Toscana Pride, il Comune di Firenze nega il patrocinio grazie all'asse Pd-destra. Tra i voti favorevoli, invece, anche quelli del M5s

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Ancora una volta il Comune di Firenze non concede il patrocinio al Toscana Pride, che quest’anno si terrà a Siena il 16 giugno prossimo.

«Occasione persa – sottolineano i consiglieri comunali del gruppo Firenze Riparte a Sinistra, guidati da Tommaso Grossi - Sarebbe stata la giusta risposta alle infami parole del ministro Fontana sulle famiglie arcobaleno».

A votare nuovamente contro, come gli scorsi anni, Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia, la cui intesa ha fatto sì che fosse bocciata la richiesta sottoscritta da Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista, Firenze Riparte a Sinistra, Movimento Cinque Stelle, La Firenze Viva.

«Sul Pride anche quest'anno – incalzano Tommaso Grassi e i consiglieri del suo gruppo - il Pd, sostenuto anche dalle destre, nonostante sia in atto da parte del nuovo Governo giallo-verde, sostenuto da M5S e Lega, un attacco ai diritti delle famiglie arcobaleno, ha scelto di bocciare la richiesta, sottoscritta anche da noi, di aderire al Toscana Pride».

Per concludere: «Il Pd si è chiuso ottusamente anche questa volta, nonostante quest'anno fosse stata eliminata la richiesta del gonfalone proprio per cercare di dare un segnale il più ampio possibile rispetto alle affermazioni e agli indirizzi di questo scellerato governo». Sull’accaduto silenzio pieno, al momento, da parte dell’assessora al Turismo Anna Paola Concia.

Presentato alla Corte dei Conti un esposto sul patrocinio della Regione Toscana al Pride

Non si placa intanto la polemica sull’esposto presentato alla Corte dei Conti dall’associazione Difesa dei valori Valdarno in merito al patrocinio invece concesso al Toscana Pride da Regione Toscana, Provincia di Arezzo e Comune di Terranuova Bracciolini.

Donzelli (Fdi): Il Toscana Pride promuove poligamia e utero in affitto

A dare fuoco alle polveri, in giornata, il deputati di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che ha affermato: «Il governatore Enrico Rossi e tutti i sindaci, nel loro esercizio istituzionale, stanno evidentemente minando le basi della nostra società e violando elementari leggi: ci aspettiamo che ammettano l'errore e chiedano scusa immediatamente».

Per Donzelli «la Regione Toscana e decine di comuni a guida Pd, centrosinistra e Movimento 5 Stelle patrocinano e sostengono una manifestazione che promuove la poligamia e l'incivile pratica dell'utero in affitto. Si prevede di sfruttare la disperazione di una donna, costretta a prestare il proprio corpo per soldi, al fine di soddisfare il capriccio di qualche ricco gay.

È surreale e indecoroso associare il nome di istituzioni toscane a pratiche raccapriccianti vietate dalla legge e dalla Costituzione italiana».

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