L'ambasciatore Sannino fa esporre la bandiera rainbow per il Madrid Pride. Ma per il senatore Maffoni (FdI) sarebbe "vilipendio al tricolore"

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Classe 1959, il porticese Stefano Sannino è dal 21 marzo 2016 ambasciatore d’Italia in Spagna. Durante i 14 anni di precedente permanenza a Bruxelles si è fatto apprezzare dai colleghi quale uno dei maggiori esperti di questioni europee e diplomatico di prestigio. Ma nella capitale belga ha anche conosciuto il catalano Santiago Mondragón, con cui si è sposato.

Il 7 luglio, in occasione del Pride di Madrid (una delle principali marce dell’orgoglio Lgbti al mondo), ha fatto esporre una bandiera arcobaleno presso l’elegante sede dell’ambasciata italiana lungo il barrio de Salamanca.

Atto illegittimo secondo il senatore Gianpietro Maffoni, per il quale potrebbe essersi configurato il reato di vilipendio al tricolore. Motivo per cui, il 25 luglio, il parlamentare di Fratelli d’Italia ha presentato una specifica interrogazione parlamentare al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi.

Nelle premesse all’interrogazione Maffoni ha scritto: «In merito alla possibilità da parte di Comuni di esibire le bandiere arcobaleno, l'Ufficio del cerimoniale della Presidenza del Consiglio dei ministri ha statuito, in forma puntuale, sul suo sito internet che "Non si può esporre il vessillo rappresentativo del movimento omosessuale al fianco della bandiera nazionale o europea perché i vessilli e le bandiere dei movimenti non hanno il rango istituzionale che compete alle bandiere ufficiali e quindi non si possono mescolare senza ledere la dignità della bandiera nazionale tutelata dalle norme" (articolo 12 della Costituzione, legge n. 22 del 1998, decreto del Presidente della Repubblica n. 121 del 2000, art. 292 del codice penale, principi generali del protocollo di Stato);

la Presidenza del Consiglio dei ministri ha indicato in una circolare inviata ai prefetti che la normativa in materia di esposizione della bandiera nazionale "non prevede che su edifici pubblici possano essere esposti simboli privati (ad esempio insegne di partito, simboli di associazioni e organismi vari) ed ogni altra possibilità rappresenta un uso improprio della bandiera dello Stato, dunque sanzionabile penalmente come vilipendio alla bandiera (art. 292 del Codice penale);

le disposizioni della Presidenza del Consiglio dei ministri si devono a maggior ragione intendere valide anche per le rappresentanze diplomatico-consolari».

Il senatore ha quindi chiesto «se corrisponda al vero che il 5 luglio 2018 il capo missione a Madrid, unanimemente riconosciuto e apprezzato come tra i diplomatici più preparati, abbia esposto la bandiera dell'orgoglio omosessuale presso la residenza, accanto alle bandiere ufficiali durante le giornate dell'orgoglio omosessuale tenutesi nella capitale iberica;

in caso affermativo e stante i divieti menzionati, se tale esibizione sia stata formalmente autorizzata e per quali motivi da parte dell'amministrazione degli esteri e, del caso, da quale organo;

nel palesato caso di violazione delle disposizioni di legge, quali provvedimenti il ministro in indirizzo intenda adottare per sanzionare la condotta dell'ambasciatore a Madrid, fortemente lesivo dell'immagine e della dignità della bandiera italiana, tanto più tenuto conto che i fatti si sono svolti in un Paese estero e sono ascrivibili ad un funzionario di altissimo livello;

se, in caso di esibizione illegittima della bandiera arcobaleno da parte del capo missione a Madrid, si sia già proceduto all'obbligatoria segnalazione di tale condotta alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, potendosi configurare il reato di vilipendio alla bandiera».

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