Dodici momenti di perfetta, assoluta e normale quotidianità: la famiglia a tavola. Torna così, in uno dei momenti più intimi e veritieri il calendario di Agedo Roma 2018, l’associazione di genitori, parenti e amici di persone Lgbti. Perché è attorno alla tavola di casa che ci si riunisce, si parla, si litiga, si mangia, si fanno domande e si danno, spesso, risposte inaspettate o che già si conoscono. Famiglie come tante che sono protagoniste degli scatti dei fotoreporter Mauro Rosatelli, Claudio Laconi e Michela De Nicola

Roberta Mesiti, presidente di Agedo Roma, spiega il perché di questa iniziativa che in questa seconda edizione porta il titolo di Ricette di Famiglia – L’Amore è servito, come è nata e le speranze per il futuro che riposano, ancora sulla carta, nella tanto agognata legge contro l’omolesbotransfobia.

Anche quest'anno Agedo Roma si fa promotrice di un calendario, quale sarà il tema?

Il tema del calendario Agedo Roma 2018 è la tavola, intesa come momento di convivialità e condivisione. Nei dodici scatti siamo rappresentati noi soci Agedo, le nostre famiglie, i nostri figli, nipoti e amici.

Perché lo avete scelto?

Abbiamo iniziato a pensare al tema del calendario la scorsa estate, durante le ultime riunioni settimanali. Emilio Sturla Furnò ha avuto questa idea che ci è piaciuta subito. La cucina è un luogo simbolico, in cui ci si ritrova, raccontando un po' di se stessi e della propria giornata, possibilmente davanti a un buon piatto. Molti soci, del resto, raccontano del coming out dei propri figli, avvenuto proprio in casa, in cucina.

Cosa significa per le famiglie di Agedo questo calendario?

Il progetto del calendario è un momento importante per noi. Con gioia e un pizzico di stupore, ci è capitato di vedere lo scorso calendario nei luoghi più impensati (studi professionali, luoghi d'incontro ecc).  Il calendario è un veicolo per raccontare di noi, del nostro impegno, dei nostri valori, delle nostre vite in maniera immediata, arrivando ovunque sia possibile. Questo, del resto, è esattamente uno degli obiettivi di Agedo: allargare il dibattito sulla questione Lgbt+ fornendo uno spunto di riflessione generale.

Un resoconto di quest'anno che si sta per chiudere?

Per Agedo Roma l'anno che sta per concludersi è stato estremamente positivo. Il numero di persone che si rivolgono a noi continua a crescere, così come aumentano le richieste di tesseramento. Un dato per me importante è l'incremento di famiglie con figlie e figli giovanissimi, che sentono il bisogno di condividere il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. Questa dinamica indica una grande fiducia nel proprio nucleo di origine, e ci dà l'opportunità di operare per il benessere globale delle famiglie. Altro dato positivo per Agedo Roma è stato il numero di attività esterne che ci ha coinvolto: penso alla settimana contro l'omolesbotransfobia che ci ha visto molto impegnati; penso al premio Abbraccio; penso alla collaborazione con molte realtà associative; penso a una serie di dibattiti e formazioni che abbiamo organizzato (l'ultimo, l'evento Hiv: tra memoria storica e prospettive future in occasione della Giornata contro l'Aids), oppure alle svariate richieste di interventi nell'ambito culturale.

La legislatura sta ormai per concludersi e con certezza non si metterà mano alla legge contro l'omotransfobia. Come giudicata questa mancata approvazione e cosa chiederete al nuovo Governo?

La mancata approvazione di una legge contro l'omotransfobia, per noi, rappresenta una mancata risposta delle istituzioni alle esigenze concrete dei nostri figli e delle nostre figlie.

Le persone Lgbt+, nel nostro Paese, sono diversi milioni: ogni giorno sperimentano le difficoltà legate a discorsi, gesti, atteggiamenti discriminatori e lesivi della propria dignità, e in tanti casi sperimentano violenze fisiche e psicologiche. Vorrei sottolineare che proprio la scorsa estate abbiamo assistito a un aumento di atteggiamenti legati all'omofobia, riportati dalla stampa nazionale. È importante agire sia a livello culturale, sia a livello normativo. Al prossimo Governo chiederei di affrontare globalmente la questione Lgbt+, sono molti gli ambiti in cui è urgente un intervento: omolesbotransfobia, genitorialità, matrimonio egualitario. Senza mai dimenticare l'attenzione e la formazione nelle scuole e negli ambienti lavorativi.

Puoi spiegare perché è importante per le persone Lgbti e le loro famiglie una legge del genere?

Gli interventi legislativi, e l'auspicabile cambio culturale legato ad essi, conferiscono piena dignità e pieni diritti. Oltre alle persone direttamente colpite, esiste una rete sociale e affettiva che condivide le difficoltà legate all'ignoranza e alle discriminazioni. Mi riferisco ai genitori, alle famiglie, agli amici delle persone colpite da atteggiamenti e pensieri omotransfobici, che vivono con disappunto, talvolta rabbia, talvolta sconforto un clima ostile e irrispettoso per le persone più preziose.

La presentazione ufficiale di “Ricette di Famiglia – L’Amore è servito”, realizzato grazie al contributo del Cesv, Centro servizi per il volontariato del Lazio, si è tenuta questa domenica, dalle ore 19.15 alle ore 21.00, negli spazi del Istituto A.T. Beck in Via Gioberti 54 a Roma

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Hiv tra memoria storica e prospettive future. Questo il titolo del dibattito promosso da Agedo, svoltosi ieri al Caffè letterario di Roma. 
 
Il tema, come ha sottolineato la presidente di Agedo Roberta Mesiti, è quello di responsabilizzare tutti e tutte, genitori in prima linea, in una battaglia che deve guardare alle istituzioni come il MIUR e il Ministero della Salute e alla società civile. "La questione dell'educazione sessuale nelle scuole, oggi, si pone nell'ambito del diritto alla salute e alla piena espressione della personalità. "
Tra gli interventi, ha suscitato particolare emozione il racconto di Vanni Piccolo, testimone storico di un epoca in cui il movimento si è trovato ad affrontare un vero e proprio dramma epocale di sofferenza e stigmatizzazione, un momento di in cui la lotta di liberazione sessuale subiva una grave battuta di arresto. 
 
Il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito ha sottolineato l'importanza di salvaguardare il servizio pubblico sanitario dagli interessi del privato, che non sempre coincidono nel lungo periodo con quelli della salute. L'allarme di Ippolito ha riguardato anche il tema prevenzione: "Bisogna fare attenzione all'idea che basti una pillola sentirsi tranquilli". 
Giulio Maria Corbelli, dell'associazione Plus Onlus, ha raccontato in maniera approfondita come sia cambiata la prospettiva delle persone sieropositive in Italia dagli anni '90, denunciando il fatto che, purtroppo, nonostante i progressi della scienza, nel senso comune l'AIDS viene ancora vista come un'ostacolo insormontabile. Corbelli ha poi lanciato un appello per la libertà di scelta anche negli strumenti di prevenzione da utilizzare. 
 
Luca Modesti, dell'associazione Conigli Bianchi, ha infine raccontato la scelta comunicativa della sua realtà di disegnatori e fumettisti, che attraverso l'arte si sono posti l'obiettivo di rovesciare il portato emotivo negativo che le tematiche legate alla sessualità e alla malattia hanno nel senso comune. 
Di grande intensità e valore artistico le lettura di Pamela Villoresi, che ha recitato una serie di brani su alcune esperienze drammatiche, in particolare sul tema della morte per AIDS in quelle coppie che con non avevano alcun diritto di convivenza, con il conseguente intervento delle famiglie a disconoscere qualunque relazione.
 
 
 
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È terminato a Palazzo Chigi l’incontro tra la sottosegretaria Maria Elena Boschi e i rappresentanti di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Raimbow. Tema del colloquio l’esclusione delle due associazioni Lgbti dalla Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia, che si terrà da domani a venerdì 29 settembre in Campidoglio

Un confronto che, svoltosi in clima di serenità, è stato nondimeno caratterizzato dalla chiarezza e fermezza dei toni con cui i presidenti dei due enti di famiglie omogenitoriali hanno ribadito tutto il loro disappunto per il mancato coinvolgimento nel congresso capitolino.

All'uscita da Palazzo Chigi Marilena Grassadonia ha dichiarato: «La sottosegretaria Maria Elena Boschi ci ha spiegato i criteri seguiti per la scelta delle associazioni invitate a partecipare alla Conferenza Nazionale sulla Famiglia  e ci ha garantito che nella stessa si terrà conto di tutte le realtà familiari. 

Abbiamo comunque ribadito che siamo noi le uniche associazioni titolate a parlare delle nostre realtà e che in una conferenza, in cui si tratta di bisogni concreti, non servono criteri burocratici ma la volontà di fare cultura affrontando situazioni reali oltre schemi e ideologie.

Auspichiamo che realmente gli interventi previsti alla Conferenza prendano pertanto in considerazione le diverse tipologie di famiglie e che le conclusioni possano portare ad un pieno riconoscimento delle nostre realtà associative attraverso la nostra presenza ai tavoli istituzionali (compreso l'Osservatorio nazionale della famiglia)».

La sottosegretaria ha preso atto delle richieste di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow e ha garantito che le porterà all'attenzione delle sedi istituzionali competenti.

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Il 28 e il 29 settembre si terrà in Campidoglio la Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia. Un’iniziativa che, promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del consiglio dei Ministri, è stata preclusa a due importanti associazioni Lgbti quali Rete Genitori Rainbow e Famiglie Arcobaleno.

Per saperne di più Gaynews ha intervistato Gabriele Faccini, co-presidente e responsabile Comunicazione di Rete Genitori Rainbow.

Gabriele, a lanciare l'allarme sul mancato invito di alcune associazioni Lgbti alla Terza Conferenza sulla Famiglia è stata Rete Genitori Rainbow. Puoi spiegare cos'è successo?

A fine giugno ci hanno segnalato l'organizzazione di questa Conferenza e abbiamo immediatamente inviato una mail per essere coinvolti. Tre mesi dopo, cioè pochi giorni fa, ci è stata inviata la seguente risposta standard, destinata a tutti coloro a cui la richiesta è stata rifiutata:

Gentile Presidente,

grazie per la sua richiesta di partecipazione alla prossima Conferenza Nazionale sulla Famiglia, prevista il 28 e 29 settembre a Roma. Qui la notizia circa l’evento.

La informiamo che la manifestazione, anche alla luce del numero limitato dei posti disponibili, sarà riservata ai soggetti istituzionali e ai rappresentanti delle organizzazioni nazionali della società civile presenti negli organismi collegiali a supporto delle politiche in materia di famiglia.

Sarà in ogni caso possibile seguire i lavori in diretta streaming sulle pagine del sito internet del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri all’indirizzo www.politichefamiglia.it.

Con l’occasione, comunichiamo che è possibile far pervenire eventuali contributi scritti a questa Segreteria.

Cordiali saluti.

La Segreteria

Come evincibile dal testo, non è stata data un'esplicita spiegazione del perchè la nostra associazione non avesse i criteri per essere inclusa. Subito ci siamo attivati per capire se anche altre associazioni avessero avuto questo trattamento. Da lì la scelta e necessità di un comunicato che denunciasse l'accaduto.

Si è poi saputo che Agedo e Arcigay avevano in realtà ricevuto l'invito già in giugno. Qual è il tuo parere in merito?

Agedo e Arcigay sono realtà nazionali importanti nel movimento Lgbti. Ma invitare solo loro  non permette di focalizzare sulla realtà specifica delle famiglie omogenitoriali nelle loro tantissime sfaccettature, escludendo così scientemente tutte quelle realtà del mondo Lgbti dove sono presenti dei bambini. In tal modo non è possibile avere un quadro completo della società, che invece è l'obiettivo dichiarato dell'Osservatorio sulla Famiglia (che già nel nome porta una pecca, in quanto sarebbe più corretto parlare di famiglie).

Nella scheda informativa della Conferenza, uno dei gruppi di lavoro (il primo peraltro) è focalizzato sulla centralità del ruolo delle famiglie come risorse sociali ed educative. Nella premessa del documento si riconosce infatti come «la struttura delle famiglie si è profondamente modificata e ci troviamo di fronte a un panorama nuovo e per molti aspetti complesso (nuclei sempre più piccoli, spesso instabili, famiglie di origine straniera, ricomposte, monogenitoriali, omogenitoriali, adottive, affidatarie,...)». Ma come è possibile riconoscere questa molteplicità di forme e poi non voler ascoltare la voce di chi le rappresenta?

Domani mattina la sottosegretaria Maria Elena Boschi riceverà i rappresentanti di Rete Genitori Rainbow e Famiglie Arcobaleno. Prima che fosse fissato quest’appuntamento, si è saputo che Lo Giudice, Cirinnà e Viotti avevano minacciato un duro comunicato. Come giudichi una tale presa di posizione di politici d'area orlandiana?

Ogni azione politica a sostegno delle nostre istanze è senz'altro ben accolta. Ci auguriamo che possa costituire l'inizio di un dibattito costruttivo e non si riduca a un mero scontro tra le parti. L'importante è non fare finta che il problema non esista e apprezziamo la maggior sensibilità di alcuni politici su queste tematiche.

Siamo a poche ore dall’incontro a Palazzo Chigi. Cosa ti aspetti da questo meeting?

Questa convocazione è stata ovviamente una conseguenza del comunicato, un atto dovuto, ma poteva anche non essere organizzato. Mi aspetto in primis delle spiegazioni, anche se dubito avremo la possibilità di prendere parte alla conferenza arrivati a questo punto.

Ma soprattutto, visto che il lavoro dell'Osservatorio è costante, mi aspetto un impegno politico preciso da parte della sottosegretaria e un coinvolgimento all'interno di quest'organo, dove è necessaria la rappresentanza di tutte le forme di famiglia, comprese quelle omogenitoriali di Famiglie Arcobaleno e quelle "omoricomposte", specificità rappresentata da Rete Genitori Rainbow, dove un compontente della coppia omosessuale ha avuto figli da precedenti relazioni eterosessuali.

Non credi che l'esclusione di associazioni come Rete Genitori Rainbow e Famiglie Arcobaleno dalla Conferenza Nazionale possa essere ravvisata come conseguenza della legge sulle unioni civili. Legge, cioè, che non riconosce formalmente lo status di famiglia alle coppie che accedono a un tale istituto giuridico?

No, non trovo relazioni. Come dicevo prima, nel documento informativo stesso della Conferenza si parla di molteplicità di famiglie, tra cui quelle omogenitoriali. Posso però aggiungere che da un anno a questa parte c'è la percezione che l'attenzione del governo sul campo dei diritti delle persone Lgbit si sia affievolita. Bisogna avere il coraggio politico di portare avanti un cammino troppo timidamente intrapreso.

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Una nota congiunta, diffusa domenica dalle associazioni Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow e Agedo, ha denunciato il mancato invito alla Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia organizzata a Roma per i prossimi 28 e 29 settembre.

In seguito a quest'esclusione l'iniziativa del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio con il supporto dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia si presenta così come iniziativa discriminante e sostanzialmente anacronistica. In realtà Agedo - come Arcigay - era stata invitata alla Conferenza ma ha comunque preferito firmare la nota congiunta di denuncia con Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow.

Stamani si è poi appreso che la sottosegretaria Maria Elena Boschi, responsabile del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha convocato per domani mattina alle 11:00 i rappresentanti di Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow.

Incontriamo Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno, alla vigilia dell'incontro a Palazzo Chigi.

Famiglie Arcobaleno e Rete Genitori Rainbow escluse dalla Conferenza Nazionale della Famiglia. Come rispondi a questa presa di posizione verso una parte consistente di cittadine e cittadini del nostro Paese?

L’esclusione è davvero gravissima perché il Governo e lo Stato continuano a non voler vedere qualcosa che esiste. Non si può fare una conferenza sui bisogni delle famiglie italiane e lasciare fuori le nostre famiglie.

Quanto pesa il fatto che, comunque, la legge Cirinnà parli di formazione sociale e non di famiglia?

Le nostre famiglie, anche se giuridicamente non sono ancora riconosciute, esistono. Abbiamo gli stessi bisogni e gli stessi problemi delle altre famiglie italiane con l’aggravante di non essere riconosciute giuridicamente. Ma abbiamo l’urgenza di avere voce in capitolo e poter esporre le nostre situazioni e i nostri bisogni. E siamo solo noi genitori omosessuali a poter parlare della situazione e delle peculiarità delle nostre famiglie. A nessun altro può essere demandato il compito di parlare al nostro posto.

La sottosegretaria Boschi, nelle ultime ore, vi ha improvvisamente convocato. Cosa le direte?

Andremo dalla sottosegretaria Boschi a ribadire che dobbiamo essere presenti. A ribadire le nostre richieste e a ribadire che il Governo non può continuare a essere discriminante verso i nostri figli che comunque esistono, comunque vanno a scuola, per i quali bisogna pagare la retta della mensa, i ticket sanitari, esattamente come accade in tutte le altre famiglie. Le difficoltà delle altre famiglie sono anche le difficoltà delle nostre famiglie.

Che significato ha il fatto che Arcigay sia stata invitata alla Conferenza?

Rispondo col dire che sussiste un solo grande problema: mancano cioè le famiglie, che sono all'interno del movimento. E, trattandosi di una Conferenza sulla famiglia, ci sembra davvero assurdo e inaccettabile che ad essere state escluse siano proprio le associazioni che da quelle famiglie sono composte e che quelle famiglie rappresentano. 

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