Il 12 dicembre la senatrice dem Monica Cirinnà è divenuta socia del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Ulteriore iscrizione, dunque, a un’associazione Lgbti per la madrina della legge sulle unioni civili, già tesserata ad Arcigay a partire dal 2016 e al Wand di Benevento il 4 dicembre scorso.

A Gaynews così la parlamentare ha spiegato motivi e finalità sottese al gesto: «Sono contentissima di essermi tesserata alla più importante associazione Lgbti della capitale qual è il Mieli. Un onore essere socia di una realtà che nei decenni non ha mai perso di vitalità ma si è sempre distinta per il coraggio delle idee e l’impegno in prima linea nelle battaglie per i diritti.

Mi piace soprattutto ricordare la presentazione del pdl regionale in materia di discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere nonché il sostegno a un dialogo serio e sereno sul tema della gestazione per altri. Tema presente nel bel documento politico del Roma Pride 2017, frutto dell’opera di coordinamento svolto appunto dal Mieli e dal portavoce Secci».

E proprio Sebastiano Secci, divenuto da qualche mese presidente dell’associazione romana, ha commentato così il tesseramento di Monica Cirinnà: «È con grande piacere che abbiamo accolto la senatrice Monica Cirinnà fra le socie e i soci del Circolo Mario Mieli.

Il rapporto che il Circolo ha avuto con la senatrice è stato caratterizzato, prima, durante e dopo la discussione della legge sulle unioni civili, da estrema schiettezza e correttezza reciproca. Schiettezza e correttezza che nascono da una profonda consapevolezza e rispetto del diverso ruolo e compito svolto dal movimento Lgbt+ da un lato e dalla politica dall'altro.

Apprezziamo Monica Cirinná, fra le altre cose, anche perché è una delle poche parlamentari che, nonostante la delicatezza dell'attuale fase politica, non esita a parlare liberamente di  matrimonio egualitario, di adozioni ma anche di riconoscimento di figli dalla nascita e di gestazione per altri

Argomento, quest’ultimo, sicuramente complesso ma che noi del Circolo Mario Mieli abbiamo fortemente voluto nella piattaforma rivendicativa dell'ultimo Roma Pride proprio perché simboleggia le sfide culturali e politiche che il movimento Lgbt+ sarà chiamato ad affrontare da oggi in poi».

e-max.it: your social media marketing partner

In occasione della Giornata mondiale contro l’Aids anche a Roma molteplici iniziative volte a maggiormente sensibilizzare e informare sulla prevezione delle infezioni sessualmente trasmissibili. Per la diversità di approccio a una tematica di prioritaria importanza (anche alla luce degli ultimi dati offerti dall’Istituto Superiore di Sanità) sono soprattutto da segnalare quelle promosse dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

Con AnddosArcigayASA – Associazione Solidarietà AIDS MilanoIreos e Plus Onlus la storica associazione della capitale è in primo luogo promotrice della campagna We Test – Mettiamo la salute in circolo. Grazie ai suoi volontari è stato e sarà possibile effettuare in maniera anonima e gratuita il test rapido Hiv presso lo Skyline (27 novembre e 5 dicembre) e l’Europa Multiclub (30 novembre).

Opportunità che, il 1° e il 2 dicembre, sarà altresì offerta in una con il test rapido per la sifilide – entrambi disponibili grazie alla convenzione con la ASL Roma 1 e alla collaborazione con la Struttura (Uosd) Dermatologia Mst dell’IRCCS San Gallicano – presso l’Istituto Svizzero (Via Ludovisi, 48). È grazie, infatti, alla collaborazione del prestigioso ente e al supporto dell’American Academy e della casa editrice JRP Ringier che il Mieli ha organizzato l’evento Ancora una voltaWorld AIDS Day.

Evento volto a commemorare nelle prime due giornate di dicembre gli sforzi globali per la lotta contro Hiv/Aids. Improntato su format precedentemente usati all’ISS – utilizzando un metodo pluridisciplinare – l’obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico alle molteplici sfide di questa malattia.

Durante il corso dell’evento ci saranno workshop di ambito scientifico e artistico, mostre e concerti incentrati sulla questione. Essi incoraggeranno il dibattito su temi che fanno da tempo parte della nostra quotidianità.

Raggiunto telefonicamente, così ha illustrato a Gaynews la duegiorni Sebastiano Secci, presidente del Mieli: «Come ogni anno, in occasione della Giornata mondiale della lotta all'Aids, 'Ancora una volta' il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli è in prima linea per i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans e nell’impegno per la prevenzione dell’Hiv e delle malattie sessualmente trasmissibili.

Lo strumento più valido resta sempre la prevenzione ma la nostra attenzione è da sempre rivolta anche alle persone in Hiv/Aids, che non devono essere in alcun modo discriminate o criminalizzate».

progra

e-max.it: your social media marketing partner

Sei associazioni, dieci città, informazioni essenziali sulla prevezione delle infezioni sessualmente trasmissibili, test rapido Hiv in maniera anonima e gratuita. Questi i punti cardine della campagna WE TEST – Mettiamo la salute in circolo realizzata in occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids, celebrata il 1° dicembre a partire dal 1988.

Una campagna che, voluta da AnddosArcigayASA – Associazione Solidarietà AIDS MilanoIreosCircolo Mario MieliPlus Onlus, si rivela di primaria importanza alla luce anche dei dati ultimamente forniti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in riferimento alle nuove diagnosi d’infezione da Hiv nel 2016: 3.451 pari a 5,7 nuovi casi per ogni 100mila residenti.

Negli anni si è osservato un aumento dell’età mediana alla diagnosi nonché un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva ma aumenta la proporzione dei casi a trasmissione sessuale in particolare tra maschi che fanno sesso con maschi (MSM) e maschi eterosessuali. Nel 2016 la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV, attribuibile a rapporti sessuali non protetti, ha costituito l’85,6% di tutte le segnalazioni così suddivisibili: eterosessuali 47,6%; MSM 38,0%. Si è così passati dal 2014, in cui la detta suddivisione era tra il 43,2% di rapporti etero e il 40,9% di rapporti MSM, al 2016 con uno stacco di quasi 10 punti di percentuale.

L’incidenza più alta è stata registrata tra le persone nella fascia 25-29 anni (14,7 nuovi casi per ogni 100.000 residenti). Dato, questo, che ha indotto la ministra della Salute Beatrice Lorenzin ad affermare il 27 novembre scorso: «Si è abbassata la percezione del pericolo proprio tra i più giovani. Per questo, sono ricomparse anche malattie che sembravano dimenticate, come sifilide e gonorrea. La priorità è quindi innalzare immediatamente il livello di attenzione su Aids e malattie sessualmente trasmesse, perché c'è poca consapevolezza». Già, perché dal 2000 a oggi la sifilide è aumentata del 400% senza dimenticare l’emergenza epatite A nell’anno in corso. Circa, infine, i casi di Aids conclamato 778 quelli registrati nel 2016.

«Il dato maggiormente preoccupante – è dato leggere nel comunicato di presentazione della campagna We Test – riguarda tuttavia la non conoscenza del fenomeno tra la popolazione: nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere Hiv positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids conclamato: si è passati dal 20,5% del 2006 al 76,3% del 2016. Un aumento impressionante che ci dà la misura di come si sia abbassata la guardia in termini di investimenti nelle politiche di prevenzione».

Ecco dove si potrà effettuare il test rapido Hiv nei prossimi giorni:

Torino, 3 e 10 Dicembre presso Sauna 011 (Via Messina, 5d)

Milano, 1 Dicembre presso Company Milano (Via Benadir, 14)

Padova, 2 Dicembre presso Hot Dog (Via Turazza, 19)

       - - -, 3 Dicembre presso Sauna Metro (Via Turazza, 19)

Verona, 1 Dicembre presso Pianeta Milk Lgbt* Center (Via Scuderlando, 137)

Desenzano sul Garda (Bs), 3 Dicembre presso Splash Club (Via Faustinella, 1)

Bologna, 3 Dicembre presso Black Sauna (Via del Tipografo, 2)

Rimini, 1 Dicembre presso Live Stronger against Aids (Piazza Cavour)

Firenze, 2 Dicembre presso Circolo Fabrick (Calenzano - Via del Lavoro, 19)

Roma, 30 Novembre presso Europa Multi Club (Via Aureliana, 40)

    - - -, 5 Dicembre presso Skyline (Via Pontremoli, 36)

Napoli, 30 Novembre presso Arcigay (Via San Geronimo, 17)

     - - -, 30 Novembre e 1 Dicembre presso Depot (Via della Veterinaria, 72)

     - - -, 1 e 2 Dicembre presso Sauna Blue Angels (Centro Direzionale, isola A/7)

     - - -, 2 Dicembre presso Mamada (Via Piave, 183)

     - - -, 2 Dicembre presso Macholato (Via Abate Minichini, 62)

Catania, 1 Dicembre presso Codice Rosso (Via Conte Ruggero, 48)

        - - -, 1 Dicembre presso Terme di Achille (Via Tezzano, 13).

 

e-max.it: your social media marketing partner

150mila persone alla manifestazione nazionale organizzata a Roma da Non una di meno per dire no alla violenza contro le donne. E le donne sono state le assolute protagoniste di questa fiumana che ha scandito non di rado slogan di attacco al governo e alle religioni.

Unite con loro anche tanti uomini, famiglie ed esponenti di associazioni, comprese quelle Lgbti. Significativa la presenza d’un’enorme bandiera arcobaleno che, sorretta da attiviste e attivisti, è stata voluta da un sempre più dinamico Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli grazie al nuovo team Secci-Praitano.

Sì, perché la violenza contro le donne è una drammatica realtà che chiama in causa tutti. È quanto ribadito stamani anche dalla presidente della Camera Laura Boldrini che, accogliendo per uno specifico evento a Montecitorio 1300 donne, ha dichiarato: «Sbaglia chi pensa che la violenza sia una questione che riguarda esclusivamente le donne. No, riguarda tutto il Paese e sfregia la nostra comunità». E dal Parlamento è arrivato proprio oggoi un segnale concreto: il via libera unanime al fondo per gli orfani di femminicidio, con una dotazione di due milioni e mezzo l'anno per il triennio 2018-2020.

Su cosa necessiti fare per contastare la violenza di genere così si è epressa ai nostri microfoni la giurista Andrea Catizone, presidente di Family Smile ed esperta di diritti dei minori: «La violenza oggi è un fenomeno che attraversa tutte le generazioni e tutti gli ambiti sociali. È nella concezione del rapporto sentimentale che si è innestato un meccanismo di prevaricazione sempre più incontrollato. Serve prima di tutto imparare a riconoscere la violenza e poi imparare a reagire e a non tollerarla come qualche cosa che poi passa. I gesti violenti lasciano sempre delle tracce e pertanto è fondamentale che le donne sentano una rete di protezione che le affianchi sin dalla denuncia. Ecco perché servono dei meccanismi che si attivino immediatamente ed ecco perché servono investimenti da parte dello Stato e delle istituzioni».

Ma manifestazioni, spettacoli, eventi, si sono tenuti in tutta Italia che sembra aver oggi ritrovato una sostanziale concordia su un tema – almeno così sembrerebbe – non divisivo. A Palermo, fra l’altro, il Palazzo delle Aquile, sede del Comune, si è colorato di arancione.

Guarda la GALLERY

 

e-max.it: your social media marketing partner

Con la Candlelight del Transgender Day of Remembrance in Stazione Termini si sono conclusi gli eventi informativi sull’identittà di genere e commemorativi delle vittime di transfobia. Eventi che, organizzati dal Coordinamento Lazio Trans in collaborazione col Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, hanno avuto il loro epilogo nella veglia a lume di candela per ricordare le persone trans uccise nell’ultimo anno. Ben 326. Come Laura, la 27enne d’origine rumena, massacrata il 10 novembre scorso all’Eur.

In sua memoria è stato letto un toccante messaggio inviato dalla MozaiQ Association di Bucarest. «Vorremmo dedicare – così i soci e le socie dell’associazione –  un momento al ricordo di Laura, una donna transgender rumena che lavorava in Italia, uccisa in un brutale attacco transfobico. Ogni anno, la cronaca ci ricorda la violenza che le persone transgender subiscono ancora oggi, anche in Europa. L’Italia, ad esempio, ha un dato tra i peggiori in tema di omicidi di persone transgender.

È importante dunque farsi sentire, dire parole chiare contro questi orribili crimini. Ogni atto di violenza, infatti, perpetra ancora e ancora l’oppressione delle persone transgender. Per questo è nostro dovere accendere i riflettori su questi problemi che affliggono ancora le nostre società. In Romania, le persone transgender hanno meno possibilità di avere successo nella vita poiché il processo di transizione è estremamente lungo e umiliante, l’accesso ai servizi medici è inadeguato e non aperto a tutti, mentre l’ingresso nel mondo del lavoro rimane ancora un problema. 

Noi siamo a fianco dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. La morte di Laura non sarà dimenticata, porteremo per sempre il suo ricordo nei nostri cuori».

Sul significato dell’evento commemorativo, tradizionalmente organizzato dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, così si è espresso ai nostri microfoni il neopresidente Sebastiano Secci: «È importante soffermarsi a ricordare e commemorare le vittime di transfobia, soltanto quest'anno sono infatti  oltre trecento le persone trans vittime di omicidio in tutto il mondo e l'ultima è Laura, assassinata qualche giorno fa proprio qui a Roma.

È imperdonabile che la società civile ignori un fenomeno dalla portata emergenziale ma, soprattutto, è imperdonabile che noi gay, lesbiche e bisessuali troppo spesso, presi dalle nostre battaglie e rivendicazioni, trascuriamo la lotta delle nostre compagne e dei nostri compagni trans.

 

Per Laura e per chi prima di lei è caduta barbaramente vittima dell'odio transfobico siamo stati questa sera a Termini, per ricordare chi ci è stato portato via ma, soprattutto, per prendere tutte e tutti insieme un impegno con chi c'è ancora».

Guarda la GALLERY

e-max.it: your social media marketing partner

In occasione del TDoR o Transgender Day of Remembrance, fissato al 20 novembre per fare memoria attiva delle vittime di transfobia, si terranno in alcune città d’Italia varie celebrazioni. Tra queste sono da menzionare le due Trans Freedom March che avranno luogo sabato 18 a Napoli e Torino.

Ma quest’anno è da segnalare in maniera particolare anche Roma che, insieme con la tradizionale accensione di candele commemorative a Termini, vedrà altri importanti eventi. Un programma che, frutto dell’efficace collaborazione tra il Coordinamento Lazio Trans e il Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, sarà soprattutto caratterizzato dal ricordo della giovane donna transgender uccisa il 10 novembre all’Eur.

Per saperne di più abbiamo raggiunto Cristina Leo, portavoce del Coordinamento.

Si avvicina la giornata del TDoR. A distanza di anni dalla prima celebrazione è sempre attuale una tale commemorazione?

Il Transgender Day of Remembrance, giornata in cui si ricordano le vittime della violenza transfobica, si commemora dal 1999. Il senso di questa commemorazione è sempre tristemente attuale. Pochi giorni fa è stata assassinata qui a Roma una giovane ragazza trans. E quest'anno le persone trans vittime di omicidi nel mondo sono state 325, molte di più del 2016.

Hai parlato di un aumento di casi di delitti a carattere transfobico. Con riferimento al Lazio quante sono state le vittime nell’ultimo anno e, nello specifico, a Roma?

A Roma e nel Lazio quest'anno c'è stata una sola vittima. La 27enne donna trans di origine rumene, di cui parlavo prima.

L’amministrazione Raggi ha dato segnali d’interesse a una realtà così drammatica come la transfobia?

La giunta Raggi ha mostrato sensibilità organizzando a maggio, insieme ai municipi e  alle associazioni, degli eventi per la Settimana Romana contro l'omotransfobia. In molti di questi eventi le persone trans hanno avuto un ruolo di primo piano

Quali sono le manifestazioni previste in preparazione al TDoR e quelle per la giornata del 20?

Ce ne saranno varie. Giovedì 16, alle ore 18.30, presso il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ci sarà l'inaugurazione della  mostra fotografica Tra le nuvole, Elovun el art centrata sulle persone trans.

Domenica 19 ci saranno due eventi, uno dei quali organizzato proprio dal Co.LT o Coordinamento Lazio Trans e dalle associazioni e gruppi che ne fanno parte. Saremo insieme ad Associazione Libellula 2001, Beyond Differences, Gruppo Amati, Sportello Lili e Tgenus Lazio in Largo dei Lombardi dalle ore 15:00 alle ore 19:00 per informare sul tema della transfobia e commemorare le nostre vittime. Nel corso dell'evento l'artista Valeria Catania presenterà una sua installazione dal titolo Le pagine che non ho scritto.

Infine, lunedì 20 alle ore 19:00, presso la Stazione Termini sul lato di via Giolitti ci sarà una Candlelight in ricordo delle vittime della transfobia organizzata dal Circolo Mario Mieli.

e-max.it: your social media marketing partner

Si terrà domani a Roma la manifestazione nazionale #NONèREATO con partenza da Piazza della Repubblica alle 14:30. Sfileranno per le strade della capitale accanto a «uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo», associazioni, movimenti, forze politiche, ong, giornalisti, migranti, richiedenti asilo, rifugiati e – come recita l’appello - «persone nate o cresciute in Italia, che esigono l’approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza».

Insomma, una manifestazione per ribadire che migrare non è reato, accogliere non è reato, povertà non è reato, solidarietà non è reato, dissenso non è reato. Una manifestazione «per l’uguaglianza, contro ogni forma di razzismo, per lo ius soli e i corridoi umanitari, contro l’esternalizzazione delle frontiere, i lager in Italia e in Libia, le leggi discriminatorie promosse dai Ministri Orlando e Minniti».

Tra i sostenitori della prima ora il senatore Luigi Manconi, Andrea Camilleri, don Luigi CiottiToni ServilloCarlo PetriniEnrico IannielloLuciana CastellinaMoni OvadiaGiuseppe Massafra, i vignettisti Vauro, Natangelo, Mauro Biani, Altan, Staino e l’84enne vescovo emerito di Caserta Raffaele Nogaro, che definì la Bossi-Fini «legge disumana».

Tantissime le adesioni giunte da parte di associazioni: da Amnesty International ad Arci Nazionale, da Cobas a Fiom Cgil Nazionale, dalla Casa Internazionale delle Donne a Medici Senza Frontiere, da Emergency al Gruppo Abele Onlus, solo per fare alcuni nomi. Con un’assenza, purtroppo, pressoché totale di sigle Lgbti. Le uniche a figurare sono infatti Arcigay Napoli, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, e il circolo Gaynet Roma. Nella notte è poi giunta l’adesione di Arcigay Nazionale.

Come osservato da Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, «anche tra le persone LGBT, alimentate da false paure e da tanta disinformazione, dilagano in Europa e in Italia, razzismo e islamofobia. Emblematico il caso di Alice Weidel, leader del movimento di estrema destra, xenofobo e razzista, Alternativa per la Germania, che ha riportato, per la prima volta dalla fine seconda guerra mondiale, esponenti dell'estrema destra nel Parlamento tedesco. Alice, lesbica, unita civilmente con una cittadina svizzera di origine cingalese, ha più volte pubblicamente sostenuto che il maggior pericolo per le persone Lgbti è rappresentato dai migranti musulmani. 

Per questo saremo in piazza sabato a Roma, perché vi sia una informazione corretta nel nostro Paese, perché l'estensione del diritto non riguarda mai solo il singolo o una singola comunità di persone, per costruire insieme una Italia inclusiva, che non ha paura delle diversità, qualsiasi esse siano».

Per l'avvocato Sebastiano Secci, neopresidente del Mieli, «è essenziale che le forze antifasciste, democratiche e inclusive che si battono giorno dopo giorno contro ogni forma di discriminazione facciano fronte comune guidando una controffensiva culturale e politica che espella la cultura dell’odio e della paura dalle nostre comunità. Questo obiettivo e questa preoccupazione uniscono le battaglie del movimento LGBT italiano con quelle delle nostre sorelle e dei nostri fratelli migranti, esposti come noi ai rischi della progressiva regressione dei valori di pace, accoglienza e inclusione che fanno parte della nostra cultura».

 

 

e-max.it: your social media marketing partner

Sono state rinnovate ieri sera le cariche sociali del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Alla guida della storica e maggiore associazione Lgbti romana è stato eletto l’avvocato Sebastiano Francesco Secci, già tesoriere della stessa nonché portavoce del Roma Pride, che subentra così a Mario Colamarino. Ad affiancarlo, nel ruolo di vicepresidente, Rossana Praitano, che è stata a capo del Circolo per due mandati dal 2004 al 2012. L’incarico di tesoriere è invece andato al siracusano Valerio Colomasi Battaglia.

Raggiunto telefonicamente, il neopresidente ha espresso la sua gioia e ha dichiarato: «Quest'anno, nel suo 35° anniversario, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli si troverà ad affrontare una serie di importanti sfide politiche: l'iter della proposta di legge regionale contro l'omotransfobia, le elezioni politiche e regionali, la candidatura al WorldPride 2025, solo per citarne alcune. Il nuovo consiglio direttivo del Circolo muovendo dalle mie precedenti esperienze politiche nell'associazione e nel Roma Pride, investe nelle nuove generazioni con la nomina a tesoriere di Valerio Colomasi Battaglia e recupera l'esperienza e l'autorevolezza della vicepresidente Rossana Praitano. Le sfide che abbiamo davanti sono significative ma confidiamo che con questa squadra e con il pieno sostegno dell'associazione tutta riusciremo a scrivere una nuova entusiasmante pagina per il movimento Lgbti italiano».

Felicitazioni da parte di componenti di varie associazioni Lgbti italiane nonché della senatrice Monica  Cirinnà, che ha annunciato il proprio tesseramento al Mieli.

e-max.it: your social media marketing partner

Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli ha presentato la candidatura per organizzare il World Pride del 2025 a Roma. La storica associazione Lgbti, che da anni promuove importanti manifestazioni ed è stata promotrice di eventi come il World Pride del 2000 e l’Europride del 2011 con la partecipazione di Lady Gaga, ha diffuso la notizia in un comunicato.

Per saperne di più, abbiamo incontrato il presidente Mario Colamarino.

Come mai candidare proprio Roma per il World Pride del 2025 e che prospettive di successo ha la candidatura?

Il World Pride è nato a Roma nel 2000 su iniziativa del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Ha rappresentato uno spartiacque nella storia del movimento Lgbti italiano e mondiale. Vogliamo perciò che il 2025 possa diventare un’altra tappa storica nel cammino della nostra comunità. Il comitato InterPride si è dimostrato favorevole alla nostra idea di riportare il World Pride a Roma. La candidatura è stata appena presentata: c'è un iter da seguire ma in poche ore è già arrivato il sostegno di tante realtà Lgbti e non. C'è tanto entusiasmo e non solo in Italia all'idea che il World Pride ritorni a Roma per celebrare un anniversario così importante.

È mera coincidenza che sia stato proposto proprio il 2025, anno in cui ricorrerà nuovamente il Giubileo?

Il World Pride è nato nel 2000: è normale che il 2025 rappresenti un anniversario importante. A noi non interessa un'inutile polemica con la Chiesa cattolica. Anche se è vero che l'attuale Chiesa non ha la stessa ostilità di quella del 2000, a noi interessa piuttosto realizzare un 'giubileo' per la nostra comunità. Una celebrazione di 25 anni di lungo lavoro per l'equiparazione dei diritti che, si spera, per allora pienamente raggiunta anche in Italia.

e-max.it: your social media marketing partner

Oggi presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati l'incontro Migranti Lgbti a dieci anni dall'approvazione del decreto legislativo sulla protezione internazionale. Organizzato dal nostro quotidiano in collaborazione con Arcigay, l'evento vuole fare il punto sulla situazione di quanti hanno ottenuto lo status di rifugiato da quei Paesi, in cui vige la penalizzazione dell'omosessualità

Una delle primarie attività a sostegno dei migranti e richiedenti asilo Lgbti è svolta dagli sportelli assistenziali, gestiti a livello territoriale dalle varie associazioni. Tra questi è da segnalare su Roma il Gruppo internazionale del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, della cui esperienza Gaynews pubblica la sintesi curata da Mario Colamarino e Tiziano De Masi.

Il gruppo internazionale al Mieli nasce nel novembre del 2014 a seguito della presenza sempre più frequente di persone migranti all'interno dell'associazione. Lo sportello nacque all'epoca con la principale finalità di soddisfare a esigenze di natura giuridica. Si provò con il direttivo del tempo e alcuni volontari ad andare oltre l'aiuto legale ai singoli e a creare uno spazio sicuro per rifugiati, richiedenti asilo e migranti Lgbti, che si trovavano a Roma e avevano bisogno di un aiuto, di socializzare, di parlare e stare insieme.

Da allora, a cadenza settimanale, il gruppo si è riunito presso il Circolo senza mai fermarsi negli anni. In un primo momento ognuno che passava da noi si è raccontato, aperto, iniziando un percorso di consapevolezza della propria sessualità che nel proprio Paese era negato. Abbiamo organizzato eventi, corsi e workshop sulle maggiori tematiche Lgbti: dall'Hiv all'omofobia fino al Pride. I migranti sono stati sempre insieme con noi, in prima linea, ai presidi per la legge sulle unioni civili l'anno scorso, a sventolare le bandiere del Circolo al Pride, a fare i banchetti in strada. 

Ognuno di loro, venendo al Mieli, ha trovato una famiglia, un sostegno, un posto dove poter essere se stessi senza paure e timori. In quest'ultimo anno, a fianco alle iniziative prima accennate, abbiamo avviato un corso di italiano per migranti fatto grazie alla collaborazione di volontari esperti sul tema. 

Da quando esiste il Gruppo migranti, saranno passate orientativamente un'ottantina di persone, di cui alcune spesso solo di passaggio, altre, invece, fisse a Roma e presenti ancora al Mieli. La maggior parte di loro proviene da Paesi africani o dall'ex Urss, dove essere gay può essere pericoloso o addirittura portare all'arresto a causa di un'omofobia dilagante e stratificata nella società. Alcuni di loro hanno trovato lavoro e l'amore in Italia: il primo migrante gay rifugiato, che si è  unito civilmente, è Maxim, scappato dal Crimea anni fa. Unitosi civilmente col compagno un mese fa circa a Civitavecchia, Maxim è stato tra le colonne portanti in questi anni del gruppo rifugiati del Mieli. Di questo siamo fieri nonché felici che abbia trovato l'amore e una vita migliore qui in Italia.

In quest'anno il gruppo fisso di ragazzi gay e ragazze lesbiche è stato composto da circa 15 persone, provenienti da Pakistan, Uganda, Senegal, Bielorussia, Georgia, la maggior parte dei quali sono arrivati da pochissimi mesi qui in Italia e non parlano italiano. Tra questi almeno una decina si è rivolto al Mieli come prima fonte di aiuto e sostegno alla socializzazione e all'incontro con altre persone Lgbti prima ancora di comparire davanti alla commissione per l'ottenimento dello status di rifugiati.

 

 

e-max.it: your social media marketing partner

weTest

Featured Video