«Leggendo Lodi e Riace insieme, si comprende l'allarme. C'è il rischio di creare una contrapposizione tra italiani e non, tra buoni e cattivi. Problemi complessi richiedono il tempo dell'analisi, non della comunicazione social». 

Non usa mezzi termini Vincenzo Spadafora, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Pari opportunità e ai Giovani, nella lunga intervista rilasciata a Il Corriere della Sera.

Di argomenti ne affronta in verità tanti ben al di là di quello immigrazione, che gli consente, in ogni caso, un'elegante stoccata a Lorenzo Fontana per le relative dichirazioni su una presunta diluizione dell’identità italiana: «Per tutti noi ora è il momento di lavorare. Il ministro ha un compito difficile, aiutare le famiglie e i disabili».

E al leghista veronese, figlio spirituale del tradizionalista don Vilmar Pavesi tutto anatemi e messa tridentina, si rivolge ancora una volta in maniera chiara sia pur indiretta: «Non possiamo non vedere che esistono le famiglie arcobaleno».

Già, perché è proprio in tema di diritti che per Spadafora esiste una differenza abissale tra M5s e gli alleati verdi (o bleu) di governo.

«Nella maggioranza – spiega Spadafora - ci sono sensibilità culturali molto diverse, a cominciare dai diritti. Noi dobbiamo restare alternativi alla Lega, siamo una cosa diversa». Diritti, sui quali «il contratto non prevede un arretramento culturale. Il M5S deve assumersi la responsabilità fortissima di tenere alta l’attenzione su questi temi. Noi difenderemo tutte le conquiste fatte. Abbiamo sensibilità forti nei gruppi parlamentari e nell’elettorato di cui dobbiamo tener conto. Non possiamo cadere nella trappola di alimentare un clima di discriminazione verso chi è considerato diverso, immigrati, persone di colore, omosessuali».

Durissima, inoltre, la valutazione sul ddl Pillon: «È un episodio che desta allarme. Proposta antistorica – ribatte Spadafora -, perché non tiene presente l’interesse dei bambini e riduce tutto a chi è a favore dei padri e chi delle madri».

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Mentre il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni accoglieva a Palazzo Chigi il primo ministro greco Alexis Tsipras, la sottosegretaria di Stato Maria Elena Boschi riceveva il deputato dem Alessandro Zan e il direttore di Gaynews Franco Grillini.

Motivo dell’incontro l’apporto dei media di settore Lgbti a una corretta quanto globale informazione e la promozione d’una sensibilità giornalistica ai temi delle discriminazioni attraverso i corsi di formazione giornalistica, organizzati da Gaynet – di cui Grillini è ideatore e presidente – in collaborazione con gli Odg regionali. Occasione del raffronto le ricorrenze anniversarie di Gaynews, che nel maggio prossimo festeggerà 20 anni di fondazione.

Si è inoltre affrontato il tema della legge sulle unioni civili. Un traguardo di cui Franco Grillini ha rievocato gli antefatti con particolare riferimento al progetto di legge sui Pacs durante il suo mandato parlamentare.

Un traguardo che è stato possibile realizzare nel maggio 2016 grazie all’allora premier Renzi ma soprattutto grazie al convinto impegno di Monica Cirinnà e di parlamentari quali Sergio Lo Giudice e Alessandro Zan.

L’incontro si è chiuso con ricordi della sottosegretaria sullo studio delle lingue classiche ai tempi del liceo durante uno scambio di battute col caporedattore di Gaynews Francesco Lepore, che cura un blog in latino su temi Lgbti per Huffington Post.

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