Si è conclusa il 5 novembre la conferenza annuale di Ilga Europe, la sezione europea della International Lesbian and Gay Association, che quest’anno ha scelto Varsavia come location.

Una scelta simbolica e politica, portata avanti insieme al partner polacco Kph (Kampania Przeciw Homofobii), che sta affrontando la difficile situazione politica del Paese. La Polonia ha infatti uno dei punteggi più bassi nel report Ilga relativo ai parametri di inclusione delle persone Lgbti, fermandosi al 18%. L’Italia è al 27%, dietro l’Ungheria al 45% mentre a guidare la classifica ci sono Malta, 88%, Norvegia, 78% e Regno Unito 76%.

La classifica considera numerosi parametri relativi al riconoscimento delle normative antidiscriminazione e contro il discorso d’odio, al riconoscimento delle famiglie, al riconoscimento delle identità di genere e all’integrità del corpo, al diritto d’asilo per i migranti Lgbti. Qui il report di Ilga sull’Italia per il 2016.

Con l’occasione di questa conferenza gli attivisti e le attiviste polacche hanno denunciato l’esistenza di «almeno 2 milioni di persone Lgbti nel proprio Pease che meritano il pieno riconoscimento dei diritti umani». Una rivendicazione frustrata «dal prevalere di continue violenze e discriminazioni delle persone Lgbti».

Le parole chiave di Varsavia 2017 sono state Change, Intersectionality, Community Mobilising. Il cambiamento è quello che vogliamo ma è anche una costante da interpretare anche all’interno del nostro movimento. Questo in sostanza lo spunto introduttivo ai lavori firmato dai Co-chairs Brian Sheehan e Joyce Hamilton.

Quali sono le voci fino ad ora lasciate fuori dal movimento? Qualcuno sta parlando anche per altri, invece di fare spazio? A queste domande la programmazione di Ilga cerca di rispondere dando ampio spazio nei dibattiti alle tematiche relative all’intersessualità, all’identità di genere e alla battaglia per la visibilità delle donne lesbiche.

Grande rilievo anche all’International Committee on the Rights of Sex Workers, un tema che attraversa la salute e la libertà sessuale rivolgendo domande dirompenti alla cittadinanza etero e Lgbti al tempo stesso. Interessanti anche i dati presentati sulla scuola dalla fondazione Glsen, risultato di un progetto che ha coinvolto anche il Centro Risorse Lgbti di Torino. Secondo questa ricerca il 46,6% dei ragazzi Lgbti in Italia si sente insicuro in classe per il proprio orientamento sessuale.

La conferenza si è conclusa con l’elezione di cinque nuovi membri del board, tra cui è stato confermato Yuri Guaiana, ex segretario nazionale di Certi Diritti, sostenuto dalle organizzazioni italiane presenti e anche da realtà di altri Paesi.

È stata anche votata la sede della conferenza del 2019, che ha visto prevalere la candidatura di Praga su Lisbona e Lubiana. L’appuntamento è ora per Bruxelles nell’autunno 2018.

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36 anni di vita trascorsi insieme. Poi l’unione civile a Londra il 18 settembre 2010 e la celebrazione del matrimonio – una volta divenuto legale nel Regno Unito – il 5 giugno 2015. Infine l’8 novembre dello scorso anno, a pochi mesi dall’approvazione della legge Cirinnà, la formalizzazione del loro sì a Mariano Comasco (Co), comune di residenza.

Ma, l’11 aprile scorso, l’ultratrentennale sodalizio amoroso e artistico di Corrado Spanger e Carlo Annoni s’è interrotto bruscamente per la morte di quest’ultimo. Attore, regista, conoscitore teatrale, pittore, Carlo ha lasciato un vuoto incolmabile in Corrado che, come ha scritto il 21 luglio, ama pensarlo «trasferito nella quinta dimensione dove recita senza peli sulla lingua, come suo costume, i testi che meritate di sentire».

Motivo, questo, per cui ha istituito un premio dedicato al compagno d’una vita e incentrato su «testi teatrali inediti a tematica gay». Motivo per cui ha fatto realizzare nel cimitero di Mariano Comasco una tomba che rispecchiasse la creatività di Carlo: un cubo bicolore (giallo-azzurro: i due colori preferiti rispettiavamente da Carlo e Corrado) a mo’ d’aiuola con tante foto del defunto.

Tomba visitatissima nel camposanto brianzolo, cui Corrado ha fatto riferimento il 1° novembre, vigilia della commemorazione dei defunti, con un post su Fb: «Sto pensando che a Carlo farebbe piacere se i suoi amici andassero a trovarlo».

Parole cariche d’affetto commosso cui si sono contrapposte negli scorsi giorni quelle di Andrea Bellabio, capogruppo locale di Forza Italia, che ha preannunciato una mozione in Consiglio comunale. «Nessuna discriminazione di genere – ha dichiarato il forzista - ma quella tomba è un pugno in un occhio. Quasi un insulto verso gli altri defunti e i loro cari che vanno al cimitero. Comunque il vero problema è che sia stato dato l'ok a un progetto così. C'è stata una falla nei controlli comunali e nel regolamento cimiteriale. Per questo nella mia mozione chiederò che in futuro le tombe rispettino certi canoni di forme e colori, sperando che chi ha voluto quella ci ripensi e magari la modifichi un po': vogliono l'uguaglianza, essere trattati come tutti, quindi si comportino come gli altri».

Un colpo al cuore per Corrado Spanger. Una grave quanto insensata offesa per amici e attivisti di tutta Italia.

Raggiunto telefonicamente, Giovanni Boschini, presidente del comitato d’Arcigay Varese e amico tanto di Corrado quanto del defunto Carlo, ha dichiarato: «Pensiamo che la mozione presentata da Forza Italia sia priva di senso e irrispettosa della volontà di una persona scomparsa. Ognuno deve avere il diritto di commemorare i propri cari come meglio crede. Chiediamo che Forza Italia ritiri la mozione e chiediamo alle forze politiche del territorio di osteggiare la mozione con forza.

Nel frattempo siamo vicini a Corrado e vogliamo ricordare anche il concorso in memoria di Carlo. Si tratta di un concorso per testi inediti teatrali a tematica gay e sulla diversità nella sfera dell'amore. Tutte le info si trovano su premiocarloannoni.eu».

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Dove quando? Se questa è una di quelle domande che, da viaggiatori, vi fate più spesso, beh, noi siamo qui per rispondere al meglio! Divertimento e relax vengono premiati a Palermo con vacanze memorabili, con esperienze uniche che faranno morire di curiosità i vostri amici rimasti a casa.

Lasciatevi ispirare da questo bellissima guida su Palermo e scoprite quanto è incredibile e bella questa gay life!

Incipit bb, è sempre un piacere la (ri) scoperta

Il bb Incipit è uno degli alberghi più belli di Palermo. Un Bed & Breakfast letterario gestito dalla prima coppia gay che ha ottenuto in affido un minore in città. Ospitalità, passeggiate, tour ed escursioni. Assicuratevi almeno una cena romantica, con un bicchiere di vino rosso e una buona compagnia attorno. Da non perdere!

Giusto un salto!

Mondello è bella tutto l’anno, ottimo cibo nei locali del posto e, perché no, un inaspettato bagno fuori stagione in un mare azzurro e cristallino e sabbia bianca che non guasta mai. Soltanto tuffandosi tra le sue onde e perdendosi nell'acqua turchese si può davvero capire. Mondello, che è una frazione di Palermo, è anche il regno delle piante più suggestive. In viale degli Irisi si trova una delle più belle “gallerie” di ficus benjamina della città di Palermo.

Una passeggiata “unica” sulla città

Da percorrere la Via Principe di Belmonte solo pedonale per gustare un fresco aperitivo seduti ai tavolini dei bar! Una bella traversa di fine '800 che collega appunto la Via Ruggero Settimo alla Via Roma. Infine, un giro in uno dei mercati rionali, come Ballarò o Vucciria, vi porterà tra viuzze e piazze caratteristiche, alla scoperta del pesce e delle altre specialità gastronomiche locali. 

Assaggia il dolce siciliano

A Palermo è un’istituzione, un connubio pomeridiano perfetto. Un momento di sano relax da godersi durante queste brevi, ma anomale giornate estive. Da provare la brioche con la granita ai gusti di: caffè, mandorle, pistacchio o limone. Se invece non potete proprio far a meno di gustare un buon dolce, allora sappiate che l’Africano è il tentativo giusto. Si tratta di un rotolo di pan di spagna ripieno di cioccolato morbido e ricoperto da un velo di cioccolato croccante. Una goduria per il palato.

Scatta un selfie ai Quattro Canti

Non puoi di certo non saltare il vero centro di Palermo. Si tratta di una piazza ottagonale con quattro edifici ricchi di statue, fontane e colonne, che in realtà rappresentano i quattro quartieri principali della città. Al centro di ognuno si trovano le quattro statue che rappresentano le “All Saints” della città: cosa aspetti a scegliere la tua preferita e a scattare un selfie immacolato?

Un amore di Sauna

La sauna non manca di certo a Palermo, rendendola un’ottima destinazione per godersi il piacere fino in fondo! Dopo un indimenticabile giorno passato ad esplorare la città, dirigetevi verso Maxximum Time Gay Sauna. Rilassatevi seguendo il vostro ritmo, godetevi ogni momento, e preparatevi a fare nuovi incontri dopo una fantastica giornata.

Siete pronti a scatenarvi?

Fate ricadere la vostra scelta su Fabric Rise Up, una delle location più spettacolari di tutta la città: cominciate a scaldarvi, che Palermo vi aspetta!

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La sera del 31 ottobre dozzine di componenti del movimento di estrema destra Marcia Georgiana hanno manifestato a Tbilisi dinanzi alla sede della Federazione Calcio Georgiana per chiedere l’estromissione dalla nazionale del difensore Guram K'ashia. Urla e striscioni omofobi, lancio di lacrimogeni, incenerimento di una bandiera rainbow. Il corteo si è concluso con l’arresto di otto persone per atti teppistici.

Agli occhi dei manifestanti Kashia avrebbe vilipeso i valori tradizionali del popolo georgiano nei Paesi Bassi, dove gioca  nella Vitesse Arnhem. Domenica 29 ottobre, in occasione della partita con la PSV Eindhoven, il calciatore ha indossato al braccio la fascia da capitano a tonalità arcobaleno. Un inequivocabile segno a sostegno delle persone Lgbti e parte della prosecuzione di una serie di iniziative organizzate in Olanda per il Coming Out Day.

Solidarietà immediata da parte del presidente della Federazione Calcio Domenti Sichinava e del Capo di Stato Giorgi Margvelashvili, che ha dichiarato: «Ognuno deve esercitare libertà di espressione. Dobbiamo rispettare i diritti umani e le libertà. Condivido l’unanime vicinanza che la società sportiva ha espresso a Guram K'ashia». Molti georgiani hanno manifestato il proprio sostegno al giocatore cambiando la foto dei profili social con quella di K'ashia.

Quanto successo il 31 ottobre a Tbilisi è comunque riprova del crescente clima omotransfobico nel Paese, di cui si lamentano da tempo attiviste e attivisti Lgbti. Complice anche l'influente gerarchia ortodossa nazionale.

Non è un caso che Papa Francesco, nel corso del viaggio apostolico in Georgia nell'ottobre 2016, abbia rilasciato una delle dichiazioni più forti contro l'ideologia gender: «Un grande nemico del matrimonio, oggi: la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Oggi ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono, ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee. Pertanto, bisogna difendersi dalle colonizzazioni ideologiche».

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«Ora mi sento molto più a mio agio come gay. Lo sono sempre stato apertamente: a dieci anni avevo già fatto coming out. Ma solo negli ultimi cinque anni sono cresciuto come uomo gay. Prima non mi sentivo parte della mia comunità. Poi ho cominciato a capirlo, a comprendere da dove vengo e adesso voglio esprimerlo al pubblico».

È così che il 31 ottobre ha parlato a Milano Sam Smith, che si esibirà stasera negli studi di X Factor. Prima apparizione ufficiale in Italia – due concerti sono infatti rispettivamente fissati per l’11 e il 12 maggio 2018 al Mediolanum Forum di Assago e all'Arena di Verona – per il 26enne cantante londinese che ha inanellato in breve tempo una serie di straordinari traguardi: 12 milioni di copie vendute per l’album del debutto In The Lonely Hour (2014), 4 Grammy Awards (2015), Oscar per la miglior canzone con Writing’s on the Wall, colonna sonora del film Spectre (2016). Fu proprio durante la cerimonia di consegna della statuetta che Sam, dicendosi fiero di essere il primo gay apertamente dichiarato a ricevere un tale riconoscimento, volle dedicare la sua vittoria alla comunità Lgbti.

E, letto in una cornice familiare quale autorivelazione di un ragazzo nei confronti del proprio padre, il tema del coming out è affrontato in Him. Brano che, scritto dopo una nottata trascorsa in un locale di cruising a Sidney, costituisce una delle 14 tracce del nuovo album The thrill of it all in uscita venerdì 3 novembre.

«Tutta la mia musica – ha detto al riguardo Sam Smith – mostra la mia vulnerabilità, i miei pensieri profondi. Anche nella pittura o nel cinema sono attratto da storie drammatiche. In the lonely hour raccontava una solitudine ma aveva una sua dolcezza. L’album nuovo è più cupo, autodistruttivo, forse perché quando l’ho scritto non mi piacevo. Il titolo ha a che fare con la fama».

Proprio sulla celebrità, cui la pop star mostra di non essere più interessato, ha dichiarato: «Il successo ha rovinato la relazione sentimentale che avevo all’epoca. Quando negli Usa uscì il mio primo album, Lady Gaga disse: La fama non ti cambia tanto quanto cambia gli altri. Non avevo capito cosa voleva dire, ora sì. Io mi sento lo stesso di prima: è attorno a me che è cambiato tutto. Ora vivo in una bella casa con mia sorella e mi succedono cose meravigliose. Ma la fama può essere spaventosa. È quel che racconta l’album. Canto di una relazione che non ha funzionato per via del mio lavoro». Situazione anche questa cambiata visto che nelle scorse settimane è iniziata la relazione di Sam con l’attore Brandon Flynn, protagonista della serie televisiva 13 Reasons Why.

La contezza di vivere esperienze meravigliose non è andata disgiunta da quella delle proprie fragilità. Contezza, questa, che però consente a Sam di affrontarle con lucidità. «Quando ho cominciato a fare musica – ha dichiarato –  ascoltavo molto Joni Mitchell e Adele. Stavolta ho ascoltato soprattutto uomini come Leonard Cohen o Mumford and Sons. E mi sono appassionato alla storia dello studio Muscle Shoals dove registrava Aretha Franklin. Ma soprattutto mi hanno ispirato poetesse come Nayyirah Waheed o Rupi Kaur, della quale mi sono tatuato anche una frase sul braccio: sono parole potentissime sulla dolcezza che mi hanno aiutato a parlare delle mie vulnerabilità». 

Vulnerabilità che possono avere anche risvolti drammatici come nel caso delle molestie che Anthony Rapp subì all’età di 14 anni da parte di Kevin Spacey. Sul cui coming out la star britannica ha preferito non esprimersi dichiarando invece: «Sono felice del fatto che queste storie stiano venendo a galla. È importante che le vittime si facciano avanti. Spero continui a succedere finché le donne non governeranno il mondo». Già, perché Sam Smith, che in passato ha detto di sentirsi tanto donna quanto uomo, ama definirsi femminista.

D’altra parte sempre a Milano, parlando dei suoi prossimi concerti, ha affermato: «Cantare in un completo sarebbe una cosa nuova per me e la mia famiglia. Dai 16 ai 18 anni, quando ascoltavo Joni Mitchell, mi truccavo e vestivo da donna. Ho smesso di farlo perché mi ha stancato e ci mettevo troppo a prepararmi. Ma chi lo sa, magari tornerò allo stile appariscente. Realizzerò finalmente il mio sogno di essere come Beyoncé».


 

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Ancora 15 giorni di carcere per il giovane omosessuale arrestato in Egitto per il semplice fatto di aver sventolato una bandiera rainbow. La decisione è stata presa dalla Procura della Sicurezza dello Stato mentre proseguono le indagini sull'organizzazione del concerto della band libanese Mashrou' Leila al Cairo, durante il quale, a settembre, l'arrestato aveva sventolato la bandiera dei diritti Lgbti.

I temi satirici e dissacratori del gruppo libanese di alternative rock affrontano tematiche estranee alla musica araba tradizionale come l'omosessualità. La canzone Shim el Yasmine, ad esempio, può essere considerata un’ode al rispetto per l'amore tra persone dello stesso sesso.

L'accusa per cui è in prigione il giovane egiziano è quella di diffusione delle idee della band libanese. Idee che, secondo la Procura della Sicurezza dello Stato, "istigano alla dissoluzione dei costumi e all'immoralità". 

Bisogna ricordare che in Egitto, Paese musulmano al 90%, l'omosessualità non è formalmente perseguita ma un articolo della legge anti-prostituzione, varata oltre mezzo secolo fa, commina da tre a cinque anni di reclusione a chi "incita alla dissolutezza e all'immoralità": un'anfibola normativa che consente di fatto il perseguimento giuridico delle persone Lgbti. 

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San Zenone degli Ezzelini, Comune del Trevigiano, ha ospitato, sabato 21 ottobre. Luca Di Tolve e Silvana De Mari nel corso dell’incontro Bellezza è Verità. Organizzato dall’Associazione culturale Via, verità e vita, l’evento era stato pensato per  la chiesa parrocchiale di San Zenone ma don Antonio Ziliotto si è fermamente opposto. Tra lo sconcerto di tante persone il dibattito si è alla fine tenuto presso l’auditorium delle locali Scuole Medie con l’ampio sostegno del dirigente scolastico Mario De Bortoli.

Luca Di Tolve, che si definisce “Io, andata e ritorno nell’inferno delle darkroom” ed è noto quale soggetto ispiratore del brano di Povia Luca, era gay – versione però smentita dallo stesso cantante – si presenta come una persona guarita dall’omosessualità. Sostiene perciò le teorie riparative di Nicolosi, per la cui divulgazione promuove meeting.

La chirurga e scrittrice di romanzi fantasy Silvana De Mari è nota per le posizioni violente e cariche di odio nei riguardi delle persone Lgbti. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Si va dalla negazione dell’omosessualità all’affermazione dell’omofobia quale diritto fino all’ipotesi che tutte le socie e i soci del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli provino simpatia per la necrofilia e coprofagia.

Nonostante i reiterati confronti previ con Guglielmo Masin, assistente parlamentare di Alessandro Zan, il dirigente scolastico non ha fatto marcia indietro. L’accaduto sarà tra pochi giorni al centro di un’interpellanza parlamentare di Alessandro Zan e Florinda Casellato.

Raggiunto da Gaynews, l’onorevole Zan ha dichiarato: «Alcuni cittadini di San Zenone degli Ezzelini, in provincia di Treviso, hanno denunciato che sabato 21 ottobre si sarebbe tenuto presso l'auditorium delle scuole medie del comune la serata "Bellezza è verità", a cui parteciperanno Silvana De Mari, medico indagato dalla procura di Torino per istigazione all'odio razziale e Luca Di Tolve, un sedicente "redento" dall'omosessualità, entrambi strenui sostenitori delle terapie riparative per le persone omosessuali.

Il fatto che la serata (peraltro prima rifiutata anche dal parroco stesso del Paese) si svolga non solo in una sala pubblica, ma anche in uno spazio scolastico statale assume un significato gravissimo: concedere l'auditorium scolastico per eventi in cui si divulga la cultura dell’odio omotransfobico, considerato una piaga sociale che alimenta proprio il bullismo nelle scuole è un atto inaudito che intendo portare agli occhi del ministro Fedeli. Per questo nei prossimi giorni predisporrò, con la collega trevigiana Floriana Casellato, una interrogazione parlamentare al ministro dell'Istruzione sull'accaduto»

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Dal 1988 si celebra l’11 ottobre il Coming Out Day. La data fu scelta da Robert Eichberg e Jean O'Leary, ideatori della ricorrenza, che vollero così ricordare il primo anniversario della marcia nazionale statunitense per i diritti delle persone Lgbti. In tale giornata si vuole rimarcare l’importanza del coming out o decisione di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o identità di genere.

Atto liberatorio per le persone Lgbti che in quanto tali subiscono discriminazioni. Atto emancipativo come lo riteneva Karl Heinrich Ulrichs – di cui ricorre fra l’altro quest’anno il 150° anniversario del  coming out -, che, ritendo l’invisibilità un ostacolo fondamentale al cambiamento dell'opinione pubblica, invitava le persone omosessuali a uscire allo scoperto.

Nel Coming Out Day 2017 Gaynews ospita la testimonianza di Daniela Lourdes Falanga, attivista trans e componente del comitato di Arcigay Napoli

Forse, vent'anni fa, vedere semplicemente dei manifesti per strada o avere persone che smuovessero sensibilità nelle scuole, avrebbe rassicurato un ragazzo che raccoglieva solitudine dal mondo. Avrebbe chiarito a molti di non essere unici in un dolore devastante da tacere.

Io ero figlio della mia contemporaneità che non prevedeva il mio coming out, prepotentemente sovversivo e autentico, né lo considerava possibile una famiglia che radicava i suoi principi in un autoritarismo mafioso, sessista ed eteropatriarcale. Ero una donna ma non la rappresentavo e doverlo confidare mi ha reso vittima di una morbosa violenza che mi devastava per l'incapacità di comprendere come potessero i genitori negare un figlio e umiliarlo di disprezzo e lividi.

Eppure quell'attraversamento doloroso era una conquista, era il mio libero arbitrio, era il desiderio sconfinato di me stessa, del mio pensiero liberamente espresso, era ciò che lo specchio della mia mente rimandava quando mi fantasticavo nel tempo rallentato dei drammi. Non dimenticherò mai, però, che tutto questo si realizzò al quarto anno del liceo, e che nonostante i professori non sapessero rispondere con chiarezza al radicale mutamento che raccontavo, con molta sensibilità accolsero finalmente il mio fragoroso silenzio. Senza dubbio il più bel ricordo insieme a quello degli amici di classe. Senza dubbio traduco e confido il coming out, secondo la mia esperienza, in una travagliato ma straordinario viaggio di una voce che per la prima volta parla, che per la prima volta emette un suono.

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Nell’imminenza della prossima tornata elettorale siciliana i comitati Arcigay di Catania, Ragusa e Siracusa hanno stilato un questionario sulle tematiche Lgbti da inviare ai candidati di tutti gli schieramenti. Per saperne di più Gaynews ha intervistato Giovanni Caloggero, presidente del comitato catanese.

Giovanni, quali sono state le motivazioni che hanno spinto Arcigay Catania a redigere un questionario rivolto alle persone candidate alle prossime elezioni regionali?

In ogni occasione elettorale molti candidati si ricordano che le persone Lgbti sono "anche" elettori e, pertanto, la comunità viene attenzionata. Ovviamente spesso solo in queste circostanze. Insieme ai comitati di Siracusa e Ragusa abbiamo, quindi, pensato di voler inquadrare gli eventuali candidati, in particolare i candidati alla Presidenza della Regione, nel contesto di taluni temi per noi importanti e acquisire le rispettive dichiarazioni da rendere pubbliche, come parimenti pubblico sarà il loro eventuale silenzio. Questo, per noi, costituisce anche uno strumento utile all'elettore per le sue libere valutazioni di merito.

Quale valore vincolante possono avere le dichiarazioni che i candidati daranno alle domande?

Ovviamente trattasi non di impegni bensì di una manifestazione di orientamento sui temi per noi sensibili. Quindi nessuna valenza vincolante ma nel futuro una possibilità per noi di evidenziare eventuali mancanze di coerenza e poca attendibilità.

Quali sono le vostre aspettative in merito a questa  iniziativa e alle eventuali risposte? 

Purtroppo lo scenario politico siciliano non ci consente alcun ottimismo. Soprattutto sui candidati alla Presidenza della Regione ad eccezione di qualcuno le cui possibilità di essere eletto sono praticamente nulle. Per il resto, sempre in tema di aspiranti presidenti, il quadro è veramente sconfortante poichè si passa dall’irrilevanza politica alla già constatata quasi omofobia e, nel migliore dei casi, alla più crassa ignoranza dei nostri temi ed esigenze. Alcune differenze si rilevano, invece, in taluni candidati al consiglio regionale, diversi dei quali hanno già fornito risposte soddisfacenti. Comunque sia, entro e non oltre il 31 ottobre renderemo pubbliche le risposte e anche i silenzi.

Il caso di Roberta Mezzasalma ha influito su questa  iniziativa

No. In nessun modo le dichiarazioni di Roberta Mezzasalma hanno influito, atteso che il questionario è stato predisposto e inviato ai destinatari già diverse settimane prima.

La stessa Mezzasalma ha rilasciato dichiarazioni sulle persone Lgbti, alle quali il presidente di Arcigay Ragusa ha già dato una sua prima  risposta proprio su Gaynews. Quale  sono le  tue considerazioni in proposito? 

Condivido e sottoscrivo le dichiarazioni di Marco Igor Garofalo, presidente del comitato territoriale di Ragusa. A mio avviso Roberta Mezzasalma ha dei problemi di accettazione che non è ancora riuscita a risolvere. Dispiace solo, sotto il profilo strategico, che la sua candidatura in una lista non certamente a noi vicina possa consentire a questa stessa lista di apparire per ciò che decisamente non è, cioè aperta e accogliente. Cosa che sino ad oggi non è stata.

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Ricordate il caso di Francesco, uno dei due giovani della provincia di Napoli che ad agosto fu cacciato da casa insieme al compagno perché omosessuale? Il caso, sollevato in estate dal comitato Arcigay di Napoli che offrì rifugio ai due ragazzi e che ha commosso l’opinione pubblica di tutta Italia dopo le recentissime dichiarazioni di Cristiano Malgioglio nel corso del GFVip, giunge adesso a un’importantissima svolta.

La giudice Ferrara Valentina ha infatti stabilito che i genitori di Francesco dovranno versare mensilmente al 18enne un assegno di mantenimento. D’altronde, appena diventato maggiorenne, Francesco era stato allontanato dalla madre nonostante il tribunale le avesse assegnato la casa quale affidataria dei figli. La stessa giudice non si è espressa però sul garantire a Francesco un legame affettivo con la sorella più piccola. Un tale rapporto sembrerebbe ostacolato dalla convinzione della genitrice che non sarebbe educativo per la bambina avere contatti con il fratello Francesco “essendo apertamente omosessuale”.

All’indomani di quest’ordinanza, incontriamo l’avvocato Salvatore Simioli dello Sportello legale di Arcigay Napoli che si è costituito come difensore del ragazzo nella causa di separazione giudiziale dei genitori innanzi al tribunale di Napoli Nord.

Avvocato Simioli, in seguito all'ordinanza che prevede l'attribuzione di un assegno familiare per il giovane allontanato di casa perché gay, quali saranno effettivamente le conseguenze positive nella vita del ragazzo? Qual è la somma che i genitori dovranno riconoscergli?

La giudice ha quantificato l'assegno di mantenimento in 400 euro, 150 a carico della madre e 250 a carico del padre, tenute presenti le rispettive condizioni economiche. Il ragazzo potrà anche lavorare e unire il proprio reddito e l'assegno di mantenimento e divenire quindi economicamente autosufficiente per i bisogni primari (vitto, alloggio, vestiario). Questo sempre se adempiranno all'ordine della giudice.

Dal punto di vista giurisprudenziale quest'ordinanza può essere un altro tassello importante relativamente all'emersione di una sempre più pressante necessità di leggi che tutelino le persone Lgbti, soprattutto in condizione di evidente soggezione?

Il dovere al mantenimento dei figli maggiorenni è sancito dall'art. 30 della Costituzione e dagli art. 147 e ss. del Codice civile che impongono ad ambedue i genitori l'obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle inclinazioni e delle aspirazioni dei figli, in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo, non prevedendo alcuna cessazione ipso facto per via del raggiungimento della maggiore età. Nel caso di specie è stato appurato che Francesco, pur maggiorenne, non è economicamente autosufficiente. Quindi anche altri ragazzi/e Lgbti possono chiedere il mantenimento ai genitori, in particolare se cacciati da casa

I genitori del ragazzo possono rifiutarsi di riconoscergli l'assegno? Nel caso lo facessero a cosa andrebbero incontro?

L'assegno lo determina un giudice. Quindi i genitori non possono non ottemperare a un suo ordine. La parte può mettere in esecuzione il provvedimento coattivamente e in caso di mancato pagamento i genitori possono essere perseguiti anche penalmente.

Nell'ordinanza, mi sembra di capire, non si fa riferimento all convinzione materna che la dichiarata omosessualità di Francesco possa essere elemento di disturbo per la figlia più piccola. Dal punto di vista legale, oltre che umano e culturale, come si sentirebbe di commentare questa circostanza?

Durante l'udienza la madre ha confermato di non volere il figlio a casa, ma non ha "confermato" che il motivo è la sua omosessualità. La Giudice si è mostrata molto attenta e sensibile alle istanze di Francesco e il provvedimento adottato, d’altronde, lo conferma.

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