Quando sei mesi fa ha trovato il coraggio di fare coming out, quasi tutti i compagni di classe dell'Istituto informatico Enrico Mattei di San Donato Milanese (Mi) gli hanno manifestato solidarietà, vicinanza e affetto.

Alcuni di loro però lo hanno bullizzato verbalmente, forti anche dell’indifferenza di qualche insegnante ma, soprattutto, della complicità di un docente che a più riprese ha stigmatizzato l’omosessualità del 17enne. Tra gli insulti rivoltigli dai compagni di classe anche affermazioni del tipo I froci devono bruciare tutti.

A rendere pubblico l’accaduto I Sentinelli di Milano che, con un post del 27 giugno, hanno anche riferito come il giovane sia «stato spettatore suo malgrado di una scena in classe nella quale venivano esaltate dichiarazioni violentemente ostili del neo ministro della famiglia Lorenzo Fontana».

L’associazione fondata da Luca Paladini si è impegnata «a essere al suo fianco in questa battaglia di civiltà. Il suo coraggio e la sua determinazione sono un insegnamento per tutti noi».

La drammatica vicenda, che sarà oggetto nei prossimi giorni di una mozione in Consiglio comunale, è stata lungamente commentata all’Ansa da Susanna Musumeci, la dirigente scolastica reggente (dal 16 maggio scorso) dell’Itis Mattei.

In una lunga lettera inviata all’agenzia di stampa ha spiegato come l'istituto abbia «accompagnato la classe con interventi psicologici. Ha poi agito con interventi correttivi e provvedimenti disciplinari nei confronti di quei pochi ragazzi che non hanno mostrato la comprensione ed accoglienza naturali e necessarie: anche il penultimo giorno di lezione sono state comminate due ammonizioni scritte a fronte di commenti discriminatori. E questo conferma l'impegno e l'attenzione dell'istituto a monitorare la situazione e sostenere la vittima».

Gli interventi hanno colpito anche il docente che ha irriso il 17enne.

La dirigente ha infine dichiarato che «i contatti con la famiglia sono stati tenuti dal consiglio di classe e dal mio predecessore. Ma dal 16 maggio a oggi nessuno mi ha contattata: non comprendo le dichiarazioni di solitudine della famiglia rispetto al problema anche se solidarizzo con la sofferenza provata e stigmatizzo le situazioni subite». 

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Al grido de La gaia invasione partirà domani, alle ore 15:00, da piazza Grimana il Perugia Pride.

Una marcia dell’orgoglio Lgbti volta a dimostrare come una cultura, che mette al centro l'individuo, il rispetto dell'identità, delle differenze e delle libere scelte, sia possibile e necessaria. Motivo per cui la parata sarà aperta da una rappresentanza d'immigrati.

Ma un’invasione arcobaleno, quella del capoluogo umbro, che assumerà anche i toni della protestaProtesta contro l'avanzata delle destre fasciste e dei movimenti cattoreazionari.

Protesta nei riguardi del sindaco Andrea Romizi che, il 25 giugno, ha annunciato il ricorso contro la decisione del Tribunale di Perugia, che aveva imposto al Comune di trascrivere integralmente l’atto di nascita spagnolo del piccolo Joan quale figlio di due mamme.

Protesta a favore di Fabiola Bernardini, rimossa dall’ufficio di direttrice della Biblioteca comunale di Todi e trasferita al Servizio urbanistica per non aver voluto stilare una lista di presunti "libri gender". 

Alla vigilia del Perugia Pride Gaynews ha intervistato Lorenzo Ermenegildi Zurlo, componente di Omphalos Lgbti.

Guarda la video-intervista

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Francesco e Salvatore si sono uniti civilmente in mattinata presso il Palazzo comunale di Giugliano (Na). Una celebrazione vissuta tra la gioia e l'emozione di familiari e amici alla vigilia del Pompei Pride. Ma qualcuno, nella notte, ha pensato bene d'imbrattare un muro in Piazza Municipio con svastica e scritta omofoba Auguri, ricchioni.

A denunciare l'accaduto su Facebook Antonello Sannino, presidente d'Arcigay Napoli.

«Ancora un episodio di intolleranza e di omofobia - si legge sul post -. Ancora una volta contro le unioni civili. A Giugliano sconosciuti vigliacchi imbrattano i muri di scritte naziste e intolleranti contro Francesco e Salvatore.  

Stiamo festeggiando ora la loro unione civile appena celebrata. Ai due cari amici la mia totale solidarietà e gli auguri più sentiti per la loro bellissima storia d'amore. Domani a Pompei saremo insieme a loro e insieme a Monica Cirinnà per dire che l'amore vince #LoveWins».

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Nelle zone Molo e Stazione Vecchia di Viareggio ignoti hanno imbrattato nella notte le mura esterne di uno stabile e di un altro immobile con  scritte xenofobe, omofobe e razziste con tanto di svastiche ed elogi a Matteo Salvini.

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Sono in corso da parte del Commissariato di polizia di Viareggio e della Digos di Lucca le indagini per risalire agli autori. Disappunto e sconcerto da parte della cittadinanza, che tra l'altro oggi ricorda le 32 vittime della strage avvenuta in stazione il 29 giugno 2009. 

Ferma condanna è stata espressa dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, che ha dichiarato: «Viareggio non è questa: è accogliente e inclusiva. Si tratta di un atto frutto di ottusa stupidità, da qualsiasi parte provenga, che per questo non intimidisce e che verrà perseguito in ogni forma e sede».

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Nella serata d’ieri, mentre si rincorreva la notizia del negato patrocinio al Padova Pride (30 giugno) da parte della Regione Veneto, Diego Bianchi, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Zoro, ha ricevuto proprio nella città veneta il Premio Persona Lgbt dell’anno.

Il riconoscimento è stato assegnato sul palco del Padova Pride Village, l’importante kermesse trimestrale, che ideata e fondata dal deputato dem Alessandro Zan, è giunta quest’anno all’XI° edizione.

La consegna del premio è stata preceduta da un dibattito tra Zoro, lo stesso Zan, l’ex parlamentare Franco Grillini e il caporedattore di Gaynews Francesco Lepore. A moderare l’incontro il direttore artistico Lorenzo Bosio. Diego Bianchi ha ripercorso con ironia il cammino dei diritti civili negli ultimi anni alla luce di alcuni video realizzati per Tolleranza Zoro e Gazebo.

Dopo un saluto del sindaco di Padova Sergio Giordani, Alessandro Zan ha letto le motivazioni del premio: «Le priorità sono altre. Allora a questo punto, compagni gay che siete qua, aspettate un attimo, mettetevi l’anima in pace. Ragionando così, il vostro matrimonio non sarà mai una priorità. Queste le parole con cui Diego Bianchi, in arte Zoro, controbatté nel 2012 a Massimo D’Alema che su matrimonio egualitario e famiglie arcobaleno aveva espresso parere negativo in nome dell’art. 29 della Costituzione.

Ma contrariamente a quanto si poteva pensare il Pd, di cui Diego è stato sin dagli inizi attento e ironico analista con la rubrica video Tolleranza Zoro, arrivò successivamente a considerare prioritario il riconoscimento delle coppie di persone dello stesso sesso e farne un cavallo di battaglia fino a ottenere il dibattimento e l’approvazione della legge sulle unioni civili. Nella precedente fase, ma soprattutto in quel fatidico 11 maggio 2016, Diego Bianchi ha inciso considerevolmente sull’opinione pubblica italiana in tema dei diritti delle persone Lgbti attraverso una divertentissima e oramai celebre puntata di Gazebo.

Tale sensibilità per le questioni arcobaleno è stata sempre mostrata dal conduttore televisivo anche nel corso della sua nuova trasmissione Propaganda Live. Da segnalare al riguardo la critica alle dichiarazioni del neoministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana sull’inesistenza delle famiglie arcobaleno. Critica resa in Commedia nera, cartoon finale di Makkox alla puntata di Propaganda Live del 2 giugno scorso.

Un impegno, dunque, quello di Diego Bianchi contro le discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere profuso ampiamente attraverso la tv e tanto più rimarchevole in una persona esterna alla collettività Lgbti. Quella stessa collettività che, a sua volta, ha sposato nei programmi politici dei Pride di quest’anno la linea della trasversalità, consapevole di non poter essere estranea – soprattutto in questo particolare momento politico - alle battaglie di ogni minoranza a partire da quella dei migranti.

Per queste motivazioni il Padova Pride Village nel corso della sua XI° edizione ha deciso di nominare Diego Bianchi, in arte Zoro, Persona Lgbt dell’anno».

Ma del premio, come di lotta alle discriminazioni e dichiarazioni del ministro Lorenzo Fontana sulle famiglie arcobaleno, Diego Bianchi ne aveva parlato poco prima in treno nel corso di un’intervista video con Francesco Lepore.

Guarda il VIDEO

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Come appreso da fonti interne, Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Pari Opportunità e ai Giovani, parteciperà il 30 giugno al Pompei Pride. Accogliendo l'invito rivoltogli dagli organizzatori e in considerazione del suo ufficio, Spadafora andrà formalmente in rappresentanza del Governo.

È stato lo stesso sottosegretario a darne poi pubblica conferma con un post su Facebook, pubblicato nella serata del 29 giugno.

Al Pompei Pride prenderanno parte anche le senatrici M5s Virginia La Mura e Paola Nugnes nonché la deputata pentastellata Gilda Sportiello. Sarà inoltre presente la senatrice dem Monica Cirinnà, come annunciato ufficialmente oggi sulla sua pagina Fb.

E, intanto, l'Ufficio Comunicazioni sociali della prelatura territoriale di Pompei, retta dall'arcivescovo Tommaso Caputo, ha diffuso un comunicato in cui si afferma: «In sintonia con la propria storia di solidarietà ed accoglienza e secondo l'insegnamento del Papa, la Chiesa di Pompei, in riferimento alla manifestazione in programma il 30 giugno, conferma l'impegno per il rispetto di ogni persona e di quanti si trovano in situazioni di discriminazione

Nella circostanza, si richiamano le parole di Papa Francesco nella recente Esortazione apostolica Amoris LaetitiaOgni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione, particolarmente ogni forma di aggressione e violenza. Il Papa desidera che coloro che manifestano l'orientamento omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita (n. 250)».

Inevitabile, d'altra parte, il richiamo al n. 251 dello stesso documento e alle recenti dichiarazioni bergogliane: «Come Papa Francesco chiarisce, non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia (n. 251). La famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola (16 giugno 2018)».

Poi la richiesta: «Se un auspicio può essere espresso, esso non può che riguardare il rispetto delle convinzioni dei credenti, anche attraverso modalità e gesti che caratterizzano le manifestazioni a Pompei, città di fede e cultura».

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Le parole di rispetto per le persone che parteciperanno al Pompei Pride sono state accolte con soddisfazione da Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, che ha però fatto notare come sul diritto di famiglia non sia certamente la Chiesa ad avere competenze per poi aggiungere: «Peccato che, nonostante le nostre reiterate richieste d'un incontro, il prelato non ci abbia mai neppure risposto».

 

 

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Una camicia floreale ritenuta troppo vistosa. Questa la colpa di un 16enne napoletano che, all’uscita dal Parco della Floridiana, è stato insultato volgarmente da un 30enne, preso a calci e pugni, minacciato di morte

«Ero in compagnia di mio cugino – così ha raccontato il giovane -. Stavamo uscendo dalla Floridiana, quando sul viale principale incrociamo un ragazzo sulla trentina, che senza nessun tipo di interazione, inizia ad insultarmi per la mia camicia, poi mi dà del ricchione.

Io non gli do retta, non rispondo perché la mia camicia è favolosa e continuo a camminare. Lo s*****o però mi raggiunge e con uno schiaffo, seguito da un pugno, mi manda a terra e inizia a colpirmi ripetutamente con calci mentre urlava: Tu non sai chi sono io. Ti sparo e ti faccio morire qua a terra!

Tutto questo davanti a delle persone che non intervengono. L’unica cosa che sanno dire è: Non lo prendere a calci, che poi si rompe. A quel punto mi intima di andarmene e così faccio, sperando che mio cugino sia lontano, si sia salvato almeno lui».

A denunciare l’accaduto Non una di meno – Napoli sulla pagina Facebook.

Ferma condanna è stata subito espressa dal presidente di Arcigay Napoli Antonello Sannino: «Ennesima e vile aggressione omofoba nella Floridiana di Napoli denunciata da Non una di meno. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza concreta al ragazzo, vittima di violenza e odio, e ringraziamo Non una di meno per la denuncia pubblica.

I fatti raccontati ci spingono ancora una volta a chiedere l'immediata discussione della legge regionale contro l'omotransfobia, ferma imperdonabilmente da troppo tempo alla VI° Commissione Regionale presieduta da un esponente del Partito Democratico, Tommaso Amabile.

Invitiamo tutte le cittadine tutti i cittadini libere/i a fare fronte comune contro l'intolleranza e l'odio, sabato 30 giugno, a Pompei per il Pride. Solo l'alleanza tra le forze democratiche, civili, libere di questo Paese possono creare un argine vero alla deriva violenta, razzista, misogina e omotransfobica dell'Italia.

Occorre da subito di partire nelle scuole e tra i giovanissimi/e per ricostruire una nuova cultura dell'accoglienza e del rispetto di tutti e di tutte».

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Diego Bianchi, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Zoro, riceverà domani sera al Padova Pride Village il premio di Persona Lgbt dell’anno.

Un riconoscimento che, giunto alla seconda edizione e assegnato nel 2017 a Franco Grillini (che domani sarà presente nelle vesti di presidente di giuria), è stato accolto con gioia ma anche con grande stupore dal conduttore televisivo di Propaganda Live.

La scelta di puntare su una persona esterna alla collettività Lgbti è da leggere nell’ottica di quella trasversalità d’intenti su cui hanno puntato non pochi documenti politici dell’Onda Pride. Una condivisione di ideali e battaglie di tutte le minoranze che, alla pari di quella arcobaleno, vedono conculcate identità e diritti dall’avanzata di forze di estrema destra e reazionarie.

Come preannunciato dal deputato dem Alessandro Zan, ideatore e fondatore del Padova Pride Village, «Diego Bianchi, grazie ai suoi programmi tv, come Tolleranza Zoro, Gazebo e Propaganda Live ha saputo incidere notevolmente sull’opinione pubblica e sensibilizzare così il dibattito sulle tematiche dei diritti civili dimostrando un impegno costante contro ogni discriminazione da orientamento sessuale e identità di genere». 

Nelle motivazioni d’assegnazione del premio – che saranno rese integralmente note domani sera sul palco del Pride Village – c’è anche un riferimento iniziale al noto dibattito tra Diego Bianchi e Massimo D’Alema risalente agli inizi del 2012.

All’allora presidente del Copasir e componente di spicco del Pd, che su matrimonio egualitario e famiglie arcobaleno aveva espresso parere negativo in nome dell’art. 29 della Costituzione e aveva affermato: «Del resto le priorità sono altre», Zoro ribattè: «Allora a questo punto, compagni gay che siete qua, aspettate un attimo, mettetevi l’anima in pace. Ragionando così, il vostro matrimonio non sarà mai una priorità».

Richiamo, questo, che lo stesso conduttore tv ha così commentato A Gaynews, media partner del Padova Pride Village: «Ammazza che siete andati a tirare fuori, bravi: l’intervista a D’Alema, quando lui fu costretto a chiedere scusa qualche giorno dopo».

Appuntamento dunque a domani sera a partire dalle 21:30 al Padova Pride Village.

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Ritenuta la società di consulenza aziendale più grande al mondo, Accenture è anche quest’anno uno dei principali sponsor del Milano Pride. Riprova del forte impegno che la multinazionale irlandese profonde da tempo a favore dei diritti civili e delle politiche di inclusione sui luoghi di lavoro.

In Italia Accenture è partner di Parks - Liberi e Uguali, associazione senza scopo di lucro che, fondata dal deputato Ivan Scalfarotto, opera sotto il patrocinio del ministero per le Pari Opportunità. Obiettivo di Parks è supportare le aziende partner a comprendere a pieno e realizzare al massimo le potenzialità di business legate allo sviluppo di strategie e pratiche rispettose della diversità.

Insieme con Parks Accenture organizza workshop e iniziative volte alla sensibilizzazione e formazione della leadership in una con la partecipazione al Parks GLBT Diversity Index. È questo uno strumento che misura il successo nel raggiungimento dell’obiettivo strategico di inclusione delle persone Lgbti.

In occasione della conferenza stampa di presentazione della Pride Week milanese, tenutasi a Palazzo Marino il 20 giugno, Accenture ha reso noti i risultati della ricerca Open For Business: strengthening the economic case.

Il report in 90 pagine è stato realizzato da Jon Miller e Lucy Parker (Brunswick Group), su commissione di Open for Business, una coalizione di 21 multinazionali (Accenture, American Express, AT&T, Barclays, BCG, Burberry, EY, Google, IBM, Inditex, LinkedIn, Linklaters, MasterCard, McKinsey & Company, Microsoft, PwC, RBS, Standard Chartered, Tesco, Thomson Reuters, Virgin Group) impegnate nella promozione dei diritti delle persone Lgbti.

Il report evidenzia come l’inclusione delle stesse coincida ovunque con l’acquisizione di livelli più elevati di innovazione, maggiori competenze e una migliore qualità della vita che, a loro volta, contribuiscono a migliorare la performance economica e l'aumento del Pil pro capite

È stata inoltre stilata una classifica delle 121 città più open for business del mondo in base al loro grado di inclusività, competitività economica e progresso sulle base di 23 parametri economici e sociali.

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Tra le città più aperte troviamo Amsterdam, Berlino, San Francisco, Londra e Stoccolma. Tra quelle parzialmente aperte figurano Milano e Roma insieme a Hong Kong, Johannesburg e Shanghai. Nella categoria delle città meno inclusive al mondo incontriamo Nairobi, Dakar, Kiev, Istanbul e Mosca.

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A ridosso del 49° anniversario dei Moti di Stonewall (28 giugno 1969) si celebrerà a Pompei il Pride regionale campano. Organizzata dal Coordinamento Campania Rainbow e da Arcigay Vesuvio Rainbow in collaborazione con numerose associazioni dell’area vesuviana, la marcia dell’orgoglio Lgbti del 30 giugno tiene dietro a quelle di Avellino, Salerno e Caserta

«Non è per il Santuario che abbiamo voluto il Pride proprio qui a Pompei. Dovevamo scegliere una città non capoluogo e questo territorio è stato individuato come un concentrato di pregiudizi nell'area vesuviana». Così Eddy Palescandolo, presidente del coordinamento Campania Rainbow, ha spiegato ieri in conferenza stampa perché sia stata scelta la città degli scavi quale luogo della marcia campana dell’orgoglio Lgbti. «Quello vesuviano – ha aggiunto – è un territorio enorme, dove i diritti civili non sono tenuti in alcuna considerazione».

Gli ha fatto eco Daniela Lourdes Falanga, responsabile Politiche Trans per il comitato Arcigay Napoli, che si porta dietro le cicatrici dell’emarginazione da parte del padre (un affiliato alla camorra) e della società locale. «Io da questa città sono stata cacciata – ha dichiarato –. La mia è una storia di grande dolore ma anche di rivendicazione di diritti. Vogliamo una Pompei libera dai pregiudizi che ci hanno condannato. La laicità è l'unico grande principio che mette insieme le persone. E siccome anche la Chiesa mi ha emarginato, noi vogliamo costruire un futuro con quei preti che investono nella democrazia».

Ha puntato invece sull’aspetto del rilancio occupazionale e turistico Antonello Sannino, presidente del comitato d’Arcigay Napoli, che ha detto: «Ci auguriamo che le aziende comincino a investire anche sui diritti. Il Pride è anche occasione di crescita occupazionale e turistica. C'è chi ha preparato un pacchetto Lgbt. Dagli Stati Uniti e dalla Francia hanno espresso grande interesse per la manifestazione che sta creando un nuovo indotto». 

Preceduto da forte contestazioni provenienti da ambienti d’estrema destra, il Pompei Pride ha puntato sullo slogan #RemoveTheFrame. Un invito a rimuovere la cornice di tutti i pregiudizi e a difendere la laicità delle istituzioni democratiche ma anche un appello alla Regione Campania e al Parlamento affinché approvino le rispettive leggi in materia di contrasto all’omotransfobia.

Tanti i patrocini concessi al Pompei Pride, tra cui quelli dei Consolati generali di Stati Uniti, Francia, Spagna, Venezuela, della Regione Campania, dalla Città metropolitana di Napoli, della Provincia di Salerno in una con l’adesione del Centro SInAPSi e dell’Osservatorio Lgbti dell’Università Federico II.

Il Pompei Pride partirà alle ore 16:00 da Piazza Falcone e Borsellino per snodarsi lungo Piazza Bartolo Longo, Via Roma, Via Plinio fino a Piazza Esedra, dove si susseguiranno gli interventi di organizzatori, artisti e politici.

Tra questi hanno annunciato la loro partecipazione le senatrici Monica Cirinnà (Pd), Virginia La Mura e Paola Nugnes (M5s), la deputata Gilda Sportiello (M5s), il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Il party ufficiale dell’evento Magma avrà invece luogo in serata alla Rena Nera Beach a Torre Annunziata.

Ma a caratterizzare soprattutto il Pompei Pride è l’ampio sostegno di artisti e sportivi: da Carla Fracci a Cristina Donadio, da Liberato a Serena Rossi, da Massimiliano Rosolino a Pino Maddaloni, da Irma Testa a TvBoy. Ma anche Maria Nazionale, Patrizio Rispo, Patrizia Pellegrino, Monica Sarnelli, Patrizio Oliva, Lorella Boccia, Vincenzo Picardi, Lisa Fusco, Tony Tammaro, Gianni Molaro.

Guarda il VIDEO con l’appello di artisti e sportivi

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