Filosofa, saggista, politica, accademica ma soprattutto donna. È così che ama definirsi Michela Marzano, nel cui ultimo romanzo L’amore che mi resta si affrontano con delicata sensibilità i temi della perdita, dell’amicizia, dell’affettività, della maternità. Aspetto, quest’ultimo, su cui Gaynews ha voluto ascoltarla in relazione alle ultime polemiche relative alla gpa in seno alla collettività Lgbti.

Onorevole Marzano, le parole sono importanti. Che cosa esprimono secondo lei le espressioni utero in affitto e gestazione per altri?

Partiamo da un assunto per me fondamentale. Quello della importanza assoluta delle parole secondo il pensiero di Albert Camus, premio Nobel per la letteratura. L’espressione utero in affitto è erronea perché a essa è sottesa una concezione negativa e ideologizzata d’una pratica medica. L’espressione gestazione per altri è invece neutra in quanto descrittiva di quella pratica senza che se ne dia alcun giudizio morale.

Tre giorni giorni prima dell’inizio dell’Onda Pride è stato lanciato il comunicato Utero in affitto, firmato anche da alcune femministe della differenza e dalla presidente di ArciLesbica Nazionale. Che cosa ne pensa?

Penso che si tratti di un’azione altamente scorretta e inappropriata. Ancora una volta si è agito con la volontà di creare scompiglio e non di favorire un sereno raffronto. Tale modalità ricorda infatti l’allarme che fu lanciato lo scorso anno proprio mentre in Senato si discuteva dell’ex art. 5 del ddl Cirinnà sull’adozione del configlio o stepchild adoption. Dispiace poi vedere tra le firmatarie anche alcune femministe. Riprova delle contrapposizioni e spaccature che caratterizzano il movimento femminista italiano a differenza della sua comprattezza iniziale.

In molti si è impegnati anche sui social a favorire un discussione sulla gpa ma non poche femministe della differenza muovono l’accusa che si stia facendo propaganda sulla scorta dell’art 12 (comma 6) della legge al 40. Chiusura al dialogo o manganellismo verbale?

È ovvio che si tratta di una totale chiusura al dialogo, scambiando artatamente l’esternazione delle proprie vedute con la propaganda. Si crede di poter imporre un pensiero unico al riguardo brandendo le armi delle sanzioni o, addirittura, del reato universale. Sulla gestazione per altri sarebbe ribadire una volta per tutte che una cosa è la pratica, una cosa sono le modalità con cui si effettua. Non si può liquidare la gestazione per altri - volta a realizzare il desiderio di genitorialità d’una coppia a prescindere dal loro orientamento sessuale – sulla base dell’argomento di quanto avviene nei Paesi terzo/quartomondiali. Si pensi al Canada o alla California dove la gpa è normata nel pieno rispetto dei basilari principi legali col consenso informato delle parti e senza, dunque, alcun sfruttamento della donna gestante Quanto detto potrà essere più chiaro se si pensa a un’altra pratica medica importantissima quale la donazione di organi. Donazione che può avvenire nel caso di soggetti sia morti cerebralmente sia vivi. Ora sarebbe illogico qualificare la donazione di organi una pratica illegittima e criminosa perché in Paesi estremamente poveri c’è chi si presta alla sua effettuazione per motivi d’indigenza. Tali modalità, che si configurano come sfruttamento della persona, sono da condannare con fermezza e perseguire penalmente. Ma ciò non può portare alla condanna della pratica che è legittima e altamente umanitaria.

Sabato pomeriggio è stato presentato a Milano l’ultimo volume di Daniela Danna. ArciLesbica Zami Milano ha inviato una mail alle socie annunciando la diffusione di  volantini antigpa durante il Pride del giorno dopo. Quale il suo parere?

Trovo totalemente inaccettabile quel comunicato per il contesto (il giorno prima del Milano Pride) e, soprattutto, per i contenuti. Si pensi alle parole: “Le lesbiche non sono le mogli dei gay, che tacciono e annuiscono quando gli uomini parlano”. Si tratta di parole che esprimono l’idea paternalistica e patriarcale della vita matrimoniale quale condizione di sudditanza servile per la donna. Quell’idea che il movimento femminista ha sempre combattuto e continua a combattere Per non parlare della presunzione di voler parlare a nome di tutte le altre donne lesbiche.

Per Michela Marzano, donna e politica, che messaggio deve arrivare sulla gpa dal mondo delle donne e da quello della politica?

Come donna e politica credo che sia ora di mettere da parte ogni visione ideologica sulla gpa e d'incontrarsi sul terreno del confronto iniziando a eliminare l’utilizzo di parole offensive tanto per le donne quanto per chi vuole concretare il desiderio di genitorialità. Confronto che deve partire dall’idea di genitorialità. Un’idea che non è univoca come quella imposta dalle posizioni biologistiche. L’essere genitore si realizza al di là dell’aver messo un mondo un figlio. Si realizza nell’affetto costante nei riguardi di colui alla cui crescita, formazione ed educazione ci si presta attimo per attimo con la mente e il cuore.

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Diritti senza frontiereQuesto è il claim del Milano Pride 2017 che avrà oggi la sua conclusione con la parata che partirà da P.zza Duca D'Aosta e terminerà in Porta Venezia.Un Pride all'insegna dell'orgoglio e della libertà di essere e di avere pari diritti in quanto persone. Quindi non solo un Pride Lgbti ma un Pride a 360 gradi che vuole e avrà al suo fianco anche altre realtà. Come la rete milanese Nessuno è illegale, che promuove e lotta per l'accoglienza e i diritti dei migranti. Proprio uno di loro parlerà e porterà la sua esperienza sul palco di Porta Venezia. Palco che per la prima volta non darà voce alle associazioni ma alle diverse istanze, alle varie esperienze che siano più o meno riconducibili alla comunità Lgnti. Sarà un momento più personalistico.

Purtroppo quest'edizione del Milano Pride è stata segnata da una querelle molto accesa. Quella relativa alla gpa o gestazione per altri. Infatti, il 23 giugno, proprio alla vigilia della manifestazione conclusiva e all'interno della Pride Week, ArciLesbica Zami Milano ha organizzato la presentazione con annesso dibattito del libro di Daniela Danna Fare un figlio per altri è giusto. Falso!Il mondo Lgbti si è spaccato in due e anche in modo violento.

Leonardo Meda del Coordinamento Arcobaleno, raggiunto telefonicamente da Gaynews, ha dichiarato al riguardo: «Il Coordinamento Arcobaleno ha sempre dato la possibilità a tutte le associazioni e gruppi Lgbti di inserire, all'interno della Pride Week, un evento, un dibattito. Per cui censurare un'associazione importante e storica come questa sarebbe stato impensabile. D'altro canto il tutto è stato e sarà curato esclusivamente da ArciLesbica Zami Milano; anche il dibattito sarà moderato da una loro rappresentante. Il Coordinamento Arcobaleno ha dato, come fa sempre, solo il permesso di apporre il proprio logo nella comunicazione dell'evento e nessun patrocinio».

Posizione, questa, che non fuga i dubbi sull'opportunità di eventi capaci di causare malumori e contrapposizioni all'interno d'un evento gioioso e unitario come il Pride.

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