log in

Cultura

A Bologna il 26 maggio un convegno sulla storia di genere e dell'omofobia

  • Written by 
  • Published in Cultura
Rogo di due sodomiti, 1482. Zentralbibliothek, Zurigo. (clicca sull'immagine) Rogo di due sodomiti, 1482. Zentralbibliothek, Zurigo. (clicca sull'immagine)

Segnaliamo un interessante convegno che si terrà a Bologna il 26 maggio, organizzato dal Dipartimento Storia Culture Civiltà dell'università felsinea, dal titolo "Percorsi di storia di genere tra moderno e contemporaneo".

\r\n

L'iniziativa, organizzata da Vincenzo Lagioia (di cui è previsto l'intervento dal titolo "Indicibili delitti: Francesco Aretino, teologo e confessore del granduca Francesco I") si preannuncia come un momento culturale importante per la riflessione sulla nostra storia, nella prima parte che si svolgerà in mattinata dedicata alle "Trasgressioni e sessualità in epoca moderna" e nella seconda sessione pomeridiana sui "Percorsi della cultura delle donne e sulle donne in età contemporanea".

\r\n

Come è nata la persecuzione sistematica dell'omosessualità in seno alla nostra civiltà?

\r\n

Gaynews ha posto alcune domande ad uno dei relatori del convegno, Francesco Lepore, sul suo contributo "Quis est haeretice? Omosessualità e costruzione d'un modello identitario cristiano".

\r\n

In cosa consiste, dottor Lepore, il modello identitario cristiano a cui dedica il suo intervento, e quando nasce questa relazione tra identità cristiana e condanna della sodomia?

\r\n

Sulla scorta della lettera di Paolo ai Romani (1, 24-28) il cristianesimo ha ravvisato, sin dalle origini, una stretta connessione tra la deviazione dall’ortodossia e quella dalla prassi corretta intesa quale adozione di comportamenti sessuali “contro natura”. Per il tramite degli scritti patristici, della predicazione e di decreti sinodali si è così progressivamente radicato nel sentire comune un modello identitario specifico, secondo il quale l’haereticus è chi, abbandonando la retta fede, s’abbandona alla sodomia o la giustifica.

\r\n

In epoca moderna invece come è stata recepita questa dottrina, e quando è cominciata la sua parabola discendente?

\r\n

La Sacra Congregazione della Romana e Universale Inquisizione, già all’indomani della riforma sistina del 1588, estese la propria competenza ai crimini contro i costumi e, in particolare, contro la sodomia, sospettata, più degli altri delicta moralia, di celare un animus haereticus. La mia relazione analizzerà tali aspetti, mettendo in luce come dal XVIII secolo tali processi inquisitoriali avrebbero conosciuto una progressiva battuta d’arresto di contro alla persistenza d’un topos quale il binomio eretico/sodomita nella trattastica apologetica e morale.

\r\n

Appuntamento a Bologna, Aula Gambi, piazza san Giovanni in Monte, 2; a partire dalle 9:30

\r\n

http://www.disci.unibo.it/it