Scafati (Sa), adolescente pestato a sangue perché gay. Giovedì manifestazione di piazza col sostegno di Arcigay Salerno

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Quella avvenuta nella serata del 9 marzo a Scafati (Sa), comune dell’Agro nocerino-sarnese, è soltanto l’ultima aggressione di matrice omofobica a danno d’un 13enne. È da mesi che l’adolescente, residente nella popolosa frazione di San Pietro, è infatti bullizzato verbalmente e fisicamente da un gruppo di coetanei.

Ma venerdì scorso il 13enne, costretto dal branco a entrare nella Villa comunale al centro di Scafati (chiusa al pubblico a quell’ora), è stato immobilizzato, molestato sessualmente e pestato a sangue. Il tutto accompagnato da parole volgari e fortemente offensive.

Rientrato a casa, non ha potuto nascondere l’accaduto alla madre che ha deciso di sporgere denuncia al comando locale dei carabinieri.

La vicenda ha sconvolto l’intera comunità scafatese. Dalla mattina di giovedì 15 marzo il centro cittadino sarà interessato da una striscionata, preparata dai ragazzi di Uds, mentre nella Villa comunale, alle ore 17:30, ci sarà un'assemblea pubblica organizzata da Uds, Arci Scafati e Arcigay Salerno.

E proprio dal presidente di Arcigay Salerno Francesco Napoli è stata espressa ferma condanna sull'accaduto. «Episodi come quello accaduto a Scafati - ha dichiarato a Gaynews - ai danni di un 13enne ci rattristano e ci indignano. Abbiamo espresso fin da subito la nostra solidarietà e data la massima disponibilità ad accompagnare il ragazzo e la famiglia in questa fase così dolorosa, sia sul piano psicologico che legale. Nel rispetto della privacy abbiamo voluto esprimere la nostra vicinanza. Ci teniamo al contempo però a ribadire l'urgenza di una strategia complessiva di contrasto alla violenza e alle discriminazioni nel nostro territorio, una provincia complessa ed eterogenea dove episodi di questo tipo non sono nuovi, ma dove anzi, spesso nel silenzio, si consumano drammi altrettanto dolorosi.

La politica, locale e nazionale, i linguaggi dei mezzi di comunicazione ed una certa faciloneria nel sottovalutare questi temi, stanno producendo un clima di sempre maggiore diseguaglianza, discriminazione e violenza. Le scuole, le istituzioni e tutte le agenzie educative sono chiamate ad uno sforzo comune, insieme alle associazioni del territorio affinché le nostre comunità siano stimolate ad una riflessione sana e concreta sul tema del bullismo e del bullismo omotransfobico.

Abbiamo bisogno di fare squadra contro stigma e pregiudizi, stereotipi e schemi socioculturali che ledono la civile convivenza e il futuro delle nuove generazioni. In questo come in altri episodi c'è una vittima che va difesa ed a cui bisogna far sentire il nostro calore e la nostra presenza, ma ci sono carnefici, spesso coetanei come in questo caso, che sono altrettanto vittime di una cultura e di una società che ci spinge a discriminare e non riconoscere chi potrebbe essere diverso da noi, che sia omosessuale o presunto tale come in questo caso, o che porti una sua originalità o singolarità. Penso alle ragazze ed ai ragazzi con disabilità, stranieri o che non siano aderenti allo schema sociale e culturale dominante. Qualunque intervento non può essere repressivo, o esclusivamente tale, ma deve porre al centro la crescita umana e sociale dei nostri giovani.

Arcigay Salerno sostiene inoltre gli sforzi delle associazioni degli studenti di Scafati e del circolo Arci di quel Comune che in queste ore stanno mostrando la loro vicinanza. Con loro scenderemo in piazza, giovedì 15 marzo, per far sentire la nostra solidarietà, per chiedere un impegno chiaro delle istituzioni e per sensibilizzare il territorio ad una nuova cultura delle uguaglianze.

Il Pride provinciale del prossimo mese di maggio, sarà l'occasione, ancora una volta, per dire no alla violenza e per promuovere reti territoriali di contrasto alla violenza e di promozione di diritti ed uguaglianze»

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