Mar 28, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017
Valerio Mezzolani

Valerio Mezzolani

L\\\'ormai celeberrima polemica nata dal servizio de Le Iene sul bando da quasi un milione di euro - o meglio sui 55 mila euro che erano stati vinti da un progetto (clicca qui) presentato dall\\\'associazione Anddos assieme all\\\'Università La Sapienza - hanno scatenato la fantasia di molti. Tra le fantasie più colorite quella di Roberto Fiore (anche se di tinte nere piuttosto che floreali), il milionario fondatore di Forza Nuova rientrato in Italia nel 1999 dopo 19 anni di latitanza, quando i reati per cui era stato condannato nel 1985 (banda armata e associazione sovversiva) caddero in prescrizione (vedi qui) . Dal suo profilo Facebook Fiore ha lanciato la proposta di \'incriminare i circoli Anddos per epidemia colposa\'. Ecco quel che si legge:

\\\"Ribadisco con fermezza la necessità di chiudere l\\\'Unar [l\\\'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni governativo, coinvolto nella vicenda come ente erogatore, che ha visto le dimissioni del direttore Francesco Spano dopo la messa in onda del servizio del le Iene] per la manifesta incapacità di distinguere eventuali associazioni meritorie di finanziamenti da altre che meritano invece la chiusura immediata.

Chiedo inoltre che le Procure aprano del fascicoli d\\\'indagine per la fattispecie di epidemia colposa, ex art. 438 del codice penale, sui gestori di certi presunti circoli culturali, finanziati coi soldi di tutti dallo stesso Unar, dove si pratica sesso orribilmente promiscuo tra gay; è il sistema più sicuro per diffondere a macchia d\\\'olio malattie trasmesse sessualmente come l\\\'Aids, non può che esserci colpa se non dolo\\\".

 In passato, Fiore aveva paventato persino la possibilità di convincere uno o più dei suoi 11 figli, qualora qualcuno di loro fosse stato gay, della superiorità dell\\\'eterosessualità e della possibilità di \\\"guarire\\\". (clicca qui) 

 

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(ANSA) - ROMA, 23 FEB - I fondi all\'associazione Andoss non sono stati ancora annullati: al momento, sottolinea la rivista Pride online - che pubblica copia del provvedimento - e\' stata solo avviata la procedura che dovrebbe portare al taglio del finanziamento. \"A quanto ci risulta - scrive Pride online - il Dipartimento non ha ritenuto ancora di ascoltare Anddos, che pure aveva chiesto un incontro urgente nei giorni scorsi. Mentre sembra ritenere credibile la montatura operata dallo show televisivo delle Iene. Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni organi di stampa e istituzionali la graduatoria era ormai definitiva e oggi il Dipartimento avvia l\'annullamento del finanziamento per la sola associazione Anddos che avra\' 10 giorni per presentare le sue osservazioni difensive\". (ANSA)

Da Wired.it (15/2/2017)

Curare l’omosessualità femminile con un trattamento omeopatico. Potrebbe sembrare una notizia di Lercio, visto che, in primo luogo, l’omosessualità non è una malattia e, in secondo luogo, numerosi studi scientifici concordano sul fatto che l’omeopatia sia inefficace per il trattamento di qualsiasi cosa, ma purtroppo è tutto vero.

Il composto è presentato e venduto sul sito di una parafarmacia romagnola che gode dell’autorizzazione al commercio online da parte del Ministero della Salute.

Alla modica cifra di 14 euro per 100 compresse o di 13,60 euro per il flacone da 22 millilitri, è possibile acquistare Dr. Reckeweg R20, un rimedio “per dare sostegno, stimolo e regolazione alle funzioni endocrine femminili”.

Insieme ad altri cinque ingredienti, nella formulazione del preparato si dichiara la presenza di Ovaria, che da fonti online pare essere lo stesso principio che va anche sotto i nomi di Ovininum, Ovinium, Eierstöcke, Oophorinum, Ovar, Ovarialextrakt e Ovaries.

Sull’origine di questa sostanza (presente in concentrazione infime, come sempre in omeopatia) si trova ben poco, se non una generica di estratto ovarico.

Scorrendo tutti i disturbi per cui Ovaria viene consigliata come rimedio, si legge di “irregolarità mestruali, disturbi del climaterio, deficit di memoria, depressione, disturbi funzionali delle ghiandole, complesso di inferiorità, criptorchidismo, enuresi notturna, impotenza, frigidità femminile, tendenze lesbiche, oligo e azzoospermia, congestioni”.

Lasciando per un attimo perdere la comprovata inefficacia dell’omeopatia (gli eventuali benefici dei trattamenti omeopatici sono da considerare – per la comunità scientifica – come il risultato dell’effetto placebo) è veramente difficile credere che un singolo rimedio possa essere efficace nel trattamento di una serie cosi vasta e variegata di sintomi.

Soprattutto, però, le “tendenze lesbiche” non sono né undisturbo né tanto meno una malattia, quindi non si capisce che cosa ci sia da trattare. Si vuole forse alludere al fatto che le donne omosessuali dovrebbero farsi curare per ritornare a essere attratte dall’altro sesso?

Come conferma anche il sito stesso della para-farmacia, il punto vendita romagnolo rientra nel dataset miniteriale con “l’elenco completo degli esercizi commerciali, diversi dalle farmacie, autorizzati alla vendita al pubblico di farmaci”.L’ultimo aggiornamento dell’elenco è di oggi, 14 febbraio 2017.

I primi a segnalare questa storia sono stati i debunker di Bufale Un Tanto Al Chilo (Butac), che hanno anche invocato l’intervento del ministro della salute Beatrice Lorenzin per far correggere il tiro. Altri siti che commercializzano prodotti o consigliano prodotti omeopatici, pur vendendo fuffa, hanno rimosso dalla descrizione del prodotto il riferimento all’orientamento sessuale.

Da Repubblica Torino (4/2/2017)

“L\'arcivescovo dovrebbe soltanto vergognarsi. Mi spiace dover dire questo, perché sono un cristiano, un credente, ma la mia fede, così come quella di Franco, è sempre stata lontana da ipocrisie”. Gianni Reinetti, 80 anni, vedovo di Franco Perrello, con il quale cinque mesi fa erano stati protagonisti della prima unione civile a Torino, reagisce aspramente alle dichiarazioni di monsignor Cesare Nosiglia. E svela un antefatto doloroso rimasto sinora inedito: “Il parroco di Santa Rita voleva negare i funerali a Franco”.
 
Questo succedeva una settimana fa, prima dell\'intervento del delegato vescovile per la pastorale delle persone omosessuali, don Gian Luca Carrega. E molto prima che si riaprisse il caso, ieri, con l\'arcivescovo che non solo ha ribadito la posizione del magistero cattolico sulle “unioni omosessuali”, riaffermando che “non sono assimilabili alla famiglia”. Ma ha smentito le parole che don Carrega aveva pronunciato, sabato, nell\'omelia per i funerali di Perrello nella chiesa di Santa Rita. “Non ha detto quanto i giornali polemicamente hanno riportato, frasi di condanna della Chiesa e di necessità che chieda scusa”, ha assicurato Nosiglia, rispondendo sul settimanale diocesano \"La Voce e il Tempo\" a una lettrice allarmata.
 
“Qualcuno più importante di me dovrebbe chiedervi scusa per la disattenzione, la freddezza e le dimenticanze (della Chiesa, ndr)”, aveva affermato don Carrega alle esequie davanti a decine di testimoni, e ribadito l\'indomani con toni ancora più decisi in un\'intervista a Repubblica. “C\'erano un centinaio di persone presenti che hanno sentito quelle affermazioni e possono testimoniarle”, tiene a ricordare Reinetti. Del resto parole come quelle erano state fatte proprie anche da papa Francesco: “La Chiesa – aveva detto rientrando dal viaggio in Armenia – dovrebbe chiedere scusa ai gay che ha offeso”.
 
Per l\'arcivescovo Nosiglia, però, quelle frasi non sono mai state pronunciate dal pulpito di Santa Rita. “Dette, sono state dette – testimonia la senatrice Pd, Magda Zanoni, amica della coppia, anche lei presente alle esequie – Mi avevano talmente colpito che dopo la cerimonia ero andata a ringraziare don Carrega”. Il vescovo invece non ha nulla da ringraziare. Dà la colpa ai giornali. E bolla tutta la faccenda come “una polemica in salsa rosa piccante, in cui rischia di esserci di tutto meno che la corretta informazione sui fatti avvenuti e le parole pronunciate”.
 
Da parte sua il vedovo di Franco respinge al mittente l\'accusa di “non rientrare nel disegno di Dio”: “In 52 anni di vita assieme ci siamo sempre sentiti una famiglia”. E torna con la mente a un momento doloroso: “Quando – racconta Reinetti – sono andato a parlare con il parroco, don Lello Birolo, per il funerale, mi sono sentito dire: non posso celebrare il rito per una persona che si trovava in una condizione di contrarietà con gli insegnamenti della Chiesa”. Gianni ha protestato con il prete e, dopo aver insistito, sono arrivati a una mediazione: “Avrebbe celebrato il rito a patto che non ci fossero state contestazioni”. Contestazioni, proprio così. Questo mentre interpellato da Repubblica il parroco assicurava: “Sarà un funerale normale, non ci sono ragioni per dare giudizi o fare pettegolezzi”.
 
Qualcuno nella cerchia di amici della coppia va alla ricerca di un\'alternativa. E viene chiamato a presiedere il rito don Carrega. Che, a quel punto, conoscendo il motivo per cui è lì, si sente quasi in dovere di scusarsi: “Qualcuno più importante di me dovrebbe chiedervi scusa”. “Quelle sue parole – dice Gianni – mi avevano fatto tornare felice dopo li rifiuto ricevuto dal mio parroco a Santa Rita”.

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Oblivion: the Human Jukebox. Dal 31 gennaio al 19 febbraio 2017 MTM Teatro Leonardo, Milano Cinque contro tutti. Un articolato mangianastri umano che mastica tutta la musica e la digerisce in diretta in modi mai sentiti prima. Questo è Oblivion: the Human Jukebox, lo spettacolo dei cinque madrigalisti che rileggono canzoni famose, da sempre amati dal pubblico Lgbt.

Alla perversa creatività dei cinque cialtroni più irriverenti del teatro e della rete si aggiunge, questa volta, quella del loro pubblico che contribuirà a creare il menù della serata suggerendo gli ingredienti della pozione. Gli Oblivion hanno in repertorio tutti i grandi della musica italiana e internazionale e sono pronti ad affrontare sfide sempre più difficili a colpi di cazzotti, mash-up, parodie, duetti impossibili e canzoni strampalate. Un flusso di note e ritmi infinito che prenderà vita davanti agli occhi attoniti degli spettatori, ogni sera, per una esperienza folle e mai ripetibile. L\'improvvisazione e l\'emozione è assicurata: nessuno spettacolo sarà uguale al precedente. Dai Ricchi e Poveri ai Rapper, da Ligabue ai Cori Gospel, da Morandi ai Queen, tutte le canzoni senza farne nessuna. Uno schiacciasassi che trangugia e livella Sanremo, X Factor, Albano e Il Volo. Un interessante osservatorio per tastare il polso musicale delle città: «A Milano sembra di essere su Spotify, ci chiedono di tutto dal rock alla musica africana — ha dichiarato Lorenzo Scuda al Corriere della Sera — mentre a Roma il 70% delle richieste sono Ranieri, Baglioni, e Renato Zero, per questo qui osiamo proporre il nostro scellerato progetto, “La storia del rock a 5”, una sorta di Wikipedia con più di 60 gruppi in ordine cronologico, da Bowie a Santana, da Marilyn Manson ai Pink Floyd; come abbiamo colmato le lacune su Alessandro Manzoni con “I Promessi Sposi in 5 minuti”, ora lo facciamo con il rock».

Oblivion: the Human Jukebox è la playlist che non hai mai avuto il coraggio di fare, uno Spotify vivente che provoca scene di panico, isteria collettiva, ma soprattutto interminabili richieste di bis!

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Articolo tratto da IrpiniaNews.it (20/01/2017)

Mai come negli ultimi tempi il pellegrinaggio da Mamma Schiavona del 2 febbraio ha assunto un rilievo nazionale per la partecipazione del movimento Lgbt. La tradizionale “juta” della Candelora è storicamente caratterizzata dalla presenza di omosessuali in quanto alla Madonna di Montevergine viene attribuita la particolare funzione di proteggere ed intercedere per le persone Gay.

Proprio per i suddetti motivi, l’Amministrazione Comunale di Ospedaletto d’Alpinolo ha programmato una serie di iniziative che si sviluppano dal 29 gennaio al 2 febbraio. Il pellegrinaggio coinvolge particolarmente il borgo irpino, poiché il suo nucleo urbano è situato in prossimità dell’Abazia Benedettina ed ha sempre avuto una funzione di accoglienza e logistica per i pellegrini.

Primo bagno “no gender”.

La programmazione parte il 29 gennaio alle ore 10 dove, nella storica Piazza Mercato, luogo di transito e sosta del pellegrinaggio, verrà inaugurato il bagno pubblico Unisex, il primo bagno pubblico NO GENDER in Italia, “convinti di dover affrontare un tema sollevato dalla comunità gay” si legge in una nota del comune, mentre in serata alle 21:30 è previsto il concerto degli Spaccapaese, gruppo storico della tradizione musicale campana.

“Siamo arrivati a realizzare i bagni pubblici unisex dopo un confronto di maggioranza che abbiamo avuto in queste settimane all’interno dell’amministrazione ma, anche grazie al  grande apporto dell’ufficio tecnico che ha immediatamente recepito l’indirizzo politico ed a dato seguito alla riorganizzazione dei vespasiani”.

“La riqualificazione di piazza Mercato –  ha ribadito l’architetto Vincenzo Gargano dirigente dell’Utc del Comune di Ospedaletto – è stata realizzata seguendo una logica di architettura smart e sostenibile, oltre alla raccolta delle acque reflue che confluiscono in un serbatoio che permette di alimentare i sistemi di antincendio e di irrorare le nostre aree verdi, abbiamo un sistema di alimentazione elettrica autosufficiente mediante pannelli solari e punti luce a led. La proposta della maggioranza a permesso di rendere ancora piùsmart la dimensione architettonica della piazza, infatti è necessario sottolineare che l’invisibilità sociale e politica si alimenta anche attraverso la creazione di spazi fisici escludenti, è responsabilità dei progettisti rimuovere e riorganizzare i luoghi in cui si perpetra in modo silente la discriminazione di genere, e ciò significa agire anche sulle architetture”.

Consiglio Comunale Straordinario.

Il giorno 1 febbraio alle ore 18:30 è in programma un Consiglio Comunale Straordinario, in cui verrà concessa la Cittadinanza Onoraria ad una coppia gay abruzzese di origini ospedalettesi. Orlando e Bruno sono stati la prima coppia a sposarsi con il provvedimento delle unioni civili (legge Cirinnà). Per l’occasione la Senatrice sarà in contatto con il Consiglio Comunale mediante una video conferenza. Chiude la cerimonia il concerto di Marcello Colasurdo.

“Questo provvedimento – ha sottolineato Carlo Preziosi delegato alla cultura ed al Turismo – nel suo complesso, intende dare CITTADINANZA (Citizen Gay) alle motivazioni più profonde del movimento e della cultura dei diritti civili degli omosessuali, riconoscendo in Bruno Di Febbo e Orlando Dello Russo una esperienza in grado di rappresentare gli affetti ed i diritti delle identità gay”.

Ospedaletto contro la violenza di genere.

Il 2 febbraio alle ore 10 saranno scoperte due targhe poste all’inizio e alla fine del territorio comunale, in cui è stato riportato un ammonimento alle violenze di genere, la targa recita: “Ospedaletto d’Alpinolo è contro la omotransfobia e la violenza di genere”. A scoprire la targa, oltre alle autorità locali, ci saranno l’assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania, Chiara Marciani, Vladimir Luxuria, Carlo Cremona e Donata Ferrante dell’associazione i Kenonlus, componente del Tavolo Nazionale Antidiscriminazione del UNAR. Il programma continua con le esibizioni delle Paranze tradizionali fino a tarda sera.

Il sindaco Antonio Saggese, entusiasta della quadra trovata intorno a questi temi dalla sua maggioranza ha chiosato a riguardo che: “questa è una chiara assunzione di responsabilità politica che come Amministrazione dovevamo assumerci, dobbiamo essere in grado di accompagnare e la nostra comunità verso i cambiamenti che stanno investendo la società ed il costume nel suo complesso, Ospedaletto con la sua grande storia di accoglienza e terra di pellegrinaggio, deve oggi saper interpretare e reagire senza paure e remore ma, con consapevolezza, comprendendo che, anche lo sviluppo economico del territorio ha maggiore possibilità di successo li dove c’è una società che riconosce i diritti e le esigenze di tutti”.

Da Milano Today (23/01/2017)

MILANO - Michele ha il naso rotto, sbriciolato. A Marcello è andata peggio: dovrà operarsi alla scatola cranica a causa di una frattura scomposta dell’osso frontale. Il branco, come lo descrivono loro stessi, si è accanito contro di loro con violenza e ferocia, senza un perché o forse - ma per ora è poco più che una sensazione, orrenda - lo ha fatto per un motivo preciso. 

Non sanno ancora darsi una spiegazione i due ragazzi aggrediti sabato notte nel parcheggio di una nota discoteca milanese in zona Porto di Mare.

Le due vittime e un terzo ragazzo, tutti giovanissimi, avevano trascorso la serata nel locale, dove era in calendario una serata gay. Poi, al momento di noleggiare un’auto per tornare a casa, - verso le quattro di notte - l’incontro con gli aggressori, sette o otto coetanei. 

\"Siamo stati aggrediti da un gruppo di ragazzi senza nessuna motivazione\", il racconto di una delle vittime a MilanoToday. A scatenare l’ira del branco, secondo le parole dei giovani, sarebbe stato un semplice contatto - spalla a spalla - tra uno dei picchiati e uno degli aggressori.

Dagli insulti ai fatti il passo è stato brevissimo. \"Mentre aprivamo l’auto hanno colpito uno dei miei amici con una bottigliata in faccia e l’altro con un pugno in pieno volto - la ricostruzione dell’amico delle due vittime -. Io non ho potuto far altro che chiudermi in macchina e chiedere aiuto, mentre lì fuori c’erano almeno venti persone - dice con amarezza - che non si sono avvicinate a noi neanche quando gli aggressori erano già andati via\". 

\"I miei due amici sono in ospedale al Policlinico con diverse contusioni e fratture e devono subire interventi chirurgici solo perché - l’amara constatazione del ragazzo - qualcuno ha voglia di divertirsi così di sabato sera\". 

Ma forse, anche se per il momento è soltanto una ipotesi, dietro l’aggressione potrebbe esserci altro. Wequal, un’associazione che promuove l’uguaglianza delle persone, ha già fatto della storia di Michele e Marcello l’emblema della loro campagna \"Omofobia stop\".

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La notizia dell\'ultimo atto del presidente uscente degli Stati Uniti uscente, quello di graziare Chelsea (già Bradley) Manning ha ormai fatto il giro del mondo. L\'ex analista d\'intelligence era stata condannata a 35 anni di carcere per aver passato file segreti a Wikileaks di Julian Assange, il quale si era dichiarato disposto a consegnarsi se la Manning fosse stata graziata, promessa che poi ha ritirato. Gaynews, pubblicando la notizia tratta da Avvenire (ebbene sì) vuole fare un\'operazione che va oltre il puro ambito giornalistico ma che è di ordine etico: vuole ossia fornire ai suoi lettori (i quali con molta probabilità non frequentano il giornale cattolico) uno sguardo sul sadismo col quale le persone transfobiche continuino ad appellare al maschile un essere umano che ha dichiarato di sentirsi donna e che si è operata pur essendo nata nel corpo di un uomo. Buona (o meglio, cattiva) lettura.

Da Avvenire.it (18/01/2017)

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha deciso di cancellare gran parte della pena di Bradley Manning, che in questo modo sarà libero il prossimo 17 maggio, dopo sette anni di carcere. Nel 2010 Manning (che nel frattempo ha cambiato nome in Chelsea Manning, dopo avere affrontato il cambiamento di sesso) è stato condannato al carcere per aver consegnato a Julian Assange, che poi li pubblicò su WikiLeaks, decine di migliaia di documenti segreti legati alla guerra americana in Iraq. Tra questi quelli che dimostravano le morti di civili avvenute in un attacco a Baghdad e tenute nascoste.

 

Manning - 29 anni, arrestato in Iraq in una base militare Usa - era stato accusato di reati contro la sicurezza nazionale e per questo avrebbe dovuto restare in prigione fino al 2045. La decisione di Obama - che arriva a due giorni dalla fine della sua presidenza - ha destato molto scalpore. Soprattutto perché il trans ha provato due volte a suicidarsi e le sue condizioni di salute sono visibilmente peggiorate negli ultimi anni. Manning è detenuto nel carcere militare maschile di Fort Leavenworth in Kansas.

La Casa Bianca: il caso di Snowden è diverso

Negli ultimi giorni, la Casa Bianca ha fatto sapere di stare prendendo in seria considerazione la richiesta di commutare la pena avanzata dall\'ex militare, mentre invece ha liquidato la richiesta di perdono presentata per conto di Edward Snowden, l\'informatico che aveva rivelato il programma di spionaggio dell\'Nsa dando il via al Datagate. Per Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca, le due questioni sono molto diverse: \"Chelsea Manning è una persona che è passata attraverso il processo della giustizia militare, è stata processata, è stata riconosciuta colpevole, condannata per i suoi crimini e ha riconosciuto di aver agito in modo illecito. Snowden è fuggito nelle mani di un avversario e ha trovato rifugio in un paese che di recente ha fatto sforzi per minare la fiducia nella nostra democrazia\", ha detto Earnest. Infine Earnest ha fatto notare che mentre Manning ha diffuso documenti che \"hanno danneggiato la sicurezza nazionale\", quelli resi pubblica da Snowden sono \"molto più gravi e molto più pericolosi\".

Ecco cosa ha rivelato Manning

Manning in Iraq ha lavorato come analista d\'intelligence, cosa che gli ha permesso di accedere a un network criptato con informazioni militari Usa. Ha poi copiato centinaia di migliaia di dispacci militari dell\'Iraq e dell\'Afghanistan, rivelando la cattiva condotta dell\'esercito nei confronti dei detenuti iracheni: soprattuttoabusi negli interrogatori. I documenti mostrano anche il tentativo di coprire il vero numero di morti civili. I dati contenevano anche 250.000 cablogrammi di diplomatici destinati alle ambasciate americane nel mondo con elementi su Guantanamo, Iraq e Afghanistan. Manning ha deciso di renderli pubblici per iniziare una \"discussione, un dibattito e una riforma a livello mondiale\", come ha ammesso nel corso del processo. I documenti sono stati pubblicati da WikiLeaks in collaborazione con il New York Times.

La presidenza Obama generosa con i detenuti

Negli ultimi giorni Obama ha concesso 209 commutazioni di pena e 64 grazie. Il presidente uscente ha ridotto le pene a 1.385 persone, la maggior parte delle quali hanno commesso crimini minori, soprattutto legati allo spaccio di droghe. Quella di Obama è stata la presidenza Usa che ha concesso più condoni e più sconti di pena: per fare un esempio diretto, George W. Bush nei suoi otto anni ha commutato le pene a 11 detenuti e ne ha graziati 189.

Roma, 14 gen. (askanews) - Con l\'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dei 3 decreti attuativi definitivi si conclude oggi in modo molto positivo l\'iter della legge sulle Unioni Civili. Non possiamo non ringraziare il Ministro della Giustizia Andrea Orlando per il suo lavoro, Monica Cirinnà per il suo decisivo impegno, Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e, ovviamente, tutto il movimento Lgbt per i suoi 30 anni di lotte per i diritti delle coppie omosessuali.

Franco Grillini, presidente Gaynet Italia, e leader storico del movimento omosessuale spiega: \"Sono già migliaia le coppie gay e lesbiche che hanno celebrato le Unioni Civili ed almeno altre tremila sono in attesa della cerimonia, ciò significa che la legge è stata un grande successo e che migliaia di persone lgbt ora si sentono più sicure nei loro affetti e nella loro vita quotidiana. Se a ciò aggiungiamo che la legge si compone anche di una seconda parte che riconosce tutte le convivenze e che anche questa parte è già stata utilizzata da molte persone, possiamo dire che oggi in Italia le famiglie di ogni tipo sono riconosciute e tutelate nell\'interesse di tutta la collettività\".

GAMBIA. Dopo 22 anni ha perso le elezioni Yahya Jammeh, presidente del Gambia: tra le varie cose è stato fortemente criticato dalla comunità internazionale per le sue politiche apertamente in contrasto con i diritti umani e per il suo atteggiamento repressivo verso l'omosessualità. In vari discorsi pubblici ha espresso la propria avversione verso le persone omosessuali promuovendo la loro criminalizzazione e minacce di morte. Purtroppo però è presto per cantar vittoria.

da Il Post (10/12/2016)

Yahya Jammeh, presidente del Gambia dal 1994, ha contestato e annullato il risultato delle elezioni che si sono svolte lo scorso primo dicembre e sono state vinte dal suo sfidante, il candidato dell’opposizione Adama Barrow. Jammeh lo ha annunciato ieri sera sulla televisione di stato, ritrattando quanto detto in precedenza: il giorno dopo le elezioni aveva accettato il risultato elettorale, aggiungendo di voler «collaborare per la pace e la stabilità», senza le quali «in Africa non si può ottenere niente». La vittoria di Barrow, e soprattutto il fatto che Jammeh avesse riconosciuto la sua sconfitta, era stata una notizia sorprendente e accolta positivamente dagli osservatori di tutto il mondo, perché il Gambia sembrava essere riuscito per la prima volta nella sua storia a deporre in maniera democratica un leader autoritario. Jammeh, in teoria, dovrebbe lasciare il suo incarico a Barrow a gennaio, dopo un periodo di transizione.  La vittoria di Barrow era stata molto stretta: inizialmente sembrava che avesse ottenuto 50mila voti in più di Jammeh, ma poi la Commissione Elettorale Indipendente, un organo locale che supervisiona le elezioni, ha abbassato la cifra a meno di 20mila voti.

Nel suo annuncio, Jammeh ha chiesto che si torni a votare e ha giustificato la sua ritrattazione spiegando: «Dopo un’attenta indagine ho deciso di rifiutare l’esito delle recenti elezioni. Sono dispiaciuto per il fatto che ci siano state serie e inaccettabili irregolarità durante il processo elettorale». Jammeh ha cambiato la sua posizione sul risultato elettorale dopo che il capo della nuova coalizione di governo, quella eletta il 1 dicembre, aveva detto che entro un anno Jammeh sarebbe stato indagato per i suoi crimini: le organizzazioni per la difesa dei diritti umani lo hanno più volte accusato di aver imprigionato, torturato e ucciso i suoi oppositori per ragioni politiche.

Dopo l’annuncio di Jammeh, gruppi di soldati hanno disposto sacchi di sabbia in alcuni punti di Banjul, la capitale del Gambia, preoccupando la popolazione che già prima delle elezioni aveva accumulato cibo per paura dei possibili scontri per le strade. Nel suo messaggio Jammeh ha detto che avrebbe reagito duramente contro chi fosse sceso per strada per protestare. Il portavoce di Barrow ha detto che il presidente eletto ha ricevuto una telefonata dal generale Ousman Badjie, capo dell’esercito, che gli ha assicurato la sua lealtà. Tuttavia, secondo fonti diplomatiche sentite da Reuters, alcuni membri dell’esercito che fanno parte dei Jola, il gruppo etnico di Jammeh, potrebbero continuare a obbedire al presidente in carica.

La portavoce dell’opposizione Isatou Touray ha detto che Jammeh sta compiendo una «violazione della democrazia» e ha invitato i cittadini a restare calmi e non reagire. Il Senegal – il paese in cui il Gambia è “contenuto” (è una striscia di terra con un solo sbocco sul mare, e circondato dal Senegal) – ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tenga un incontro di emergenza per discutere la situazione nel paese, visto che in questo momento il Senegal è uno dei membri non permanenti del Consiglio. Parlando in televisione il ministro degli Esteri senegalese Mankeur Ndiaye ha chiesto a Jammeh di accettare il risultato elettorale e lo ha «solennemente» pregato di non danneggiare gli interessi del proprio paese o dei suoi cittadini che vivono in Gambia. Nel 1981 l’esercito del Senegal era intervenuto in Gambia per impedire un tentativo di colpo di stato contro l’allora presidente Dawda Jawara (al potere dal 1962 al 1994). Secondo Jammeh il Senegal avrebbe poi sostenuto un tentativo di colpo di stato contro di lui nel 2006.

Federica Mogherini, alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Esteri, ha detto che la ritrattazione di Jammeh è inaccettabile, e che lo ha invitato per conto dell’UE a rispettare la legge e la volontà dei cittadini del Gambia. Il dipartimento di stato americano ha accusato Jammeh di voler restare al potere in modo illegittimo. Per alcune ore il sito del governo del Gambia ha mostrato una fotografia di Adama Barrow con il messaggio «La lotta continua, la vittoria è certa» in portoghese, una delle lingue parlate nel paese. Da poco il sito è offline; la fotografia che si vedeva prima, probabilmente pubblicata da un hacker, è stata tolta.