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Appuntamenti

Mio marito è una lei, la storia di Alessandra

  • Written by Il Gazzettino
  • Published in Appuntamenti

«Lei è mio marito» e non c'è nessun errore grammaticale. E la storia di Alessandra Gracis, avvocato di Conegliano nata uomo ma diventata donna dopo un intervento a San Francisco nel 2012, e sposata con Roberta dal 21 dicembre 2012, è al centro di un documentario diretto da Gloria Aura Bortolini e Annamaria Gallone, che sarà proiettato all'Edera di Treviso il 23 novembre alle 20.30. "Lei è mio marito" anticipa la complessità della vicenda raccontata nei 53 minuti di film: la transizione di un uomo che decide di operarsi negli Usa per avere il corpo di una donna. Alla sua lunga e appassionata testimonianza si alterna quella della sua compagna, Roberta, che le rimane accanto nonostante mille dubbi dolorosi. Il documentario, che intercala alla narrazione cronologica una serie di flashback, racconta il periodo precedente all'outing e gli ultimi tormentati anni della nuova vita fino al 21 dicembre 2012, data in cui viene celebrato il matrimonio civile di Alessandra e Roberta. Un matrimonio che resta valido finché Alessandra, per lo Stato, risulta essere un uomo.
Prodotto dalla Kenzi Productions di Milano, il film approda per la prima volta in una sala cinematografica. «Sarà una serata con molti ospiti - racconta Alessandra che alle dieci di sera è ancora nel suo studio di Conegliano subissata dal lavoro e dalla corrispondenza delle persone coinvolte nel doloroso cammino del cambiamento di sesso -. Potrebbe esserci Giovanardi, uno dei pochi che si batte per una legge che riconosca i diritti delle coppie omosessuali e transessuali». All'incontro Alessandra ha invitato anche l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto, «che non mi ha dato conferma - aggiunge - così come Claudio Dario, direttore dell'Ulss padovana, dove è stato da poco istituito un consultorio, il primo nel Veneto, dedicato alle persone che vogliono mutare la loro identità sessuale. Un incerto passo nell'attuazione della legge regionale del 29 giugno 1993 con il quale la giunta "si impegnava entro 30 giorni a individuare un ospedale in cui si effettuino gli interventi per cambiare sesso". Da allora sono passati 22 anni!».
L'evento è pubblicizzato in rete da una pagina Facebook e dal trailer di "Lei è mio marito". Il racconto inizia con alcune foto e filmati di quando Alessandra era un bambino e giocava in riva al mare: «Io ricordo che a undici anni ho cominciato a indossare qualche abito femminile che trovavo in giro per casa, e da allora non ho più potuto fermarmi, anche quando ormai da adulto capivo che era una cosa illogica, irrazionale, un sogno che vivevo con grande senso di colpa e angoscia». Poi la telecamera si sposta in un bar: davanti a un caffè, Alessandro guarda negli occhi Roberta e le dice: «Siamo alla vigilia di questa cosa tremenda che io però ho sempre desiderato».
Nella scaletta dell'evento anche la performance artistica di Stefy Galzenati Rodriguez con il maestro d'arpa Andrea Bonaldo, e la partecipazione al dibattito con il pubblico di Marina Marzari del Coordinamento Lgbte Treviso, Valentina Pizzol dell'avvocatura dei diritti Lgbt rete Landford e di Alberta Xodo e psicologa psicoterapeuta.