Insulti e minacce a Luca Caputa: «Checca, prenderemo a martellate tua madre». E Cathy La Torre riceve un post con l'immagine d'un revolver

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Un’immagine con un revolever puntato e poi la scritta minatoria: «Cathy La Torre pedala... che presto mentre pedali ti arriverà un colpo di pistola sulla fronte. Nessun compromesso con le lesbiche. Nessuno».

Questo il post che un utente Facebook, registrato col falso nome di Bonifacio Ferrari, ha pubblicato stamani sul profilo della nota attivista Lgbti ed ex consigliera comunale di Bologna.

L’avvocata La Torre, che ha sporto immediatamente denuncia e ha informato dell’accaduto prefetto, questore, sindaco del Comune di Bologna, non nasconde la sua preoccupazione.

«Non mi era mai capitata una cosa del genere – ha dichiarato in mattinata –. Ci sono stati insulti ma mai così pesanti e intimidatori. È una cosa che mi mette ansia perché evidentemente questa persona conosce le mie abitudini».

Numerosi gli attestati di solidarietà espressi a Cathy La Torre, tra cui quelli dell’assessore comunale Matteo Lepore, del segretario di LeU Nicola Fratoianni, dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, del direttore di Gaynews Franco Grillini, del direttivo del Mit.

Ma la crescente ondata di odio sui social contro le persone Lgbti si è riversata sempre in giornata su Luca Caputa, componente dei Sentinelli in piedi di Milano e compagno di Luca PaladiniCome noto, la coppia è da cinque mesi oggetto di insulti e minacce di morte da utenti anonimi di Facebook.

Questa volta Flaviano Arcioni (ennesimo profilo fake) non si è limitato a inviare a Luca Caputa, via Messenger, l’ennesima sfilza di offese ma è andato ben oltre. «Se a te non importa nulla di tua madre – così il messaggio –, vorrà dire che valuteremo una visitina a casa sua, magari come addetti alla lettura del contatore o cose così, giusto per riuscire a intrufolarci facilmente dentro casa, prenderla a martellate e lasciarla esanime per terra».

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Contattato telefonicamente, Luca Paladini ha così commentato l’episodio anche a nome del compagno: «Entriamo nel quinto mese di denuncia nel quinto mese di minacce. Reggere per tanto tempo un tale stress di livello emotivo, è veramente pesante.

Questa volta si è arrivati al coinvolgimento, nei messaggi minatori, dei nostri familiari coi dettagli con cui li vorrebbero uccidere.

Noi continuiamo ad avere fiducia in chi indaga ma abbiamo bisogno – e non lo dico solo per me e Luca – che si arrivi presto a un risultato nelle indagini perché sarebbe la dimostrazione che non è permesso a nessuno di scrivere quello che passa per la testa. Quello che è successo a noi oggi, quello che è successo a Cathy La Torre è inaccettabile.

Bisogna fare in modo che queste persone vengano individuate perché si deve fermare questa spirale d’odio, si deve far sì che ci siano esempi concreti contro la deresponsabilizzazione di chi si permette di scrivere qualsiasi cosa va fermata a tutti i costi».

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