Mar 28, 2017 Last Updated 4:05 PM, Feb 27, 2017

Aids:infettivologo, chiave è aggredire virus subito

Published in Salute
(di Manuela Correra) (ANSA) - ROMA, 21 LUG - Aggredire il virus dell'Hiv sin da subito per 'smorzarne' in qualche modo l'effetto, prima che si radichi saldamente nell'organismo. E' questa la chiave che potrebbe essere alla base dei lunghi periodi di 'arretramento' del virus in soggetti che hanno sospeso le terapie da anni, come nel caso della ragazza francese diciottenne che non presenta più tracce di virus replicante da ben 12 anni. A spiegarlo dal Congresso mondiale sull'Aids in corso a Vancouver, dove è stato annunciato il caso francese, è l'infettivologo Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell'Istituto superiore di sanità (Iss). ''A livello mondiale - chiarisce l'esperto - quello della ragazza francese non è l'unico caso nel suo genere: si registrano infatti alcune centinaia di pazienti che hanno interrotto i trattamenti con farmaci antiretrovirali da una decina d'anni e non presentano più virus che si replica. Si tratta di un numero limitato, tenendo conto che a livello globale i sieropositivi sono circa 40 milioni, dei quali il 30% con Aids conclamato. Ma sono casi significativi: la sfida è appunto capire esattamente quali siano i meccanismi che rendono possibile tale regressione del virus a lungo termine, perchè questo - sottolinea - ci permetterebbe di mettere a punto un vaccino efficace''. Certezze, dunque, al momento non se ne hanno, ma ciò che si è rilevato, afferma Vella, ''è che le regressioni
a lungo termine del virus si sono registrate, di solito, appunto in pazienti che sono stati trattati precocemente: sin dalla nascita o subito dopo aver contratto l'infezione in età adulta''. Ciò lascia presupporre che, probabilmente, il trattamento precoce ''indebolisce in qualche modo il virus, anche se va precisato che, per ragioni ancora non chiare e che stiamo indagando, alcuni soggetti riescono a sviluppare una risposta immunitaria particolare che rende i farmaci non più necessari''. Va tuttavia chiarito, aggiunge Vella, che ''la ragazza francese, come gli altri casi simili, non è guarita: il virus è sempre presente, ma è 'dormiente', sotto controllo e non più in grado di replicarsi portando alla malattia, e ciò grazie all'azione del sistema immunitario''. Anche per Paolo Rossi, direttore del Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero del Bambino Gesù di Roma e coordinatore del consorzio EPIICAL che riunisce i più grandi centri che si occupano di HIV pediatrico al mondo, ''il concetto alla base della remissione del virus è la centralità della terapia precoce''. E' quest'ultima che ''determina una serie di fattori virologici e immunologici che favoriscono il controllo del virus'' anche se, conclude l'infettivologo, ''i fattori che sono responsabili di questo controllo non sono ancora completamente conosciuti''.(ANSA).

 

11/08/15 05:52