Siracusa Pride, in migliaia in difesa dei diritti Lgbti e dei migranti. Ma la Digos fa rimuovere uno striscione contro Salvini (GALLERY)

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È partito intorno alle 18:00 dal Foro Vittorio Emanuele II (Porta Marina Ortigia) il Siracusa Pride che, snodandosi da via Ruggiero Settimo a via Trento, ha raggiunto poco prima del tramonto piazza Cesare Battisti. A fare da testimonial alla marcia dell’orgoglio Lgbti, gemellata da quest’anno con quella di Catania (fissata al 23 giugno), l’attore e doppiatore Leo Gullotta.

Con lui, dietro allo striscione d’apertura della parata, il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, il consigliere nazionale d’Arcigay Giovanni Caloggero, il presidente del locale comitato d’Arcigay Armando Caravini. Presenti componenti di Cgil, Uil e Amnesty International.

Sull’esito del Siracusa Pride, il cui slogan (al pari di quello di Catania della prossima settimana) è stato Mare, Umanità, Resistenza, Giovanni Caloggero ha dichiarato a Gaynews: «Questa quarta edizione del Siracusa Pride ha registrato una maggiore partecipazione di giovani e giovanissimi, particolarmente interessati al tema di quest’anno. Un grido di libertà in un contesto gioioso dove l’accoglienza e la solidarietà sono stati elementi fondanti».

Tema, quello del Siracusa Pride, che aveva portato il presidente di Arcigay Siracusa Armando Caravini a contestare, l’altroieri su Gaynews, le posizioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini in materia di migranti. Attacchi poi reiterati ieri, in maniera più forte, sul palco in piazza Cesare Battisti.

Anche perché sin dall’inizio della parata si è verificato un grave episodio, il cui culmine è stato raggiunto in piazza Archimede. È finito infatti nel mirino della Digos locale uno striscione recante la scritta Sempre in lotta contro Salvini, l’omofobia e tutti i confini con divieto tassativo di essere portato in parata “perché eccessivamente provocatorio”. Ma le due ragazze, che lo avevano realizzato, hanno sfilato col cartello contestato nonostante tre intimazioni al presidente Caravini d’intervenire.

Giunti in piazza Archimede, si è arrivati alla minaccia da parte della Digos d’interruzione del Pride e di “conseguenze” per le due attiviste qualora non si fossero liberate del cartello. Cosa che hanno poi fatto a seguito d’una sollecitazione da parte d’un socio d’Arcigay.

Oggi, infine, la denuncia sulla pagina Fb del Siracusa Pride.

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