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Olbia, ricatti sessuali: allarme estorsioni. Le vittime denunciano: «Pago ogni mese per bloccare foto e filmati»

I ricatti a sfondo sessuale sono in aumento, le vittime vengono minacciate dai partner e accettano di versare somme di denaro, anche periodicamente.

L’arma del ricattatore non è sofisticata, per distruggere la vita di un partner è sufficiente un filmato registrato con un telefonino o uno smartphone. Poi ci sono mille modi per far circolare le immagini; un blog di scambisti, Facebook o siti internet per il porno amatoriale. Sono questi gli ingredienti, tutto sommato abbastanza semplici, di ricatti sessuali che svuotano la vita delle vittime e a Olbia, sta crescendo il numero delle persone che si trova davanti a un bivio: denunciare, e quindi raccontare tutto ai familiari, oppure pagare per evitare lo scandalo.
IL SILENZIO E LA VERGOGNA Le estorsioni, e le rapine, a sfondo sessuale stanno diventando un problema molto serio in città. Le denunce presentate a polizia e carabinieri, confermano solo parzialmente il problema. Infatti, in molti casi, chi vive sotto ricatto sceglie di subire l’odiosa estorsione di denaro, piuttosto che uscire allo scoperto. E le pretese del ricattatore crescono.
GAY PRESI DI MIRA Le vittime delle estorsioni sono donne e uomini, eterosessuali o omosessuali. Non mancano i casi di soggetti che, nel giro di qualche anno, hanno accumulato più di una denuncia. Quindi si può parlare di ricattatori seriali. Le storie delle vittime sono contenute negli esposti presentati, anche di recente, alle forze dell’ordine. Il personale del Commissariato di Olbia si occupa, da qualche tempo, del caso di un uomo che chiede con insistenza aiuto, perchè il partner lo avrebbe ripreso durante un rapporto sessuale. La vittima dell’estorsione, stando a quanto dichiarato ai poliziotti, avrebbe già pagato il ricattatore. Si parla di 50 o 100 euro versati periodicamente all’uomo che dice di avere il filmato nella memoria del suo portatile. Le indagini sono in corso, ma in casi come questo è molto difficile, per le forze dell’ordine, intervenire tutelando realmente la vittima.
L’ESCALATION La denuncia è solo l’ultimo atto, non necessario, di queste storie di sofferenza e paura. La vittima, prima di rivolgersi alle forze dell’ordine, chiede aiuto in altri modi. Ci sono associazioni come Prospettiva Donna, che hanno seguito numerosi casi di questo tipo. Purtroppo succede anche che, ex mogli ed ex fidanzate, subiscano ricatti a sfondo sessuale difficili da dimostrare e bloccare. Un operaio olbiese è stato denunciato per avere, almeno due volte, ricattato le sue compagne che ha ripreso durante i rapporti sessuali. Ma ci sono anche molti uomini che vivono sotto scacco: pagano, anche mensilmente, le ricattatrici.
ORGANIZZATI I carabinieri di Olbia sono andati oltre i sospetti e gli indizi. In agosto hanno arrestato una giovane coppia, per alcune rapine. Lei prometteva un rapporto sessuale, lui ricattava, picchiava e derubava il malcapitato. Un ricatto sessuale organizzato, insomma, e anche in questo caso le vittime sarebbero numerose.
Andrea Busia

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319 Responses to "Olbia, ricatti sessuali: allarme estorsioni. Le vittime denunciano: «Pago ogni mese per bloccare foto e filmati»"

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