Monica Cirinnà non ha bisogno di presentazioni. Un nome, il suo, che è oramai associato nell’immaginario comune alle unioni civili e alla battaglia per i diritti delle persone Lgbti.

A poche ore dall’assemblea pubblica che, fissata alle 18:30 presso la sede del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli in Roma, vedrà la partecipazione del ministro della Giustizia Andrea Orlando, del senatore Sergio Lo Giudice, dell’europarlamentare Daniele Viotti, del coordinatore di Dems-Arcobaleno Angelo Schillaci e della stessa Cirinnà, abbiamo incontrato la senatrice per saperne di più sulla sua campagna elettorale e sugli obiettivi a essa sottesi.

Dopo estenuanti attese e colpi di scena è stata confermata la sua candidatura nelle liste Pd. Come ha vissuto quelle ore?

Come succede normalmente la composizione delle liste elettorali, in particolar modo nei grandi partiti, è complessa. Credo che il Pd esprima la miglior classe dirigente per il Paese per competenza e serietà.

Detto ciò, mi ha profondamente addolorato la decisione di non ricandidare Sergio Lo Giudice, un compagno di viaggio che è diventato anche un caro amico. Senza di lui probabilmente non avremmo avuto la legge sulle unioni civili. Penso che il prossimo Parlamento avrebbe avuto ancora bisogno di lui.

Correrà in due Collegi non facili, tenendo conto che, come ha detto Franco Grillini, la destra laziale è una delle peggiori. Timori al riguardo?

Mi piacciono le sfide e non mi spaventa impegnarmi: la democrazia italiana vive una fase delicatissima che riguarda la sua tenuta minacciata da populismi, forze antieuropee, reazionarie e fasciste. Non a caso da qualche giorno qualcuno millanta di voler abolire la legge sulle unioni civili. È ovvio che la legge non può essere abolita poichè ancorata saldamente ai principi costituzionale degli articoli 2 e 3.

Ma nessuno può escludere depauperamenti sui suoi aspetti principali e qualificanti. Penso alla reversibilità della pensione o all'estensione di tutte le norme del welfare che riguardano la famiglia. Deve essere chiaro a tutti che il voto alle destre e a M5S può realmente mettere a rischio il mondo dei diritti che abbiamo costruito

I diritti umani e civili le sono stati particolarmente a cuore in questa legislatura. Saranno al centro anche della sua campagna elettorale?

Sicuramente sì. Questi temi appartengono alla mia cultura e alla mia visione politica. Credo che sui diritti ci sia ancora molto da fare nel nostro Paese.

È stata attaccata per le sue coraggiose prese di posizione su temi caldi anche da qualche associazione Lgbti. Che cosa ha da dire al riguardo?

Da eterosessuale mi sono impegnata per i diritti di tutti. Il modo e l'affetto, con i quali la comunità Lgbti mi ha accolta e sostenuta, ha rafforzato in me l'idea che si possa discutere di ogni argomento senza partire da posizioni ideologiche e di pregiudizio oltre che da modelli stereotipati.

Se il riferimento è al tema della gpa faccio notare che i gay e le lesbiche non sono sterili. Trovo profondamente ingiusto consentire loro la genitorialità solo attraverso l'adozione, per altro ancora negata loro in Italia 

Come vede il futuro del Pd? E quali posizioni in tema di diritti sposerà con risolutezza? 

Il futuro del Pd è in mano agli elettori italiani e solo il 5 marzo sapremo quale scenario abbiamo davanti. Per quanto riguarda il programma del Pd, come area Orlando-Dems Arcobaleno, abbiamo stilato un programma dettagliato sui diritti che comprende, tra l'altro, il matrimonio egualitario, diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, lotta delle donne per la parità di genere, parità di diritti per tutti i bambini. Mi auguro che vi sia l'impegno di tutti a considerare questi temi come prioritari nell'agenda politica.

e-max.it: your social media marketing partner

Vice-capogruppo dem al Consiglio comunale di Torino, Chiara Foglietta è una donna, attivista, politica animata da una grande passione: la tutela e il riconoscimento dei diritti umani e civili in un’ottica di piena uguaglianza e inclusione.

Ce ne parla in quest’intervista alla luce anche di alcune recenti prese di posizione di parti del femminismo e dell’associazionismo Lgbti italiano.

Chiara, si avvicinano le elezioni del 4 marzo. Quali sono le tue previsioni in merito?

In questo momento non ho delle previsioni certe. Come Pd non abbiamo ancora chiuso le liste né reso pubblico il programma elettorale. Spero vivamente che le cittadine e i cittadini studino o almeno leggano il programma elettorale, riuscendo a capire chi fa soltanto promesse non concretizzabili e, invece, chi pensa al bene del Paese. È chiaro che io userò tutto quello che è in mio potere per far sì che il Partito Democratico ottenga un buon risultato. Le previsioni elettorali le conosciamo tutte. Il M5S è estremamente incalzante. Ma mi preoccupano molto di più Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e, ahimè, CasaPound.

Fai parte del gruppo Dems Arcobaleno dell’area orlandiana. Perché un tale inquadramento?

Beh, innanzitutto siamo un gruppo di amici. E questo indipendemente dall’aver supportato la mozione Orlando e aver sostenuto Andrea nella corsa alla Segreteria nazionale. Mi riferisco in primis a Daniele Viotti ma anche a Sergio Lo Giudice e a Monica Cirinnà. Fra l’altro Monica venne a Torino per avviare la mia campagna elettorale quando mi candidai come consigliera comunale a sostegno di Piero Fassino. Oltre al dato amicale c’è da dire che io mi riconosco pienamente in quest’area. È una delle poche realtà nel panorama politico che abbraccia le istanze d’uguaglianza delle persone Lgbti. È una delle poche realtà che cerca di lottare per vedere riconosciuto il diritto al matrimonio egualitario e al riconoscimento dei figli nati da coppie omogenitoriali. Per cui non si parla più d’adozione del figlio del partner.

Quali delle istanze Lgbti presentate in dicembre a Roma credi che confluiranno nel programma del Pd?

Ho contributo sotto il coordinamento di Angelo Schillaci alla stesura del documento del Gruppo Dems Arcobaleno. In esso si parla di diritti a 360 gradi: dal matrimonio egualitario al riconoscimento anagrafico dei figli nati da coppie omogenitoriali, dal diritto alla vita familiare alle norme di contrasto all’omotransfobia. Sappiamo bene come al riguardo manchi ancora una legge. Si parla altresì della situazione drammatica dei richiedenti asilo Lgbti nonché di cultura ed educazione alle differenze. Si parla anche di autodeterminazione di genere sin dall’infanzia e dei diritti delle persone intersex. È un documento che abbiamo realizzato mettendolo a piena disposizione del Pd. Mi auguro al riguardo che tutte le istanze trattate in esso possano confluire nel programma elettorale definitivo del Partito Democratico.

Una di queste, come tu hai accennato, riguarda la genitorialità. Da donna qual è il tuo parere sulla gestazione per altre e altri?

La questione genitorialità mi tocca al vivo, visto che sono al settimo mese e porto in grembo Niccolò Pietro. È un tasto non dolente ma che mi fa un po’ sobbalzare. Sulla gpa ritengo che sia necessario ribadirne la natura. Si tratta di una pratica: come tutte le pratiche non è buona in sé o cattiva in sé. Sono d’accordo con la gpa etica, cioè quella fatta alla luce del sole. Un patto nel quale sia tutelata l’autodeterminazione della donna portatrice e sia riconosciuta legalmente la responsabilità dei genitori intenzionali. Spesso sorrido con la mia compagna Micaela quando le dico che in questo momento sono la sua portatrice. Devo inoltre aggiungere di aver sempre personalmente affrontato il tema della gpa in maniera laica. La gpa resta in Italia una pratica vietata dalla legge 40. Cosa di cui dovrebbero ricordarsi tutte coloro che ne chiedono il divieto. Personalmente non avrei nessun problema a fare la portatrice per una coppia di amici (che siano eterosessuali od omosessuali non importa), che non possono avere dei figli. L’ho sempre detto e torno a ribadirlo a gran voce.

Come giudichi le posizioni di netta condanna al riguardo di ArciLesbica nazionale?

Mi ero già espressa al riguardo con un comunicato molto duro successivamente all’VIII Congresso di AL, nel corso del quale Cristina Gramolini ha ottenuto la presidenza. Il motivo è da ricercarsi nel documento congressuale dal titolo A mali estremi, lesbiche estreme. Ma quali sono questi mali estremi? La gpa? Le donne lesbiche? I gay? Le donne transgender? Per me che sono una donna che fa politica dal 1998 i mali estremi sono, ad esempio, la marea nera fascista che continua ad avanzare. Sono CasaPound che ha acquistato consensi riuscendo a eleggere consiglieri in alcuni Comuni.

Inoltre, chi sono le lesbiche estreme? Estreme perché sono tali nei modi, nei toni? Estreme nei pensieri? Mi fa sorridere la loro condanna tout court della gpa come mi fa sorridere la lettera che ArciLesbica nazionale ha inviato il 12 gennaio al Segretario del Pd Matteo Renzi. Mi fa sorridere perché, come già detto, la gpa in Italia è vietata. Quindi è un non senso chiederne la condanna. Gramolini e la Segreteria nazionale si rileggano tutta legge 40, articolo per articolo. Sarebbe stato al contrario opportuno che avessero chiesto l’apertura di un dibattito serio, laico sulla gpa. Un dibattito più serio e più laico sulla procreazione medicalmente assistita.

Come lesbica e attivista ti senti rappresentata da un’associazione che si attesta su posizioni di netta chiusura e condanna? Secondo te ArciLesbica chi rappresenta?

Non mi sento assolutamente rappresentata da ArciLesbica Nazionale come credo non si senta affatto rappresentata la maggioranza delle donne lesbiche italiane. E non certamente per la netta condanna della gpa essendo questa vietata – torno a dirlo ma repetita iuvant – dalla legge 40. Ma sono le posizioni concettuali sottese a una tale presa di posizione, identificativa del loro modo di pensare e agire. Leggere nel citato documento congressuale espressioni come “utero in affitto” dice tutto. Le parole, lo si sa, sono importanti. Le parole sono “estreme”. Si affitta un garage non un utero. Come potrei essere rappresentata da un’associazione che nella citata lettera a Matteo Renzi si è scagliata non solo contro la gpa ma contro l’assistenza sessuale ai disabili (ma non per le disabili. Solo per i disabili, eh) e contro le cure per i minori transgender? Posizioni assolutamente non condivisibili, dalle quali prenderò sempre le distanze.

Come giudichi la lettera di appello che alcune femministe hanno indirizzato due giorni fa ai Segretari di partito perché si impegnino sul “no alla surrogata”?

Resto basita da questa lettera delle femministe indirizzata ai Segretari di Partito perché condannino recisamente la surrogata. E tra le firmatarie leggo, ad esempio, i nomi di AL e Snoq-Libere. A queste simpatiche femministe torno a dire come un mantra che la gpa è vietata in Italia dalla legge 40. Perché dunque, anziché indirizzare petizioni sul nulla, non aprirsi a un dialogo serio, approfondito e laico sul tema gpa? Un dibattito sulle posizioni, su cosa stia succedendo in Italia, sul perché l’80/85% delle coppie che accedono alla surrogata in Paesi, in cui è legale, siano eterosessuali. Ma poi la minaccia di non votare candidati che manifestino opinioni pro gpa? Ma stiano serene queste femministe – che farebbero meglio a definirsi cittadine come tutte le altre donne –: ci sono tantissimi altri temi in riferimento ai diritti sui quali ci si può spendere. È al contrario auspicabile che i prossimi eletti alle Camere siano liberi nel discutere in maniera laica e non pregiudiziale la questione gpa. E magari riformare la legge 40. E magari riformare il diritto di famiglia. E magari rifomare la legge sugli affidamenti e le adozioni. Questo fa uno Stato di diritto. Questo fa uno Stato laico.

Ma Chiara Foglietta sarà candidata alle prossime elezioni?

Questa domanda mi è stata già fatta. Rispondo perciò una volta per tutte. Chiara Foglietta non sarà candidata alle prossime elezioni politiche. Mi è stato chiesto ma io ricopro orgogliosamente il ruolo di vice-capogruppo al Consiglio comunale di Torino. Qui c’è tanto da lavorare. E al momento il mio interesse è legato al bene della città di Torino e della Regione Piemonte.

e-max.it: your social media marketing partner

Nata ufficialmente agli inizi dello scorso mese d’agosto, l’associazione orlandiana Dems (Democrazia, Europa e Società) s’è riunita il 16 dicembre – pochi giorni prima dallo scioglimento delle Camere – nella sua prima assemblea nazionale. Nella cornice dell’auditorium romano Antonianum in via Manzoni si sono succeduti numerosi interventi centrati sull’obiettivo della kermesse. Quello, cioè, di costruire «insieme una nuova proposta per il centrosinistra».

Particolarmente interessante il contributo di Angelo Schillaci che, in veste di coordinatore, ha annunciato la costituzione del comitato tematico Dems Arcobaleno. Raggruppamento che, nato dall’esperienza della Squadra Arcobaleno per Orlando Segretario, vede coinvolte – come detto in quella sede da Schillaci, ricercatore di Diritto comparato alla Sapienza – «persone, con un bagaglio di esperienze ricco e plurale, che condividono la passione e le battaglie per i diritti civili».

Una composizione variegata, come quella dell’arcobaleno, costituita da esponenti della società civile nonché della politica territoriale e nazionale. Tra quest’ultimi si contano i nomi di Monica Cirinnà, Sergio Lo Giudice, Daniele Viotti.

Raggiunto telefonicamente, così Schillaci ha spiegato gli obiettivi del comitato tematico: «Vogliamo rappresentare dentro Dems e più estesamente nel partito un gruppo che nel metodo e nel merito porti avanti le battaglie per i diritti civili Lgbti e non solo.

Nel metodo, puntando su un partito che si apra, sappia parlare all’esterno e si confronti con le forze vive della società. Nel merito, riaffermando le nostre rivendicazioni classiche e fondamentali. Rivendicazioni, che faremo di tutto per portare nel programma del Pd: matrimonio egualitario, equiparazione piena di tutte le famiglie, responsabilità genitoriale alla nascita e riforma delle adozioni, legge contro l’omofobia, piena attenzione per le persone trans e intersex attraverso provvedimenti legislativi che diano pieno riconoscimento e tutela ai loro percorsi di vita e costruzione dell’identità.

Ma il nostro orizzonte non è limitato solo a un tale ambito. Crediamo infatti che i diritti Lgbti siano una componente essenziale e paradigmatica di una battaglia più ampia per i diritti, per l’uguaglianza e l’inclusione».

Parole, queste, condivise appieno dalla senatrice Cirinnà che ai nostri microfoni ha dichiarato: «La battaglia arcobaleno sintetizza in sé quella più ampia e fondamentale per la tutela e il riconoscimento di tutti i diritti umani e civili.

Questa è l’autentica cifra di un partito di centrosinistra che voglia dirsi ed essere tale. Fino a quando sussisterà al riguardo anche una sola minima disparità tra le persone le donne e gli uomini di sinistra non resteranno inoperosi. Noi almeno dei Dems Arcobaleno non lo saremo e faremo di tutto perché non lo sia l’intero Pd.

Uno degli impegni prioritari al riguardo sarà quello per il matrimonio egualitario, al cui riguardo Andrea Orlando ha giustamente detto il 16 dicembre: Le unioni civili, una battaglia a cui tengo e che ho fatto con Monica Cirinnà, sono un modo per sperimentare un percorso che possa portare ai matrimoni egualitari».

GUARDA IL VIDEO

 

e-max.it: your social media marketing partner

Sollevato da Gaynewsil caso di Gennaro Casalino e compagno, respinti dalla Casa Vacanza Ciufo in Ricadi (VV) perché gay, è divenuto di rilevanza nazionale. L'operato omofobo di Filippo Mondella, proprietario della struttura, è stato condannato non solo dalla collettività Lgbti ma anche da personalità del mondo politico. Non meraviglia perciò la rimozione dal database di Booking.com dell'annuncio pubblicitario della casa-vacanze, che non accoglie "gay e animali". Come non meraviglia che sia stato cancellato il profilo fb di Mondella, l'ammiratore di Trump e Putin, che sui social invitava a fucilare le persone omosessuali.

Da più parti sono state avanzate richieste d'incriminazione del sistemista calabrese per il diniego omofobo alla coppia napoletana. Per saperne di più, Gaynews ha intervistato l'avvocato Angelo Schillaci, ricercatore di diritto pubblico comparato presso l’università La Sapienza di Roma.

Avvocato, secondo lei Filippo Mondella ha commesso un illecito?

Non è facile inquadrare giuridicamente la fattispecie. Da un lato il quadro costituzionale è chiaro nel prevedere, all'art. 41, che l'iniziativa economica privata non possa svolgersi in modo da recare danno, tra l'altro, alla dignità umana. Tra le disposizioni che danno attuazione a questo precetto ricordo, ad esempio, l'art. 187 del Regolamento attuativo del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che impedisce il rifiuto di prestazioni agli esercenti un servizio, salvo che sussista un "legittimo motivo". D'altro canto uno specifico vuoto legislativo solleva non pochi problemi.

Si riferisce alla mancanza di norme di contrasto all'omotransfobia?

Certo. L'assenza di una legge contro le discriminazioni omofobiche rende davvero molto difficile reperire adeguati strumenti di tutela di fronte a questo tipo di atteggiamenti.

Che cosa pensa della motivazione d'ordine religioso addotta da Mondella in difesa del proprio operato?

Tale argomento chiama in causa il bilanciamento tra le convinzioni personali o religiose - invocate dagli esercenti a sostegno della propria condotta -  e la dignità del cliente. Al riguardo c'è però da chiedersi, prima di tutto, se un tale bilanciamento sia in sè opportuno e costituzionalmente ammissibile. Va ricordato, infatti, che la condizione omosessuale attiene alla vita e alla dignità sociale di una persona o di una coppia. Non è perciò ascrivibile al "regno" delle opinioni: si finirebbe conseguentemente per bilanciare tra grandezze disomogenee.

In sintesi, Mondella potrà essere sanzionato oppure no?

Bisogna partire da un dato di fondo: le parole rivolte alla coppia napoletana. Esse restano una grave umiliazione che, non trovando giustificazione nella libertà di iniziativa economica o nelle convinzioni religiose, potrebbe e dovrebbe essere fatta valere quantomeno in sede civile.

e-max.it: your social media marketing partner

happyPrince2

Featured Video