L’euforia messicana per la vittoria sulla Germania nella partita d’esordio ai Mondiali ha ricevuto negli scorsi giorni un duro contraccolpo dalla Fifa. La federazione calcistica centramericana è stata infatti multata di 10.400 dollari per i cori omofobi indirizzati a Manuel Neuer.

Nel corso del match, tenutosi il 17 giugno a Mosca, il portiere della nazionale tedesca è stato infatti beffeggiato a ogni rinvio dai tifosi messicani al grido di Ehhhhh, puto. Termine, questo, che, altamente spregiativo, è sinonimo del nostro frocio.

Motivo per cui, ieri, i partecipanti alla 40° edizione del Pride di Città del Messico si sono mescolati, lungo il Paseo de la Riforma, ai tifosi in festa per la vittoria del Messico sulla Corea del Sud. Vittoria che, conseguita appunto proprio nella giornata del 23 giugno, ha consentito alla federazione calcistica nazionale di accedere di fatto agli ottavi di finale.

«Speriamo che presto questo coro venga dimenticato – ha dichiarato alla stampa un passante, che celebrava con la sua famiglia la vittoria calcistica durante la parata –  e trasformato in qualcos'altro».

Benché il Messico abbia fatto grandi passi in avanti nel cammino per i diritti delle persone Lgbti (il matrimonio egualitario è legale nella capitale dal 2006 e successivamente lo è divenuto in 12 dei 31 Stati che lo compongono), la loro situazione non è del tutto rosea soprattutto al di fuori della capitale.

Uno studio, condotto nel 2016 dall'Università nazionale autonoma, ha evidenziato come il Messico sia il secondo dei Paesi dell’America Latina (dopo il Brasile) per numero di crimini omofobici e transfobici. Risale soltanto ad alcuni giorni fa l'uccisione di tre attivisti Lgbti lungo l'autostrada tra Taxo e Cuernavaca.

La Commissione nazionale per i diritti umani ha inoltre etichettato la cultura messicana come machista e patriarcale.

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In preparazione al Pride del 16 settembre si è oggi tenuto a Belgrado una prima marcia dell’orgoglio Lgbti, cui hanno partecipato un centinaio di attiviste e attivisti.

Partita dal Pionirski Park, la parata è stata organizzata per chiedere la legalizzazione delle unioni civili e maggiori diritti per le oltre 20.000 persone transgender serbe, cui è permessa la sola rettifica dei dati anagrafici dopo l’intervento di riattribuzione chirurgica del sesso.  

Scortati dalla polizia, i manifestanti hanno sfilato con bandiere arcobaleno e cartelli recanti diverse scritte, tra cui La mia libertà è la tua oppure Non sono rischiosi i gruppi ma i comportamenti.

Nonostante la prima ministra Ana Brnabić (che anche quest’anno parteciperà al Pride di settembre) sia dichiaratamente lesbica, la situazione delle persone Lgbti nel Paese resta in ogni caso critica.

È infatti forte la pressione dei gruppi di estrema destra legati al Partito Progressista Serbo (SNS), il cui fondatore è l’attuale presidente della Repubblica di Serbia Aleksandar Vucić.

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Da questa sera fino al 24 giugno si svolgerà la 32° edizione del Festival Mix Milano di Cinema gaylesbico e Queer Culture: manifestazione organizzata dall’Associazione culturale Mix Milano con il patrocinio del Comune di Milano e con il contributo del locale assessorato alla Cultura.

Ideato da Giampaolo Marzi, diretto e prodotto da Debora Guma, Rafael Maniglia e Andrea Ferrari, il festival avrà luogo nella storica sede del Teatro Strehler e nella nuova location del Teatro Studio Melato.

La kermesse dà il via alla Pride Week milanese ed è accompagnata dal claim L’un@ non esclude l’altr@, che rimarca la vocazione del festival a offrire proiezioni, musica ed eventi all’insegna dell’inclusione.

Come dichiarato a Gaynews da Fabio Pellegatta, presidente di Arcigay Milano, «i diritti sono valore per tutti e tutti dobbiamo sentirci coinvolti nel tutelarli. Per questo dobbiamo essere presenti alla 32° edizione del Festival Mix, che apre la Pride Week in preparazionae alla parata del 30 giugno».

Come da tradizione, la manifestazione eleggerà le sue due nuove Queen, figure di rilievo del panorama artistico italiano. E così, dopo Serra Yilmaz, Anna Mazzamauro, Carmen Maura, Angela Finocchiaro, Lella Costa, Franca Valeri, Sandra Milo, Cinzia Leone e Geppi Cucciari, quest’anno, nella serata di venerdì 22 giugno, la corona di Queen of Comedy sarà offerta a Iaia Forte, nota attrice napoletana, poliedrica interprete teatrale e cinematografica. A Syria andrà invece stasera il titolo di Queen of Music.

A inaugurare la 32° edizione sarà il film, fuori concorso, Favola di Sebastiano Mauri, adattamento cinematografico dell’omonimo spettacolo teatrale scritto e interpretato da Filippo Timi. Commedia dissacrante sul tema dell’identità, il film racconta la storia di due casalinghe Mrs Fairytale (Filippo Timi) e la sua migliore amica Mrs Emerald (Lucia Mascino) nell’America degli anni '50 del secolo scorso. Il film sarà presentato questa sera da Sebastiano Mauri e Filippo Timi prima di uscire in sala, come evento speciale, solo il 25, 26, 27 giugno. Special guest della serata inaugurale anche la fascinosa attrice e performer Drusilla Foer.

Sul palco del Mix sono attesi, poi, anche altri grandi ospiti come la regista Trudie Styler (moglie di Sting), il giovane attore Alex Lawther (The End Of The F***ing World) e la star del web Martina Dell’Ombra.

Una selezione di 50 titoli suddivisi nelle tradizionali sezioni Lungometraggi, Documentari e Cortometraggi, sarà valutata da tre giurie composte da esperti/e e critici/che di cinema che sceglieranno le migliori opere cinematografiche a tematica Lgbti. Anche il pubblico potrà esprimere la propria preferenza eleggendo il Miglior Lungometraggio attraverso l’app ufficiale del Festival Mix Milano 2018 per smartphone e tablet.

Tra i lungometraggi ricordiamo la commedia romantica Just Friends (22/06, ore 20.45, in anteprima assoluta) dell’olandese Ellen Smit che narra la relazione amorosa tra il siriano Yad e il giovane Joris, vittime del giudizio delle rispettive madri, Para Aduma (22/06, ore 19.00) della regista israeliana Tsivia Barkai Yacov e il  dramma rurale argentino-cileno Marilyn, opera prima di Martín Rodríguez Redondo (22/06, ore 22.30).

Dal Festival di Cannes arriva, poi, Un conteau dans le coeur di Yann Gonzalez (23/06 ore 20.30), thriller di uno dei registi più significativi del cinema queer contemporaneo, ambientato nel mondo della pornografia parigina di fine anni '70 con la splendida Vanessa Paradis nei panni di una produttrice di film per adulti. 

La sezione Documentari comprende, invece, sette opere tra cui un’anteprima italiana e un’europea, che riflettono i segnali di tendenza intorno al tema dell’identità.

I Cortometraggi, infine, divisi in due sezioni, verranno proiettati al Teatro Studio Melato. Tra i lavori in concorso spiccano: Y della regista tedesca Gina Wenzel; Marguerite di Marianne Farley; Una semplice verità di Cinzia Mirabella; Green Tea di Chiara Rap e UP! UP! UP! di Laura Giannatiempo

Come per le edizioni passate, anche musica, letteratura e arte troveranno spazio durante le giornate del festival con la sezione MIXOFF

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Oltre 40 le associazioni operanti sul territorio che, in collaborazione con brand nazionali e internazionali, saranno impegnate nei 60 eventi caratterizzanti la Pride Week (21 giugno – 1° luglio) di Milano.

È quanto illustrato ieri nel corso della conferenza stampa di presentazione tenutasi a Palazzo Marino alla presenza della vicesindaco Anna Scavuzzo e dell’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino (che sta fra l’altro organizzando una campagna contro l’omotransobia col supporto del fondatore dei Sentinelli Luca Paladini).

Momento culminante della dieci giorni rainbow sarà la marcia dell’orgoglio Lgbti, che partirà alle 15:00 di sabato 30 giugno da piazza Duca d’Aosta per terminare in Porta Venezia. Dopo i discorsi finali Drusilla Foer, madrina del Milano Pride, animerà uno spettacolo, cui seguirà un flashmob a opera di Angelo Cruciani.

Organizzato dal Cig Arcigay Milano e dal Coordinamento Arcobaleno (costituito da 15 associazioni Lgbti), il Milano Pride 2018 si configura come un appuntamento aperto a tutta la città con il motto #CiviliMaNonAbbastanza.

Da segnalare, infine, la Pride Square che, in largo Bellintani, piazzale Lavater e lungo la scalinata di Via Vittorio Veneto, costitituirà dal 28 al 30 giugno un vero e proprio village quale «luogo di incontro e confronto ma anche di svago con l’energia prorompente del Pride».

E in occasione degli eventi del Milano Pride Coca-Cola lancia anche in Italia un'edizione speciale della sua lattina con la scritta Love in sostituzione del logo dell’azienda.

L'azienda sarà presente in Pride Square con un corner (in largo Bellintani - angolo via Lecco) dove ognuno potrà celebrare l’amore con una foto da condividere online con l'hashtag #LoveIsLove e ricevere la lattina a edizione limitata.

«L'uguaglianza e la diversità sono estremamente importanti nel definire quello che siamo come brand e come azienda», ha dichiarato Annalisa Fabbri, direttore Marketing Coca-Cola Italia. Per sottolineare questo impegno, Coca-Cola è partner del Milano Pride e sfilerà alla parata del 30 giugno con i propri dipendenti e le loro famiglie.

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Quasi una risposta alle recenti esternazioni del ministro Lorenzo Fontana che ha negato l’esistenza delle famiglie arcobaleno: così potremmo sinteticamente definire lo spot del Mediterranean Pride of Naples 2018 ideato, scritto e diretto dall’attrice e regista napoletana Cinzia Mirabella con il sostegno e la condivisione del comitato provinciale Arcigay Antinoo di Napoli.

Lo spot, che ricorda l’appuntamento con il Pride di Napoli del prossimo 14 luglio, pone al centro della narrazione un momento ordinario nella vita di una coppia omogenitoriale, focalizzando l’attenzione dello spettatore sui momenti che precedono la partecipazione della coppia stessa al corteo del Pride: si tratta di una famiglia composta da due giovani uomini che, dopo aver accompagnato la figlia al parco, si avviano con gli amici verso la parata del Pride, portando con sé la propria bambina.

Insomma, un delicato e raffinato ritratto familiare declinato in “salsa Pride”, volto a ribadire i valori dell’inclusione, dell’accoglienza e del rispetto che sono valori propri dell’universo storico-sentimentale della comunità Lgbti, della città di Napoli e del Pride.

Oltre all’ideazione e alla regia di Cinzia Mirabella non si può non icordare la presenza di Fabio Marino e Ugo De Matteo in qualità di videomakers, di Andrea Axel Nobile come organizzatore generale e di Silvia Manco come make-up artist.

Interpreti dello spot sono: Amedeo Ambrosino, Andrea Finelli, la piccola Sofia Piccirillo e, in ordine di apparizione, Sara Carbone, Paolo Gentile, Valentina Iniziato, Anastasia Mamayda, Summer Minerva, Valentina Noviello, Maria Vecchioni.

Si ringraziano, poi, gli attivisti del Gruppo giovani Arcigay di Napoli: Antonio Auriemma, Gabri Capasso, Fortunatina Mastellone, Giulio Marini, Vincenzo Morlando, Silvia Schettini nonché Max Wine del Gruppo Over The Rainbow di Arcigay Napoli. Un ringraziamento particolare per la collaborazione all’attore Peppe Mastrocinque.

La grafica e il logo del Mediterranean Pride di Napoli sono firmati da Luciano Correale, responsabile della comunicazione visiva del direttivo Arcigay di Napoli.

Appuntamento, dunque, al Mediterranean Pride di Napoli, sabato 14 luglio 2018!

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Marco Gaucho Filippi (MGF) si definisce "un guitto del segno e della parola". Scrive racconti, poesie, canzoni e disegna vignette. Tra le sue importanti collaborazioni ricordiamo quelle con La Rinascita della Sinistra, L’Undici e Left 

Oggi è autore e curatore del blog Riso avaro su L’Espresso online e, con la rubrica Satira sospesa, è il vignettista del quotidiano Metropolis, sulle cui pagine tratteggia la realtà nazionale con un occhio particolarmente attento a quella campana.

Marco Gaucho Filippi è l’autore del Vesuvio Rainbow, campeggiante sui manifesti che, realizzati graficamente da Luciano Correale con un inserimento fotografico di Marco Tancredi, saranno presto affissi in Campania per ricordare l’appuntamento del prossimo Mediterranean Pride of Naples (14 luglio).

Interessante l’hashtag, quanto mai attuale, con cui MGF ha accompagnato il suo Vesuvio Lgbti: #amalicolfuoco, che riprende e ribalta gli auguri leghisti ai napoletani (fatti propri in passato anche dal ministro dell'Interno Matteo Salvini) Vesuvio, lavali col fuoco.

Raggiungiamo telefonicamente Marco Gaucho Filippi proprio a pochi giorni dal lancio della sua immagine.

Qual è il significato dell’immagine che hai pensato per il Mediterranean Pride of Naples?

Il delegato cultura di Arcigay Napoli, a nome del comitato provinciale di Napoli, mi ha chiesto un’immagine identitaria, di forte impatto social, contenente vaghi riferimenti politici e un qualche accento provocatorio. Ho provato quindi a lavorare in questa direzione cercando di esaudire tutte le richieste dell’qssociazione.

Il Vesuvio identifica Napoli, fa parte della vita di tutti i napoletani, scenografia di un’intera città, punto di riferimento cardinale e morale di un intero popolo. Questo quindi il lato identitario.

Dal mio Vesuvio però, contrariamente a quanto spera il resto d’Italia (ed è questo il risvolto politico/provocatorio) non fuoriesce lava, bensì un’eruzione di colori, quelli della Rainbow Flag e il bruttissimo e vergognoso insulto lavali col fuoco si trasforma nel bellissimo e sincero augurio amali col fuocoquello della passione, della sessualità, della pace, dei diritti, dell’uguaglianza. 

Secondo te, l’Italia oggi è un Paese sicuro per la comunità Lgbti o no?

Ti rispondo molto sinceramente e con una certa preoccupazione: no, non lo è!  Quello che sta succedendo è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo un governo composto da politici improvvisati, cultori dell’odio, professionisti del niente. Gente che ragiona con la pancia, che agisce per fini di prestigio personale, ignorando il buonsenso e guardando al consenso.

In questo contesto da “ventennio 2.0”, tutto ciò che riguarda i diritti, i bisogni, le necessità di chi è minoranza, di chi si trova un passo indietro, rischia di passare in secondo piano, declassato a mera velleità, strumentalizzato e subordinato a esigenze di calcolo elettorale.

Per evitare ciò, ognuno di noi dovrà compiere lo sforzo fisico e mentale di uscire fuori dal proprio steccato ideologico, dal proprio sentiero di vita, dalla propria quotidianità e trovare il coraggio di difendere il prossimo, anche se la battaglia da compiere non lo riguarda direttamente, anche se non ne trarrà alcun vantaggio. Perché un diritto va conquistato e difeso indipendentemente dalla scelta, libera e personale, di fruirne o meno. Deve appartenere a tutti, altrimenti ci troviamo di fronte a un privilegio.

Il 14 luglio, data del Pride di Napoli, ad esempio, proveremo a spiegarlo al ministro Fontana, degno rappresentante di una classe politica miope, arrogante, omofoba e razzista.



 

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Genere oltre i generi. Questo lo slogan del Barletta Pride, che ha avuto luogo sabato 16 giugno.

La città pugliese della disfida è stata percorsa da 1500 persone,  unite – come recita il documento politico – «nei valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’inclusione sociale, della solidarietà, della laicità, dell’anticlericalismo, del riconoscimento dei diritti umani e civili della comunità Lgbti e delle persone tutte».

Ad aprire la marcia dell’orgoglio Lgbti, partita alle 16:30 dal Lungomare Pietro Mennea e conclusasi al tramonto nei giardini del Castello Svevo, lo striscione del Coordinamento organizzativo. Coordinamento costituito da Arcigay (cinque comitati locali), Agedo (quattro comitati), Osservatorio Giulia e Rossella, Impegno Donne Foggia, i centri antiviolenza Safiya, Save e Riscoprirsi, Arci Cafiero, Hastarci Trani, Cgil Bat, Anpi Bat, Lezzanzare, Nudi, TGenus, LeA, Uaar Bat.

In prima fila anche Nunzio Liso e Nicola Giuliani, la prima coppia unitasi civilmente a Trani nel 2016

Madrina del Barletta Pride è stata Vladimir Luxuria, che non ha mancato di rivolgersi al responsabile del dicastero della Famiglia e Disabilità. «Caro ministro - ha gridato l’ex parlamentare sul carro del Coordinamento –, tu sei Fontana ma noi siamo marea».

Pur non essendo presente, il neosindaco di centrodestra Cosimo Cannito ha incontrato nei giorni scorsi gli organizzatori e successivamente inviato loro il seguente messaggio: Barletta è una città senza pregiudizi e auguro a tutti la buona riuscita di questa manifestazione.

Una lunga lettera è stata invece inviata dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano al consigliere nazionale d’Arcigay Luciano Lopopolo e a tutti i componenti del Coordinamento.

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In 4.000 per la Digos, oltre 5.000 per gli organizzatori. Ma una cosa è certa: il Mantova Pride, partito alle 15:00 da Piazza Sordello e conclusosi in Piazzale Montelungo verso le 19:00, è stato – come detto dal sindaco Mattia Palazzi sul palco – «una grande manifestazione a sostegno dei diritti civili».

Ad aprire la marcia dell’orgoglio Lgbti lo striscione del coordinamento del Mantova Pride, sorretto, fra gli altri, dal presidente del locale comitato Arcigay Diego Zampolli e dal presidente d’Arcigay nazionale Flavio Romani.

Presente in piazza anche il consigliere comunale Luca De Marchi, la cui annunciata partecipazione al Mantova Pride gli è costata, due giorni fa, l’espulsione da CasaPound.

Tanti i sindaci in fascia. A nome di quello di Reggio Emilia c’era il consigliere comunale Dario De Lucia che, sul palco in piazzale Montelungo, ha chiesto pubblicamente alla compagna Federica di andare a vivere con lui. Poi il bacio tra gli applausi degli astanti felicemente meravigliati a pochi passi da quel Palazzo Te, tra i cui capolavori pittorici spiccano gli affreschi della Sala di Amore e Psiche.

Colori ed emozioni, dunque, il Mantova Pride, che Gaynews vi fa ripercorrere attraverso 75 scatti.

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Sabato scorso si è celebrato a Roma il Pride. Quest'anno 500.000 di persone di ogni età, identità, orientamento sessuale, provenienza sono scese in piazza a manifestare coi colori e la musica la propria visibilità e liberazione. Sono scese in piazza per rivendicare diritti e uguaglianza e per lottare contro ogni forma di discriminazione e odio.

Caratterizzato da un forte richiamo all'antifascismo e alla Resistenza, il Roma Pride 2018 ha espresso tutta la preoccupazione per l'avanzare di forze populiste e di destra che, con la Lega, sono approdate al Governo mostrando sin da subito il loro volto peggiore.

Proprio nell'infuriare delle polemiche sui migranti a seguito dei primissimi interventi del neoministro dell'Interno Matteo Salvini, ci sembra interessante segnalare la partecipazione alla manifestazione di un gruppo di migranti, per lo più di origine africana, scesi in  piazza sotto le insegne dell'Usb.

A guidarli Svitlana Hryhorchuck, giovane ucraina da ben 18 anni in Italia e da 16 impegnata nell'Usb immigrati di Napoli e della Campania. A lei abbiamo posto alcune domande nel merito.

Svitlana 2

Svitlana, perché eravate al Roma Pride?

Quest'anno c'era un messaggio per noi fondamentale: l'antifascismo. Negli ultimi quattro anni stiamo organizzando una serie di iniziative contro il fascismo e sono personalmente impegnata in una 'rete di coordinamento ucraino antifascista' che denuncia il crescente odio in Ucraina oltre che in Italia. Abbiamo avviato un percorso sulla democrazia e l'antifascismo anche con i migranti che seguiamo: per questo hanno deciso di partecipare alla manifestazione in modo molto consapevole. Insegnando loro la storia, infatti, abbiamo cercato di spiegare loro cosa sia e cosa è stato il nazismo e il fascismo. Con la persecuzione nei confronti degli ebrei, dei rom e di tutti coloro che erano considerati 'diversi' o 'indesiderabili'. Siamo anche partiti dall'esperienza di alcuni ragazzi gay provenienti dall'Africa e richiedenti asilo, spiegando che in Italia e in Europa ciascuno è e deve sentirsi libero di essere omosessuale e di esprimerlo appieno. Col nostro sportello e col nostro legale seguiamo diversi casi di ragazzi gay: devo dire che mi spiace che proprio loro non abbiano avuto il coraggio di venire con noi in piazza perché la paura di esporsi con le famiglie o i loro connazionali è ancora molto forte. Speriamo che la nostra partecipazione al Roma Pride sia stata però un messaggio positivo e li aiuti a sentirsi sicuri e ad aprirsi.

Prima di venire sapevano cosa fosse un Pride?

Per loro era la prima volta ma certamente prima di venire abbiamo spiegato bene cosa fosse e in che contesto si sarebbero trovati. Tutti erano perfettamente consapevoli e hanno partecipato anche per dare un esempio e mandare un messaggio contro la discriminazione nei confronti delle persone Lgbti alle loro comunità. Con i nostri striscioni contro il razzismo e le discriminazioni puntavamo invece a sottolineare a tutti, anche al nuovo Governo, l'importanza e la ricchezza e delle diversità, della solidarietà, dell'incontro dei popoli e dell'uguaglianza dei diritti. Un messaggio che portiamo in piazza tutto l'anno perché solo stando uniti anche i più deboli diventano forti”.

Com'è stato l'impatto con una piazza così colorata ed esuberante?

Alla manifestazione stavamo vicino ai lavoratori e all'Ambasciata del Canada. Tutti i ragazzi stavano bene e con le famiglie e i bambini ballavano e cantavano assieme. Anche parlando dopo con loro hanno espresso una grande gioia nell'aver preso parte alla manifestazione.

Non sono mancati momenti di imbarazzo, quando qualche ragazzo magari con costumi molto vistosi si è avvicinato per fare delle foto con noi. All'inizio l'impatto è stato strano, forse qualche diffidenza, ma poi i ragazzi si sono rilassati e hanno cominciato a ballare e cantare assieme, superando tutte le barriere.

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È partito intorno alle 18:00 dal Foro Vittorio Emanuele II (Porta Marina Ortigia) il Siracusa Pride che, snodandosi da via Ruggiero Settimo a via Trento, ha raggiunto poco prima del tramonto piazza Cesare Battisti. A fare da testimonial alla marcia dell’orgoglio Lgbti, gemellata da quest’anno con quella di Catania (fissata al 23 giugno), l’attore e doppiatore Leo Gullotta.

Con lui, dietro allo striscione d’apertura della parata, il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, il consigliere nazionale d’Arcigay Giovanni Caloggero, il presidente del locale comitato d’Arcigay Armando Caravini. Presenti componenti di Cgil, Uil e Amnesty International.

Sull’esito del Siracusa Pride, il cui slogan (al pari di quello di Catania della prossima settimana) è stato Mare, Umanità, Resistenza, Giovanni Caloggero ha dichiarato a Gaynews: «Questa quarta edizione del Siracusa Pride ha registrato una maggiore partecipazione di giovani e giovanissimi, particolarmente interessati al tema di quest’anno. Un grido di libertà in un contesto gioioso dove l’accoglienza e la solidarietà sono stati elementi fondanti».

Tema, quello del Siracusa Pride, che aveva portato il presidente di Arcigay Siracusa Armando Caravini a contestare, l’altroieri su Gaynews, le posizioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini in materia di migranti. Attacchi poi reiterati ieri, in maniera più forte, sul palco in piazza Cesare Battisti.

Anche perché sin dall’inizio della parata si è verificato un grave episodio, il cui culmine è stato raggiunto in piazza Archimede. È finito infatti nel mirino della Digos locale uno striscione recante la scritta Sempre in lotta contro Salvini, l’omofobia e tutti i confini con divieto tassativo di essere portato in parata “perché eccessivamente provocatorio”. Ma le due ragazze, che lo avevano realizzato, hanno sfilato col cartello contestato nonostante tre intimazioni al presidente Caravini d’intervenire.

Giunti in piazza Archimede, si è arrivati alla minaccia da parte della Digos d’interruzione del Pride e di “conseguenze” per le due attiviste qualora non si fossero liberate del cartello. Cosa che hanno poi fatto a seguito d’una sollecitazione da parte d’un socio d’Arcigay.

Oggi, infine, la denuncia sulla pagina Fb del Siracusa Pride.

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