Siamo 30.000. Questo il grido d’esultanza degli organizzatori del Sardegna Pride che ha avuto luogo ieri a Cagliari.

Partita alle 19:00 di ieri da via sant’Alenixedda, la parata si è conclusa intorno alle 21:00 in piazza Yenne. Una marcia dell’orgoglio Lgbti, cui le persone hanno partecipato anche per ribadire la propria ferma opposizione al razzismo, alla xenofobia, a ogni forma di violenza e odio sociale.

Presenti le associazioni componenti il Coordinamento Sardegna Pride, che riunisce, sotto la guida di Arc onlus, le realtà che si occupano di diritti civili nell'isola: Mos - Movimento omosessuale sardo, Famiglie Arcobaleno, Agedo, Unica Lgbt, Sardegna Queer, Gaynet, Cgil Ufficio Nuovi diritti.

Numerosi i rappresentanti del mondo istituzionale locala a partire dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda. «In un momento storico in cui discriminazioni vecchie e nuove sembrano prendere il sopravvento – ha detto il primo cittadino del capoluogo – serve l’impegno di tutti in difesa dei diritti. Ogni diritto in più è una nuova conquista per tutti: abbiamo sempre lavorato in questa direzione e così andremo avanti, per fare in modo che Cagliari possa continuare a essere un esempio»

Con Zedda erano presenti consiglieri comunali e regionali, la sindaca di Assemini Sabrina Licheri e il presidente della Regione Francesco Pigliaru, che ha dichiarato: «I diritti sono sacrosanti e vanno riaffermati con maggiore forza soprattutto quando un ministro della Repubblica li mette in discussione.

 Oggi rivendichiamo diritti basilari, e indossiamo in tanti una maglietta rossa perché qualunque sia l’opinione sui flussi migratori, la vita umana viene prima di tutto».

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Esistono gay che non esistono.

Questo il titolo dello spot ufficiale realizzato da Naked Panda, web factory di giovani creativi e filmmaker, in occasione del Sardegna Pride, che si terrà a Cagliari il 7 luglio prossimo.

Un video divertente e geniale nella sua semplicità da guardare dall’inizio alla fine. 

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Nel tardo pomeriggio d'ieri Sassari ha vissuto il Sardegna Pride con lo slogan Scopri il tuo orgoglio. Partita intorno alle 19.00 in Via Venezia, la parata è stata aperta dal collettivo femminile Tambure Battenti e dal carro del Mos (Movimento omosessuale sardo). Presente, tra le tante associazioni e gruppi sindacali, la delegazione di minatrici e minatori di Nuraxi Figus nonché quella del Brescia Pride. Una festa di musica e colori quella del Sardegna Pride, cui hanno partecipato anche tantissime coppie con bambini.

Al termine della marcia dell'orgoglio il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau ha dichiarato«Partire da quello che siamo e dalla presa di coscienza di quello che siamo, sfuggendo a classificazioni, norme e modelli imposti. È questo il senso del Sardegna Pride, una manifestazione di gioia, colorata, aperta, inclusiva che fa dell'orgoglio e della dignità di essere i suoi tratti caratterizzanti; non una semplice sfilata per esibire ed esibirsi come in molti, sbagliando, tendono a classificarla».

Tra le miglaia di partecipanti anche Simona Deidda, la 34enne di Domusnovas, che, unitasi lo scorso anno con Stefania Mocci e protagonista d'una puntata di Stato Civile, è stata attaccata e minacciata di morte con la coniuge e la figlia Désirée da vari follower del Popolo della Famiglia. Raggiunta telefonicamente, ha dichiarato: «Quest’anno per me e Stefania è stato il primo Pride da unite civilmente. È stato un Pride d’orgoglio. Andare al Pride per noi era importantissimo anche se abbiamo dovuto percorrere oltre 200 km da Domusnovas. Ma per noi era fondamentale esserci. Per dimostrare che gli attacchi omofobici ricevuti non ci hannno intimorito né fermato.Non trovo le parole per esprimere la mia gioia e la mia emozione nello sfilare con mia moglie accanto e con tutte quelle persone. È stata una festa. È stato anche un momento liberatorio: è stato come uno scrollarsi di dosso tutte le cose brutte che ci hanno detto. Sassari è stata percorsa da un fiume d’amore. Tantissime persone che marciavano per i loro diritti».

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