Bonino: «+ Europa impegnata per i diritti Lgbti. Omofobia? Per combatterla ci vuole un piano nazionale di prevenzione e contrasto»

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Unica italiana a essere indicata, qualche anno fa, dal magazine Newsweek tra le 150 donne che muovono il mondo, Emma Bonino continua soprattutto a muovere la vita politica del Paese. 

La neoformazione +Europa, di cui è leader, partecipa infatti, in vista delle prossime elezioni politiche, alla coalizione di centrosinistra. E lei stessa è candidata al Senato nel collegio uninominale Lazio - Roma 01 (Gianicolense, Trionfale, Montesacro, Centro storico, Salario).

L'abbiamo raggiunta per chiederle quala sarà il suo impegno e quello di +Europa a tutela delle persone Lgbti.

I diritti delle persone Lgbti rientrano nel programma di +Europa. Perché una tale attenzione?

I Radicali sono stati vicini al movimento Lgbti sin dai suoi albori. Quando nacque il Fuori!, l’allora Partito Radicale aprì le sedi agli attivisti omosessuali che poi, nel novembre 1974, scelsero di federarsi con noi. Quando nel 1980 si scoprì della morte di una giovane coppia di ragazzi di Giarre, fu Pannella a darne la notizia al XXIV° Congresso del Partito Radicale. I militanti del Fuori e i radicali si precipitarono in Sicilia per farne una battaglia politica. Tra loro anche l’allora segretario Francesco Rutelli.

Molti nomi storici del movimento Lgbti italiano sono stati candidati, ed eletti, nelle liste radicali: basti citare Angelo Pezzana, fondatore del Fuori!, ed Enzo Cucco.

Più recentemente l’Associazione Radicale Certi Diritti è stata co-promotrice della Campagna di Affermazione civile che ha portato alle sentenze della Corte Costituzionale 138/2010 e della Cedu che hanno riconosciuto i diritti delle coppie dello stesso sesso e costretto l’Italia ad approvare la legge sulle unioni civili.

Oggi, tra i nostri candidati di +Europa vi sono due bravi attivisti dell’Associazione Radicale Certi Diritti: Yuri Guaiana, che l’anno scorso è stato arrestato in Russia mentre chiedeva semplicemente di avviare un’inchiesta sulle persecuzioni dei gay in Cecenia, e Leonardo Monaco.

Nel programma si parla di matrimonio egualitario e di riforma del diritto di famiglia. Assenti invece la depatologizzazione del transessualismo, il divieto delle mutilazioni genitali dei bambini intersex e, soprattutto, il tema omotransfobia. Ma Emma Bonino se ne occuperà qualora eletta? E, nel caso, come?

Non solo abbiamo il matrimonio egualitario, ma anche il riconoscimento dei figli alla nascita indipendentemente dal sesso dei genitori. Una famiglia è tale dove c’è amore, libertà e responsabilità. Gli italiani devono poter organizzare i propri affetti come meglio credono, non ci possono essere istituti chiusi a certe categorie di cittadini. La famiglia è un grande valore, ma quando diventa familismo è una prigione!

La legge sulle unioni civili è stato un passo avanti importante, ma soprattutto dovuto alla Cedu. Già perché +Europa (in questo caso il Consiglio d’Europa) vuol dire anche +Diritti e +Doveri.

La legge 164/1982, che ha consentito alle persone trans di cambiare sesso in Italia, è stata una vittoria delle coraggiose attiviste trans, ma anche dei deputati radicali che le hanno sostenute. Non vedo perché mai non dovremmo continuare a sostenere le richieste del movimento trans. Al di là dei programmi, quello che conta è la biografia politica dei candidati. Credo che la storia radicale in questo sia una garanzia.

Lo stesso vale per le persone intersex. Mi sono occupata a lungo di mutilazioni genitali femminili e le mutilazioni genitali intersex non sono molto diverse. L’Italia è già stata ammonita dall’Onu nel 2016 per questo e l’Associazione Radicale Certi Diritti segue da anni questa terribile violazione di diritti umani che avviene ancora nel nostro Paese.

Quanto alle discriminazioni e agli atti di violenza basate sull’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere, sono inaccettabili quanto tutte quelle basate su altre caratteristiche ascritte dell’individuo come il genere, la disabilità, l’età, l’etnia, la nazionalità e la religione. Il modo migliore per combatterle è un Piano nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni e l’assistenza alle vittime di discriminazione e crimini d’odio. Ma ci vuole un adeguato stanziamento finanziario per la sua implementazione. 

Legge 40: va abrogata? Perché ?

Grazie all’Associazione Luca Coscioni e a Filomena Gallo, candidata nelle nostre liste, abbiamo demolito una legge ideologica che ostacola la scienza e le libertà individuali. Ancora una volta la Cedu, quindi l’Europa, ha giocato un ruolo fondamentale. Pensate che grazie alle nostre battaglie, nel 2015 sono nati in Italia circa 13mila bambini. 

Ma ci sono ancora dei divieti assurdi e discriminatori che impediscono una procreazione libera e responsabile: tra questi il divieto di accesso alla Pma per donne single e coppie lesbiche.

Cosa pensa della petizione di alcune femministe ai Segretari di partito sul no alla surrogata?

Sulla gestazione per altri l’Associazione Radicale Certi Diritti e l’Associazione Luca Coscioni hanno lavorato a una proposta di legge che ne prevede una regolamentazione in grado di garantire i diritti di tutte le parti coinvolte. Dobbiamo saper proteggere cittadine e cittadini senza proibizionismi.

In ultimo... Quale valutazione delle candidature di +Europa? Troppo poche?

Ci sono alcuni di noi candidati in collegi uninominali sostenuti da tutta la coalizione di centro sinistra. Detto questo, più che valutare le candidature c’è da valutare questa legge elettorale: non solo non hanno rispettato la raccomandazione della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa per cui le leggi elettorali non si devono cambiare prima di un anno dalle elezioni (noi l’abbiamo cambiata circa tre mesi prima), ma hanno fatto anche una legge complicatissima e incompressibile ai più. Noi porteremo questa legge oscena nelle corti italiane ed europee.

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