Francesco Lepore

Francesco Lepore

San Zenone degli Ezzelini, Comune del Trevigiano, ha ospitato ieri sera Luca Di Tolve e Silvana De Mari nel corso dell’incontro Bellezza è Verità. Organizzato dall’Associazione culturale Via, verità e vita, l’evento era stato pensato per  la chiesa parrocchiale di San Zenone ma don Antonio Ziliotto si è fermamente opposto. Tra lo sconcerto di tante persone il dibattito si è alla fine tenuto presso l’auditorium delle locali Scuole Medie con l’ampio sostegno del dirigente scolastico Mario De Bortoli.

Luca Di Tolve, che si definisce “Io, andata e ritorno nell’infrno delle darkroom” ed è noto quale soggetto ispiratore del brano di Povia Luca, era gay – versione però smentita dallo stesso cantante – si presenta come una persona guarita dall’omosessualità. Sostiene perciò le teorie riparative di Nicolosi, per la cui divulgazione promuove meeting.

La chirurga e scrittrice di romanzi fantasy Silvana De Mari è nota per le posizioni violente e cariche di odio nei riguardi delle persone Lgbti. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Si va dalla negazione dell’omosessualità all’affermazione dell’omofobia quale diritto fino all’ipotesi che tutte le socie e i soci del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli provino simpatia per la necrofilia e coprofagia.

Nonostante i reiterati confronti previ con Guglielmo Masin, assistente parlamentare di Alessandro Zan, il dirigente scolastico non ha fatto marcia indietro. L’accaduto sarà tra pochi giorni al centro di un’interpellanza parlamentare di Alessandro Zan e Florinda Casellato.

Raggiunto da Gaynews, l’onorevole Zan ha dichiarato: «Alcuni cittadini di San Zenone degli Ezzelini, in provincia di Treviso, hanno denunciato che sabato 21 ottobre si sarebbe tenuto presso l'auditorium delle scuole medie del comune la serata "Bellezza è verità", a cui parteciperanno Silvana De Mari, medico indagato dalla procura di Torino per istigazione all'odio razziale e Luca Di Tolve, un sedicente "redento" dall'omosessualità, entrambi strenui sostenitori delle terapie riparative per le persone omosessuali.

Il fatto che la serata (peraltro prima rifiutata anche dal parroco stesso del Paese) si svolga non solo in una sala pubblica, ma anche in uno spazio scolastico statale assume un significato gravissimo: concedere l'auditorium scolastico per eventi in cui si divulga la cultura dell’odio omotransfobico, considerato una piaga sociale che alimenta proprio il bullismo nelle scuole è un atto inaudito che intendo portare agli occhi del ministro Fedeli. Per questo nei prossimi giorni predisporrò, con la collega trevigiana Floriana Casellato, una interrogazione parlamentare al ministro dell'Istruzione sull'accaduto»

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Si terrà domani a Roma la manifestazione nazionale #NONèREATO con partenza da Piazza della Repubblica alle 14:30. Sfileranno per le strade della capitale accanto a «uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo», associazioni, movimenti, forze politiche, ong, giornalisti, migranti, richiedenti asilo, rifugiati e – come recita l’appello - «persone nate o cresciute in Italia, che esigono l’approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza».

Insomma, una manifestazione per ribadire che migrare non è reato, accogliere non è reato, povertà non è reato, solidarietà non è reato, dissenso non è reato. Una manifestazione «per l’uguaglianza, contro ogni forma di razzismo, per lo ius soli e i corridoi umanitari, contro l’esternalizzazione delle frontiere, i lager in Italia e in Libia, le leggi discriminatorie promosse dai Ministri Orlando e Minniti».

Tra i sostenitori della prima ora il senatore Luigi Manconi, Andrea Camilleri, don Luigi CiottiToni ServilloCarlo PetriniEnrico IannielloLuciana CastellinaMoni OvadiaGiuseppe Massafra, i vignettisti Vauro, Natangelo, Mauro Biani, Altan, Staino e l’84enne vescovo emerito di Caserta Raffaele Nogaro, che definì la Bossi-Fini «legge disumana».

Tantissime le adesioni giunte da parte di associazioni: da Amnesty International ad Arci Nazionale, da Cobas a Fiom Cgil Nazionale, dalla Casa Internazionale delle Donne a Medici Senza Frontiere, da Emergency al Gruppo Abele Onlus, solo per fare alcuni nomi. Con un’assenza, purtroppo, pressoché totale di sigle Lgbti. Le uniche a figurare sono infatti Arcigay Napoli, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, e il circolo Gaynet Roma. Nella notte è poi giunta l’adesione di Arcigay Nazionale.

Come osservato da Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, «anche tra le persone LGBT, alimentate da false paure e da tanta disinformazione, dilagano in Europa e in Italia, razzismo e islamofobia. Emblematico il caso di Alice Weidel, leader del movimento di estrema destra, xenofobo e razzista, Alternativa per la Germania, che ha riportato, per la prima volta dalla fine seconda guerra mondiale, esponenti dell'estrema destra nel Parlamento tedesco. Alice, lesbica, unita civilmente con una cittadina svizzera di origine cingalese, ha più volte pubblicamente sostenuto che il maggior pericolo per le persone Lgbti è rappresentato dai migranti musulmani. 

Per questo saremo in piazza sabato a Roma, perché vi sia una informazione corretta nel nostro Paese, perché l'estensione del diritto non riguarda mai solo il singolo o una singola comunità di persone, per costruire insieme una Italia inclusiva, che non ha paura delle diversità, qualsiasi esse siano».

Per l'avvocato Sebastiano Secci, neopresidente del Mieli, «è essenziale che le forze antifasciste, democratiche e inclusive che si battono giorno dopo giorno contro ogni forma di discriminazione facciano fronte comune guidando una controffensiva culturale e politica che espella la cultura dell’odio e della paura dalle nostre comunità. Questo obiettivo e questa preoccupazione uniscono le battaglie del movimento LGBT italiano con quelle delle nostre sorelle e dei nostri fratelli migranti, esposti come noi ai rischi della progressiva regressione dei valori di pace, accoglienza e inclusione che fanno parte della nostra cultura».

 

 

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È iniziato lunedì a Los Angeles il processo per omicidio a carico del 37enne Isauro Aguirre. L’ex guardia di sicurezza è accusato di aver seviziato sistematicamente e poi ucciso il piccolo Gabriel Fernandez, figlio della compagna Pearl Fernandez. Accusata di concorso in omicidio, la donna 34enne subirà un processo a parte. Secondo Jonathan Hatami, procuratore distrettuale della contea di Los Angeles, il bimbo di otto anni fu brutalmente torturato e ucciso perché ritenuto gay.

Era il 22 maggio 2013 quando fu chiamato il 911 in soccorso di Gabriel. Al personale infermieristico, giunto nella casa della coppia a Palmdale, e poi alla polizia fu detto che Gabriel era stato ritrovato legato in un armadietto e che aveva tenato di uccidersi perché non accettava la sua omosessualità. Dichiarato cerebralmente morto, il bimbo sarebbe morto due giorni dopo.

Ma agli operatori paramedici apparve subito una realtà ben diversa. Il corpo presentava lividi e bruciature ovunque nonché una profonda frattura al cranio. Come testimoniato dall’infermiere James Cermak, mentre si tentava di rianimare Gabriel, «abbiamo iniziato a notare traumi su tutto il corpo» nonché «segni di strangolamento intorno al collo, morsi e lividi sulla testa».

L’esame autoptico e le indagini nella casa di Palmdale hanno rivelato ulteriori particolari inquietanti. Come dichiarato alla giuria dal procuratore Hatami, Gabriel era denutrito, costretto a mangiare feci di gatto e il suo stesso vomito, ripetutamente colpito con spay urticante al peperoncino, legato e costretto a dormire nell’armadietto in cui fu ritrovato il 22 maggio 2013.

Hatami ha presentato Gabriel come un bimbo «felice e sano» prima di trasferirsi dalla casa dei nonni in quella della madre e del compagno. «Non si trattava di droga. Non si trattava di problemi di salute mentale – ha continuato il procuratore con riferimento all’accusato -. Aguirre torturava brutalmente il bambino perché non gli piaceva. Credeva che Gabriel fosse gay e che ciò fosse una cosa negativa. Il processo dimostrerà che l'imputato non è altro che un bullo. Era una guardia di sicurezza che intenzionalmente torturava e commetteva abusi su un ragazzino impotente e innocente». 

John Alan, avvocato difensore di Aguirre, ha ammesso che l’uomo ha torturato Gabriel sostenendo che la morte del ragazzino sia stata però accidentale. Aguirre – ha così dichiarato - «ha commesso sì azioni che hanno portato Gabriel alla morte ma non ha mai avuto l’intenzione di ucciderlo».

Nell’attesa della sentenza, che, qualora fosse di condanna, porterebbe Aguirre alla pena capitale, non è possibile non rilevare come questa macabra vicenda richiami quella del piccolo Alex di Rio de Janeiro, anche lui 8enne, ucciso a botte nel 2014 dal padre che non accettava la sua “effeminatezza”.

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Si è tenuta stamane a Napoli, presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, la conferenza stampa della IX° edizione di Poetè. Ideata da un fine intellettuale quale Claudio Finelli, responsabile d’Arcigay Nazionale per la Cultura, firma de Le Monde Diplomatique e principale collaboratore di Gaynews, la rassegna si è imposta negli anni come uno dei principali eventi letterari partenopei. Con una prospettiva inconfondibile. Quella cioè di presentare la cultura come via maestra nell’abbattimento delle barriere delle discriminazioni da orientamento sessuale e identità di genere.

Patrocinata moralmente dalla Regione Campania, dalla Città Metropolitana di Napoli e dal Comune di Napoli, la IX° edizione di Poetè conta sul supporto di diverse associazioni e attori sociali quali Arcigay Napoli, Arcigay Campania, Arcigay Salerno, Coordinamento Campania Rainbow, Lalineascritta, Napoligaypress, Nps, Associazione VoloLibero, Fondazione Genere identità Cultura e Osservatorio Lgbti. Da quest’anno si aggiunge anche quello di Gaynews, la storica testata Lgbti fondata nel 1998 da Franco Grillini, e di Senza Linea, magazine particolarmente attento alla città di Napoli. A dare poi un ulteriore tocco di classe la cura artistica di Luciano Correale, che ha realizzato per la nuova edizione un  progetto grafico di tutto rispetto.

Sede degli appuntamenti da ottobre a maggio 2018 saranno al solito le eleganti sale del Chiaja Hotel De Charme, messe a disposizione dall’imprenditore nonché patron della manifestazione Pietro Fusella. Con la sola eccezione della serata inaugurale del 20 ottobre che avrà luogo al Decumani Hotel De Charme e sarà costituita dalla presentazione del libro postumo di Stefano Fusella Nella mente e nell’anima.

Tanti gli autori che presenteranno le proprie opere edite nel corso dell’anno o in via di pubblicazione: Franco Buffoni, Dario Accolla, Mariano Lamberti, Adriana Pannitteri, Antonello Dose, Paolo Costa, Valentina Lattanzio, Brian Marshall, Bruno Casini, Giovanni Lucchese, Lorenzo Fiorito, Costanzo Ioni, Lina Sanniti, Francesco Lepore, Placido Seminara Battiato di Lampedusa, Antonella Cilento, Antonella Ossorio, Eleonora Tarabella, Paolo Ciufici, Vincenzo Restivo, Carles Cortes, Giuseppe Taddeo, Eduardo Paola, Carlo Kik Misaki Ditto, Sandro De Fazi, Luca Baldoni.

Non senza uno speciale TdoR, fissato per il 23 novembre, che vedrà la presentazione dell’Adattamento italiano delle linee guida per la pratica psicologica per persone transgender e gender nonconforming dell’American Psychological Association a cura di P. Valerio, V. Bochicchio, F. Mezza, A. Amodeo, R. Vitelli e C. Scandurra. 

Raggiunto telefonicamente al termine della conferenza stampa, Claudio Finelli ha dichiarato: «Il claim di Poetè, IX edizione, è Armiamoci d'Amore. Un claim ossimorico che nasce all'indomani delle drammatiche vicende di cronaca che hanno funestato l'estate (su tutti il caso dell'omicidio di Vincenzo Ruggiero). Infatti sembra evidente che, mentre ancora festeggiamo i progressi di una società che si evolve, dobbiamo però registrare un complessivo imbarbarimento della società e delle relazioni.

Contro questa barbarie unico antidoto possono essere la cultura, l'incontro e il confronto, quello autentico tra le persone. I sentimenti. L'umanità».

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Sabato 14 ottobre. Guidata da Massimo Florio con accanto il compagno d’una vita Claudio Bulgarelli, una spider verde petrolio si è fermata poco prima delle 18:00 davanti al Palazzo Civico di Torino. Ad accogliere la coppia familiari e amici, giunti da più parte d’Italia per partecipare a un momento di particolare importanza. Quello, cioè, dell’unione civile di Massimo e Claudio.

Ad accoglierne la dichiarazione nella splendida cornice del Salone dei Marmi, dominato dall’altorilievo ottocentesco di Vittorio Emanuele I di Savoia, la consigliera comunale dem Chiara Foglietta alla presenza dei testimoni Paolo Cianchetti, Simona Vlaic, Alessandro Volpato, Hussein Bulgarelli. Quest’ultimo è il 30enne d’origine iraqena, la cui adozione a favore di Claudio è stata disposta nei giorni scorsi dal Tribunale di Torino. È stato lui a indirizzare ai neouniti, coi quali vive da otto anni, un commovente messaggio di auguri. «È una giornata importante per voi quanto preziosa per me – così in un passaggio del bellissimo testo – che della vostra vita mi sento parte. Voi mi avete insegnato a rispettare ogni persona di questa terra perché avete avuto rispetto di me e della mia dignità di uomo fin dal primo momento in cui ci siamo incontrati.

Avete accolto nella vostra casa un ragazzo sconosciuto a tutti ed anche a sé stesso che per molte persone era soltanto uno straniero da sfruttare e guardare con sospetto. In fuga dalla mia terra e dalle mie origini, da cui ho avuto soltanto rifiuto ed abbandono, ero qui in Italia solo, senza famiglia e, senza persone di cui potermi fidare, spesso in balia di opportunisti pronti a raggirarmi e sfruttarmi.

Nonostante il sospetto di molti che vi mettevano in guardia dai possibili oscuri interessi di questo straniero sconosciuto, voi mi avete guardato e vi siete presi cura di me senza curavi dell’opinione dei molti, dimostrando a loro ed insegnando a me che non sono una persona qualsiasi, che anch’io, come tutti ho diritto al rispetto della mia dignità e della mia esistenza di uomo».

Massimo e Claudio hanno così coronato dopo 22 anni la loro storia d’amore, iniziata nel 1995. Il loro sì non solo ha suggellato un lungo cammino di attesa e affetto reciproco ma è assurto anche a simbolo d’un diuturno attivismo Lgbti, di cui entrambi sono da anni promotori instancabili. Presidente del circolo culturale e ricreativo 011 – di cui Claudio è vicepresidente –, Massimo è infatti componente del direttivo di Anddos. Inoltre, come rappresentante dell’associazione che presiede, è all’interno del Coordinamento Torino Pride.

Classe ed eleganza hanno contraddistinto sia la cerimonia sia il galà presso il Circolo Esperia sul Lungopò. Presenti anche alcune figure del movimento Lgbti come Franco Grillini, presidente onorario d’Arcigay e direttore di Gaynews, Marco Alessandro Giusta, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Torino, Alessandro Battaglia, coordinatore del Coordinamento Torino Pride, Riccardo Zucaro, consigliere nazionale di Arcigay, Maurizio Gelatti, segretario del Coordinamento Torino Pride, Angelo Bifolchetti, vicepresidente di Anddos, e Markus Haller, tesoriere di Anddos.

Una giornata d’emozioni, vissute sull’onda dei ricordi e delle prospettive future, come lo stesso Massimo Florio ha dichiarato poco prima del taglio della torta “nuziale”. «Abbiamo oggi vissuto - così ha dichiarato - un momento importante che non costuisce il punto d’arrivo ma di partenza per battaglie ulteriori come quella del matrimonio egualitario e del diritto alla genitorialità per le coppie di persone dello stesso sesso. Oggi non abbiamo soltanto coronato un percorso ultraventennale di vita comune ma abbiamo dimostrato che persone dello stesso sesso possono unirsi e costituire una famiglia. Perché la famiglia si fonda sull’amore e non sull’orientamento sessuale o identità di genere di chi la compone».

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Sono state rinnovate ieri sera le cariche sociali del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Alla guida della storica e maggiore associazione Lgbti romana è stato eletto l’avvocato Sebastiano Francesco Secci, già tesoriere della stessa nonché portavoce del Roma Pride, che subentra così a Mario Colamarino. Ad affiancarlo, nel ruolo di vicepresidente, Rossana Praitano, che è stata a capo del Circolo per due mandati dal 2004 al 2012. L’incarico di tesoriere è invece andato al siracusano Valerio Colomasi Battaglia.

Raggiunto telefonicamente, il neopresidente ha espresso la sua gioia e ha dichiarato: «Quest'anno, nel suo 35° anniversario, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli si troverà ad affrontare una serie di importanti sfide politiche: l'iter della proposta di legge regionale contro l'omotransfobia, le elezioni politiche e regionali, la candidatura al WorldPride 2025, solo per citarne alcune. Il nuovo consiglio direttivo del Circolo muovendo dalle mie precedenti esperienze politiche nell'associazione e nel Roma Pride, investe nelle nuove generazioni con la nomina a tesoriere di Valerio Colomasi Battaglia e recupera l'esperienza e l'autorevolezza della vicepresidente Rossana Praitano. Le sfide che abbiamo davanti sono significative ma confidiamo che con questa squadra e con il pieno sostegno dell'associazione tutta riusciremo a scrivere una nuova entusiasmante pagina per il movimento Lgbti italiano».

Felicitazioni da parte di componenti di varie associazioni Lgbti italiane nonché della senatrice Monica  Cirinnà, che ha annunciato il proprio tesseramento al Mieli.

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Presentato ieri presso l’auditorium del Maxxi di Roma il libro L’Italia che non c’era. Unioni civili: la dura battaglia per una legge storica (Fandango, Roma 2017) di Monica Cirinnà. Una platea nutrita e attenta ha seguito la conversazione tenuta da Bianca Berlinguer con colei che è stata ribattezzata la “senatrice dei diritti”.

Una narrazione conquidente quella di Monica Cirinnà che ripercorre in 304 pagine, suddivise in 14 capitoli, l’iter di una delle più discusse leggi degli ultimi anni, la cui approvazione è soprattutto da ascriversi proprio alla testardaggine e determinatezza dell’autrice. Una legge, la 76/2016, la cui previa discussione in Senato e alla Camera è stata accompagnata da reazioni talora parossistiche di cattoparlamentari, gerarchie e movimenti ultraconservatori. Non senza l’evocazione di scenari genesiaci proprio durante l’esame del ddl in Commissione Giustizia al Senato. Ecco come la stessa senatrice Cirinnà ne parla con parresia in alcuni passaggi del capitolo Conservatori e riformisti.

Mons. Paglia e la nuova Babele  

Secondo molti autorevoli esponenti del Pd sarebbe stato uno sgarbo troppo grosso votare le unioni civili prima o durante il Sinodo, mentre subito dopo, in ottobre, il calendario dei lavori era comunque occupato dalla manovra di bilancio, come ogni anno. Oltre a essere anche impegnati su una delle varie e ripetute letture della riforma costituzionale.

Questo allungamento dei tempi non mi piaceva affatto. Temevo ciò che si è poi chiaramente verificato: l'organizzazione e la mobilitazione delle aree ultra-cattoliche contro la legge. Non mi servivano prove perché vedevo i movimenti dei cattodem nel Gruppo Pd del Senato, ma ne ebbi la certezza quando l'agenzia Adnkronos il 3 giugno 2015 pubblicò alcune frasi di monsignor Paglia, presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia: "Da che mondo è mondo la famiglia è formata solo da un uomo e una donna con i loro figli. Bisogna evitare una nuova Babele". E ancora: "Dobbiamo prendere coscienza che su questo punto siamo chiamati a una battaglia radicale. È questa famiglia, marito e moglie con figli, a creare e formare la società, la cultura, la storia e, in definitiva, un popolo. Ed è questa la famiglia che non va discriminata[...] Purtroppo la società sembra votata al culto dell'egolatria, sul cui altare si è pronti a sacrificare tutto, in nome di un esasperato individualismo".

Era chiaro, quindi, che lo "stato maggiore" dei vescovi italiani, guidati dal cardinale Bagnasco, ben noto per le sue posizioni ultraconservatrici, avrebbe utilizzato ogni mezzo, dentro e fuori il Parlamento, per fermare il mio lavoro.

Il Family Day del 2015 e il Vietnam in Commissione Giustizia

Il 20 giugno del 2015 torna il Family Day  in piazza San Giovanni a Roma, proprio mentre è in corso in commissione Giustizia il Vietnam. Parteciparono non soltanto movimenti cattolici, ma anche l'imam della moschea di Centocelle che disse: "Siamo qui tutti insieme, mussulmani e cristiani, per difendere la famiglia".

Lo slogan della manifestazione era "Difendiamo i nostri figli". Ma da cosa? Questa era la domanda più diffusa tra le persone favorevoli alla legge. Da cosa? Dal gender! "Per riaffermare - dissero gli organizzatori - il diritto di mamma e papà a educare i figli e fermare la colorazione ideologica della teoria gender nelle scuole e nel Parlamento, oltre a bloccare sul nascere il ddl Cirinnà che costituirebbe in prospettiva adozione, utero in affitto per le coppie dello stesso sesso".

Quel giorno il presidente della Cei riprese il concetto esplicitato all'Ansa il 17 gennaio, pienamente ascrivibile nella categoria "benaltrismo". Infatti affermò, in merito alle unioni civili, che "ci sono diverse considerazioni da fare, ma la più importante è che mi sembra una grande distrazione da parte del Parlamento rispetto ai veri problemi dell'Italia: creare posti di lavoro, dare sicurezza sociale, ristabilire il welfare [...] Noi vediamo nelle nostre parrocchie una grandissima coda di disoccupati, di gente disperata [...] Di fronte a questa situazione tanto accadimento su determinati punti che impegnano il governo e lo mettono in continua fibrillazione mi pare che sia una distrazione grave e irresponsabile". [...]

L'attivismo di Bagnasco aveva come contraltare il silenzio del Vaticano e del Papa sul tema della legge. Questo mi faceva ben sperare e ovviamente divideva al suo interno l'area cattodem, tra i tifosi del Papa emerito Benedetto, fautore della guerra al relativismo etico, e quelli di Papa Francesco, famoso tra l'altro per il "chi sono io per giudicare un gay?" e grande sostenitore di una Chiesa accogliente e inclusiva.

Monica Cirinnà ossia la mangiapreti?

Esterino mi definisce una “mangiapreti” e molto spesso mi rimprovera posizioni ideologiche o laiciste. Forse ha ragione, ma sono convinta che chi siede in Parlamento lo fa per rispettare la Costituzione e applicarla. Poi ognuno in privato può professare o meno la propria fede. La nostra Costituzione dice, all’art.7 “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. Questo principio, che stabilisce la netta separazione tra ordine religioso e ordine temporale, fa sì che la nostra Repubblica possa definirsi laica e che non ci debbano essere intromissioni e interferenze tra i due poteri. Purtroppo, troppo spesso, questo principio è stato violato. Un esempio per tutti è la richiesta della Curia di astenersi sul referendum sulla legge 40 e i numerosi tentativi di intervenire anche sulla legge sulle unioni civili, influenzando il voto dei parlamentari cattolici.

Un inedito in esclusiva per Gaynews

I toni minatoriamente apocalittici da parte di alcune frange estremiste cattoliche sono ravvisabili non solo nel ben noto monito di p. Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, ma anche nelle innumerevoli mail indirizzate alla senatrice Cirinnà. Molte di queste sono state pubblicate nel volume a differenza di altre che per ovvie ragioni di spazio sono state espunte. Di una di queste pubblichiamo in esclusiva il testo in una con quello del mittente. Una riprova di come Monica Cirinnà sappia rispondere con competenza anche a chi ricorre ad argomentazioni di tipo dottrinario.

On. Monica Cirinnà, le prego di rispondere a questa mia lettera. 

Come spiegare alla legittima e innocente curiosità dei bambini quel ripugnante e sporco atto sessuale che già gli adulti, nell’immaginarlo, si vergognano? Non voglio immaginare, al di la delle personali sensibilità etiche, l’imbarazzante situazione degli insegnati di scienze delegati a spiegare alla lecita e curiosa intelligenza dei nostri adolescenti, l’anomalo motivo, già di per se assai igienicamente schifoso e ripugnante al solo pensarlo, dell’infecondo atto sessuale dell’unione tra esseri dello stesso sesso se non per belluino godimento contro natura. In Luca 9-42 è scritto: “ ma chi scandalizzerà uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una macina d’asino e lo si getti nel mare”!

Altre e più devastanti iniziative, grazie a Lei, ci attendono come, ad esempio, il diritto dei gay di adottare figli non loro con l’uso dell’utero in affitto che, se fosse riconosciuto, comporterebbe un sicuro ed imponderabile disagio sociale e danno psicologico su innocenti che Lei e i suoi promotori negano. Un peccato ben più grave della sodomia in quanto trattasi di uno sporco mercimonio d'anime innocenti in corpi d’altrui persone pagate e prestate a tal fine.

C'è da esserne fieri?

Attendo risposta.

 

Gentile Signore,

     vorrà perdonarmi se le rispondo solo oggi ma impegni istituzionali mi hanno impedito di farlo prima. Non volendo però in alcun modo apparire scortese, do con piacere riscontro alla sua mail del 4 luglio u. s.

Non le nascondo che resto perplessa di fronte ai toni e alle parole da lei utilizzate che nulla hanno da spartire con un atteggiamento e un linguaggio improntati alla correttezza nonché a quei valori cristiani, cui vorrebbe rifarsi. Lei parla di rapporti sessuali in termini di ripugnanza, sporcizia, belluinità con specifico riferimento alle persone dello stesso sesso, il cui relazionarsi è altresì bollato come “infecondo”. Ma se l’atto sessuale dov’essere di per sé fecondo a questo punto dovrebbe essere ripugnante – secondo la sua logica – anche quello tra due personee di sesso diverso ma sterili. Eppure lei dovrebbe ben sapere che ne è passata di acqua sotto i ponti dalla Casti Connubii di Pio XI e che sulla morale di coppia il magistero stesso ha abbandondato da oltre 50 anni la mera visione riproduttivistica del rapporto sessuale.

La sessuofobia, di cui la sua mail è riprova, è il vero pericolo da combattere. Se ne faccia una ragione: se due persone dello stesso sesso o di sesso opposto hanno una serena vita sessuale, ciò avviene non per istinto belluino o per una presunta sporcizia ontologica ma per libera volontà e per amore. Ecco, come si può spiegarlo ai bambini che più di noi adulti sanno percepire la bellezza dell’amore.

Stia attento all’utilizzo delle Scritture e a far dir a esse quello che ci aggrada. Lo scandalizzare i piccoli, di cui parla il versetto di Luca da lei citato (fra l’altro in maniera erronea perché la citazione correttà è Lc 17, 1-2), non è affatto in riferimento a una condotta sessuale e meno che mai omosessuale. Cristo non sta affatto parlando di tutto ciò ma della grave responsabilità che hanno coloro che scandalizzano “uno di questi piccoli”. Scandalo che può avvenire attraverso la violenza, il furto, la bugia, ecc. Insomma, attraverso ogni attegiamento eticamente non corretto.

Sorvolando sull’utilizzo del termine sodomia (non più utilizzato dai pontefici da tempo ma che, soprattutto, è inadatto per stigmatizzare il rapporto tra due persone dello stesso sesso quando sono proprio le Scritture a specificare quale fu il grave atto degli abitanti di Sodoma: Ecco, questa fu l'iniquità di tua sorella Sodoma: lei e le sue figlie vivevano nell'orgoglio, nell'abbondanza del pane e in una grande indolenza, ma non sostenevano la mano dell'afflitto e del povero [Ez. 16, 49]), mi permetto infine di farle notare che il concetto di peccato e il ricorso ai testi sacri vanno bene per un credente e sono utilizzabili in un ambito di fede. Ma sono categorie estranee e inappropriate all’ambito laico e politico che, per quanto rispettoso dei diversi credo a partire da quello cristiano, deve tutelare le esigenze di tutte e tutti i cittadini e, conseguentemente, muoversi secondo i presupposti del retto pensiero e delle umane leggi.

Cordialmente

Monica Cirinnà

 

 

 

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A poco più di una settimana dal passaggio in giudicato della sentenza che ha consentito a Olimpia Cianfrocca, 17enne transgender, la rettifica dei dati anagrafici senza previo intervento chirurgico di riattribuzione del sesso – cui il Tribunale di Frosinone ha in pari tempo concesso l’autorizzazione –, la giovane d’Alatri è stata ricevuta a Palazzo Madama dalla senatrice Monica Cirinnà e del senatore Sergio Lo Giudice. Un attestato di affetto e stima per Olimpia che si è battuta con determinatezza per ottenere una sentenza che è in Italia la seconda a riguardare una persona minorenne transgender.

Ad accompagnarla la madre Mariella Fanfarillo, sempre al fianco della figlia nel percorso di transizione, e la zia Francesca Gatta, segretaria del circolo Pd di Alatri. Nel lungo incontro in Sala Maccari si è parlato del progetto di legge sull’identità di genere a firma Lo Giudice che, depositato a inizio legislatura e mai esaminato in Commissione Giustizia, prevede appunto per le persone trans la rettifica dei dati anagrafici indipendetemente dall’intervento chirurgico e la depatologizzazione della transessualità.

«Quella riguardante Olimpia è una sentenza storica – ha commentato la senatrice Cirinnà – ma pone maggiormente in luce la necessità che anche l’Italia si allinei ad altri Paesi (come, ad esempio, Malta) con una legge che consenta la rettifica dei dati anagrafici senza che la persona transgender si assoggetti a un intervento chirurgico. Ieri anche il Parlameto ellenico ha approvato, nonostante alcuni elementi critici, una legge al riguardo Non è possibile ovviare sempre con la via giurisprudenziale tanto più che si possano dare, e si danno purtroppo, sentenze negative per le persone trans facenti istanza, che vivono ciò come un ulteriore dramma».

Sergio Lo Giudice ha anche informato le presenti d’un convegno da tenersi in dicembre sulle persone minorenni transgender. Convegno, cui sarà coinvolta a pieno titolo Mariella Fanfarillo, che da tempo si batte in difesa dell’autodeterminazione delle persone trans.

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15 città. Momenti di tensione a Napoli dove il sindaco De Magistris ha revocato l’autorizzazione a sostare in Piazza Trieste e Trento. Una manifestazione finale il 30 settembre a Roma in Piazza Bocca della Verità. Questo in sintesi il tour del Bus delle libertà che, organizzato da CitizenGo e Generazione Famiglia, ha percorso lo Stivale per dire no all’”ideologia del gender” nelle scuole. Fortemente avversata da associazioni Lgbti e non, la campagna è stata recentemente al centro di un’interrogazione parlamentare.

Per saperne di più abbiamo raggiunto telefonicamente il deputato dem Alessandro Zan, che ha presentato l’accennata domanda al Governo.

Onorevole Zan, perché un’interrogazione parlamentare sul bus no-gender?

Quanto accaduto è un fatto gravissimo: una campagna di odio omotransfobico itinerante per tutte le maggiori città italiane, travestita da campagna contro la violenza di genere. Il titolo della campagna recitava testualmente “Stop alla violenza di genere” e poi continuava “I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine. La natura non si sceglie. Stop gender nelle scuole!”.

Quindi a fianco del solito principio farsesco della lotta al gender, della tutela dei più piccoli e dell’innaturalità della condizione omosessuale e trans, questa volta le associazioni Generazione Famiglia e CitizenGo hanno subdolamente strumentalizzato nominalmente la piaga della violenza sulle donne (di cui in questo periodo si è molto parlato sui media per i recenti e terribili fatti di cronaca) per alimentare la loro campagna d’odio. Il Governo doveva quindi essere informato sui fatti e ho presentato, insieme alla collega Ileana Piazzoni, un’interrogazione al ministro dell’Interno Minniti, perché valuti la correttezza legale della manifestazione, e alla ministra dell’Istruzione Fedeli, perché dia certezze sulla irricevibilità delle proposte di queste associazioni nelle scuole italiane.

Quando è stata formulata e quale la risposta in merito?

L’interrogazione è a risposta scritta: è stata depositata nei giorni scorsi e questa settimana solleciterò i ministri interessati per ottenere una risposta celere, che sono certo arriverà a breve data anche la sensibilità sulla questione che hanno sempre dimostrato.

Non crede che manifestazioni del genere pongano maggiormente in luce la necessità di una legge contro l’omotransfobia?

Come ho già detto in più occasioni, la legge sull’omotransfobia è prioritaria: con la legge sulle unioni civili abbiamo aperto una fase, non possiamo permetterci di essere ancora il fanalino di coda in Europa nella tutela ai cittadini Lgbti. Va predisposta una legge moderna, che superi l’emendamento Gitti alla legge Scalfarotto bloccata ancora al Senato, e questo sarà possibile se alle elezioni politiche della prossima primavera il Partito Democratico riuscirà a imporsi sui vari populismi. La destra e il Movimento 5 Stelle hanno dimostrato in più occasioni di essere nemici dei diritti. Con una loro vittoria la legge sull’omotransfobia tramonterebbe definitivamente, bloccando tutto il lavoro fatto in questi anni.

Pur trattandosi di normative diverse, come haa accolto l’impegno della consigliera Moretti per un pdl regionale in Veneto al riguardo?

Alessandra è una carissima amica, che ha da sempre dimostrato una grandissima attenzione ai diritti civili. La sua proposta di allineare il Veneto a molte altre regioni che hanno adottato norme contro l’omotransfobia è̀ un atto coraggioso e in linea con quanto il Partito Democratico intende fare a livello nazionale. Purtroppo però sono certo che la maggioranza di destra in Consiglio Regionale si opporrà fortemente alla proposta. La lotta a tutte le discriminazioni non dovrebbe avere un colore politico, e mentre l’Italia e altre regioni cambiano, la Lega e Forza Italia incatenano il Veneto in una posizione anacronistica e retrograda.

Un bus come quello italiano sta adesso attraversando la Francia su iniziativa di gruppi cattolici preoccupati dell’insegnamento "gender" nelle scuole. Come valuta ciò?

Ora in Francia, ma prima anche in Spagna, Germania e in diversi Stati americani. Viviamo in un’epoca storica in cui i diritti vengono attaccati proprio in tutti quei Paesi in cui hanno trovato affermazione e applicazione: questo fa emergere, pur in diverse situazioni sociali e politiche, le frange più omofobe e reazionarie della società, che alzano la testa in modo anche violento, non accettando il cambiamento. Ma in questo caso mi piace usare le parole di Fabrizio De Andrè: “Voi non potete fermare il vento: gli fate solo perdere tempo”.

Che risposta darebbe a genitori che sono preoccupati che s’impartisca un tale insegnamento nelle scuole?

Vorrei ribadire ancora una volta come quella del “gender” sia una invenzione delle solite associazioni a tutela della “famiglia tradizionale”, che utilizzano proprio i più piccoli per alimentare lotte vergognose contro i diritti di tutti. E a questi genitori preoccupati vorrei dire che il vero pericolo per i loro figli è farli crescere in una società discriminatoria, che odia e non accetta le diversità e le varie sfumature che la compongono. Faccio un esempio: il bullismo nelle scuole, problema sociale gravissimo, deriva da preconcetti omofobi, sessisti e razzisti che i bambini assorbono dai più grandi. Non fomentino quindi una caccia alle streghe inutile e dannosa in primis proprio per i loro figli, e si preoccupino piuttosto di consegnare loro una società più giusta e aperta rispetto a quella dove loro sono cresciuti.

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Nonostante le campagne di prevenzione, i convegni, l’interesse dei media si registra un incremento dei casi di persone Hiv positive e affette da malattie sessualmente trasmissibili. Viva è inoltre la discussione sui relativi metodi preventivi che, al di là del tanto conosciuto quanto poco utilizzato profilattico, verte soprattutto sulla PrEP (profilassi pre-esposizione) e PEP (profilassi post-esposizione).

Gaynews ne ha parlato con Tullio Prestileo, dirigente medico presso il reparto di dermatologia infettiva dell’Ospedale Civico-Benfratelli (Arnas) di Palermo, responsabile scientifico Inmp Sicilia e componente dell’Italian National Focal Point – Infectious Diseases and Migrant.

Dr Prestileo, i casi di Hiv positivi non tendono a diminuire. A cosa imputa tutto ciò?

Senza ombra di dubbio alla mancata prevenzione del contagio per via sessuale.

Qual è suo parere il metodo principale di prevenzione?

In primo luogo il condom. Poi, con opportune precisazioni, la PrEP o profilassi pre-esposizione.

Si afferma che non è possibile obbligare all'uso del preservativo ed è per questo necessario che siano resi accessibili tutti i metodi di prevenzione. Che cosa ne pensa?

Condivido anche se, ad esempio, la PrEP presenta alcune criticità. La profilassi consiste infatti nell’assunzione di antiretrovirali. Si tratta cioè di farmaci, pertanto non privi di effetti collaterali e di tossicità a lungo termine. Bisogna poi considerare il fattore aderenza alla prescrizione, che è non sempre adeguata. È inoltre da registrare un possibile sviluppo di ceppi resistenti. C’è però anche da dire come gli studi evidenzino nel complesso una buona efficacia preventiva.

Da quando è accessibile l'autotest nota dei miglioramenti nell'ambito d'una maggiore sensibilità ai controlli?

A mio parere, no.

Limitatamente alla zona palermitana c'è stato un calo o un aumento di casi di persone Hiv positive e Mst positive?

Indubbiamente un incremento. Distinguendo, nello specifico, popolazione italiana, prevalentemente rappresentata da giovani MSM (Men who have Sex with Men), e popolazione non italiana rappresentata da giovani donne eterosessuali.

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