Il comitato Insieme senza Muri è una rete che si occupa di sostenere e promuovere iniziative d’interesse sociale al fine di creare nella società una cultura dell’accoglienza e della convivenza rispettosa della pluralità e delle diversità culturali ed etniche delle persone che vivono in Italia.

Quest’anno, dal 20 maggio al 23 giugno, con l’appello Per una città libera e accogliente ha organizzato a Milano, in collaborazione con l’assessorato comunale alle Politiche sociali, un intero mese di incontri, feste, dibattiti, occasioni di incontro e approfondimento sul tema dell’accoglienza, dell’inclusione, della convivenza, della cittadinanza.

Mese che, domani, sarà caratterizzato dall’incontro Le leadership carismatiche hanno desertificato la politica. Leader, oggi, deve diventare la comunità presso il Teatro Burri alle ore 16:00. Ad animare il dibattito lo scrittore Roberto Saviano, che vive da più di 11 anni sotto scorta ed è stato ieri attaccato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

È stato lo stesso Saviano su Facebook a parlare dell’evento milanese del 23 giugno, cogliendo l’occasione per ribadire le sue critiche al responsabile del Viminale in materia di rom, migranti, famiglie arcobaleno.

«Vorrei ci foste – ha scritto sulla sua pagina lo scrittore, simbolo della lotta alle mafie –. Vorrei fossimo in tanti a prendere parte alla giornata di mobilitazione organizzata da Insieme senza Muri, perché non possiamo farci immobilizzare dall’odio degli haters, dalle idiozie che definiscono qualsiasi riflessione “radical-chic”. Smontiamo il cinismo di questo linguaggio.

Vi aspetto in piazza, dobbiamo esserci perché l'integrazione non ha a che fare solo con gli stranieri, ma riguarda tutti e riguarda, soprattutto, il Paese che vogliamo essere.

Prima definiscono illegali le famiglie gay, poi tocca all'aborto, poi si chiudono i porti ai migranti, poi si annuncia di voler schedare i Rom (che sono già censiti), poi si mandano avvertimenti agli italiani che la pensano diversamente. Siamo una comunità fatta di minoranze, ciascuno di noi può essere attaccato.

Pensate a cosa siete, da dove venite e troverete nel vostro percorso persone che hanno sofferto per essere state discriminate. Meridionali, ebrei, gay, migranti: vogliamo continuare ad ascoltare chi usa le differenze per armarci gli uni contro gli altri o vogliamo dimostrare di aver chiara una cosa, e cioè che siamo tutti esseri umani?

La politica di ieri ha fallito, e sta fallendo - per eccesso di violenza e mancanza di visione e capacità - anche quella di oggi. Troviamo insieme una nuova via, ma iniziando a guardarci negli occhi. Proviamo a costruire uno spazio culturale e umano che sia argine alla prepotenza di questi giorni».

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Alla vigilia del Catania Pride 2018, gemellato per la prima volta con quello di Siracusa (che ha avuto luogo il 16 giugno ed è stato caratterizzato da un intervento censorio della Digos), Gaynews ha raggiunto Giovanni Caloggero, consigliere nazionale d’Arcigay e figura di riferimento per la locale collettività Lgbti.

Manca un giorno per il Catania Pride 2018: quali le novità ?

Sia a Catania sia a Siracusa abbiamo avvertito, già prima del 4 marzo, la percezione dell'involuzione del quadro politico che si prospettava. Abbiamo avuto, quindi, e lo diciamo con orgoglio, l'intuizione di gemellare i due Pride con un documento politico che già anticipava tutte le criticità. Criticità che, con la formazione del nuovo esecutivo a trazione leghista-grillina, si sono purtroppo realizzate. Siamo particolarmente fieri di questa nostra intuizione che, con soddisfazione, stiamo vedendo riflettersi anche su molti altri Pride già svoltisi in moltissime città.

Abbiamo anche deciso di avere un unico portavoce dei due pride nella persona di Armando Caravini, giovane presidente di Arcigay Siracusa, al quale personalmente cedo il ruolo da me ricoperto per tanti anni: gli trasmetterò esperienza e consigli, riservando a me la gioia di poter passare il testimone per un corretto ricambio generazionale. Vi anticipo che dopo il Pride mi dedicherò alla cucina e al mio antico desiderio di scrivere un libro sulla storia della cucina siciliana.

Al Siracusa Pride è accaduto un fatto spiacevole a opera della Digos, che è divenuto oggetto di un'interrogazione parlamentare. Tu eri presente: quali le tue impressioni?

Ero presente e, essendo alla testa del corteo con lo striscione, non mi sono accorto di nulla. In merito ai fatti posso dire che sono di una gravità inaudita, così come voi di Gaynews avete perfettamente riportato: emblematici, appunto, del nuovo quadro politico e anticipatori di molto di ciò che vedremo tristemente. La condotta di Arcigay Siracusa e del suo Presidente è stata ineccepibile nonchè apprezzabile per la sensibilità dimostrata verso le numerose persone presenti, non tutte disposte a momenti di forte tensione.

A Catania c’è da poco una nuova amministrazione di centrodestra: quali i timori?

Anche la nuova amministrazione di centrodestra che governerà Catania, a nostro avviso, rifletterà il clima generale di cui parlavo. È già sintomatico che allo sbarco di 900 migranti nel nostro porto, ad attenderli era il sindaco uscente Enzo Bianco mentre quello in carica era a festeggiare la sua elezione.

Sabato 23, al corteo, il nuovo sindaco non sarà presente mentre quello vecchio lo sarà come sempre stato, e in veste privata. Mi sembra già abbastanza per essere seriamente preoccupati.

Al governo ci sono forze che affermano che le famiglie sono solo quelle composte da mamma e papà. Come dovrebbe reagire, secondo te, il movimento?

Molte sono state le reazioni delle associazioni alle affermazioni di Fontana, tutte pertinenti, giuste e opportune. Purtroppo sono convinto che, visto lo scenario politico che ci troviamo, le parole e le dichiarazioni non siano più sufficienti. Occorre, a parer mio, iniziare immediatamente a pensare nuove pratiche politiche, rivedere le strategie sin qui percorse che oggi appaiono insufficienti. Occorre richiamare seriamente le persone intorno alle associazioni sensibilizzandole sul tema che un torto fatto anche a un segmento della società rappresenta un torto verso tutta la società. Occorre una più stretta sinergia tra l'associazionismo Lgbti e le forze sindacali e politiche di opposizione.

Se il termine "intersezione" non fosse molto carico di ideologia e concettualismo, sarei certamente per l'intersezione delle nostre attività e politiche a tutti i livelli e con tutte le parti sociali. Per me è un dato fondamentale: non esistono più e non devono esistere più lotte della comunità Lgbti svincolate da quelle dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, delle donne che rivendicano la propria dignità, dei migranti, etc.

Mi auguro che la mia associazione Arcigay al prossimo congresso, che si svolgerà quest'anno, ne prenda atto e dia una svolta concreta volgendosi verso i reali bisogni della nostra comunità. Volendo essere critici, devo osservare che negli ultimi tempi, ci si è persi troppo in questioni che definirei "teologiche" con un pizzico di ironia, e mi riferisco alle dispute degne del Concilio di Nicea sulla infinita serie di acronimi, di ideologizzazioni, di dispute dottrinali, dimenticando spesso troppo spesso che questi argomenti sono più per gli "iniziati" che per la gente Lgbti che rivela ben altre necessità decisamente più reali e concrete. Ecco non vorrei che la mia associazione e il movimento in generale riflettessero la medesima crisi della sinistra per le medesime ragioni.

La Sicilia è terra di arte e culture nonché crocevia di immigrazione. Da siciliano cosa pensi dell'attuale scenario politico?

La Sicilia è stata patria di Arcigay nonché laboratorio politico di molte formule poi esportate su dimensione nazionale. Credo che la nostra regione, che conta ben cinque comitati Arcigay, sia assolutamente in grado di essere portatrice di istanze e idee. Come si rileva nel documento politico dei due Pride Catania-Siracusa, il fattore immigrazione costituisce per noi un'opportunità anzi un dono del Mare alla nostra Umanità, dono che spinge alla Resistenza verso tutto ciò che nega accoglienza, solidarietà, umanità. 

Le nostre parole chiave dei due Pride sono infatti : Mare, Umanità, Resistenza.

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Volantini e striscioni con frasi e immagini a sfondo razzista, omofobo e fascista contro la Cgil a firma di Progetto nazionale che, nato da una scissione del Movimento sociale-Fiamma tricolore, è sostenitore d’un radicale sovranismo nazionale.

A essere prese di mira nella notte le sedi di Pavia, Mantova e Crema, come denunciato dallo stesso sindacato, che ha parlato di «una nuova provocazione che si somma alle precedenti denunciate da tempo, che dà chiaro il senso del clima minaccioso e intimidatorio che si respira in diverse città della Lombardia». Riferimento esplicito alla recente provocazione di CasaPound con la raccolta a Vigevano di cibo per soli italiani.

Il sindacato ha ribadito come le sue sedi siano «un luogo di risposta e individuale e collettiva ai bisogni di tutte e tutti i cittadini, a prescindere dal colore della pelle e dalle scelte personali, nonché un presidio territoriale democratico contro qualsiasi forma di fascismo e razzismo».

Ferma denuncia anche da parte di Cgil Lombardia che in un tweet ha parlato di «frasi razziste e omofobe che danno idea del clima minaccioso che respiriamo. Non ci fermeranno: continueremo a denunciare e difendere lavoratori, pensionati e senza diritti».

Ma blitz di Progetto nazionale si sono registrati anche a Reggio Emilia e a Modena con le stesse modalità e sempre a danno delle sedi locali della Cgil.  

Ed è proprio dalla Camera del Lavoro di Modena che arrivano le notizie più dettagliate su Progetto nazionale identificato come «gruppo legato agli skinheads, al mito della violenza, composto da personaggi che lavorano come buttafuori nei locali».

reggio emilia

«Recentemente - aggiunge la Cgil modenese - erano in sette sotto i portici del Collegio a Modena a propagandare fascismo e razzismo, evidentemente autorizzati a ciò». Ribadendo di essere «profondamente antifascista e antirazzista», anche la Cgil di Modena assicura che «non si lascerà certo intimidire da queste provocazioni. Continueremo a difendere un'idea di società aperta e le istanze dei discriminati e dei diversi, anche perché siamo convinti che proprio partendo dalla garanzia dei più deboli si garantiscano i diritti di tutti».

Ma l'episodio dimostra anche come sia «innegabile che ci sia stata in questi mesi una escalation di queste provocazioni e il clima politico che si sta respirando in questi ultimi tempi ha dato fiato a queste istanze che rigurgitano temi e modalità del fascismo. Pensiamo che non siano segnali da sottovalutare e chiediamo a tutte le istanze che si riconoscono nei valori della Carta costituzionale di prendere le distanze da questi atteggiamenti».

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No al riconoscimento della doppia genitorialità d’una coppia di uomini così come è attestata  negli atti di nascita Usa dei loro due bambini fino a esplicite direttive contrarie del ministero dell’Interno. Questa la posizione controcorrente – a fronte di quella maggioritaria dei sindaci delle principali città italiane come anche di piccoli Comuni – assunta da Domenica (detta Mimma) Spinelli, prima cittadina di Coriano in provincia di Rimini.

«Il sindaco – come spiegato a Il Resto del Carlino- è un ufficiale del governo e deve rendere conto al ministro degli Interni. Questo ho fatto. In una situazione di vuoto legislativo ho scritto al ministro Salvini e al ministro per la Famiglia Fontana presentando loro il caso in attesa di un pronunciamento».

Per Mimma Spinelli la sua non sarebbe una decisione di tipo «politico. È un tema etico e così come è stato per l’aborto o il divorzio credo che vada sottoposto a una consultazione referendaria. Io, come semplice sindaco, non posso assumere una simile decisione».

Ma a sollevare non pochi dubbi sulla veridicità di tali affermazioni e a connotare invece politicamente tale presa di posizione un dato incontrovertibile: la partecipazione, cioè, della sindaca di Coriano alla conferenza stampa Basta bugie nelle anagrafi che, organizzata da CitizenGo e Generazione Famiglia su iniziativa poltica del senatore leghista Simone Pillon, si è tenuta il 20 giugno a Roma presso Palazzo Madama. Conferenza stampa, nel corso della quale sono stati annunciati gli esposti alle procure della Repubblica presso i tribunali di Torino, Milano, Bologna, Firenze, Pesaro contro i sindaci che hanno proceduto alle iscrizioni anagrafiche di "bambini arcobaleno".

Ma sono molteplici gli aspetti che conducono a una tale valutazione, come suggerito dall’avvocato trentino Alexander Schuster, legale della coppia di Coriano, che ha parlato espressamente di «strumentalizzazione politica».

Per Schuster una tale volonta emerge dall’«irritualità seguita nel richiedere il parere. Infatti, per legge il referente dei Comuni è la prefettura o meglio l’ufficio territoriale del Governo. Quindi, nel caso di Coriano, la Prefettura/Utg di Rimini. Per contro, la Sindaca Spinelli ha ritenuto di ignorare gli uffici della Prefettura preposti ai rapporti con gli enti territoriali e di rivolgersi subito e direttamente agli uffici del Viminale.

Inoltre, come appreso per le vie brevi, è stato fatto pervenire addirittura un sms sul telefono cellulare del Ministro dell’interno Matteo Salvini, indice di una attenzione non puramente tecnica verso la questione.

Ancora, nella comunicazione in cui si informava della sospensione del procedimento si affermava che il Comune avrebbe dato una risposta una volta ricevuto il parere. Poiché in altri casi seguiti dallo scrivente studio la richiesta di parere è stata riscontrata dal Ministero dell’interno a distanza di moltissimi mesi, la decisione del comune significava mantenere consapevolmente «sulla graticola» questa famiglia per un tempo indefinito, un limbo di incertezza a cui nessun minore, che abbisogna di una carta di identità e di un pediatria, dovrebbe essere condannato.

Infatti, la posizione dell’Amministrazione di Coriano appariva non garantire nemmeno la trascrizione del solo padre genetico.

A quel punto è apparso opportuno revocare l’istanza di trascrizione per trovare altre soluzioni in amministrazioni che affrontano questi temi da un punto di vista tecnico e scevro da altre finalità».

Ed è proprio la chiara intenzionalità a non registrare neppure il solo padre genetico che mette maggiormente in luce la motivazione squisitamente politica sottesa alla presa di posizione di Mimma Spinelli. La quale, come dichiarato a Il Resto del Carlino, si è detta contraria alla genitorialità di persone omosessuali e alle tecniche procreative realizzate che, nel caso specifico, rimandano alla gpa.

Non a caso la conferenza stampa di Palazzo Madama si è risolta – con una voluta confusione tra casi di iscrizione e trascrizione anagrafica nonché delle diverse pratiche di pma – in una martellante condanna dell’”utero in affitto” da rendere perseguibile quale reato universale.

Per lo stesso avvocato Schuster «il tema della gestazione per altri è un tema delicato, che non può essere però risolto ricercando visibilità politica sulla pelle dei bambini. Ho sempre compreso le difficoltà di Comuni a trattare questioni nuove e complesse, accettando anche motivati rifiuti, ma mai mi è successo che una questione tecnica venisse strumentalizzata da un sindaco in questa maniera».

Sulle mire politiche di Domenica Spinelli si è infine espresso anche Marco Tonti, presidente di Arcigay Rimini, che, quale conoscitore delle realtà amministrative dell’intera provincia romagnola, ha ricordato come, nella precedente legislatura, la sindaca di Coriano «millantasse in privato aperture sui temi dei diritti Lgbti».

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È vero che sei gay? Questa la domanda con la quale un gruppo di ragazzini di una scuola media del Basso Salento ha ripetutamente tormentato un docente fino ad aggredirlo fisicamente.

Timido e riservato, l’insegnante 43enne non ha retto a una tale persecuzione continuata (che va avanti dall'autunno 2016) e, caduto in uno stato di grave depressione, è stato costretto ad allontanarsi dalla scuola. L'accaduto è stato denunciato ai carabinieri dal padre del docente (un ex dirigente scolastico di 74 anni), secondo il quale il figlio «non è stato tutelato dalle istituzioni». A renderlo noto oggi Il Nuovo Quotidiano di Puglia.

«Inizialmente - racconta l'uomo in una intervista al  giornale - si è trattato di insulti omofobi segnalati da mio figlio con note disciplinari rimaste, perlopiù, lettera morta. Poi sono degenerati in autentiche aggressioni: danneggiamenti della sua auto, insulti omofobi e aggressioni come quella avvenuta in classe con una bottiglia, da parte di un alunno rimasto impunito. Altri episodi più gravi hanno causato le sue assenze prolungate per malattia. Purtroppo mio figlio a seguito di queste continue aggressioni è preda di una profonda depressione».

Il primo episodio risale al 2016, quando il docente fu apostrofato in classe da un alunno con un Oggi non mi rompere i c....... e minacciato con un oggetto che allo stesso insegnante parve essere un coltello. Informato dell'accaduto, il vicepreside si limitò a rispondere di non poter intervenire senza l'assoluta certezza della natura dell'oggetto mostrato, invitando il docente di avvisarlo immediatamente nel caso in cui ne avesse avuto sicura contezza.

Qunado alcuni giorni dopo lo stesso alunno mostrò in classe un grosso coltello, l'insegnante gli fece notare che ciò era vietato in un'aula scolastica. Per tutta risposta si sentì dire: Oggi faccio il coltello a sangue. Ti faccio un bel regalo di Natale: un mazzo di fiori.

Nel novembre 2017 un altro alunno spinse l'uomo, facendogli cadere zaino e occhiali, mentre gli gridava la solita domanda: Prof, è vero che sei gay?.

Alla luce di tali episodi, denunciati al locale comando dei carabinieri, il legale del docente ha indirizzato una diffida al dirigente scolastico e al vicepreside della scuola media.  Quest'ultimo, in particolare, avrebbe avuto, secondo lo stesso avvocato, «atteggiamenti ostili nei confronti dell’insegnante».

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Da questa sera fino al 24 giugno si svolgerà la 32° edizione del Festival Mix Milano di Cinema gaylesbico e Queer Culture: manifestazione organizzata dall’Associazione culturale Mix Milano con il patrocinio del Comune di Milano e con il contributo del locale assessorato alla Cultura.

Ideato da Giampaolo Marzi, diretto e prodotto da Debora Guma, Rafael Maniglia e Andrea Ferrari, il festival avrà luogo nella storica sede del Teatro Strehler e nella nuova location del Teatro Studio Melato.

La kermesse dà il via alla Pride Week milanese ed è accompagnata dal claim L’un@ non esclude l’altr@, che rimarca la vocazione del festival a offrire proiezioni, musica ed eventi all’insegna dell’inclusione.

Come dichiarato a Gaynews da Fabio Pellegatta, presidente di Arcigay Milano, «i diritti sono valore per tutti e tutti dobbiamo sentirci coinvolti nel tutelarli. Per questo dobbiamo essere presenti alla 32° edizione del Festival Mix, che apre la Pride Week in preparazionae alla parata del 30 giugno».

Come da tradizione, la manifestazione eleggerà le sue due nuove Queen, figure di rilievo del panorama artistico italiano. E così, dopo Serra Yilmaz, Anna Mazzamauro, Carmen Maura, Angela Finocchiaro, Lella Costa, Franca Valeri, Sandra Milo, Cinzia Leone e Geppi Cucciari, quest’anno, nella serata di venerdì 22 giugno, la corona di Queen of Comedy sarà offerta a Iaia Forte, nota attrice napoletana, poliedrica interprete teatrale e cinematografica. A Syria andrà invece stasera il titolo di Queen of Music.

A inaugurare la 32° edizione sarà il film, fuori concorso, Favola di Sebastiano Mauri, adattamento cinematografico dell’omonimo spettacolo teatrale scritto e interpretato da Filippo Timi. Commedia dissacrante sul tema dell’identità, il film racconta la storia di due casalinghe Mrs Fairytale (Filippo Timi) e la sua migliore amica Mrs Emerald (Lucia Mascino) nell’America degli anni '50 del secolo scorso. Il film sarà presentato questa sera da Sebastiano Mauri e Filippo Timi prima di uscire in sala, come evento speciale, solo il 25, 26, 27 giugno. Special guest della serata inaugurale anche la fascinosa attrice e performer Drusilla Foer.

Sul palco del Mix sono attesi, poi, anche altri grandi ospiti come la regista Trudie Styler (moglie di Sting), il giovane attore Alex Lawther (The End Of The F***ing World) e la star del web Martina Dell’Ombra.

Una selezione di 50 titoli suddivisi nelle tradizionali sezioni Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi, sarà valutata da tre giurie composte da esperti/e e critici/che di cinema che sceglieranno le migliori opere cinematografiche a tematica Lgbti. Anche il pubblico potrà esprimere la propria preferenza eleggendo il Miglior Lungometraggio attraverso l’app ufficiale del Festival Mix Milano 2018 per smartphone e tablet.

Tra i lungometraggi ricordiamo la commedia romantica Just Friends (22/06, ore 20.45, in anteprima assoluta) dell’olandese Ellen Smit che narra la relazione amorosa tra il siriano Yad e il giovane Joris, vittime del giudizio delle rispettive madri, Para Aduma (22/06, ore 19.00) della regista israeliana Tsivia Barkai Yacov e il  dramma rurale argentino-cileno Marilyn, opera prima di Martín Rodríguez Redondo (22/06, ore 22.30).

Dal Festival di Cannes arriva, poi, Un conteau dans le coeur di Yann Gonzalez (23/06 ore 20.30), thriller di uno dei registi più significativi del cinema queer contemporaneo, ambientato nel mondo della pornografia parigina di fine anni '70 con la splendida Vanessa Paradis nei panni di una produttrice di film per adulti. 

La sezione Documentari comprende, invece, sette opere tra cui un’anteprima italiana e un’europea, che riflettono i segnali di tendenza intorno al tema dell’identità.

I Cortometraggi, infine, divisi in due sezioni, verranno proiettati al Teatro Studio Melato. Tra i lavori in concorso spiccano: Y della regista tedesca Gina Wenzel; Marguerite di Marianne Farley; Una semplice verità di Cinzia Mirabella; Green Tea di Chiara Rap e UP! UP! UP! di Laura Giannatiempo

Come per le edizioni passate, anche musica, letteratura e arte troveranno spazio durante le giornate del festival con la sezione MIXOFF

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Debutta in anteprima, al Napoli Teatro Festival, il nuovo progetto drammaturgico di Fortunato Calvino, regista e autore da sempre vicino al mondo alla comunità Lgbti, che ha più volte raccontato la vita e le esperienze delle persone omosessuali e transessuali con un’attenzione particolare per il mondo dei femminielli napoletani.

Il nuovo lavoro, Fuoriscena, oltre ad avvalersi della partecipazione di una protagonista della scena teatrale napoletana e italiana, come Antonella Morea, nei panni di un’attrice sul viale del tramonto, vede la presenza di un noto mattatore della commedia brillante quale Gino Rivieccio che intepreta, per la prima volta, il ruolo di un omosessuale.

Incontriamo Gino Rivieccio a poche ore dal debutto.

Ci può brevemente descrivere il suo personaggio nello spettacolo Fuoriscena?

Premetto che è un lavoro carico di emozioni, e per questo bellissimo, con punte di leggerezza. Manuele è un uomo gay che vive da solo, lacerato dalla morte del compagno avvenuta anni prima. Ha una vicina di pianerottolo, Gloria, un’ex attrice omofoba e insofferente verso gli omosessuali e il loro mondo. Dopo violenti scontri iniziali il loro rapporto cambierà. Sarà la vita con i suoi accadimenti a far scattare quella sensibilità e quella solidarietà, facendo cadere tutte le barriere e i pregiudizi che entrambi hanno verso il mondo dell’altro.

Il finale a sorpresa rivelerà tutto il crogiolo di sentimenti e di emozioni nascoste fino a quel momento. 

È la prima volta che lei interpreta la parte di personaggio omosessuale? Quanto è difficile non cadere nel cliché e realizzare, invece, un personaggio credibile e reale?

Sì, è la prima volta che mi è stato proposto un personaggio omosessuale. Oggi riconosco che ad ogni attore dovrebbe capitare l'occasione di misurarsi in un ruolo simile. Forse era quello che mi mancava nella mia lunga carriera e mi rendo conto dell'arricchimento interiore che questo ruolo mi ha donato.

Io credo di aver affrontato questa prova semplicemente da attore, immedesimandomi nel personaggio ed evitando qualsiasi macchiettizzazione del gay come, invece, è stato fatto troppo spesso in un certo deprimente cinema commerciale.

Fuoriscena è una pièce che parla anche di esclusione e solitudine. Lei crede che oggi l’Italia sia un Paese che include le persone omosessuali o invece le discrimina? 

Personalmente frequento un ambiente, quello artistico, dove non esistono esclusioni: siamo tutti un po’ matti e un po’ strani, per cui non viviamo il problema dell'accettazione. Ho tanti amici gay tra cantanti e attori, per cui proprio non sento il problema dell'omofobia. Però ti posso dire che spesso c'è un atteggiamento, al contrario, molto selettivo da parte dei gay: probabilmente è un modo di mantenere alte le difese e proteggersi da una società che non è ancora del tutto matura all'accettazione dell'altro.

Ma i tempi sento che sono maturi. Mi auguro che lo diventino anche quelli che finora hanno mostrato un crescente strabismo verso il tema.
 

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Oltre 40 le associazioni operanti sul territorio che, in collaborazione con brand nazionali e internazionali, saranno impegnate nei 60 eventi caratterizzanti la Pride Week (21 giugno – 1° luglio) di Milano.

È quanto illustrato ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione tenutasi a Palazzo Marino alla presenza della vicesindaco Anna Scavuzzo e dell’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino (che sta fra l’altro organizzando una campagna contro l’omotransobia col supporto del fondatore dei Sentinelli Luca Paladini).

Momento culminante della dieci giorni rainbow sarà la marcia dell’orgoglio Lgbti, che partirà alle 15:00 di sabato 30 giugno da piazza Duca d’Aosta per terminare in Porta Venezia. Dopo i discorsi finali Drusilla Foer, madrina del Milano Pride, animerà uno spettacolo, cui seguirà un flashmob a opera di Angelo Cruciani.

Organizzato dal Cig Arcigay Milano e dal Coordinamento Arcobaleno (costituito da 15 associazioni Lgbti), il Milano Pride 2018 si configura come un appuntamento aperto a tutta la città con il motto #CiviliMaNonAbbastanza.

Da segnalare, infine, la Pride Square che, in largo Bellintani, piazzale Lavater e lungo la scalinata di Via Vittorio Veneto, costitituirà dal 28 al 30 giugno un vero e proprio village quale «luogo di incontro e confronto ma anche di svago con l’energia prorompente del Pride».

E in occasione degli eventi del Milano Pride Coca-Cola lancia anche in Italia un'edizione speciale della sua lattina con la scritta Love in sostituzione del logo dell’azienda.

L'azienda sarà presente in Pride Square con un corner (in largo Bellintani - angolo via Lecco) dove ognuno potrà celebrare l’amore con una foto da condividere online con l'hashtag #LoveIsLove e ricevere la lattina a edizione limitata.

«L'uguaglianza e la diversità sono estremamente importanti nel definire quello che siamo come brand e come azienda», ha dichiarato Annalisa Fabbri, direttore Marketing Coca-Cola Italia. Per sottolineare questo impegno, Coca-Cola è partner del Milano Pride e sfilerà alla parata del 30 giugno con i propri dipendenti e le loro famiglie.

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Annullamento delle registrazioni anagrafiche dei figli di coppie omogenitoriali. Questo l’oggetto dell’interrogazione presentata dalla deputata di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli al ministro dell’Interno Matteo Salvini in riferimento a quanto fatto da vari sindaci italiani a partire dal 20 aprile.

E la risposta è arrivata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro (M5s) che, nel corso del Question Time pomeridiano alla Camera, ha parlato a nome del titolare del Viminale.

«La questione richiama l'attenzione su una delicata tematica», ha esordito Fraccaro col ribadire altresì come il «vigente ordinamento dello stato civile preveda che gli atti di nascita si formino e si iscrivano nei relativi registri, indicando, quali genitori, la madre partoriente e il padre biologico. Inoltre l'annotazione nell'atto di nascita richiede sempre la preventiva verifica delle condizioni di paternità e maternità».

Ma Fraccaro ha subito poi ricordato l’intervento del «Tribunale di Pisa che, il 15 marzo scorso, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della normativa di stato civile, nella parte in cui non consente la formazione in Italia di un atto di stato civile, in cui siano riconosciuti come genitori due persone dello stesso sesso». Anzi, su questa «complessa rilevante problematica», in particolare proprio rispetto «alle ipotesi di trascrizione di un atto di nascita di un bambino di coppia omogenitoriale formato in un altro Paese, la Corte di Cassazione si è pronunciata favorevolmente in più occasioni, formulando una serie di principi che pongono in rilievo il preminente interesse del minore a crescere in un contesto affettivo, in cui sviluppare la propria personalità, senza distinguere tra coppie etero o omogenitoriali». 

Fraccaro ha quindi reso noto l’impegno del ministro dell’Interno, che si è rivolto all’«Avvocatura generale dello Stato per ricevere valutazioni in merito ai contenziosi in atto, nonché per acquisire generali linee di indirizzo per la definizione di univoche indicazioni da diramare alle prefetture e agli uffici interessati». Quindi la conclusione: «Va osservato che secondo un recente orientamento giurisprudenziale del Consiglio di Stato il prefetto, pur dotato di poteri di vigilanza, non può annullare l'atto dell'ufficiale di stato civile in assenza di un’espressa previsione di legge che conferisca tale potere».

Risposta, questa, che non solo ha vanificato in partenza parte dell’iniziativa presentata al mattino in Sala Caduti di Nassiriya da CitizenGo e Generazione Famiglia (con il sostegno politico del senatore leghista Simone Pillon per chiedere al «ministro dell’Interno Matteo Salvini di provvedere con urgenza ad incaricare le prefetture competenti dell’annullamento degli atti anagrafici illegitimi») ma ha creato vivo disappunto in Montaruli e negli omologhi di partito.

«Sono delusa – ha replicato l'interrogante –  da questa risposta che smentisce, purtroppo, sia il ministro Fontana che il ministro Salvini. E mi auguro, a quel punto, che la parte buona, tra virgolette, di questo Governo, cioè la Lega, tenga il punto su questa materia. In quel caso noi ci saremo.

Perché, vedete, la famiglia è una sola. Non ci sono genitori 1, non ci sono genitori 2, non ci sono genitori multipli: ci sono solo mamma e papà. Saremo fermi nel difendere l'unica famiglia che conosciamo che è la famiglia naturale. Gli unici diritti che vanno difesi sono quelli dei bambini. Tra egoismo e diritti noi difenderemo sempre i diritti».

 

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Quasi una risposta alle recenti esternazioni del ministro Lorenzo Fontana che ha negato l’esistenza delle famiglie arcobaleno: così potremmo sinteticamente definire lo spot del Mediterranean Pride of Naples 2018 ideato, scritto e diretto dall’attrice e regista napoletana Cinzia Mirabella con il sostegno e la condivisione del comitato provinciale Arcigay Antinoo di Napoli.

Lo spot, che ricorda l’appuntamento con il Pride di Napoli del prossimo 14 luglio, pone al centro della narrazione un momento ordinario nella vita di una coppia omogenitoriale, focalizzando l’attenzione dello spettatore sui momenti che precedono la partecipazione della coppia stessa al corteo del Pride: si tratta di una famiglia composta da due giovani uomini che, dopo aver accompagnato la figlia al parco, si avviano con gli amici verso la parata del Pride, portando con sé la propria bambina.

Insomma, un delicato e raffinato ritratto familiare declinato in “salsa Pride”, volto a ribadire i valori dell’inclusione, dell’accoglienza e del rispetto che sono valori propri dell’universo storico-sentimentale della comunità Lgbti, della città di Napoli e del Pride.

Oltre all’ideazione e alla regia di Cinzia Mirabella non si può non icordare la presenza di Fabio Marino e Ugo De Matteo in qualità di videomakers, di Andrea Axel Nobile come organizzatore generale e di Silvia Manco come make-up artist.

Interpreti dello spot sono: Amedeo Ambrosino, Andrea Finelli, la piccola Sofia Piccirillo e, in ordine di apparizione, Sara Carbone, Paolo Gentile, Valentina Iniziato, Anastasia Mamayda, Summer Minerva, Valentina Noviello, Maria Vecchioni.

Si ringraziano, poi, gli attivisti del Gruppo giovani Arcigay di Napoli: Antonio Auriemma, Gabri Capasso, Fortunatina Mastellone, Giulio Marini, Vincenzo Morlando, Silvia Schettini nonché Max Wine del Gruppo Over The Rainbow di Arcigay Napoli. Un ringraziamento particolare per la collaborazione all’attore Peppe Mastrocinque.

La grafica e il logo del Mediterranean Pride di Napoli sono firmati da Luciano Correale, responsabile della comunicazione visiva del direttivo Arcigay di Napoli.

Appuntamento, dunque, al Mediterranean Pride di Napoli, sabato 14 luglio 2018!

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