Oggi ricorre un duplice compleanno speciale: quello di Gaynews.it e dell'associazione Gaynet. Nati insieme 20 anni fa, continuano a lavorare insieme.

Decisi di fondare le due realtà in maniera correlata nel 1998 a seguito del Congresso dell’Arcigay, che elesse in giugno Sergio Lo Giudice quale presidente. Dopo tre anni quale Segretario nazionale (dal 1985, anno di fondazione di Arcigay nazionale, al 1987) e 11 di presidenza, avevo deciso di lasciare l’incarico per favorire il ricambio della dirigenza dell'associazione.

Inizialmente il giornale si chiamò NOI (Notizie omosessuali italiane) e tale fu il suo nome fino al 2005, quando fu mutato in quello attuale di Gaynews.it. Lo scopo era quello di fornire un'informazione quotidiana sulle tematiche Lgbti, non garantita da altre testate su web. Contemporaneamente fondai Gaynet (Italia gay network) con lo scopo di associare, per la prima volta in Italia, gli operatori Lgbt dell'informazione e gestire tanto tecnicamente quanto giuridicamente il quotidiano online.

Come Gaynet abbiamo organizzato numerosi corsi di formazione giornalistica con i vari Odg regionali a partire dal primo che fu tenuto a Bologna nel novembre 2013. Grazie all’impegno di Rosario Coco, Valerio Mezzolani e Alessandro Paesano si è riusciti a riproporre e ad affinare tale modello formativo a Roma. A loro si è affiancato, nel maggio 2017, Francesco Lepore che, oltre ad essere stato da me nominato caporedattore di Gaynews, ha assunto l’incarico di coordinatore nazionale dei corsi di formazione. In tale veste è riuscito ad organizzare, tra febbraio e giugno 2018, in collaborazione con l’Odg della Campania i corsi di Napoli (che ha visto la partecipazione del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna), Benevento, Pompei e con l’Odg dell’Emilia-Romagna quello di Reggio-Emilia

Gaynews, al contempo, ha spiccato in quest’ultimo anno il volo con interviste a figure del mondo della politica, della cultura, dell’attivismo, con speciali sulla storia del movimento, con approfondimenti su temi spinosi come quelli afferenti alla religione, che hanno portato a pubblici riconoscimenti. Merito, questo, della cura anche linguistica con cui vengono scritti gli articoli e dell’entusiasmo attivistico di collaboratori come Elisabetta Cannone, Claudio Finelli, Giuseppe Giulio, Maurizio Gelatti, Rosario Murdica.

Nei prossimi mesi festeggeremo sia Gaynews sia Gaynet con un'iniziativa alla Camera dei deputati e, probabilmente, entro la fine dell'anno ci sarà un grande incontro con i giornalisti e le giornaliste italiane che più ci sono stati vicini. 

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È stata presentata a Roma, presso la sede dell’Associazione Stampa Romana, il documento programmatico per una Scuola Laica, Inclusiva e Sicura. Una proposta in sette punti che, stilata da altrettante associazioni (Agedo, Coordinamento Genitori Democratici, Educare alle Differenze, Famiglie Arcobaleno, Gaycs, Gaynet, Rete Genitori Rainbow) costituitesi nel Coordinamento Laicità Scuola Salute, intende offrire degli spunti per affrontare l’emergenza legata alla salute sessuale e al bullismo in riferimento alle giovani generazioni.

«Come Coordinamento nazionale di genitori, famiglie, formatori e formatrici – hanno dichiarato i promotori – riteniamo gravemente irresponsabile per la politica continuare a ignorare questo tema inseguendo i falsi miti di chi diffonde odio e falsità sulla pelle delle nuove generazioni. Queste persone, gli stessi che hanno inventato il “Family Day”, ci accusano di diffondere il fantasma del “gender” da loro inventato, ma a minacciare i nostri fili e le nostre figlie sono proprio loro, negando informazione, consapevolezza e conoscenza­, in un’epoca in cui i nuovi strumenti della rete necessitano sempre più di strumenti critici».

Motivo, questo, che indurrà il Coordinaemento a «promuovere i nostri 7 punti per una Scuola laica, inclusiva, sicura,  ringraziando i candidati e le candidate delle varie forze politiche che hanno aderito. Vigileremo sul loro impegno nel portare avanti concretamente questi temi all’interno dei rispettivi schieramenti».

Sull’evento odierno così si è espresso il presidente di Gaynet Franco Grillini: «L’iniziativa di alcune associazioni, costituitesi in coordinamento, di tornare a intervenire sul terreno scolastico nella lotta al bullismo, all’omofobia e alla diffusione dell’Hiv/Ist non può che essere di grande aiuto in un momento in cui la scuola sembra totalmente abbandonata a sé stessa. In un momento in cui la scuola sembra incapace di offrire messaggi positivi su tali temi.

Parlare di sessualità, informare sulle malattie sessualmente trasmissibili, reagire contro il bullismo, soprattutto quello omofobico, sono delle priorità assolute che lo stesso Miur dovrebbe valutare con grande attenzione e sostenere con impegno.

Noi auguriamo un grande successo a una tale iniziativa. Facciamo al contempo appello perché tante altre associazioni si uniscano nello sforzo d'intervenire in un ambito, da cui si vorrebbero proprio escludere le organizzazioni Lgbti. In un ambito nel quale, non appena si avvia una piccola iniziativa di lotta al bullismo, i gruppi integralisti agitano lo spauracchio della fantomatica ideologia gender».

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Sulla ventilata esclusione dell’orlandiano Sergio Lo Giudice dalle liste del Pd per le prossime elezioni politiche si sono susseguite in giornata le reazioni di dissenso non solo nell’ambito di ReteDem – corrente di cui l’ex presidente di Arcigay è presidente – ma anche nella collettività Lgbti. Da Famiglie Arcobaleno al Mieli, da Arcigay Nazionale al presidente del Cassero Vincenzo Branà: un crescendo di proteste e di richieste perché ne sia confermata la candidatura.

Si è espresso al riguardo anche il direttore Franco Grillini, che ha detto: «L’esclusione di Sergio Lo Giudice dalle candidature garantite del liste del Pd, dopo appena un mandato, rappresenta un fatto grave che deve farci riflettere sulla politica Lgbti e suoi rappresentanti in Parlamento.

Non sappiamo se quest’esclusione sia dovuta a una scarsa difesa della sua componente politica o ad altre ragioni che ci sfuggono e che, in definitiva, c’interessano poco. Sta di fatto che Sergio Lo Giudice è stato un elemento essenziale nel Parlamento italiano negli ultimi cinque anni per la costruzione della legge sulle unioni civili, a cui ha dato un contributo estremamente importante sia in termini di creatività sia in termini di passione politica personale e di tempo.

Tutti ricorderanno l’immagine di Gasparri che attacca frontalmente il senatore Lo Giudice in modo squallido e brutale mentre lo stesso Sergio abbandona l’Aula del Senato. Onestamente un Parlamento senza un protagonista dei diritti come Sergio sarà decisamente un Parlamento più povero. Come Gaynet e Gaynews speriamo che queste ultime ore, come si suol dire, portino consiglio e consentino il reinserimento in lista di Sergio».

Raggiunta telefonicamente, così s’è invece espressa Chiara Foglietta, vicecapogruppo dem al Consiglio comunale di Torino: «È un grave danno non solo per la comunità Lgbti ma per tutti coloro che credono ancora in uno Stato laico. Sbaglia il Segretario nazionale Matteo Renzi a escludere il senatore Lo Giudice, la cui preparazione, serietà e competenza - di cui ha dato costantemente prova non solo nel corso di questa legislatura ma anche precedentemente sia come uomo politico sia come attivista Lgbti - parlano da sé.

Sono estremamente preoccupata che il Pd, che si vuole presentare come Partito progressista di sinistra, rischi di perdere i suoi referenti laici. E, come componente di ReteDem, non posso che essere amareggiata dell’eventuale esclusione di colui che ne è il coordinatore nazionale».

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Mentre il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni accoglieva a Palazzo Chigi il primo ministro greco Alexis Tsipras, la sottosegretaria di Stato Maria Elena Boschi riceveva il deputato dem Alessandro Zan e il direttore di Gaynews Franco Grillini.

Motivo dell’incontro l’apporto dei media di settore Lgbti a una corretta quanto globale informazione e la promozione d’una sensibilità giornalistica ai temi delle discriminazioni attraverso i corsi di formazione giornalistica, organizzati da Gaynet – di cui Grillini è ideatore e presidente – in collaborazione con gli Odg regionali. Occasione del raffronto le ricorrenze anniversarie di Gaynews, che nel maggio prossimo festeggerà 20 anni di fondazione.

Si è inoltre affrontato il tema della legge sulle unioni civili. Un traguardo di cui Franco Grillini ha rievocato gli antefatti con particolare riferimento al progetto di legge sui Pacs durante il suo mandato parlamentare.

Un traguardo che è stato possibile realizzare nel maggio 2016 grazie all’allora premier Renzi ma soprattutto grazie al convinto impegno di Monica Cirinnà e di parlamentari quali Sergio Lo Giudice e Alessandro Zan.

L’incontro si è chiuso con ricordi della sottosegretaria sullo studio delle lingue classiche ai tempi del liceo durante uno scambio di battute col caporedattore di Gaynews Francesco Lepore, che cura un blog in latino su temi Lgbti per Huffington Post.

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Prevenzione delle malattie che colpiscono le donne. Patrocinio di progetti riguardanti la parità di genere. Opera di sensibilizzazione e controllo per l’utilizzo d’un linguaggio non sessista nel lavoro giornalistico. Questi i fini della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei giornalisti della Campania, ufficialmente costituita il 30 novembre scorso.

A comporla 15 donne e giornaliste: Titti Improta (presidente), Concita De Luca (vicepresidente), Fiorella Anzano, Gabriella Bellini, Valeria Bellocchio, Trisha Calandrelli, Titti Festa, Nicoletta Lanzano, Marilù Musto, Monica Nardone, Annamaria Riccio, Francesca Salemme, Monica Scozzafava, Filomena Varvo, Cristina Zagaria.

Per raggiungere gli obiettivi prefissisi, la Commissione lavorerà in sinergia con la Cpo del Sindacato unitario dei giornalisti della Campania e con Arcigay Napoli. Tra le iniziative in programma, inoltre, anche un corso di formazione giornalistica organizzato con Gaynet e dedicato a temi Lgbti e media.

Abbiamo percià rivolto qualche domanda a Titti Improta.

Presidente, qual è l’importanza della Commissione Pari Opportunità?

La Commissione punta molto a sensibilizzare il mondo della scuola. Riteniamo che sia proprio lì, dove inizia il percorso formativo dei giovani, che si debba lavorare per dialogare con gli studenti e offrire loro la giusta percezione dell’utilizzo delle parole e della forza discriminatoria che la comunicazione può avere. Oggi attraverso i social network assistiamo quotidianamente allo sciacallaggio comunicativo. Lasciando impunite queste azioni c’è il rischio che i giovani perdano di vista il valore e il peso emotivo che le parole possono avere.

Nel comunicato ufficiale d’insediamento della Commissione è stata messa in luce l'importanza d’un lavoro sinergico con la collettività Lgbti. Può spiegarcene i motivi?

L’intenzione della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei Giornalisti è quella di iniziare un dialogo oltre che una collaborazione con la comunità Lgbti. La Commissione si avvale del lavoro di colleghe di grande professionalità e sensibilità umana.

Per questo motivo abbiamo ritenuto doveroso intraprendere questo percorso. Affinché si inizi a parlare non solo di violenza sulle donne ma di violenza di genere. Riteniamo intollerante ogni forma di violenza e discriminazione, anche verbale. Per questo motivo iniziare un percorso, attraverso iniziative e corsi di formazione, insieme alla comunità Lgbti, può rappresentare un piccolo,ma importante passo verso l’abbattimento di pregiudizi, violenze e discriminazioni. 

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Promosso da Gaynet e dall’Ordine dei giornalisti del Lazio in collaborazione con Link Sapienza, si è tenuto il 23 novembre a Roma il corso di formazione Orientamenti sessuali e web

87 i giornalisti partecipanti e tante le persone che, presenti nell’Aula Congressi della Facoltà di Scienze politiche de La Sapienza o collegate con la diretta streaming, hanno seguito le otto relazioni.

Pubblichiamo oggi il video intervento Un linguaggio non sessita e omofobo è possibile di Alessandro Paesano, critico teatrale e cinematografico.

 

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Promosso da Gaynet e dall’Ordine dei giornalisti del Lazio in collaborazione con Link Sapienza, si è tenuto il 23 novembre a Roma il corso di formazione Orientamenti sessuali e web

87 i giornalisti partecipanti e tante le persone che, presenti nell’Aula Congressi della Facoltà di Scienze politiche de La Sapienza o collegate con la diretta streaming, hanno seguito le otto relazioni.

Pubblichiamo oggi il video intervento Le persone Lgbti e le Chiese: un altalenante rapporto tra conservazione dottrinaria e volontà d'inclusione di Francesco Lepore, caporedattore di Gaynews e blogger per Huffington Post.

 

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Promosso da Gaynet e dall’Ordine dei giornalisti del Lazio in collaborazione con Link Sapienza, si è tenuto il 23 novembre a Roma il corso di formazione Orientamenti sessuali e web

87 i giornalisti partecipanti e tante le persone che, presenti nell’Aula Congressi della Facoltà di Scienze politiche de La Sapienza o collegate con la diretta streaming, hanno seguito le otto relazioni.

Pubblichiamo oggi il video intervento Il "decoro" nella storia e l'annoso dibattito sui Pride dello storico dell'arte Valerio Mezzolani.

 

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Promosso da Gaynet e dall’Ordine dei giornalisti del Lazio in collaborazione con Link Sapienza, si è tenuto il 23 novembre a Roma il corso di formazione Orientamenti sessuali e web

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Pubblichiamo oggi il video intervento Lo Stylebook e i temi più comuni di Rosario Coco, project manager Outsport

 

 

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Pubblichiamo il comunicato con cui Gaynet e Gaynews esprimono solidarietà alle redazioni de La Repubblica e L'Espresso dopo il blitz intimidatorio di Forza Nuova Roma in Via Cristoforo Colombo.

Boicotta L’Espresso e La Repubblica. Questa la scritta sul cartello che alcuni manifestanti hanno agitato alcune ore fa sotto la sede del Gruppo Editoriale GEDI nella Capitale. Una manifestazione di puro stampo squadristico che, di fatti, è stata rivendicata su Facebook dai componenti di Forza Nuova Roma e che, secondo gli stessi, sarebbe solo «il primo attacco contro chi diffonde il verbo immigrazionista, serve gli interessi di ong, coop e mafie varie».

Nell’esprimere piena solidarietà a Mario Calabresi e Tommaso Cerno, direttori dello storico quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, alle colleghe, ai colleghi e al personale tutto de La Repubblica e L’Espresso, l’intera redazione di Gaynews e Gaynet condannano con fermezza un tale atto intimidatorio. Si oppongono altresì al mangannellismo fisico e verbale dei fascismi risorgenti che vorrebbero, secondo una logica da Ventennio a essi connaturale, porre un bavaglio all’informazione libera e indipendente.

Per questo motivo, come ribadito dal direttore Franco Grillini, riteniamo necessaria una seria presa di coscienza perché la baldanza dei gruppi estremisti non «si trasformi in nuovo diffuso squadrismo privo di reali anticorpi. La storia qualcosa deve averci insegnato e certi errori non vanno più ripetuti. Il principale errore è di sicuro quello di non reagire subito con fermezza decisione su tutto il territorio nazionale».

Mentre chiediamo l’intervento del ministro dell'Interno e della magistratura per perseguire i responsabili di tali azioni, auspichiamo che si ponga ogni impegno da parte delle istituzioni perché l’antifascismo torni a essere un valore assoluto, imprescindibile e non negoziabile della nostra democrazia.

 

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