Il caso della coppia di giovani napoletani, respinti dalla Casa Vacanze Ciufo di Ricadi (VV) perché gay, è stato uno dei primi di una lunga serie di atti discriminatori che, attuati da strutture turistiche da un capo all'altro dell'Italia, hanno caratterizzato l'estate 2017. Un segnale positivo sembra però arrivare proprio dalla Calabria, dove in giugno è stato depositato un progetto di legge regionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere. 

Per saperne di più, abbiamo raggiunto telefonicamente l'avvocato Lucio Dattola, presidente del comitato provinciale di Arcigay I Due Mari di Reggio Calabria.

Lucio, il caso di Casa Vacanze Ciufo, di cui a livello giornalistico ha parlato per primo Gaynews, ha portato all’attenzione l’emergenza omotransfobia in Calabria. Che cosa ne pensi?

Penso che si tratti di una dimensione esistente ma né più né meno che nelle altre regioni. Il primo incontrovertibile dato relativo al territorio di Vibo Valentia e di Ricadi, in particolare, è che questa è una realtà nella quale si deve lavorare costantemente, seriamente, con competenze specifiche e obiettivi chiari. Ma c’è anche da dire che in questi ultimi mesi Ricadi, Vibo Valentia e la Calabria tutta sono state descritte al mondo per come era più facile vederle e non per la ricchezza e le potenzialità che hanno. E questo, lo dico da calabrese, è svilente. Sono tanti i punti dolenti della nostra Calabria ma sono infinitamente di più i segni di onestà, accoglienza e legalità.

Come si è caratterizzato l’impegno contro l’omotransfobia da parte del comitato reggino di Arcigay, di cui sei presidente?

Tante le iniziative promosse. Mi piace però menzionare il Progetto Armellini che, conclusosi nel giugno scorso e incentrato sui temi del bullismo omofobico, della discriminazione e della violenza causate da orientamento sessuale e identità di genere, ci ha dato la possibilità di realizzare nove laboratori, lavorando con 20 insegnanti per l’organizzazione specifica della formazione diretta agli studenti. Abbiamo incontrato e ci siamo confrontati con circa 400 studenti durante le 60 ore svolte. Proprio a Vibo Valentia abbiamo lavorato nella scuola media Garibaldi.

Un segnale importante arriva anche dalla Regione Calabria che, come la Campania e la Puglia (per restare al Sud), ha intrapreso l’iter per giungere a una legge regionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere. Che cosa ne pensi?

Sì, indubbiamente è un segnale importante. La proposta di legge calabrese n. 251/10 (X legislatura) è stata depositata il 22 giugno 2017 alla terza Commissione del Consiglio Regionale. Spiace però rilevare come si sia venuti a conoscenza del fatto dai giornali. Inutile dire che nessuno dei proponenti ha sentito la necessità di confrontarsi con tutta la base prima di depositare il testo, peccando di presunzione o di leggerezza. Infatti, differentemente da quanto è avvenuto o sta avvenendo in ogni regione italiana che sta lavorando a una legislazione interna contro l'omotransfobia, qui in Calabria non è stato valutato necessario il confronto con tutta la realtà Lgbti. Quella realtà, cioè, che quotidianamente lavora nel settore e che è l'unica a poter consegnare e chiarire i dati raccolti sulla realtà calabrese, in modo da poter arrivare a una legge che risponda alle esigenze di questa terra.

Dalla lettura del testo depositato che idea te ne sei fatto?

Ritengo che ci siano punti poco chiari. Come, ad esempio, l'indicazione dei centri per l'impiego chiamati al monitoraggio delle discriminazioni sul lavoro, non includendo invece l'Ufficio della Consigliera di Parità Regionale; l'ampliamento delle competenze dell'osservatorio regionale sulla violenza di genere senza la previsione di un componente  formato sulle discriminazioni diverse da quelle di genere e nemmeno la formazione dei componenti dell'osservatorio sulla specifica tematica; la previsione economico-finanziaria, minima e diretta in maggior parte alla sponsorizzazione della legge a discapito di formazione e continuità. Tante, poi, le azioni concrete che potrebbero essere previste e che mancano: dalla difesa processuale delle vittime al risarcimento danni, dall’accoglienza al sostegno.

Secondo te, oltre a una specifica legge regionale, che cosa c’è da fare contro l’omotransfobia in Calabria?

Credo che siano principalmente quattro le cose da fare: 1) attuazione di politiche che possano agevolare l’emersione delle persone gay e di sostegno al coming-out; 2) formazione e partecipazione vera: insomma, la presenza, il metterci la faccia della classe politico-istituzionale calabrese, ancora troppo timida nelle azioni non certo nelle dichiarazioni perché possa comprendere la realtà Lgbti presente in Calabria; 3) costruzione di reti trasversali tra il mondo della cultura, del turismo, del lavoro dedicate e formate in modo da tutelare i soggetti a rischio di discriminazione; 4) implementazione e consolidamento dei rapporti tra mondo della formazione, università e scuola a tutti i livelli e realtà Lgbti.

In conclusione i dati ci sono, le competenze anche, gli operatori non mancano e le proposte sono chiare e contribuiscono a creare una Calabria, forse anche un’Italia migliore. Abbiamo il diritto/dovere oggi più di prima, di sentirci orgogliosi del nostro essere persone Lgbti e calabresi.  

e-max.it: your social media marketing partner

«La Casa Vacanza Ciufo è un’abitazione privata. Su Booking si mettono anche le case private per cui si decide chi ospitare e chi no. Io i gay non li ospito per motivi religiosi». Sono queste le parole pronunciate telefonicamente con rabbia da Filippo Mondella, rintracciato da Claudio Finelli in casa della moglie Francesca Mercatante a Jonadi (VV).

Frasi che, pur prive di valore argomentativo qualora si consideri il carattere commerciale dell’ospitalità offerta, cozzano alquanto nei toni dai precedenti messaggi inviati alla coppia napoletana non "compatibile" con le condizioni d'alloggio perché gay: Grazie a lei per aver prenotato. (È il primo anno che fittiamo) e la depandanza è nuova nuova… finita a maggio. Importante e mi scuso se posso sembrare troglodita. Non accettiamo gay e animali. Mi perdoni ancora. Per quanto scioccanti e in parte erronee da un punto di vista grammaticale, le espressioni utilizzate da Filippo Mondella apparivano comunque improntate a una qual certa cortesia e a una tacita richiesta di scusa. Un’immagine in realtà illusoria e artatamente delineata nella speranza d’evitare quel clamore mediatico, che invece Arcigay Napoli e Gaynews hanno per primi congiuntamente sollevato.

Già, perché come dimostra chiaramente il suo profilo fb, Filippo Mondella - già coinvolto nel processo al clan Mancuso e prosciolto per prescrizione del reato dall'accusa di intestazione fittizia di beni in concorso - non rifugge nella realtà da posizioni omofobe nonché qualunquisticamente discriminatorie nei riguardi dei migrantiClasse 1973, il sistemista calabrese è ammaliato dalle figure di Donald Trump e Vladimir Putin. E proprio nei riguardi del presidente russo la venerazione è tale da aver scelto come frase programmatica l’espressione in caratteri cirillici Бесплатный сыр бывает только в мышеловке! (Il formaggio gratuito è solo in una trappola per topi).

Nello scorrere i post pubblicati c’è l’imbarazzo della scelta. Si va da quello in cui si bolla Alitalia quale un tumore a quello esaltante Trump come un mito. Si va da quello irridente la preparazione culturale della ministra Fedeli (salvo poi leggere gli strafalcioni del postante quali reggina per regina o il se col condizionale) fino al video che, tratto dal docufilm di Oliver Stone e relativo alle dichiarazioni di Putin sui gay, è così presentato: Ascoltate leggendo!!! Questa è civiltà!.

Le persone omosessuali sembrano essere un’ossessione per Filippo Mondella come dimostrano molti dei suoi post. Ma a lasciare scioccati è quello del 13 giugno scorso che, nell’introdurre un articolo de La Repubblica sulla prima famiglia poliamorosa in Colombia, così recita: Bene ! Adesso ditemi che sono "omofobo", ma a breve non ci sarà piu la famiglia .... ci sarà " l'ammucchiata ". Fucilazione subito !!! Parole, quest’ultime, usate come un ritornello nei commenti e che si commentano da sé.

Guarda la GALLERY

 

e-max.it: your social media marketing partner

Featured Video