Manifestanti con maschere bianche sul viso prima in piedi, poi stesi sul selciato. Striscioni con la scritta Don't play with my life, Non giocare con la mia vita. Bandiere transgender affisse lungo il muro dell’esedra orientale di piazza del Popolo. 

Un flash mob carico di simboli forti quello che, organizzato dal collettivo Identità InTransigenti, è in corso a Roma all’ombra del Pincio, per protestare contro l’irreperibilità di farmaci a base di testosterone. Farmaci indispensabili sia per la salute di uomini cis affetti da alcune patologie sia per gli uomini trans che effettuano la Tos (Terapia ormonale sostitutiva).

Tra le persone presenti in piazza Marilena Grassadonia, ex presidente di Famiglie Arcobaleno e candidata alle europee con La Sinistra, Gianfranco Goretti, neopresidente di Famiglie Arcobaleno, Gianmarco Capogna, portavoce nazionale di Possibile Lgbti e Zoe Vicentini con una delegazione di 20 attiviste di Non una di meno Roma.

La manifestazione è stata fortemente voluta da Cristina Leo, componente del collettivo Identità InTransigenti insieme con Daniele Bianchi, Francesco Brodolini, Mariella Fanfarillo e Gioele Hyland.

A essa hanno aderito Saifip, Agedo Roma, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Azione Trans, DiGay Project, Beyond Differences, Queer of Rome, Famiglie Arcobaleno, Ora d'aria, Gaynews.it, Gaycs, Sunderam Identità Transgender Torino, Agedo Lecce, Prisma – Collettivo, LGBTQIA+ Sapienza, Link Roma, ATN Associazione Trans Napoli, Gruppo Trans Bologna, Arcigay Antinoo Napoli, Possibile Lgbti.

Tante le persone che hanno sostenuto l'iniziativa, tra cui la senatrice dem Monica Cirinnà

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Il 3° congresso dell'Epath (European Professional Association for Transgender Health), tenutosi a Roma dall’11 al 13 aprile 2019, con l’organizzazione del comitato scientifico ospite presieduto da Alessandra Fisher, Mario Maggi, Francesco Lombardo e Jiska Ristori, ha avuto come titolo Inside Matters, on Law, Ethics and Religion

Esso è stato concepito per promuovere uno scambio culturale, scientifico e professionale mirato a garantire la salute e la tutela delle persone transgender in Europa.

Il programma ha compreso 14 conferenze plenarie tenute dagli esperti europei più prestigiosi nelle varie aree tematiche, 16 workshop a copertura degli argomenti più attuali relativamente alla salute delle persone transgender e 155 tra comunicazioni orali e poster. Il tutto ha costituito una grande opportunità di incontro e di scambio di idee tra esperti e ricercatori provenienti da tutta Europa oltre a essere di grande utilità al pubblico presente.

Di fondamentale importanza la sessione intitolata The Year in Review, che ha riassunto lo stato dell’arte aggiornato di tutti i servizi (psicologici, endocrinologici, legali, chirurgici, sociali e assistenziali) svolti nei singoli Paesi europei con la finalità di condivisione e miglioramento.

Interessantissimi gli approfondimenti di questa edizione che, oltre a toccare le tematiche più classiche quali la salute fisica e psicologica, le scienze sociali, i diritti umani, le normative vigenti e la giurisprudenza più attuale, l’endocrinologia e la chirurgia, hanno posto l’attenzione sui temi più attuali quali quelli concernenti i bambini e gli adolescenti, gli studi sulla voce, preservazione della fertilità e riproduzione, la depatologizzazione e le varie sfaccettature della popolazione non binaria.

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È stata inaugurata alle 18:30, presso lo spazio espositivo romano L29 Art Studio (via Labicana, 29) la mostra Organi da asporto di Sabino de Nichilo

Cofondatore del progetto curatoriale Casa Vuota, il 47enne intellettuale molfettese si è avvicinato alla pratica della scultura grazie a Riccardo Monachesi e ha realizzato in tale ambito la sua prima mostra, intitolata Viscere, lo scorso anno presso le sale del Museo Archeologico Fondazione De Palo-Ungaro di Bitonto (Ba).

Caratterizzate da una volumetria morbida e da colori brillanti di gusto pop, le sculture di Sabino de Nichilo tornano a essere le protagoniste di Organi da asporto, visitabile su appuntamento fino all’11 maggio.

Illustrate nello specifico catalogo con testo critico di Lorenzo Madaro, le opere dell'artista pugliese evocano strutture organiche e possono facilmente ricordare a chi le osserva stomaci, fegati e cuori, ma non rispondono ai canoni di un’anatomia ortodossa. 

Organi da asporto, Carne frolla e Anus – questi i nomi di alcune serie di opere esposte – sembrano ribellarsi al corpo che li potrebbe contenere e crescono liberamente, a loro piacimento, assecondando un impulso vitale alieno, inconsulto, barbaro

Con un'operazione di sventramento incruento Sabino de Nichilo rende nobili gli scarti e le frattaglie e si adopera affinché i processi digestivi ai quali allude evochino la società dei consumi nelle forme di una vanitas contemporanea, mescolando con sapienza ironia e retaggi alchemici.

«Sono organi, certo. Ma sono anche piccole architetture in cui ritrovare ulteriori suggestioni - scrive Madaro nel catalogo della mostra -. Si compongono nello spazio, spesso a stretto contatto una con l’altra, per formare brandelli di altri possibili corpi. Sono gialle, spesso appariscenti nei verdi, blu, rosse carminio, arancio; talora hanno profili dorati, che conferiscono un’aurea ancor più sospesa nel tempo e nello spazio (l’archeologia dell’effimero); spesso vivono di equilibri e squilibri formali, alcune volte sono corpi autoportanti, altre vivono in una dimensione distesa, necessariamente in relazione con un supporto.

Spesso generano (o sono generati) da orifizi smaltati con altri colori, in un contrapporsi costante di complementarietà. Sono le sculture di Sabino de Nichilo, reliquie di mondi distrutti che egli costantemente aggrega, come corpi sfatti o palpitanti. E ogni volta – come questa volta – è una nuova occasione per verificarne le consistenze, nella pelle materica di una ceramica che contribuisce alla stessa genesi di questi lavori».

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Al via stamani presso l’auditorium romano di San Paolo Fuori le Mura le manifestazioni celebrative in occasione del 150° anniversario di fondazione dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù. A esse hanno preso parte, fra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la ministra della Salute Giulia Grillo, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la sindaca di Roma Virginia Raggi e la presidente del nosocomio Mariella Enoc.

È intervenuto anche il card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, che portando i saluti di Papa Francesco, ha rilevato come oggi «la cura passi necessariamente per la ricerca, che richiede sempre investimenti importanti in strutture, tecnologie e risorse umane: è essenziale investire in percorsi di innovazione scientifica, per rispondere alle sfide del futuro».

A margine dell’incontro il porporato veneto ha risposto alle domande dei giornalisti. Interpellato sulla questione della Mare Ionio, ferma al largo di Lampedusa con 49 migranti a bordo, ha dichiarato: «Spero che queste emergenze non capitino più e si trovino modalità per venire incontro a tali necessità. Spero quindi che ci siano delle procedure umane per trattare questi casi. Questo è il mio auspicio».

Il successore di Tarcisio Bertone, pesantemente coinvolto in scandali finanziari relativi proprio allo storico ospedale pediatrico di proprietà della Santa Sede, ha quindi risposto a una domanda relativa all'imminente Congresso mondiale delle Famiglie.

Una risposta rapida quella di Parolin, che, in bilico tra la relativa posizione di silenzio della Santa Sede e la sua personale partecipazione personale alla precedente edizione del World Congress of Families in Moldavia, ha detto diplomaticamente: «Io credo che siamo d'accordo sulla sostanza. Le differenze ci sono sulle modalità».

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«Truman Capote è stato, ed è, quello straordinario scrittore che rivoluzionò la letteratura americana e non, con un romanzo agguerrito e terribile come A sangue freddo. A dispetto di quel titolo, in me, come attore e come essere umano, è caldissimo il sangue quando me lo vesto addosso, quando provo a piegarni verso di lui, come canna al vento, come sarebbe piaciuto a Grazia Deledda

Mi vesto di lui e io mi svesto, come se rimanessi nudo al suo cospetto. Rimane la mia anima lì su ogni palcoscenico. E ogni recita diventa una delle tante "preghiere esaudite"».

Con queste parole Gianluca Ferrato presenta Truman Capote – Questa cosa chiamata amore, pièce di cui è assoluto protagonista, in scena al Teatro Off/Off di Roma fino a stasera.

Lo spettacolo, dedicato a Capote, scritto da Massimo Sgorbani con la regia di Emanuele Gamba, è un omaggio ad uno dei più grandi scrittori americani del '900, autore di grandi classici della letteratura come Colazione da Tiffany o A sangue freddo.

È il Capote più irriverente, quello che emerge dal testo in scena nell’elegantissimo spazio di via Giulia: il Capote dandy, esibizionista, personaggio pubblico e irriverente prima ancora che grande scrittore. Ma anche l'anticonformista per eccellenza, che può permettersi di parlare con la stessa dissacrante arguzia di Hollywood e della società letteraria newyorkese, di Jackie Kennedy e Marilyn Monroe, di Hemingway e Tennessee Williams, senza mai risparmiare se stesso, i suoi vizi, le sue manie, i suoi successi e fallimenti.

Il suo stile, decadente, ironico e iconoclasta, ha segnato la letteratura degli Stati Uniti, dopo un'infanzia difficile e con l'aggravante, per l'America dell'epoca, dell'omosessualità. Capote, sotto i lustrini di feste e copertine di riviste, ha saputo raccontare tanto la frizzante società newyorkese quanto il cuore più nero del suo Paese. Il tutto con una lingua costruita alla perfezione, vero elemento distintivo della sua produzione, tanto quanto i temi di cui si è occupato nei suoi libri.

Partito dai bassifondi, lavorando come fattorino, Capote ha conosciuto il successo con i racconti, per poi imporsi definitivamente con il romanzo-verità A sangue freddo (1966), storia del massacro di una famiglia e capostipite di un nuovo tipo di giornalismo letterario. Poi alcol e droga hanno infiacchito il suo talento, a lungo cristallino e unico. Ma 30 anni dopo la sua morte, per cirrosi epatica nell'agosto del 1984, a neppure 60 anni di età, non possiamo che rimpiangere il suo genio e anche la sua candida e disperata voglia di stupire e, probabilmente, di essere apprezzato e amato.

«Quando Dio ti concede un dono, ti consegna anche una frusta; e questa frusta è intesa unicamente per l'autoflagellazione». Se per Capote il suo talento è stato una frusta, per tutti noi è stato e resta solo piacere puro.

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Visto in tutto il mondo da oltre 6.000.000 di spettatori, il musical australiano Priscilla la regina del desero, tratto dall’omonimo film cult, torna anche nei nostri teatri, dopo il successo degli anni addietro con un pubblico di circa 350.000 persone.

Basato sul libretto di Stephan Elliott e Allan Scott, l’edizione italiana si avvale della regia di Matteo Castaldo e della direzione musicale di Fabio Serri.

Nella versione con oschestra dal vivo il musical è in cartellone a Roma presso il Teatro Brancaccio fino al 31 marzo. Ma la première, che ha avuto luogo giovedì 7, ha assunto un significato particolare e altamente simbolico, perché ha dato formalmente il via all’iter preparatorio degli EuroGames 2019.

Al Brancaccio, infatti, Adriano Bartolucci Proietti, presidente della XVII° edizione dei giochi internazionali dei diritti Lgbt, ha portato sul palco i saluti dell’intero staff accendendo idealmente la fiaccola della tre giorni sportiva, che avrà luogo a Roma dall’11 al 13 luglio.

Raggiunto telefonicamente, Bartolucci Proietti si è detto profondamente emozionato del pubblico intervento alla prima di Priscilla e ha dichiarato: «Con la serata del 7 marzo abbiamo dato ufficialmente inizio alle attività di promozione sul territorio della XVII° edizione degli EuroGames che vedrà impegnata la città di Roma dall'11 al 13 luglio nell'evento sportivo multidisciplinare Lgbt aperto a tutti, più importante d'Europa. Diciassette discipline sportive tra quelle ufficiali e quelle di supporto (Roma Right Run e Roma Right Bike) animeranno la capitale italiana all'insegna della rivendicazione dei diritti delle persone Lgbt attraverso l'esaltazione della pratica sportiva, che da sempre unisce i popoli al di là di ogni diversità contro ogni forma di razzirmo o persecuzione.

Oggi più che in altri momenti storici l'impegno di tutti deve volgere al superamento di ogni barriera soprattutto transnazionale. Lo sport è e deve essere al centro di questo processo inclusivo. La possibilità di confrontarsi con atleti e non provenienti da oltre 60 Paesi del mondo ci darà la forza per porre al centro dell'agenda italiana la lotta all'omolesbotransfobia, vera piaga di questo secolo.

Roma EuroGames 2019 potrà fare molto anche grazie alla collaborazione importante con le migliori realtà sportive Lgbt italiane, europee ed internazionali. L'appuntamento di luglio rappresenta un importante traguardo per tutti e un punto di partenza fondamentale nel processo di rivendicazione dei diritti Lgbt in Italia».

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Family Spray, nuovo libro di Anna Paolucci, che sarà presentato sabato 9 marzo alle 17 presso l’elegante spazio del Teatro Off/Off di via Giulia 20 a Roma, racconta  quel che accade durante una tranquilla cena in famiglia in cui, tra sorrisi e scherzi, i genitori dialogano con i propri figli, dopo una faticosa giornata di lavoro e apprendono, improvvisamente, dell’omosessualità del primogenito che si svela innamorato di un uomo.

Ma la famiglia è una famiglia accogliente e amorosa e quel che accade è un vero Family Spray tra ironia, similitudini e spunti imprevisti.

A presentare il libro, oltre all’autrice, anche Maria Laura Annibali, leader storica del movimento Lgbt e presidente di Di’Gay Project, a cui il libro è dedicato. 

Ed è proprio Annibali che, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione, dichiara: «Family Spray di Anna Paolucci è un testo importante per vari motivi, primo fra tutti perché descrive una famiglia popolana i cui genitori ascoltano il coming out dei due figli, Fausto e Ludovica, entrambi omosessuali.

È una famiglia amorosa che accoglie lo svelamento di quelle storie diverse con una specie di sapienza antica, quasi arcaica, contro complicati ragionamenti, false accettazioni, inutili sensi di colpa che spesso sono il risultato di un coming out,  in seno magari a famiglie più evolute. Inoltre, in questo tempo buio, dove un padre stupra per anni la figlia lesbica per riportarla sulla retta via, Family Spray spruzza aria pulita sul Family Day e questo libro ha tutti i colori rainbow».

Alla presentazione all’Off/Off Theatre di Roma interverranno inoltre Gina Di Francesco, responsabile della collana Le Ginestre di Herald Editore, Cristina Leo, psicologa e portavoce del Coordinamento Lazio Trans, Roberta Mesiti, presidente Agedo Roma e il sessuologo Roberto Perini. Le letture saranno a cura dell’attore Gino Zucca

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Un grande appuntamento all’Off/Off Theatre di Roma: dal 5 al 10 marzo sarà in scena Tangeri, spettacolo scritto da Silvano Spada e interpretato dal cantante e attore Gianni De Feo in un viaggio nella Spagna degli anni '30 e '40.

Al centro della pièce è la figura del celebre cantante e ballerino spagnolo Miguel de Molina, mito di Pedro Almódovar, vissuto durante la dittatura franchista e perseguitato per le sue idee antifasciste e la sua dichiarata omosessualità. Al racconto si intersecano le canzoni spagnole, tra quelle più celebri di Miguel de Molina. La presenza di temi musicali in evidente contrasto tra loro, dalla chitarra classica al barocco di Vivaldi, passando per il minimalismo di Philippe Glass e il tango argentino, farà da contrappunto alla storia, restituendo atmosfere dai differenti colori.

Centrale nel progetto scenico è il mito di Tangeri, ricordo struggente e poesia, isola di libertà e dissolutezza, tanto amata da quei poeti e dagli artisti di tutto il mondo che l’hanno conosciuta: Delacroix, Matisse, Francis Bacon, Tennessee Williams, Samuel Beckett, Jean Jenet, Paul Bowls, William Burroughs, Allen Ginsberg, Jack Kerouac e, tra gli altri, oggi anche Mick Jagger dei Rolling Stones.

Per saperne di più, contattiamo Gianni De Feo durante le prove dello spettacolo. 

Gianni, iniziamo dal titolo dello spettacolo che stai per mettere in scena. Cosa rappresenta nel nostro immaginario il mito poetico ed erotico di Tangeri?

Tangeri è intanto un suono evocativo, vibrante, capace di risvegliare a un tratto ricordi atavici, primitivi, apparentemente assopiti in qualche zona del nostro inconscio. Come le madeleines imbevute nel te' con cui Proust dà il via alla sua lunga ricerca di un Tempo infinito, ne senti il profumo, l'aroma avvolgente. È accattivante l'erotismo racchiuso in questo suono musicale capace di spandersi come l'aroma dell'oppio che dagli spazi più angusti può sconfinare oltre ogni limite.

E forse per questa ragione Tangeri ha ispirato gli artisti e i poeti di tutto il mondo che l'hanno conosciuta, trasformando questo lontano esotico luogo del Marocco nel "rifugio" legittimo dove poter vivere anche l'illegalità come pura poesia. Primo tra tutti Paul Bowls. Ma anche Jean Genet, Francis Bacon, Tennesse Williams, Truman Capote, Mick Jagger e quanti ancora. Tangeri ispira ricordi insani, profondi, morbosi. Ma è anche ricordo struggente e mito, dove le notti sono notti di sospiri e la vita è vita.

Il protagonista di Tangeri è un cantante e ballerino spagnolo particolarmente caro a Pedro Almódovar: Miguel de Molina. Ci presenti, velocemente, questo personaggio? Perché è importante recuperarne il mito?

Miguel de Molina è un personaggio di grande spessore sicuramente poco conosciuto in Italia. Nato in una poverissima Andalusia, a Malaga nel 1908, ha attraversato tutto il periodo della repressione franchista senza mai rinunciare alla sua personalità dichiaratamente ambigua e senza mai nascondere le proprie idee liberali. È diventato un simbolo per la Spagna moderna e un esempio di ribellione. Questo è senz' altro uno dei motivi per cui Pedro Almodovar ha utilizzato spesso la sua voce e il suo canto in alcuni suoi film. Tra le sue più celebri canzoni " La bien paga' ". 

Perseguitato, osteggiato dagli studenti gesuiti, picchiato dalla polizia, all' apice del successo è costretto a emigrare riparando in Argentina. Lì conclama il suo successo e diventa molto amico di Evita Peron. Muore a Buenos Aires nel 1993, dove è sepolto. Ma il re di Spagna Juan Carlos qualche anno dopo la sia morte lo decora con l'Ordine di Isabella la Cattolica. Strano il destino di certi artisti dopo tante umiliazioni. Ma il mondo spesso va così.

Penso che ricordando certe personalità attraverso le loro biografie si possano stimolare un poco le coscienze per indicarci un futuro più giusto. Ogni volta che facciamo un passo in avanti sappiamo che dietro di noi c'è sempre qualcuno che ha pagato un prezzo caro per permetterci di avanzare. Siamo dei nani sulle spalle dei giganti. 

L'Ambasciata di Spagna a Roma per questo spettacolo ha concesso il suo patrocinio.

Nella pièce si rievoca anche la figura di Federico Garcia Lorca. Quanto deve la cultura occidentale del ‘900 alla poesia e alla forza rivendicativa dei versi del grande poeta?

Miguel de Molina amò molto Garcia Lorca provando per lui una profonda ammirazione. Rivive con emozione il ricordo del primo incontro con il poeta a Granada e la descrizione di quel viso da bambino illuminato da un sorriso contagioso e emtusiasmante. I due si ritrovano poi a Madrid agli inizi degli anni trenta quando il clima politico cominciava ad essere più perturbato. Li unisce lo stesso destino di perseguitati. Ma diversamente si conclude per Federico Garcia Lorca che sarà barbaramente fucilato il 18 agosto 1936 su una strada alla periferia di Granada. Rimane viva l'eco della sua poesia come canto di libertà e di giustizia.

Questo lavoro teatrale è anche un lavoro sulla ricerca dell’identità, una ricerca che coinvolge tutte e tutti e che, spesso, crea sofferenze e conflitti. Quanto è importante, per un artista come te, la ricerca dell’identità? Qual è il prezzo che paga un artista, ma anche un uomo comune, per non tradire la sua identità? Per essere, insomma, sempre fedele a se stesso e a quel che vuole essere?

In questa costruzione teatrale alla figura di Molina si contrappone quella di uno scrittore di successo dei nostri giorni che decide di mollare tutto per cambiare la sua vita e andare a vivere appunto a Tangeri.  I due personaggi che qui interpreto alternando l'uno all' altro in un ritmo crescente fino al punto di farli diventare un unico individuo, sono alla continua, infaticabile ricerca di un'identità vera, non falsificata da condizionamenti e imposizioni.

La ricerca dell' identità passa molto spesso attraverso dubbi, trasformazioni, la volontà e il coraggio di ribaltare certezze e convinzioni.  In questo senso, il teatro o meglio l"arte della rappresentazione e, per così dire, della finzione, mi aiuta ad avventurarmi in un continuo percorso di conoscenza. La libertà di essere se stessi ha un prezzo, a volte più caro a volte meno, ma sempre vale la pena imparare a difenderla.

Si può essere fedeli a se stessi ma attraverso l'esperienza dell' infedeltà. Perché ogni attimo ha un valore a sé.

E così, quando il sipario si chiude rimane l'attesa del prossimo turno. E intanto senti che qualcosa è cambiato.

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Nella capitale un ennesimo caso di discriminazione a danno d’una coppia gay. Come denunciato dal 39enne Giovanni Marino, lui e il suo compagno, la sera del 23 febbraio, erano in lista per l’apericena presso il noto locale Vinile in via Giuseppe Libetta.

«Eravamo in fila come gli altri e avevamo un abbigliamento normale - racconta Giovanni - Ci tenevamo mano nella mano come facciamo spesso. Poi i buttafuori del locale ci hanno negato l'ingresso».

In base alla ricostruzione del 39enne, la security ha inizialmente addotto come motivazione la necessità d'essere in coppia quale requisito indispensabile per accedere. Quando Giovanni ha fatto notare che lui era accompagnato dal proprio partner, sono stati invitati a parlare con il responsabile dei buttafuori. A questo punto è arrivata la frase che li ha lasciati sconcertati: «Per coppia si intende quella tradizionale».

Grillini: " Necessario un percorso di formazione per il personale"

Ferma condanna per quanto successo è stato espressa da Franco Grillini, presidente di Gaynet e direttore di Gaynews, che ha dichiarato: «Quanto successo al Vinile, sulla base della denuncia della coppia stessa, è molto grave. Non è la prima volta che si verificano casi di palese discriminazione presso esercizi commerciali o club della capitale. Qualora dovessero risultare vere le accuse nei riguardi del responsabile dei buttafuori, è necessario che lo stesso ne risponda in prima persona su tutti i piani al pari dei titolari del locale.

Questo ennesimo episodio di omofobia rilancia con forza la necessità di arrivare in tempi brevi alla discussione della legge antiomofobia in Parlamento. Ma anche le regioni, compresa la Regione Lazio, possono dare un forte contributo varando norme contro le discriminazioni a partire dalle competenze delle stesse.

Auspichiamo, inoltre, che gli eventuali responsabili si scusino per quanto avvenuto e siano coinvolti in un percorso di formazione per il personale del Vinile, affinché lo stesso sia sensibilizzato alle tematiche della diversità in modo che più nessuno debba subire episodi di questa gravità».

Bonafoni: "Urge approvare la legge regionale contro le discriminazioni"

Viva riprovazione per l’accaduto e richiamo alle necessità d’una legge regionale contro le discriminazioni sono state espresse anche da Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio, che ha dichiarato a Gaynews: «L’episodio accaduto sabato sera al locale Vinile, dove una coppia di giovani omosessuali è stata respinta all’ingresso, è certamente da condannare.

Non è la prima volta che nella nostra città si verificano discriminazioni nei confronti di ragazze e ragazzi gay, a testimonianza di un clima di intolleranza che va combattuto e stigmatizzato.

La proposta di legge contro l’omofobia che ho presentato quasi un anno fa ha alla base proprio la formazione, l’informazione, la sensibilizzazione sulle diverse forme di orientamento sessuale e identità di genere in ogni ambito della vita quotidiana, a partire dalla scuola fino al mondo del lavoro, perché solo attraverso la conoscenza e la cultura saremo in grado di costruire una società basata sul rispetto reciproco.

Mi auguro, quindi, che quel testo con le integrazioni che possono derivare dalle altre proposte di legge depositate al più presto possa cominciare il suo iter legislativo in Consiglio Regionale e arrivare a una rapida approvazione».

Il tweet di condanna della sindaca di Roma

Condanna è stata espressa, nel primo pomeriggio, anche dalla sindaca Virginia Raggi, che in un tweet ha scritto: «Inaccettabile che nel 2019 si facciano ancora discriminazioni sessuali. Ferma condanna verso quanto accaduto in un locale di via Libetta a Roma».

Il j'accuse di Futura Lgbtqi

Sulla vicenda è intervenuta anche Futura Lgbtqi, la sezione arcobaleno del movimento politico fondato da Marco Furfaro.

Il responsabile Milo Serraglia ha dichiarato a Gaynews: «Quanto successo a Roma in un locale a via Libetta, dove una coppia gay è stata respinta all’ingresso “perché qui entrano solo coppie etero”, è un episodio di omofobia che deve farci riflettere su quanto sia necessario che le aziende italiane pubbliche e private si adeguino a standard ormai applicati in tutto il mondo su Diversity & Inclusion.

Se anche il gestore di serate Lgbtqi friendly si ritrova in casa personale non formato la risposta non può essere solo quella di chiudere i locali e comminare multe. Si pensi invece a pene alternative, che le sanzioni pecuniarie diventino obbligo per le aziende di formazione per prevenire episodi di intolleranza sul lungo periodo».

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Sarà Roma la città a ospitare la 17° edizione degli EuroGames, il più grande evento multi-sportivo continentale nato per promuovere i diritti Lgbti nello sport e sostenere la lotta contro ogni forma di discriminazione.

Dall’11 al 13 luglio 2019 oltre 5.000 atleti, in arrivo da tutto il mondo, gareggeranno in 17 diverse disciplinecalcio, calcio a 5, basket, pallavolo, beach volley, rugby, tennis, badminton, bocce, bowling, nuoto, pallanuoto, danza sportiva, golf, atletica leggera, ciclismo e podismo. Giovedì 11 luglio sarà lo Stadio Tre Fontane all’Eur a fare da cornice alla cerimonia d'apertura dei giochi, con numerose iniziative collaterali che accompagneranno le persone partecipanti per tutto l’arco della manifestazione. 

Come noto, gli EuroGames nascono dalla volontà di unire la competizione sportiva e la lotta alle discriminazioni causate da orientamento sessuale e da identità di genere. Dal 1992, anno della 1° edizione realizzata in Olanda, i “Giochi dei diritti” hanno toccato 11 Stati europei.

La città di Roma si è aggiudicata la possibilità di ospitare la manifestazione lo scorso anno a Copenaghen grazie alla candidatura presentata da Gaycs, dipartimento Lgbti di Aics, alla quale si sono poi riunite le più importanti organizzazioni italiane per la promozione dei diritti civili.

«Con gli EuroGames Roma tornerà al centro del mondo dello sport e dei diritti, dell’accoglienza e dell’ospitalità – dichiara Adriano Bartolucci Proietti, presidente di Roma EuroGames 2019 – lo farà attraverso il suo calore e l’eccellenza dei suoi impianti sportivi, grazie a una presenza forte di tutte le componenti istituzionali che stanno sostenendo i Giochi e alla larga partecipazione delle associazioni Lgbti che hanno creduto in questo progetto sin dal primo giorno. Siamo certi che questo evento segnerà uno spazio importante nella storia dello sport Lgbti e dello sport inteso come elemento inclusivo».

Tutte le competizioni degli EuroGames 2019 di Roma si terranno presso 13 impianti sportivi della capitale. Sono promossi da Egslf (European Gay Lesbian Sport Federation) e organizzati da Gaycs con il patrocinio e il supporto di ConiCip - Comitato Italiano ParalimpicoUnat - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni RazzialiRegione LazioRoma Capitale Federalberghi Roma insieme alle principali federazioni internazionali e associazioni sportive italiane Lgbti.

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