento al numero verde Gay help line 800713713, la chat Speakly Gay help line e la relativa app. "Oggi - racconta emozionato Fabrizio Marrazzo - diamo ai giovani una possibilità di vita. Io ho vissuto una situazione simile, a 18 anni non sono potuto tornare più a casa e una casa come questa non c'era. Io sono tra quelli che ce l'hanno fatta, ma ho avuto miei coetanei che non ci sono riusciti. Questa opportunità potrà aiutare molte persone". Marrazzo spiega che una iniziativa del genere esiste "da anni in Francia, dove ci sono 40 case che ospitano 2mila persone ogni anno". "Abbiamo voluto questo rifugio - aggiunge Flavio Ronzi - perché ci eravamo resi conto che su Roma c'era una forte vulnerabilità. Abbiamo chiesto aiuto a regioni e istituzioni e il progetto nasce anche grazie al contributo regionale per start up. Appena la regione ci ha dato fiducia abbiamo trovato i partner. Ci auguriamo che tutte le istituzioni non ci lascino soli". La Croce rossa di Roma ha anche aperto un social network che si chiama 'AndreA', un progetto che è nato del 2013 e che si è esteso a livello nazionale. Finora riguardava solo la formazione, ora è diventato un vero e proprio social network contro l'omofobia per permettere l'integrazione tra i ragazzi vittime della violenza e per avere anche un supporto da parte degli operatori.

Segnali di un'Italia che, con fatica, comincia ad accogliere la modernità. A Torino la polemica scoppiata in casa PD sulla dicitura del nuovo assessorato "alle Famiglie" (al plurale) e a Rai2 la polemica internazionale scoppiata in seguito alla censura delle scene erotiche gay (ma non di quelle etero) di una puntata del thriller giudiziario Le regole del delitto perfetto mettono a nudo un fronte di bigottismo omofobo che perde su tutta la linea.

La battaglia politica torinese contro la neo sindaca cinquestelle Chiara Appendino comincia nel peggiore dei modi. Dopo partecipazione della prima cittadina al Torino Pride di sabato scorso infatti, dal fronte "cattodem" arrivano le prime bombe: la consigliera PD Monica Canalis ha immediatamente presentato un'interpellanza - che rappresenta il primo atto del PD all'opposizione - sulla la nuova dicitura dell'assessorato retto dall'ex presidente Arcigay Marco Giusta, che ha corretto la dicitura "alla Famiglia" in un più democratico "alle Famiglie".

Il partito Democratico però non è però per nulla compatto su questa linea. Intervistata da Repubblica Torino, Canalis si giustifica: "C'è un pezzo di città che ha apprezzato il mio gesto", aggiungendo che "non c'è da essere coraggiosi nel difendere la famiglia". Si dice poi stupita che il suo partito la attacchi su questo tema, "facendo del male soprattutto a se stesso". Ai colleghi dem della consigliera i quali hanno in effetti ribadito come la sua linea non rappresenti quella del partito, Canalis risponde di essere coerente, citando il percorso che, in Parlamento, ha portato a tre "definizioni precise: famiglia, al singolare, coppie di fatto conviventi e formazioni sociali specifiche. la delega di un sindaco a un assessore è un atto ufficiale dato per legge, quindi deve rispondere alle definizioni della normativa italiana".

In casa Rai pare che il bigottismo sia stato circoscritto a una singola funzionaria. Stando alle dichiarazioni della neo direttore di rete, Ilaria Dallatana, non ci sarebbe stata censura (la stessa rete si è scusata attraverso un messaggio diffuso sui social, ritrasmettendo ieri sera la puntata in versione integrale): "Non c’è stata nessuna censura, - ha spiegato Dallatana - semplicemente un eccesso di pudore dovuto alla sensibilità individuale di chi si occupa di confezionare l’edizione delle serie per il prime time. Capisco l’irritazione, ma mi preme far notare che dopo anni e anni di serie esclusivamente poliziesche Rai2 ha cominciato a proporre titoli di diverso contenuto, quali Le regole del delitto perfetto e Jane the Virgin, che tratta di maternità surrogata. Anche queste polemiche ci aiutano a prendere le giuste misure per il futuro. Come dimostrano anche le scelte fatte per i nuovi palinsesti, Rai2 sarà sempre più sensibile alla complessità del mondo contemporaneo".

La voce del taglio era arrivata anche all’attore americano Jack Falahee — protagonista della serie e del bacio — che ha twittato il suo disappunto ("dannazione, che follia") e lo ha rilanciato ai suoi 300mila follower. Si è mossa addirittura la produttrice, la superinfluente Shonda Rhimes: "La censura di qualunque amore è imperdonabile".

Due scivoloni dell'Italia, anzi di "un pezzo" d'Italia per citare Canalis, che sembra attestarsi su una battaglia culturale persa in partenza, finchè il nostro resterà un Paese libero e civile.

Nonostante la bufera sulle indagini che hanno travolto il ministro Angelino Alfano e suo fratello, l'inchiesta "Labirinto", questa sera il decreto ponte per l'attuazione delle unioni civili diventa realtà. Si devono ancora aspettare le valutazioni del Consiglio di Stato, però ora finalmente la parte più difficile del guado, quella del passaggio dal ministero retto dal capo di un partito certamente non vicino alla sensibilità della comunità LGBT, è passato. Prima dell'autunno, salvo incidenti, le unioni civili potranno finalmente essere celebrate.

"Con questo primo decreto attuativo la legge sulle unioni civili diventa opertiva. Questa sera il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministero dell'Interno è stato trasmesso al Consiglio di Stato per i pareri. Dopodichè i comuni avranno le indicazioni necessarie per costituire le prime unioni civili. Si tratta del primo decreto ponte in attesa dei decreti del Ministero della Giustizia che daranno maggiore completezza alla materia". Lo dichiara in una nota Micaela Campana, responsabile diritti della segreteria del PD e relatrice della legge alla camera dei Deputati. "Oggi arriva il decreto più atteso, quello che rende possibile per molti la costituzione della propria unione. Con questo atto si apre una nuova stagione di diritti per molti cittadini italiani che attendevano questo momento da anni".

Auguri a tutte le coppie, oggi il matrimonio egualitario (che resta l'obiettivo politico di tutto il Movimento LGBT italiano) è un po' meno irraggiungibile.