È indubbia la polarizzazione dell’attenzione statunitense e internazionale sulle elezioni di Mid-term per il rinnovo dei seggi alle due camere del Congresso e per la carica di governatore in 36 Stati.

Ma ieri gli americani di Massachusetts, Florida Alabama, Oregon, West Virginia, Michigan, North Dakota, Utah, Missouri nonché la cittadinanza di San Francisco sono stati chiamati al voto referendario su alcuni temi di rilievo. 

Quello svoltosi nel Massachusetts è stato un referendum storico, essendo il primo a livello statale sui diritti delle persone transgender. Elettori ed elettrici hanno così respinto la proposta d’abrogazione d'una legge del 2016, che proibisce le discriminazioni di genere nei luoghi pubblici, comprese toilet e spogliatoi.

L'esito referendario è stato d'enorme sollievo per attiviste e attivisti per i diritti Lgbti, per i quali la vittoria del fronte del no avrebbe potuto provocare un'ondata di tentativi simili per ridurre le protezioni antidiscriminatorie in altri Stati. Come noto, alcune protezioni a livello federale sono minacciate dall'amministrazione del presidente Donald Trump.

In Florida, invece, gli ex detenuti hanno riavuto il diritto di voto, mentre in Alabama, Oregon, West Virginia sono state adottate delle norme restrittive in materia d’aborto, che graveranno in particolare sulle donne non abbienti.

In Michigan, North Dakota, Utah, Missouri ci si è epressi sulla legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo (nei primi due) e medico (negli ultimi due). Ma con esito negativo solo in Nord Dakota.

La vittoria a favore della legalizzazione consentirà la vendita di cannabis a persone con alcune malattie nelle farmacie private dell’Utah, mentre in Missouri i pazienti potranno coltivarla privatamente a uso medico. Il Michigan è invece divenuto il primo stato del Midwest Usa (il decimo a livello nazionale) dove gli adulti di età superiore a 21 anni potranno detenere o coltivare modiche quantità di marijuana.

A San Francisco, infine, è stata approvata una controversa tassa sulle imprese per aiutare i senzatetto.

e-max.it: your social media marketing partner
Ha stupito ancora una volta Paola Egonu, più che per il coming out, per la semplicità e la serenità con cui ha dichiarato di essersi confortata con la sua ragazza dopo la finale del mondiale di pallavolo, persa contro la Serbia in Giappone. Il suo coming out si aggiunge a quello di Rachele Bruni e va a inserirsi nell'ancora ristrettissima cerchia di atleti e altlete di alto profilo, che hanno manifestato liberamente il proprio orientamento sessuale.
 
Di alto profilo, già, perché non possiamo chiamare Paola professionista, in quanto le donne in Italia, unico Paese europeo, non sono riconosciute come atlete a livello professionale
 
Paola è divenura, quindi, un'atleta simbolo per quell'Italia che ancora combatte per i diritti, i diritti delle persone Lgbti, i diritti dei migranti, i diritti delle atlete. E simbolo di quelle persone, non a caso, che si trovano a subire più di una discriminazione
 
A questo proposito, è proprio notizia di questo weekend la presentazione dei primi risultati della ricerca, promossa dal progetto Outsport di Aics e Gaycs e coordinata da Rosario Coco, nell'ambito della conferenza Diversity in Sport 2018 conclusasi sabato a GlasgowSi tratta della prima indagine di questo genere condotta a livello europeo e ha raccolto risposte da oltre 5.500 partecipanti dai 28 Paesi dell'Ue.
 
Come ha spiegato il team di ricerca dell'Università dello Sport di Colonia, partner scientifico del progetto Outsport diretto dalla docente Ilse Hartmann Tews, la maggioranza delle partecipanti si sono identificate di genere femminile (48%), seguite da un 39% di genere maschile e dal 13% di non binari. Il campione vede partecipanti dai 16 ai 78 anni con un età media piuttosto bassa di 27 anni e una forte adesione di under 25.
 
Quanto all'orientamento sessuale il 32% si sono definiti gay, il 25% lesbiche, il 25% bisessuali e il 18% altro.
 

Dalle risposte emerge che 9/10 del campione totale considera l'omofobia e la transfobia nello sport un problema attuale. Il 12% di coloro che praticano regolarmente attività sportiva riporta esperienze negative a causa del loro orientamento sessuale e/o identità di genere negli ultimi 12 mesi. Tra queste quelle più frequenti sono insulti omofobici e transfobici (82%) e discriminazione (75%), ma allarmanti sono anche i casi dichiarati di maltrattamenti e violenze fisiche vere e proprie (38%) e le minacce verbali (45%).

La percentuale di chi ha subito esperienze negative negli ultimi 12 mesi sale fino al picco del 31% per le donne transgender (MtF).

I dati completi saranno resi noti nei prossimi mesi. Ma questi numeri bastano a focalizzare lo sport come un insieme di spazi sociali che necessita di grande attenzione, specie per il suo carattere intrinsecamente intersezionale, che unisce persone, temi e discriminazioni di ogni tipologia e provenienza. 

e-max.it: your social media marketing partner

Giunto alla settima edizione e organizzato da Barilla, si è tenuto a Milano, il 24 e il 25 ottobre, il Pasta World Championship. A contendersi il titolo di Master of Pasta 18 giovani chef provenienti da tutto il mondo. Ma la vittoria è stata conseguita dalla statunitense Carolina Diaz col suo spaghetto al pomodoro rivisitato.

E al Pasta World Championship 2018 sono stati proprio gli spaghetti ad averla fatta da padrone. In occasione dell’evento culinario, coinciso per la prima volta con il Word Pasta Day (giunto quest’anno alla 20° edizione), la disegnatrice emiliana – ma milanese d’adozione – Olimpia Zagnoli, in arte Oz, ha infatti realizzato un’illustrazione speciale per le confezioni dei celebri Spaghetti Nº5 di Barilla. Illustrazione che è un tributo alla parità dei diritti e al riconoscimento delle realtà omofamiliari.

In linea con l’inconfondibile stile coloratissimo, rétro e minimalista, che ha fatto apprezzare Olimpia Zagnoli in tutto il mondo portandola a collaborare con testate come The New York Times e The New Yorke, l’immagine scelta per i packing Barilla rappresenta una coppia di donne innamorate che condividono, nella notte, un piatto di spaghetti.

Un altro passo significativo da parte della multinazionale italiana nel percorso della sensibilizzazione di dipendenti e clienti alle tematiche dell’inclusione e della lotta alle discriminazioni. Passo che, nel 2018, si va ad aggiungere all’adesione da parte del Gruppo Barilla agli Standards of Conduct for Business dell’Ufficio dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr), finalizzati ad affrontare e superare il tema della discriminazione delle persone Lgbti nel mondo del lavoro.

Ma anche ulteriore riprova di una totale inversione di rotta per un’azienda, il cui presidente Guido Maria Barilla aveva dichiarato nel 2013 che non avrebbe mai fatto uno spot con una famiglia omogenitoriale

«La nostra è una famiglia tradizionale – così motivo le sue affermazioni ai microfoni de La Zanzara -. Non per mancanza di rispetto, ma perché non la penso come loro. La nostra è una famiglia classica». E ancora: «Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d'accordo, possono sempre mangiare la pasta di un'altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri».

e-max.it: your social media marketing partner

Nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 veniva ucciso, in circostanze che sono ancora poco chiare, uno dei più grandi poeti del '900 italiano, Pier Paolo Pasolini

Intellettuale eretico e profetico – tanto profetico da riuscire a predire perfino la propria stessa morte –, Pasolini fu anche il primo intellettuale italiano dichiaratamente omosessuale. Circostanza, questa, che visse con grande coraggio sia nel modo in cui affrontò la società del tempo sia nell’umiltà gnostica con cui seppe trovare, nelle sue stesse conflittualità emotive, chiavi d’accesso per un’humanitas scevra da qualsiasi dogmatica adesione ideologica.

Per ricordare Pasolini, abbiamo scelto di intervistare Giovanna Cristina Vivinetto, giovanissima poetessa transessuale, che, con il suo lavoro Dolore Minimo (Interlinea), premiato qualche giorno fa con il Premio Lord Byron Porto Venere Golfo dei Poeti, ha raccontato in versi già maturi l’esperienza della sua transizione. 

Giovanna, Pier Paolo Pasolini è stato il primo intellettuale italiano dichiaratamente omosessuale, circostanza che all’epoca risultava decisamente scandalosa. Tu sei una poetessa che racconta in versi la propria transessualità: hai mai percepito fastidio o riprovazione nel pubblico a cui ti rivolgi?

Se 40 anni fa Pasolini destava clamore e disapprovazione in quanto intellettuale omosessuale, oggi una scrittrice transessuale, grazie anche al mutato scenario socioculturale e ai diritti ottenuti dopo immani fatiche, può professarsi tale senza troppi problemi. Eppure, a ben vedere, forme di resistenza, opposizione e sottile discriminazione ancora purtroppo esistono, anche se in forma minore e certamente più subdola perché sottile, ben camuffata. Ad esempio, a parte i beceri attacchi dei sostenitori di ProVita, ho notato una qualche forma di resistenza soprattutto nei miei colleghi coetanei: se, infatti, i poeti maturi hanno apprezzato all'unisono la mia poesia, le critiche sono piombate, e provengono, soltanto dai giovani, che mi accusano soprattutto di aver fatto leva sulla tematica "forte" per ottenere il successo e la visibilità che posseggo.

Mi sembra un tentativo di detrimento, di silenziamento che passa attraverso la forma lecita della "critica al libro", quando invece sottintende una certa svalutazione di una tematica fondamentale, necessaria oggi più che mai. E questo voler sottolineare a più riprese la "trovata furba" ci testimonia come, anche nel mondo illuminato della letteratura, siamo ancora lontani dalla piena accettazione delle minoranze e delle diversità.

Pasolini, in maniera profetica, prefigurò già negli Scritti Corsari la progressiva massificazione delle nuove generazioni. Tu sei una poetessa e sei molto giovane. Come ti sei rapportata e come ti rapporti, in virtù della tua giovane età, con la costante omologazione culturale dei nostri tempi? 

La risposta a questa domanda si riallaccia a quanto detto sopra. Certamente Pasolini aveva ragione nella sua chiarissima profezia: oggi l'omologazione è un dato di fatto. La poesia italiana contemporanea soffre di un grave morbo: l'attaccamento spasmodico alla forma, il vezzo della rima, la passione feticista per la metafora e l'immagine ad effetto, tutto a detrimento, invece, del contenuto, ossia della narrazione dei fatti. Ecco, questo è un male che colpisce soprattutto i poeti più giovani, attirati, come falene alla luce piena (ma artificiale) di un lampione: l'abbaglio della perfetta forma metrica, il dover trovare a tutti i costi una struttura, imporre ai versi una gabbia dorata ma priva di qualsiasi efficacia nei contenuti, incapace di reggersi in piedi tolta la "struttura". Aveva ragione Pasolini: andiamo in brodo di giuggiole davanti a una rima baciata.

Pasolini è stato anche un poeta antifascista, un cultore della libertà. Cosa è per te l’antifascismo? Cosa la libertà?

Per me antifascismo significa resistere e persistere nel valore della verità e perseguirla ad ogni costo con le proprie forze intellettuali. Solo con l'esercizio disinteressato della verità si può cogliere appieno il significato di ogni libertà, che altro non è che agire con coerenza, dare alla propria esistenza un concreto sostrato etico e morale.

 

e-max.it: your social media marketing partner

È stato approvato ieri sera, con la maggioranza qualificata dei due terzi, il Documento finale del Sinodo sui giovani, che si concluderà in mattinata con la concelebrazione eucaristica in piazza San Pietro, presieduta da papa Francesco

Tanti i punti trattati nei 167 paragrafi che, oggetto di singola votazione uno per uno e ripartiti in tre parti e 12 capitoli per un totale di 60 pagine, sono tutti letti nell’ottica dell’approccio e delle richieste del mondo giovanile: dai migranti, «paradigma del nostro tempo», alle diverse forme ecclesiatiche di abuso (di potere, economico, sessuale), in riferimento alle quali è necessario fare verità e chiedere perdono; dalla promozione della giustizia contro la cultura dello scarto alle arti, alla musica, allo sport quali risorse pastorali; dall’accompagnamento pastorale al rigetto tanto dei moralismi quanto del benignismo; dalla sfida digitale alla sinodalità della Chiesa quale forma primaria da concretare per una piena partecipazione di tutti i suoi componenti e il contrasto al clericalismo (considerato anche come vera ragione degli abusi sessuali su minori da parte di ecclesiastici).

Punto, quest’ultimo, che è stato oggetto di contrapposizioni in riferimento agli specifici paragrafi 121-122  (raccogliendo rispettivamente, su 248 votanti, il primo 51 non placet, il secondo 43). Tema che potrà apparire ai più bizantineggiante e di nessun rilievo ma che può costituire la chiave di volta per il progressivo passaggio da una Chiesa romanocentrica e verticistica a una «Chiesa partecipativa e corresponsabile».

Non a caso a suscitare divergenze e a ricevere 30 non placet è stato il paragrafo sul ruolo delle donne nella Chiesa che, secondo il mondo giovanile, dovrebbe essere riconosciuto e valorizzato. Raccomandando di rendere tutti più consapevoli «dell'urgenza di un ineludibile cambiamento» al riguardo, si dice: «Molte donne svolgono un ruolo insostituibile nelle comunità cristiane, ma in molti luoghi si fatica a dare loro spazio nei processi decisionali, anche quando essi non richiedono specifiche responsabilità ministeriali. L'assenza della voce e dello sguardo femminile impoverisce il dibattito e il cammino della Chiesa, sottraendo al discernimento un contributo prezioso».

Ma quello più controverso con 65 non placet e 178 placet è risultato essere il 150 sull’omosessualità che recita: «Esistono questioni relative al corpo, all'affettività e alla sessualità che hanno bisogno di una più approfondita elaborazione antropologica, teologica e pastorale, da realizzare nelle modalità e ai livelli più convenienti, da quelli locali a quello universale. Tra queste emergono in particolare quelle relative alla differenza e armonia tra identità maschile e femminile e alle inclinazioni sessuali.

A questo riguardo il Sinodo ribadisce che Dio ama ogni persona e così fa la Chiesa, rinnovando il suo impegno contro ogni discriminazione e violenza su base sessuale. Ugualmente riafferma la determinante rilevanza antropologica della differenza e reciprocità tra l'uomo e la donna e ritiene riduttivo definire l'identità delle persone a partire unicamente dal loro 'orientamento sessuale'.

Esistono già in molte comunità cristiane cammini di accompagnamento nella fede di persone omosessuali: il Sinodo raccomanda di favorire tali percorsi. In questi cammini le persone sono aiutate a leggere la propria storia; ad aderire con libertà e responsabilità alla propria chiamata battesimale; a riconoscere il desiderio di appartenere e contribuire alla vita della comunità; a discernere le migliori forme per realizzarlo. In questo modo si aiuta ogni giovane, nessuno escluso, a integrare sempre più la dimensione sessuale nella propria personalità, crescendo nella qualità delle relazioni e camminando verso il dono di sé».

Ma 43 Padri sinodali hanno espresso voto negativo anche su altri due paragrafi correlati in un certo qual modo alla questione omosessualità.

Si tratta del paragrafo 3 sulla relazione tra l’Instrumentum Laboris (in cui compare l’acronimo Lgbt) e il Documento Finale: «Il primo - si legge in esso - è il quadro di riferimento unitario e sintetico emerso dai due anni di ascolto; il secondo è il frutto del discernimento realizzato e raccoglie i nuclei tematici generativi su cui i Padri sinodali si sono concentrati con particolare intensità e passione. Riconosciamo quindi la diversità e la complementarità di questi due testi.

Il presente Documento è offerto al Santo Padre e anche a tutta la Chiesa come frutto di questo Sinodo. Poiché il percorso sinodale non è ancora terminato e prevede una fase attuativa, il Documento finale sarà una mappa per orientare i prossimi passi che la Chiesa è chiamata a muovere».

Ma, soprattutto, il paragrafo 39, che registra come «frequentemente la morale sessuale è causa di incomprensione e di allontanamento dalla Chiesa, in quanto è percepita come uno spazio di giudizio e di condanna». Il documento riconosce che «i giovani, anche quelli che conoscono e vivono tale insegnamento, esprimono il desiderio di ricevere dalla Chiesa una parola chiara, umana ed empatica. Dunque di fronte ai cambiamenti sociali e dei modi di vivere l'affettività e la molteplicità delle prospettive etiche, i giovani si mostrano sensibili al valore dell'autenticitò e della dedizione, ma sono spesso disorientati. Essi esprimono più particolarmente un esplicito desiderio di confronto sulle questioni relative alla differenza tra identità maschile e femminile, alla reciprocità tra uomini e donne, all'omosessualità».

e-max.it: your social media marketing partner

Un grave caso di discriminazione sul lavoro è stato denunciato nei giorni scorsi a Piacenza. Vittima un 28enne che, dopo essere stato minacciato verbalmente dal suo tutor («Se sei gay, t’investo con il muletto»), si è visto anche negare il rinnovo del contratto presso un’azienda cittadina .

In prima linea accanto al giovane Davide Bastoni, presidente del locale comitato Arcigay Atomo, che ha subito condannato con fermezza l’accaduto. Lo abbiamo raggiunto per saperne qualcosa di più.

Ciao, Davide: puoi raccontarci che cosa è esattamente accaduto?

Abbiamo saputo di questa vicenda direttamente dalla vittima che è nostro socio. È stato lui ad avvertirmi circa una settimana fa. Lui era stato assunto da una ditta della logistica di Piacenza, a inizio settembre, tramite agenzia interinale. Come di prassi, era stato affiancato da un tutor che gli insegnasse il lavoro. È stato proprio questo tutor a dirgli, durante una conversazione, di odiare i culattoni, aggiungendo che se fosse stato gay, l’avrebbe messo sotto con il muletto.

Nei giorni seguenti il clima tra il nostro socio e il tutor è diventato sempre più freddo e teso fin quando il suo contratto non è stato più rinnovato con motivazioni poco credibili. Allora il nostro socio è andato dal direttore dell’azienda per avere spiegazioni ma questi si è inizialmennte negato. Poi, quando ha capito che il nostro socio avrebbe potuto adire le vie legali, ha deciso di riceverlo alla presenza di altri. L’incontro, avvenuto nel suo ufficio, è stato inizialmente sgradevole perché il direttore e i presenti non credevano al racconto del nostro socio e continuavano ad avere un tono di beffa, minimizzando la grave minaccia omofoba subita dal giovane. 

Per fortuna un altro impiegato dell’azienda ha confermato quanto raccontato dalla vittima. A quel punto il direttore ha dovuto chiedere scusa, nonostante l’aggressore fingesse di non ricordare le sue minacce. Di fatto, però, il nostro socio è stato lasciato a casa. Infatti, come detto, non gli hanno in rinnovato il contratto con una scusa che sembra davvero raffazzonata: l’intolleranza alla polvere.

Come Arcigay, qual è stata la vostra reazione?

Appresa la vicenda, come Arcigay ci siano mobilitati e abbiamo chiesto aiuto anche ad altre associaIoni presenti sul territorio, tra cui Telefono Rosa, la cui presidente è un’avvocata che ci ha dato una grande mano.

Ieri siamo poi usciti con un comunicato stampa per informare la cittadinanza dell’accaduto, omettendo il nome della ditta e della vittima. Noi non abbiamo un intento punitivo ma vogliamo sensibilizzare la popolazione.

Piacenza è a tuo parere una città omofoba?

Questo avvenimento è la punta di un iceberg in un territorio che non ha mai conosciuto episodi eclatanti di omofobia diretta come questo che abbiamo denunciato. Però è innegabile che il nostro è certamente un territorio provinciale in cui sono diversi i fenomeni di omofobia indiretta che andrebbero segnalati e stigmatizzati. Ecco perché abbiamo chiesto alla stampa di aiutarci ad informare i più giovani, e non solo i più giovani, che qualora fossero stati vittime di fenomeni di omofobia, anche indiretta e meno plateale, ci contattino così da denunciare l’accaduto.

E poi abbiamo chiesto all’amministrazione  di Piacenza di porre in essere dei progetti per contrastare la violenza omofobica in modo tale che questi atti di discriminazione non avvengano. Attualmente la Giunta è di destra e la Lega ha un peso preponderante con una parte vicina alle frange ultraconservatrici cattoliche, come i ProVita.nE un anno fa, il comune di Piacenza è uscito dalla Rete Ready. Ripetendo perciò quanto già detto in un’intervista, vorrei ricordare alla sindaca, che tra l’altro si candida ad essere la sindaca migliore del mondo, che per essere tale bisogna occuparsi anche di discriminazioni.

Noi stiamo facendo un grande lavoro da un anno a questa parte, facendo rete con tante altre associazioni del territorio come Non Una Di Meno, Amnesty, Telefono Rosa, Anpi, perché quella contro tutti i fascismi è ormai una lotta intersezionale.

e-max.it: your social media marketing partner

Con decreto firmato, lunedì 22 ottobre, da Vincenzo Spadafora, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Pari opportunità e ai Giovani, è stato costituito presso il relativo Dipartimento di Palazzo Chigi il Tavolo di consultazione permanente per la promozione dei diritti e la tutela delle persone Lgbti

Tavolo costituito «al fine di favorire informazioni e scambio di conoscenze, dati, best practices ed elaborare proposte di azione volte a contrastare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, promuovere un clima di rispetto della dignità delle persone Lgbt e divulgare la cultura delle differenze». 

Sulla base del decreto governativo esso risulta essere composto da associazioni e altri organismi, anche non riconosciuti, finalizzati alla promozione dei diritti e alla tutela delle persone Lgbti. Si tratta di 48 realtà che, in possesso dei requisiti indicati nell’Avviso di manifestazione di interesse bandito dal Dipartimento il 18 settembre, hanno fatto pervenire entro il 28 settembre la domanda di partecipazione

Collage Fotor

Come previsto dall’art. 2 del decreto, il Tavolo sarà presieduto dal Sottosegretario Spadafora o da un suo delegato. Vi parteciperanno inoltre Alessandra Ponari, capo del Dipartimento per le Pari Opportunità, Luigi Manconi, dirigente coordinatore dell’Unar, nonché i dirigenti e le unità di personale del medesimo Ufficio eventualmente designate.

Come specificato dall’art. 4, il Tavolo (la cui partecipazione è a titolo gratuito) «resta operativo per la durata del mandato governativo. Gli incontri sono convocati dal Sottosegretario alle Pari Opportunità e Politiche Giovanili. 

La convocazione, salvo casi particolari, è comunicata almeno sette giorni prima della data dell’incontro tramite mail. Partecipano ai lavori del Tavolo Lgbt i presidenti delle associazioni e degli organismi o, in via eccezionale, i loro delegati. Il funzionamento del Tavolo Lgbt sarà determinato con apposito Regolamento»

A supporto del Tavolo di consultazione permanente sono poi previsti gruppi di lavoro su tematiche specifiche, ai quali potranno partecipare anche le articolazioni territoriali delle varie associazioni e organismi, che ne hanno fatto domanda. Dal secondo allegato al decreto esse ammontano al numero complessivo di 43, di cui ben 41 sono Comitati di Arcigay. Le altre due articolazioni territorialo sono ArciLesbica Roma e Gaynet Roma.

Collage Fotor1

e-max.it: your social media marketing partner

Grande affluenza, sabato scorso, al Congresso territoriale di Arcigay Napoli. Nella suggestiva cornice di Palazzo Venezia in via Benedetto Croce, a pochi passi dalla sede del comitato provinciale, si sono votate sia la mozione da sostenere al Congresso Nazionale, sia i delegati da iniare allo stesso, sia il candidato locale al Consiglio Nazionale.

Affluenza che è anche da leggere quale risultato di un lavoro di anni, svolto in mezzo alla gente al fine di alimentare il cambiamento con azioni di spiccato rilievo culturale: da Poetè (manifestazione letteraria giunta quest'anno alla X° edizione) agli interventi di sensibilizzazione nelle scuole; dal lavoro nelle carceri a eventi legati alle arti dello spettacolo come la retrospettiva del Divine Queer Festival o il Kju Festival; dalle azioni condivise con realtà del mondo del teatro, della musica, del cinema napoletano (e non solo) alla capacità di relazionarsi in maniera continua e costante sia con altre associazioni sia con gli organi di stampa territoriale, assicurando così un canale prezioso e diretto coi responsabili dell’informazione.

Sotto quest'ultimo aspetto basterà ricordare l'ampio sostegno garantito da Arcigay Napoli al corso di formazione giornalistica La formazione giornalistica e i media che, organizzato da Gaynet e dall'Odg della Campania, ha visto, il 20 febbraio scorso, la partecipazione del presidente nazionale dell'Ordine Carlo Verna.

Dato certamente interessante e “rivoluzionario” è la presenza di intere famiglie che seguono le attività dei propri figli, militanti Lgbti, con interesse e consapevolezza. Riprova, questa, che, quando la cultura scardina l’immaginario collettivo, proponendo soluzioni funzionali alla piena realizzazione delle persone e del loro benessere, si ottengono risultati di profonda trasformazione sociale.

Tra le personalità di spicco del mondo culturale e sociale presenti al Congresso di sabati bisogna ricordare la scrittrice Antonella Cilento, vincitrice del Premio Boccaccio nel 2014 e finalista al Premio Strega nello stesso anno con il romanzo Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori); il drammaturgo e regista Mario Gelardi, direttore artistico del Nuovo Teatro Sanità, da sempre in prima linea nel sostenere progetti culturali legati ai temi della legalità e dell’inclusione; il giovane regista Gennaro Maresca che, proprio in questi giorni, ha debuttato con un lavoro teatrale sulla storia di Patroclo e Achille; Giovanna Fiume, presidente dell’associazione socioculturale Donne a Testa Alta; l'editore Antonio Petrossi; la critica d’arte Chiara RealeLaura Chiarolanza, direttrice del Centro Studi Luca Giordano; i poeti Paola Nasti ed Eugenio Lucrezi; l’artista Iole Cilento; l'anglista Christian Addattilo; l'avvocata Alessia Schisano, la wedding-planner Lgbti Yolanda Liccardo.

La mozione più votata dai partecipanti al congresso è stata Orgoglio a voce alta, illustrata da Maria Rosaria Malapena, delegata di Arcigay Napoli per Sessualità e Disabilità.  Delegati locali al Congresso Nazionale, in seguito alla votazione, sono risultati essere Carmn Ferrara, Daniela Lourdes Falanga e Claudio Finelli. Infine, i partecipanti al Congresso hanno votato Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, quale candidato al Consiglio Nazionale.

e-max.it: your social media marketing partner

A partire da oggi fino a domani si terrà a Napoli, città storicamente simbolo dell’accoglienza per le persone transgender, il congresso internazionale La popolazione transgender e gender nonconforming: i differenti contesti dell’intervento.

Luogo dell’assise convegnistica sarà l’ex complesso monastico dei SS. Marcellino e Festo, sul cui chiostro monumentale si affacciano le differenti sale ospitanti il Museo di Paleontologia e il Dipartimento di Scienze naturali della Federico II. 

Quello dell’ateneo partenopeo è, fra l'altro, solo uno dei patrocini di cui gode il congresso e tra i quali non possono non menzionarsi quelli del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, dell’Istituto Superiore di Sanità, della Regione Campania e del Comune di Napoli.

Un’iniziativa di livello, la cui ideazione e promozione sono da ascriversi a una personalità del mondo accademico federiciano quale Paolo Valerio.

Non a caso la due giorni è stata organizzata dall’Osservatorio nazionale sull’identità di genere (Onig), di cui l’ordinario di psicologia clinica è presidente, in collaborazione con l’Osservatorio universitario sulle differenze, il Centro di Ateneo SInAPSi (che si occupa di promuovere la cultura dell’inclusione tra quante e quanti frequentano i corsi universitari) e il Dipartimento  di Neuroscienze e Scienze riproduttive ed Odontostomatologiche delle Federico II.

Tra i relatori di caratura internazionale, che possono vantare un’esperienza decennale sui temi trattati, bisogna ricordare Jack DrescherAlain Giami, Thomas D. Steensma, Giancarlo Spizzirri, Alexander Schuster. Ospite d’eccezione sarà invece la psicologa Mariela Castro Espín, figlia dell’ex presidente cubano Raúl e presidente del Centro nacional de educación sexual de Cuba (Cenesex).

Né mancheranno gli interventi di figure di rilievo del transgenderismo nazionale e locale come Porpora Marcasciano, Regina Satariano, Ottavia Voza, Loredana Rossi, Daniela L. Falanga.

A poche ore dall’inizio della manifestazione è il prof. Paolo Valerio a precisare a Gaynews l’utenza a cui intende rivolgersi questo evento: «Questo congresso internazionale è rivolto a tutti coloro che sono interessati ad avere un confronto sui temi legati alle questioni di genere, affrontando le ricerche più attuali sui differenti contesti dell’intervento rivolti alla popolazione transgender e gender nonconforming».

Per il presidente dell’Onig «punti di forza dell’iniziativa sono la prospettiva depatologizzante e lo sguardo multidisciplinare, che vede l’integrazione tra professionisti di diversa formazione (psicologi, medici, sociologi, avvocati etc.)».

e-max.it: your social media marketing partner

Associazioni del mondo della scuola, organizzazioni sindacali, volontariato, terzo settore uniti dal motto Educazione sconfinata per l'infanzia, i diritti e l'umanità: nasce il tavolo SaltaMuri che, costituito da oltre 50 realtà, è stato presentato stamani in conferenza stampa presso la Camera dei deputati.

Come ha spiegato il portavoce Giancarlo Cavinato, presidente del Movimento Cooperazione Educativa, l'iniziativa è partita dalla crescente preoccupazione legata al diffondersi di linguaggi e pratiche discriminatorie nelle nostre scuole, in particolar modo di natura etnica.

Gli episodi di MonfalconeLodi sono purtroppo gli ultimi di una lunga serie di accadimenti che, come spiegano gli organizzatori, sta aprendo la strada all'erosione dell'immagine dell'infanzia e dei diritti del bambino. Molti sono stati i ricorsi delle organizzazioni sul piano legale, come ha spiegato Fabrizio Dacrema della Cgil, ma si rende necessaria un'azione di carattere pro-attivo.

Per questo motivo, il tavolo ha lanciato per il prossimo 10 dicembre la campagna Mille scuole per una società aperta, esortando tutte le scuole d'Italia a realizzare nella settimana dal 10 al 17 dicembre incontri e momenti di discussione in occasione dei 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani.  

Angela Nava, presidente del Coordinamento Genitori Democratici e portavoce di Laicità Scuola Salute, è intervenuta per sottolineare la deriva di esclusione che si sta perpetrando a livello istituzionale negli istituti scolastici. In più di un caso, alcune scuole si sono presentate ai genitori scrivendo nel proprio rapporto di autovalutazione sul sito del Miur che offrono ambienti di apprendimento migliori perché non accettano migranti e disabili.

A rincarare la dose anche Anna Fedeli della Flc Cgil, la quale ha sottolineato l'impegno del sindacato per il ripristino della precedente normativa sui servizi essenziali di base nella scuola, dal 2016 purtroppo non più obbligatori per regioni e comuni.

Tra gli interventi dei presenti anche il Cidi (Centro di Iniziativa Democratica per gli Insegnanti) con Alba Sasso, che ha denunciato i rischi della proposta di legge sulla revisione delle competenze delle regioni, che potrebbe ulteriormente aumentare le disparità territoriali in termini di opportunità formative e diritto allo studio. È compito invece della Repubblica, ha ribadito Sasso, rimuovere gli ostacoli che impediscono di fatto il concretizzarsi del principio di uguaglianza, come recita il comma 2 articolo 3 della Costituzione.

Secondo Vanessa Pallucchi di Legambiente, infine, bisogna riflettere molto sul livello di assuefazione rispetto ai fenomeni di esclusione e vessazione che stiamo vivendo, che ricordano le riflessioni di Hanna Arendt in La banalità del male.

Al portavoce Cavinato Gaynews ha chiesto se il tavolo possa diventare in un futuro un laboratorio politico per nuove proposte di riforma della scuola «È una possibilità - ha risposto - anche se la priorità immediata resta quella di richiamare l'attenzione sul clima di crescente intolleranza nel Paese. Bisognerebbe comunque riflettere in maniera seria e metodica su tutte le riforme da Berlinguer in poi».  

La conferenza stampa si è chiusa con l'annuncio di un prossimo convegno nazionale a Roma il prossimo 24 novembre.  

 

e-max.it: your social media marketing partner

happyPrince2

Featured Video