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Daniela, la compagna, due figli «La nostra vita senza diritti»

  • Ott 16, 2015
  • By  Corriere Veneto
Published in Vita Di Coppia

TREVISO «La proposta di legge sulle unioni civili e l'adozione dei figli del partner cambierebbe la vita dei nostri bambini. Darebbe nuovi diritti a loro, non a noi adulti». Lo dice una donna, lo dice una mamma. Daniela vive a Treviso con la compagna e i due figli, una ragazzina di 13 anni e il piccolo di uno, figli biologici, figli di entrambe ma per la legge, oggi, di una madre sola. È una famiglia che si districa ogni giorno fra i problemi di tutte le altre, i bambini da portare a scuola, il lavoro, le visite dal medico, le bollette da pagare, la cena da preparare. Ci sono due mamme, la differenza è solo qui. In questi giorni il governo sta discutendo un disegno di legge sulle unioni civili e la stepchild adoption (letteralmente, l'«adozione del figliastro») anche nelle famiglie omogenitoriali (genitori dello stesso sesso), con non poche difficoltà di trovare la quadra in maggioranza fra Pd e Ncd.

Anche a Treviso la discussione per istituire il registro delle unioni civili era stata travagliata, arrivando alla fine al regolamento e al registro vero e proprio un anno fa. Le coppie non sposate, gay ed etero, che convivono possono tramite la registrazione avere tutele delle coppie unite in matrimonio. «Le iscrizioni sono cinque al momento – ha detto il sindaco Giovanni Manildo -. Abbiamo creduto in questo registro, ma dev'essere lo Stato ad allineare la catena di diritti e tutele, non possono essere i Comuni a guidare il processo. Abbiamo visto anche cos'è successo con la richiesta di registrazione dei matrimoni fra coppie gay celebrati all'estero, i Tar hanno dato risposte discordi. Serve una posizione unitaria a livello centrale».

Venerdì 16, a Treviso, si apre il dibattito. Lo spunto per la conversazione è il libro della milanese Sara Key dal titolo «Genitori gay – good as you»: lo presenta il coordinamento Lgbte alla libreria Feltrinelli (via Canova, ore 18); fra il pubblico ci saranno anche Daniela e la compagna. «Un alto numero di studi scientifici ha dimostrato che non ci sono differenze di capacità genitoriale tra coppie omosessuali ed eterosessuali – spiega Marina Marzari, la coordinatrice Lgbt trevigiana -. L'Italia è in ritardo rispetto ad altri Paesi nel disciplinare le "nuove" famiglie, che divergono dal cosiddetto modello "tradizionale". Per questo porteremo dati scientifici, perché un conto sono la morale, l'etica e le opinioni, un altro la realtà. Questi figli esistono, lo Stato deve tutelarli». Sono bambini che nascono e crescono con l'affetto di due genitori. «Nostra figlia è grande e consapevole – continua Daniela -, abbiamo sempre parlato ed è una ragazza serena, con molti amici che frequentano casa nostra, senza alcun problema».

Per la donna e la sua compagna la stepchild adoption sarebbe un passo in avanti. «Non sarebbe un'adozione piena, ma chi dice di preoccuparsi del benessere dei bambini deve capire che è un provvedimento per tutelare loro, non gli adulti – chiude la mamma -. Sono i nostri figli ma per la legge ognuno è figlio di una madre single. A Treviso conosco almeno altre due coppie che vivono la nostra stessa attesa di questa proposta di legge. Garantirebbe la continuità affettiva in caso di separazioni o lutti, nell'interesse prima di tutto dei bambini».