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Religione

Sinodo:gay fuori da dibattito;"non ci saranno svolte". Come volevasi dimostrare ndr

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Questione finora accantonata, rarissimi gli interventi sul tema  

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(di Nina Fabrizio) (ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT - E' rimasto completamente in secondo piano, se non del tutto accantonato in questi giorni al Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, il tema dell'accoglienza verso gli omosessuali. Si vedra' nei prossimi giorni nella discussione dei circoli minori, con gli emendamenti che saranno proposti, se la questione tornera' in auge in vista della relazione finale ma al momento, secondo quanto si apprende, nelle congregazioni generali che hanno discusso la terza parte dell'Instrumentum Laboris, quella che comprende anche il nodo dei gay, sono stati appena un paio gli interventi che hanno portato all'attenzione dell'aula il tema di una specifica pastorale nei confronti degli omosessuali.

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Interventi che peraltro sono stati tesi a ribadire la necessita' di mettere in pratica un'accoglienza che mostri rispetto e delicatezza verso i gay, con l'uso di un linguaggio che non sia offensivo verso le persone, ma che non si sono spinti oltre. Nessun accenno insomma alle aperture ventilate al Sinodo straordinario dell'anno scorso quando alcuni avevano sostenuto la necessita' di una svolta della Chiesa verso forme di benedizione delle unioni gay e di maggiore inclusione delle coppie omosessuali nella vita della Chiesa.
"Questo tema - confida un padre sinodale all'ANSA - e' stato totalmente ingigantito dai media ma non e' mai stato tra quelli maggiormente sotto l'attenzione dei padri. Il fatto che ne abbiano potuto parlare personaggi di primo piano come il cardinale di Vienna, Christoph Schoenborn, o il segretario speciale del Sinodo, mons. Bruno Forte, non significa che questo tema sia sentito come urgente dalla totalita' dell'assemblea". "I
padri sinodali - viene fatto notare - sono piu' di 270".
Al momento dunque, spiega il vescovo, sull'accoglienza dei gay non sembrano profilarsi particolari novita': "ci sara' un ribadire l'accoglienza verso la persona, come del resto sempre avvenuto, ma che la Chiesa apra alle legislazioni che riconoscono le coppie gay e' qualcosa che non e' affatto in discussione. Anzi, che non succedera' mai".
L'accantonamento della questione gay e' forse la conseguenza del caso-shock di monsignor Krzysztof Charamsa, il sacerdote e teologo in servizio in Vaticano che ha fatto un clamoroso coming out proprio alla vigilia del Sinodo, rivelando tra l'altro di avere un compagno? "No, non si tratta di questo - spiega ancora il prelato -. La maggior parte dei padri sinodali non ha nemmeno idea di chi sia Charamsa e non e' stata per nulla influenzata dalla vicenda". (ANSA).

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