La Villa Comunale di Caivano (Na) ha ospitato, ieri pomeriggio, il dibattito pubblico Meglio froci che fascisti, organizzato da Arcigay Napoli, l’associazione Ad Alta Voce e l’associazione Giovani Liberi per Caivano.

Il dibattito pubblico, al quale non si sono presentati né il primo cittadino Simone Monopoli né i consiglieri comunali della sua maggioranza, è nato dalle numerose segnalazioni giunte al Comitato Provinciale Arcigay di Napoli da parte di cittadini che lamentavano la condotta offensiva del sindaco e della moglie che, sui social-network, sono soliti insultare gli avversari politici ricorrendo a un repertorio terminologico sesssita e omotransfobico. L'incontro ha visto la partecipazione di un numero cospicuo di cittadini interessati e indignati che hanno voluto far sentire la propria riprovazione per condotta del sindaco.

Intervento senza dubbio efficace è stato quello della deputata di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista Michela Rostan«Certi temi, come l’omofobia e la transfobia, non vanno assolutamente minimizzati – ha dichiarato con fermezza la parlamentare -. Le persone che non vogliono confrontarsi su questi temi alimentano le discriminazioni perché su questi temi non può esserci alcuna neutralità. Chi dice che l’omofobia non esiste dice una sciocchezza. L’omofobia esiste. Proviamo a rompere il muro del silenzio e confrontiamoci con l’omofobia. Il recente rapporto Arcigay sui dati relativi alle discriminazioni omofobiche è allarmante, nonostante i passi fatti in avanti negli ultimi tempi. Ecco perché sarebbe importante l’introduzione del reato di omofobia»

Antonello Sannino, presidente del comitato provinciale Arcigay di Napoli, ha chiesto a tutti i cittadini intervenuti all’evento di ricordare con un minuto di silenzio i 25 anni dalla strage di via D'Amelio, rievocando l'operato di Falcone e Borsellino nella villa Comunale di Caivano che è, appunto, dedicata alla loro memoria, cioè alla memoria di due uomini che hanno pagato con la vita il proprio attaccamento al diritto e alla Carta Costituzionale.

«L’antifascismo è l’elemento fondamentale della Carta Costituzionale – ha sottolineato Sannino ricordando la sua militanza anche nell’Anpi - e l’antifascismo va praticato nella vita di ogni giorno. Tutti i giorni noi combattiamo delle guerre (contro i roghi, contro il razzismo, contro l’omofobia e così via). Quindi siamo sempre partigiani. Questo paese nella sua provincia non ha mai superato sessuofobia e misoginia. Dispiace davvero l'assenza del sindaco e dei rappresentanti della maggioranza: la loro presenza sarebbe stata importante e avrebbe offerto loro la possibilità di spiegare la loro posizione. Avrebbe consentito loro anche di riconoscere l’errore e sarebbe stato un gesto importante. Chi fa politica deve dialogare con i propri cittadini. Chi fa politica deve farla con l’idea di voler cambiare qualcosa non con quella di continuare a tenere in vita categorie come il sessismo e la misoginia, categorie che hanno contraddistinto il peggior linguaggio della vecchia politica».

Importante, tra i vari interventi, quello di Ciro Pisano di Ad Alta Voce, tra gli organizzatori del dibattito pubblico che ha ringraziato chi ha partecipato all’evento contro un sindaco che usa un linguaggio omofobo e sessista. «Il sindaco Monopoli e la consorte fanno sistematico ricorso ad espressioni omofobiche – ha detto Ciro Pisano –. Offendono così chi ha idee diverse dalle loro. Caivano democratica non permetterà più che ci sia un sindaco omofobo, fascista e razzista».


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Le associazioni Lgbti che operano sul territorio diventano spesso veri presidi di democrazia e assurgono al ruolo d’interlocutori privilegiati dei cittadini delusi e avviliti da discutibili condotte morali delle istituzioni locali.

Questo è quanto accaduto in Campania, dove non pochi abitanti di Caivano (Na), sempre più infastiditi e offesi dalle espressioni razziste e violente del sindaco Simone Monopoli hanno chiesto l’intervento del Comitato Provinciale Arcigay di Napoli.

In effetti Simone Monopoli e sua moglie Mariella Ambrosio hanno la “simpatica” abitudine  di denigrare e screditare gli avversari politici sui social, scrivendo post che attingono direttamente al più becero dei repertori linguistici omotransfobici. Efebi, eunuchi, ermafroditi, non uomini: ecco cosa sono per sindaco e consorte coloro che contestano e criticano l'operato della sua amministrazione. Offese che, come risulta palese anche dall'osservazione degli screenshot inviatici dai cittadini caivanesi, sono spesso accompagnate da immagini dichiaratamente fasciste.

Ecco perché, in seguito a queste segnalazioni, che mettono indiscutibilmente in luce l’atteggiamento sessista, omofobo e antidemocratico del sindaco di Caivano, il Comitato Arcigay Antinoo di Napoli ha annunciato la realizzazione di un'iniziativa pubblica contro l'omotransfobia a Caivano. Manifestazione che, organizzata con l'associazione Caivano a voce alta, è stata fissata al 20 luglio

«Stiamo valutando, infine – dichiara Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli - l'ipotesi di ricorrere, insieme a cittadini di Caivano, alle autorità competenti, magistratura e prefetto, perché vigilino sull'operato di questo sindaco. A nostro avviso la grave condotta discriminatoria del sindaco potrebbe avere ripercussioni serie. Perfino lo scioglimento della Giunta comunale della città di Caivano con relativa e opportuna rimozione del primo cittadino».

Pronto a mediare tra il primo cittadino di Caivano e Arcigay Napoli Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Campania, Raggiunto telefonicamente da Gaynews, ha infatti dichiarato: «Conosco il sindaco Monopoli e credo che i suoi non siano stati attacchi omofobi, come da lui stesso dichiarato. Ma reputo anche che la politica tutta debba usare un linguaggio più corretto e meno offensivo. Sto lavorando sodo per contrastare ogni forma di discriminazione e ho partecipato a diverse iniziative promosse dall'Arcigay a Napoli. Sono pronto a incontrare, anche domani, il sindaco di Caivano e il presidente d'Arcigay Napoli per chiarire la spiacevole vicenda, nel rispetto dell'intera comunità gay».

  

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