99

Lei e lei, lui e lui: per un figlio diventiamo (finti) etero. Al cinema i diritti negati in un film tutto toscano

sarebbe stato facileCASALE MARITTIMO – E’ un viaggio leggero, tra comicità e scorci del paesaggio toscano, sul riconoscimento delle unioni gay. “Sarebbe stato facile”, il film di Graziano Salvadori presentato in anteprima a Casale Marittimo nella rassegna “Segni particolari tutti” di Katia Beni, conduce lo spettatore in punta di piedi nella selva di perbenismo, ipocrisie e privazioni che devono affrontare oggi le coppie omosessuali. Girato un anno fa tra Fucecchio, Lucca, Pistoia, Cerreto Guidi e Capannoli, il film racconta di quattro amici che sono due coppie omosessuali: dovranno scambiarsi il partner e fingere di essere due coppie etero per sposarsi e adottare dei figli. «L’idea mi è venuta nel 2009: avevo a cena un amico e ho sgridato i miei figli perché disturbavano – racconta Salvadori – allora lui mi disse: perché li sgridi? Almeno te sei fortunato ad avere dei figli, mentre io non potrò mai farlo. Da lì ho pensato a un testo e a personaggi con il volto degli amici di sempre. Con Katia e Niki avevo appena fatto in teatro “Indovina da chi andiamo a cena?” di Donatella Diamanti, che sostituisce ai bianchi e neri della commedia di Kramer eterosessuali e omosessuali». La Beni, che per Casale ha ideato un cartellone teatrale a base di comicità ma anche di temi sociali forti, interpreta un’imprenditrice della moda con la compagna stilista, ma indosserà l’abito nuziale per sposare l’amico Luigi, alias Salvadori. «Sotto le mura di Lucca sono perfino inciampata nel vestito… e Graziano ha lasciato la scena nel film! – dice l’attrice, a teatro con Anna Meacci per “Ticket e Tac” – Per la prima volta sono protagonista di un film, non mi pesava la sveglia alle 6 per andare sul set. Graziano, venendo dal cabaret, è stato coraggioso a mettersi dietro la macchina da presa. Il protagonisti invece sono quattro non coraggiosi, che vivono una vita di finzione pur di accedere alla paternità e maternità. Per me la questione fondamentale sono i diritti, non tanto l’essere chiamati “froci”, per cui oggi in Italia si può essere denunciati, ma avere le stesse opportunità degli eterosessuali. Una cosa che mi sembra del tutto fuori luogo è l’affermazione del Papa per cui le coppie omosessuali sono una minaccia per la pace…». «Allora il nostro è un film di guerra – incalza Salvadori – perché per i nostri personaggi sarebbe stato facile avere figli se fossero stati etero ma da omosessuali non è per nulla semplice». Nel cast ci sono anche Gaetano Gennai, Alessandro Paci e Novello Novelli. Una versione in forma di video sarà proiettata al concerto del primo maggio in piazza San Giovanni a Roma. Federica Lessi

Filed in: Spettacoli Tags: 

Get Updates

Share This Post

Related Posts

99 Responses to "Lei e lei, lui e lui: per un figlio diventiamo (finti) etero. Al cinema i diritti negati in un film tutto toscano"

Leave a Reply

Submit Comment
Immagine CAPTCHA
*
© 2013 gaynews.it. All rights reserved.
Copyrights - ©2012 Gaynet All rights reserved. Gaynews.