Gaynews è stato il primo giornale a raccontare la storia della 17enne Olimpia che, sostenuta dal coraggio della madre Mariella Fanfarillo, ha visto in luglio coronato il suo sogno di sempre grazie a una sentenza del Tribunale di Frosinone. La rettifica, cioè, dei dati anagrafici senza previo intervento chirurgico di riattribuzione del sesso.

Di Olimpia, ricevuta con la mamma e il caporedattore del nostro quotidiano dai senatori Sergio Lo Giudice e Monica Cirinnà, si è poi interessata la grande stampa nazionale e, in particolare, La Repubblica. Ed è proprio dal titolo della toccante video-intervista, realizzata da Pasquale Quaranta per l’edizione online del quotidiano di Scalfari, che ha preso spunto Diego Fusaro per scrivere su Il Fatto Quotidiano una riflessione dal titolo Cambiare sesso a 17 anni. Coraggio o vile conformismo?.

Pubblichiami di seguito la risposta di Mariella Fanfarillo:

Egregio dr Fusaro,

nel ringraziarla per l’attenzione che ha mostrato al percorso intrapreso da mia figlia Olimpia - per di più in una giornata, domenica, che la tradizione che tanto difende vorrebbe  dedicata alla famiglia e ai rapporti affettivi – mi sento di dover intervenire per fare chiarezza su alcuni punti.

Non userò i suoi tecnicismi semantici e pseudo-filosofici che tanto ama e che crede possano elevarla al di sopra delle povere masse ignoranti. Userò il linguaggio che più mi si addice e che, mi creda, ottiene migliori risultati. Parlerò la lingua di una mamma che ha visto strumentalizzare il dolore, la sofferenza e il dramma esistenziale della propria figlia transessuale per meri scopi di audience mediatica e tornaconto personale.

Ritengo che l’onestà intellettuale sia, ormai, privilegio di pochi e lei, purtroppo, ha dimostrato di non poter essere annoverato tra questi.

Vede, caro Fusaro, se Lei avesse voluto scrivere un'analisi obiettiva per il suo blog, argomentandola con dati oggettivi e imparziali, al fine di fare una giusta informazione – non necessariamente in accordo con il nostro pensiero –, avrebbe dovuto, per deontologia professionale, interfacciarsi con gli attori di questa vicenda. Ma la deontologia vive in simbiosi con l’onestà intellettuale di cui Le parlavo.

A lei non interessa fare informazione: lei è alla continua ricerca di un tornaconto d’immagine, per raggiungere il quale cavalca qualunque onda possa portarla verso chimerici lidi di fama, facendo leva su ideologie fondate sul nulla. Fortunatamente le leggi in questo Paese non le fa lei e la sua rimane una voce che si confonde nella cacofonia dell’ignoranza.

La voglio coinvolgere solo in un momento della nostra vita personale. Un momento di amore e di supporto da parte di un anziano professore di chimica e biologia alla soglia ormai dei 79 anni. Di fronte al mio disorientamento dovuto al coming out di Olimpia mi ha abbracciata e mi ha detto di non aver paura, perchè la transessualità è sempre esistita in natura, di non pensare alle cause che la originano nell’essere umano. Ma, piuttosto, di pensare alla felicità e alla realizzazione di mia figlia in una società composta, molto spesso, da sciacalli.

Quell’anziano, saggio professore è mio padre. Questa è la famiglia di Olimpia, che Lei non conosce, alla stregua del suo percorso di sofferenza e di dolore ma che si permette di strumentalizzare nella maniera più becera.

Gnothi sautòn, era la scritta - come lei ben m’insegna avendola riportata nella sua riflessione dedicata a Olimpia – sul frontone del tempio delfico d’Apollo. Conoscersi e accettarsi, appunto: questo e null’altro fanno le persone in transizione.

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A poco più di una settimana dal passaggio in giudicato della sentenza che ha consentito a Olimpia Cianfrocca, 17enne transgender, la rettifica dei dati anagrafici senza previo intervento chirurgico di riattribuzione del sesso – cui il Tribunale di Frosinone ha in pari tempo concesso l’autorizzazione –, la giovane d’Alatri è stata ricevuta a Palazzo Madama dalla senatrice Monica Cirinnà e del senatore Sergio Lo Giudice. Un attestato di affetto e stima per Olimpia che si è battuta con determinatezza per ottenere una sentenza che è in Italia la seconda a riguardare una persona minorenne transgender.

Ad accompagnarla la madre Mariella Fanfarillo, sempre al fianco della figlia nel percorso di transizione, e la zia Francesca Gatta, segretaria del circolo Pd di Alatri. Nel lungo incontro in Sala Maccari si è parlato del progetto di legge sull’identità di genere a firma Lo Giudice che, depositato a inizio legislatura e mai esaminato in Commissione Giustizia, prevede appunto per le persone trans la rettifica dei dati anagrafici indipendetemente dall’intervento chirurgico e la depatologizzazione della transessualità.

«Quella riguardante Olimpia è una sentenza storica – ha commentato la senatrice Cirinnà – ma pone maggiormente in luce la necessità che anche l’Italia si allinei ad altri Paesi (come, ad esempio, Malta) con una legge che consenta la rettifica dei dati anagrafici senza che la persona transgender si assoggetti a un intervento chirurgico. Ieri anche il Parlameto ellenico ha approvato, nonostante alcuni elementi critici, una legge al riguardo Non è possibile ovviare sempre con la via giurisprudenziale tanto più che si possano dare, e si danno purtroppo, sentenze negative per le persone trans facenti istanza, che vivono ciò come un ulteriore dramma».

Sergio Lo Giudice ha anche informato le presenti d’un convegno da tenersi in dicembre sulle persone minorenni transgender. Convegno, cui sarà coinvolta a pieno titolo Mariella Fanfarillo, che da tempo si batte in difesa dell’autodeterminazione delle persone trans.

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Non trattiene l’emozione e la gioia a telefono Mariella Fanfarillo. L’emozione e la gioia di una madre che ha vinto un’importante battaglia legale con sua figlia e per sua figlia. Una 17enne transgender di Alatri, cui il Tribunale di Frosinone ha consentito la rettifica dei dati anagrafrici senza previo intervento di riattribuzione chirurgica del sesso. Intervento cui, in ogni caso, Olimpia desidera sottoporsi. «Oggi – dice commossa Mariella – è nata Olimpia grazie a una sentenza storica che in ogni caso desideriamo che non sia solo la nostra». E può davvero definirsi storica perché è la seconda sentenza a permettere la rettifica dei dati anagrafici a una persona minorenne. La prima risale infatti al 2015. Anche in questo caso si trattava di una minorenne MtF, la cui madre ha consigliato Mariella nella scelta dell’avvocato cioè Tito Flagella.

«Olimpia è nata Lorenzo - dichiara Mariella - e compirà 18 anni a Natale. Fin da piccola ha dimostrato una predilezione particolare per tutto ciò che attiene al genere femminile. Le piaceva indossare gli abiti delle sue amichette. Aveva le sue collezioni di Barbie e di bambole. Nella mia ignoranza pensavo agli inizi di non assecondarla ma poi ho capito. Ho iniziato a informarmi e mi sono rivolta per consigli al Mieli, ad Agedo e a Beyond Differences. Ho avuto poi il supporto affettuso e amicale del prof. Paolo Valerio, presidente dell'Onig».

Sia pur con ritardo anche il papà di Olimpia è stato vicino con affettuosa comprensione. «Siamo divorziati da dieci anni - continua Mariella - ma lui non le mai fatto mancare il suo affetto anche, se a differenza mia che sono una combattiva, non si è mai esposto. Non ho mai visto nostra figlia sorridere in passato. È stata ripetutamente bullizzata. È stata anche aggredita da coetenee. Ancora nei mesi scorsi è stata insultata da alcuni studenti. Come ho reagito? Chiedendo alla preside che disponesse per loro alcuno ore di educazione socio-affettiva». Questo il motivo per cui Mariella ha organizzato ad Alatri il 20 maggio scorso un convegno sulle persone trans. «Perché è necessario - dice - lavorare sulla formazione e informazione».

Ma che cosa ha spinto Mariella a prentare l’istanza di rettifica dei dati anagrafici per la figlia? «Lorenzo - ci spiega - ha fatto il suo coming out come omosessuale all’età di 13 anni. L’anno scorso, quando mi sono risposata, ha fatto il suo secondo coming out quando mi ha detto con ironia: “Mi sento donna e voglio operarmi”. Ho chiamato subito il Saifip e Olimpia è stata seguita dalla dottoressa Mosconi.

Ho potuto conoscere lì una mamma coraggio, la cui figlia è stata la prima minorenne a ottenere una sentenza positiva di rettifica dei dati anagrafici. Mi ha messo così in contatto con un avvocato splendido e sensibile come Tito Flagella, che ha presentato l’istanza l’11 aprile.

L’udienza si è svolta il 14 luglio e il 25 luglio i giudici Paolo Sordi, Gemma Carlomusto e Simona Di Nicola hanno accolto la nostra domanda ordinando la rettifica dei dati anagrafici e autorizzando Olimpia a sottoporsi all’intervento chirurgico. Oggi finalmente è passata in giudicato. Olimpia è rimasta apparentemente impassibile. Poi mi ha detto sorridendo: Questo mondo di noi donne mi piace tanto».

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