Unitasi civilmente in aprile con Monica Burigo, Cinzia Dell’Olivo ha dato alla luce Gabriel, il 30 maggio, nell'ospedale Santa Maria del Prato in Feltre. Venerdì 8 giugno alla gioia d’essere mamme si è aggiunta quella del pubblico riconoscimento della loro genitorialità all’atto di iscrivere anagraficamente il loro piccolo. La coppia, che risiede a Mel, ha trovato piena disponibilità da parte del sindaco Stefano Cesa.

Il primo cittadino del comune del Bellunese aveva dichiarato, pochi giorni dopo la nascita di Gabriel, il suo impegno al riguardo: «Stiamo studiando la situazione. Non c’è una norma precisa in materia. E i nostri consulenti stanno vagliando tutte le ipotesi». Poi venerdì la soluzione tanto attesa da Cinzia e Monica, che hanno ringraziato non solo Cesa ma anche la sindaca di Trinchiana Fiorenza Da Canal per il fattivo sostegno.

Dopo Torino e Milano il piccolo Comune veneto viene ad allungare la lista dei casi d’iscrizione anagrafica di bambini nati in Italia a seguito di tecniche di pma (effettuate all’estero) col pubblico riconoscimento delle due mamme.

Oggi, invece, a Castel Maggiore (Bo) la sindaca Belinda Gottardi ha annunciato in un video d’aver proceduto a registrare sull’atto di nascita di due gemelli il nome della convivente della donna che ha dato alla luce i piccoli poco meno di due anni fa.

Come spiegato dalla prima cittadina del Comune di alle porte di Bologna, si è trattato di «una scelta fatta nell’interesse dei bambini, per estendere al massimo la loro tutela con la registrazione di entrambi i genitori sul loro atto di nascita. Le due donne convivono a tutti gli effetti e credo che sia importante sancire il diritto di maternità di questa coppia. I gemelli potranno crescere con le figure genitoriali di riferimento e avere una famiglia a tutti gli effetti.

I bambini sono stati iscritti al nido a Castel Maggiore dove il personale, adeguatamente formato anche per casi come questi, è stato in grado di esprimere una piena accoglienza.

Ritengo sia doveroso per un sindaco essere accogliente e inclusivo con tutti i suoi concittadini, è un contributo per la crescita civile della società».

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Dalle minacce di pestaggi agli insulti omofobi, dalla creazione di pagine Fb diffamanti a fotomontaggi drammaticamente evocatori come quelli con tanto di nome e foto su una tomba.

È così che continua a concretarsi da settimane la campagna cyberbullistica (forse opera d’una sola persona che si cela dietro a differenti profili fake) ai danni di Luca Paladini. Gli attacchi continuati contro il fondatore e portavoce dei Sentinelli di Milano ha però messo in moto una gara di solidarietà virtuale attraverso l’hastag #SiamoTuttiLucaPaladini.

Non sono mancati interventi di condanna e vicinanza affettuosa da parte di importanti voci femminili della politica italiana come l’ex presidente della Camera Laura Boldrini e la senatrice Monica CirinnàLa madrina della legge sulle unioni civili ha fra l’altro comunicato su Fb che presenterà «un’interrogazione parlamentare su questo caso e chiederò maggiore impegno agli organi di polizia per contrastare questi comportamenti».

Il caso Paladini è da ricondursi generalmente alla crescente ondata di violenza omotransfobica che, in maniera sia fisica sia verbale sia virtuale, sta assalendo da un capo all’altro della penisola le persone Lgbti. È delle ultime ore l’ennesima denuncia di un pestaggio ai danni d’un 24enne gay nella capitale.

Alla luce d’una situazione così variegatamente diffusa i Sentinelli di Milano, anche accogliendo la proposta lanciata il 24 aprile dell’assessore meneghino alle Politiche sociali Pierfancesco Majorino, hanno annunciato «una grande manifestazione contro il bullismo e per chiedere una legge seria contro l'omotransfobia» che si terrà a Milano in Piazza della Scala a partire dalle ore 16:00 del 19 maggio.

Nel comunicato reso noti su Fb si legge: «Chi ha voglia di raccontare storie di discriminazione vissute sulla propria pelle? Chi ha voglia di metterci la faccia? Scriveteci in privato e tenetevi liberi per quel giorno.

Abbiamo invitato Beppe Sala Sindaco di Milano, Pierfrancesco Majorino Assessore alle politiche sociali del Comune di Milano, Laura Boldrini, Monica Cirinnà e Cecilia Strada. Aspettiamo le loro disponibilità.

Vi terremo aggiornati costantemente e voi scriveteci in posta le vostre storie di quotidiana sopraffazione. Per aiutarci a sconfiggere insieme la cultura dell'odio».

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Un vento di primavera è giunto a Grosseto via Milano. Con queste parole il celebre avvocato trentino Alexander Schuster ha annunciato su Fb la ricezione della trascrizione milanese degli atti di nascita esteri di tre bambini quali figli d’una coppia omogenitoriale da parte dell’Ufficio Anagrafe del capoluogo maremmano.

Si tratta del 42enne grossetano Marco Convertiti e del 49enne australiano Icilio Mann che, unitisi prima civilmente nel 2010 e poi sposatisi nel 2015 a Londra, hanno avuto a Toronto il primo figlio nel 2010 e una coppia di gemelli nel 2012 tramite gpa.

All’epoca i due uomini erano residenti a Milano, presso la cui Anagrafe furono inizialmente trascritti gli atti di nascita canadesi dei tre bimbi con l’indicazione del solo padre biologico. Nel 2017 fu fatta istanza per l’inserzione del dato della doppia genitorialità.

«Con questi papà – racconta sempre su Fb Schuster, che ha seguito Marco e Icilio – eravamo già a bussare in comune a Milano nel maggio scorso, molto probabilmente i primi a porre la questione. E giustamente fra i primi a essere riconosciuti dai bravissimi tecnici del capoluogo lombardo, forti di un sindaco vicino a tutti i bambini come Sala».

L’annotazione del riconoscimento della doppia paternità è stata quindi comunicata al Comune di Grosseto – dove Marco e Icilio risiedono oramai da più anni per motivi di lavoro –, i cui tecnici hanno proceduto a loro volta alla medesima integrazione negli atti anagrafici dei tre bambini.

La notizia è stata commentata con soddisfazione da Famiglie Arcobaleno Toscana, di cui Marco e Icilio sono componenti. «Il punto non è essere d’accordo oppure no... – si legge in un post della pagina Fb –. Il punto è fare in modo che tutti i bambini e tutte le bambine abbiano gli stessi diritti e tutele. Noi pensiamo che il miglior interesse per un minore sia quello di avere pieni diritti a prescindere dalla famiglia in cui è nato ed evidentemente non siamo i soli».

Entusiasmo ha espresso anche la senatrice Monica Cirinnà, che si considera maremmana d’adozione essendo per lei Capalbio quasi una seconda casa. Su Fb ha infatti scritto: «Sono felice perché anche nella mia Maremma i diritti crescono».

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Nel 2020 Milano potrebbe ospitare la 37° convention mondiale sul turismo arcobaleno organizzata dall’International Gay and Lesbian Travel Association (Iglta). A presentare la candidatura del capoluogo lombardo, che ha usufruito del sostegno del Consolato Usa, l’Agenzia nazionale del Turismo (Enit). Se la scelta sarà confermata – cosa da decidersi in novembre –, Milano accoglierà tra tre anni centinaia di imprese turistiche e istituzioni pubbliche internazionali provenienti da oltre 80 Paesi. Le convention annuali promosse dall’Igtla – che conta ad oggi oltre 3mila associati ed è l’unica a rappresentare il turismo Lgbti all’interno della World Tourism Organization (Unwto) – sono infatti organizzate in uno dei Paesi membri come momento sia di networking per le realtà turistiche sia di incontro tra compratori e fornitori.

All’entusiasmo di Palazzo Marino per tale candidatura ha reagito Riccardo De Corato, ex vicesindaco, dichiarando: «Il Comune l’annuncia con grande orgoglio, come fosse l'evento del decennio. L'evento del decennio è stato Expo, portato a Milano dal sindaco Moratti e dalla sua giunta, mentre questa fiera è solo l'ennesima occasione per coccolare il mondo Lgbt. Dopo la Casa dei Diritti e il rifugio per ragazzi gay arriva la fiera del turismo. Ormai gli omosessuali sono in cima alle priorità di Sala e Majorino tra matrimoni, figli, feste e case dedicate. Magari il Comune destinasse altrettanta attenzione alla famiglia».

Ed è dalle “coccole al mondo Lgbt” che ha preso spunto il sindaco Giuseppe Sala per replicare all’attuale capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia. «Io coccolo Milano – ha dichiarato ieri il primo cittadino a margine di una conferenza stampa – e un evento del genere può portare qui 30 mila persone. Qualcuno sta seduto e commenta, qualcun altro lavora. Io voglio sempre stare dalla parte di quelli che lavorano».

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