GayNews

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In occasione della presentazione del libro di Monica Cirinnà L’Italia che non c’era presso l’Auditorium Parco della Musica in Roma, il presidente del Coni Giovanni Malagò si è espresso a lungo sul coming out di Rachele Bruni a Rio 2016 e ha sottolineato il grande messaggio di pace che lo sport ha saputo dare in riferimento al riavvicinamento delle due Coree per i prossimi giochi olimpici invernali.

Rispondendo alle domande di Enrico Varriale, volto noto di RaiSport sin dagli anni '90, Monica Cirinnà ha confermato ancora una volta il suo impegno nel proseguire la battaglia non solo per il matrimonio egualitario, ma anche per un mutamento culturale che possa consentire a tutti gli sportivi di poter vivere liberamente la propria identità.

A seguire, sono intervenute le associazioni presenti.

Il presidente di Gaycs Adriano Bartolucci Proietti ha confermato ufficialmente l’organizzazione dei prossimi Eurogames 2019 a Roma, la manifestazione sportiva gayfriendly che si tiene in tutta Europa dal 1992 ed è promossa dalla Eglsf (European Gay and Lesbian Sport Association), per la quale Gaycs aveva vinto il bando internazionale nel 2016. Gli Eurogames muovono circa 4000 atleti da tutta Europa e sono caratterizzati dalla apertura a chiunque, a prescindere dall’orientamento sessuale, voglia contribuire alla battaglia contro l’omofobia. Giovanni Malagò ha risposto assicurando il patrocinio e il pieno sostegno del Coni, ribadendo che il contrasto alle discriminazioni è una questione di cultura sportiva.

Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli e responsabile Sport Arcigay, è intervenuto ricordando l’impegno dell’associazione per la modifica dello Statuto del Coni in materia di omofobia, formulata nel 2012 e accolta nel 2016, e chiedendo un impegno concreto per le prossime Universiadi 2019 a Napoli (i giochi olimpici universitari), affinchè possano essere ricordate in contrapposizione ai giochi invernali di Sochi come i giochi dell’inclusione e dei diritti. Il presidente Malagò ha accolto la richiesta lasciando intendere che il commissario governativo che verrà nominato in queste ore per i giochi avrà certamente sensibilità su questo tema.

Rosario Coco, coordinatore del progetto europeo Outsport di Gaycs/Aics (Associazione Italiana Cultura Sport), è intervenuto riscontrando ampia disponibilità da parte degli interlocutori nella richiesta di sostegno alla prima ricerca europea sulle discriminazioni omo-transfobiche nel mondo sportivo condotta dalla German Sport University di Colonia nell’ambito dell’iniziativa a guida italiana finanziata dall’Unione Europea. Nel mese di marzo verrà presentato ufficialmente il survey in quattro diverse lingue dell’Unione europea, grazie al quale sarà possibile raccogliere anche in forma anonima l’esperienza di moltissimi atleti e atlete.

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Mentre il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni accoglieva a Palazzo Chigi il primo ministro greco Alexis Tsipras, la sottosegretaria di Stato Maria Elena Boschi riceveva il deputato dem Alessandro Zan e il direttore di Gaynews Franco Grillini.

Motivo dell’incontro l’apporto dei media di settore Lgbti a una corretta quanto globale informazione e la promozione d’una sensibilità giornalistica ai temi delle discriminazioni attraverso i corsi di formazione giornalistica, organizzati da Gaynet – di cui Grillini è ideatore e presidente – in collaborazione con gli Odg regionali. Occasione del raffronto le ricorrenze anniversarie di Gaynews, che nel maggio prossimo festeggerà 20 anni di fondazione.

Si è inoltre affrontato il tema della legge sulle unioni civili. Un traguardo di cui Franco Grillini ha rievocato gli antefatti con particolare riferimento al progetto di legge sui Pacs durante il suo mandato parlamentare.

Un traguardo che è stato possibile realizzare nel maggio 2016 grazie all’allora premier Renzi ma soprattutto grazie al convinto impegno di Monica Cirinnà e di parlamentari quali Sergio Lo Giudice e Alessandro Zan.

L’incontro si è chiuso con ricordi della sottosegretaria sullo studio delle lingue classiche ai tempi del liceo durante uno scambio di battute col caporedattore di Gaynews Francesco Lepore, che cura un blog in latino su temi Lgbti per Huffington Post.

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A meno d’un mese dal sondaggio governativo (che aveva visto il 61,6% dei partecipanti a favore) il Parlamento federale dell’Australia aveva approvato il 7 dicembre scorso il disegno di legge che legalizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il giorno dopo con la ratifica da parte del governatore generale Peter Cosgrove, rappresentante della Regina nell’isola, la norma entrava in vigore.

Ma solo oggi i primi scambi d’anello nuziale tra le coppie in fila per dire il proprio sì.

Hanno scelto lo scoccare della mezzanotte per contrarre matrimonio i due atleti Luke Sullivan (23 anni) e Craig Burns (29 anni) a Summergrove Estate nel Nuovo Galles del Sud, lo Stato australiano con capoluogo Sidney. «Ci sentiamo molto fortunati ad essere una delle prime coppie di persone dello stesso sesso ad essersi sposate in Australia», ha dichiarato Craig Burns.

Hanno invece atteso il primo minuto dopo la mezzanotte per dire il loro sì Diana e Deanna Ribero, che si sono sposate a Balaclava, sobborgo di Melbourne. 

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Le analisi sul dna del cadavere murato nel garage degli orrori di Ponticelli  non danno più adito a dubbi: il corpo martoriato è quello del giovane Vincenzo Ruggiero, vittima della ferocia di Ciro Guarente.

A gennaio saranno consegnati alla Procura di Napoli Nord tutti gli esiti e le rilevazioni medico-scientifiche che sono state portate a termine in questi mesi.

Resta da capire chi abbia aiutato materialmente Ciro Guarente a sezionare e murare il corpo di Vincenzo che, come appurato dagli inquirenti, era stato ucciso ad Aversa nella casa che abitava con l'amica Heven Grimaldi. Ucciso con la pistola procurata a Guarente dal reo confesso Francesco De Turris.

Struggente la dichiarazione della madre di Vincenzo che, sulla sua pagina Facebook, ha scritto: Non è Natale senza te.

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Il Barcelona Gay Men's Chorus (Bgmc) compie tre anni di attività e lo fa col calendario Show Must Go On. A posare gli stessi componenti (oltre 60) dell’associazione che, oltre a dischiudere il panorama musicale a persone non udenti, è impegnata nella promozione di cause umanitarie. Fini, questi, che realizza soprattutto con l’organizzazione di concerti.

A realizzare gli artistici scatti il fotografo Miguel Yerga, che è anche parte del Bgmc.

«La mia idea – così ha dichiarato – è stata quella di creare un calendario ispirato a uno spettacolo di arti performative. Con un teatro come set, utilizzando tutti gli spazi possibili come i camerini, il backstage, le poltrone e naturalmente il palcoscenico».

Un risultato singolare ottenuto anche grazie alla location utilizzata per la realizzazione delle immagini. Gli spazi fiabeschi, cioè, del Casino L'Aliança del Poblenou che può, a ragione, considerarsi uno dei maggiori esempi dell’eclettismo monumentalista di Amadeu Llopart i Vilalta.

Per chi fosse interessato ad acquistare il calendario potrà trovare tutte le informazioni necessarie sul sito www.barcelonagmc.org.

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Nell’aprile 2013 Mariela Castro, figlia del presidente Raúl Castro e creatrice del Centro nazionale per l'educazione sessuale (Cenesex), aveva dichiarato che Cuba era pronta a riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Affermazione rilasciata sulla base del parere (d’altra parte mai smentito) dell'autorevole genitore.

Ma dopo oltre quattro anni la situazione al riguardo non è affatto mutata nell’isola caraibica.

Benché sia stato presentato da tempo un progetto di legge per apportare modifiche all’art. 36 della Costituzione, che prevede le nozze tra le sole persone di sesso opposto, esso risulta del tutto accantonato. Ecco, perché è necessario ogni impegno, come dichiarato da un attivista alla testata CiberCuba, per far sì che «l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare esamini e discuta il progetto di legge».

Un servizio interessante quello di CiberCuba che raccoglie in video le diverse testimonianze di attivisti e attiviste Lgbti nella Repubblica di Cuba. 

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Promosso da Gaynet e dall’Ordine dei giornalisti del Lazio in collaborazione con Link Sapienza, si è tenuto il 23 novembre a Roma il corso di formazione Orientamenti sessuali e web

87 i giornalisti partecipanti e tante le persone che, presenti nell’Aula Congressi della Facoltà di Scienze politiche de La Sapienza o collegate con la diretta streaming, hanno seguito le otto relazioni.

Pubblichiamo oggi il video intervento I temi Lgbti e i nuovi media di Caterina Coppola, giornalista e co-fondatrice di Gaypost.it.

 

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L'Italia ha violato l'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani (diritto al rispetto della vita privata e familiare) rifiutando di registrare i matrimoni contratti all'estero (Canada, California, Usa e Paesi Bassi) da sei coppie di persone dello stesso sesso. In  tal modo ha così negato loro protezione legale e altri diritti associati.

Questa, in sintesi, la sentenza emessa oggi dallo Corte europea dei diritti dell'uomo (con cinque voti favorevoli e due contrari) che ha così accolto i ricorsi presentati congiuntamente nel 2012. Quattro anni prima, cioè, dell’approvazione della legge sulle unioni civili. Motivo, questo, dirimente per la Corte di Strasburgo.

Infatti, «sebbene gli Stati – come recita la sentenza - abbiano un ampio potere discrezionale sulla questione se consentire o meno di registrare i matrimoni omosessuali», l'Italia ha comunque commesso «una violazione dei diritti». E questo in ragione del fatto che «la legge italiana non forniva alcuna protezione legale né riconoscimento prima del 2016, quando la legislazione sulle unioni civili dello stesso sesso è entrata in vigore».

Secondo la stessa Corte «gli Stati sono liberi di restringere il matrimonio alle coppie eterosessuali, ma le coppie dello stesso sesso hanno bisogno di riconoscimento legale e di protezione della loro relazione».

L'Italia dovrà risarcire di 5mila euro ogni singolo ricorrente per i danni morali. In più versare una cifra forfettaria di 10mila euro da dividere tra tutti per il rimborso delle spese procedurali.

La notizia è stata accolta con esultanza da Rete Lenford che ha seguito una delle coppie.

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87 i giornalisti partecipanti e tante le persone che, presenti nell’Aula Congressi della Facoltà di Scienze politiche de La Sapienza o collegate con la diretta streaming, hanno seguito le otto relazioni.

Pubblichiamo oggi il video intervento Un inferno di torture. La questione Cecenia tra disinteresse e "fake news" di Simone Alliva, giornalista di Huffington Post L'Espresso.

 

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Pubblichiamo oggi il video intervento Un linguaggio non sessita e omofobo è possibile di Alessandro Paesano, critico teatrale e cinematografico.

 

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