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Cultura

Bologna, dal 26 ottobre torna Gender Bender

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  • Published in Cultura

da La Repubblica ed. Bologna (18/10/2016)

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Quattrordici edizioni per un festival culturale non sono poche se dopo tanto tempo ci si ripresenta con un programma che continua a rinnovarsi, capace di allargarsi a nuovi orizzonti. È la forza di "Gender Bender" che torna dal 26 ottobre al 6 novembre con un programma che si allunga (dodici giorni invece di nove) con 12 spettacoli, 30 titoli cinematografici, due tavole rotonde, quattro concerti, tre mostre tra le quali "Out Frames" al Mambo con scatti selezionati dal Pride Photo Award. Sono lontani i tempi in cui questo evento, che attirava l'attenzione dei critici e di appassionati anche da Oltralpe, sembrava distaccato (se non in contrasto) con la città. Nel tempo si è costruita una rete con diversi soggetti, pubblici e privati, che si rafforza sempre più. Il Comune conferma il suo sostegno di 25mila euro, la Regione passa da 55mila a 86mila euro, Coop Alleanza 3.0 fa da sponsor con molti privati, e per la prima volta anche l'Alma Mater offre il suo patrocinio. Prezzi popolari per avvicinare il pubblico: da 5 a 8 euro, 15 solo per alcune serate speciali.

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«Per noi Gender Bender è più di un festival, è un progetto che si alimenta tutto l'anno - spiega il curatore Daniele Del Pozzo - Un progetto che ha una complessità di approccio perché tratta il tema del genere e della rappresentazione del corpo in una molteplicità di appuntamenti, trasversali». Si prende il via con una nuova produzione del Balletto di Roma (il 27/10 all'Arena del Sole) "Paradox" ma poi già sabato 29 al Teatro Testoni si può assistere ad uno spettacolo originale "L'après-midi d'un foehn" in cui Phia Ménard fa danzare sacchetti di plastica. E si torna poi all'Arena del Sole il 4 novembre per "Aneckxander", dove si mischiano guantoni da box e mise alla moda come risposta alla violenza. I temi di attualità non mancano nella rassegna cinematografica, che propone alcune prime tra le quali "Hamlet", rilettura shakespeariana di Margaret Williams (l'1/11), o "Chemsex" (il 3/11) che riflette sulla dipendenza dalla droga. «Quest'anno molti autori portano in scena il loro dato anagrafico ma il titolo di questa edizione "A bocca aperta" ci sollecita a mettere in luce temi che fanno parte del nostro rimosso, come il desiderio nei disabili».
Sul tema ci sarà il progetto "On the road" che propone, tra le altre cose, un workshop con la coreografa Giorgia Nardin per assistere al processo di uno spettacolo di danza, mentre al Teatro Baraccano Chiara Bersani proporrà la sua ricerca di artista disabile.

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www.genderbender.it