DIRITTI CIVILI, VELTRONI CRITICA BINETTI E ANNUNCIA INIZIATIVE PARLAMENTARI
Il leader del Pd: "L'Omosessualità non è una malattia"
giovedì 27 dicembre 2007 , di
9Colonne
Roma, 27 dic - " Nei giorni scorsi, ha suscitato scalpore la riproposizione, da parte della senatrice Binetti, della tesi che considera l'omosessualità come una malattia, in quanto tale meritevole solo di essere curata. Si tratta, a mio modo di vedere, di una tesi sbagliata e pericolosa".
E' quanto scrive, in una lettera al direttore de La Stampa, il segretario del Pd, Walter Veltroni. "È una tesi sbagliata - osserva Veltroni - perché l'omosessualità è una condizione umana, che non ha senso alcuno ridurre a una patologia e che deve essere rispettata in quanto tale. Ma è anche una tesi pericolosa, perché induce, o almeno asseconda, il misconoscimento dei diritti delle persone omosessuali di condurre una vita normale, senza subire discriminazioni sociali o addirittura, come purtroppo capita ancora con preoccupante frequenza, soprattutto nei riguardi dei più giovani, atti di persecuzione e di violenza, fisica e psicologica". Dopo aver ribadito l'impegno del Pd "per contrastare, con la legge, con le buone pratiche amministrative, con l'impegno culturale e civile, ogni forma di intolleranza e discriminazione, tanto più se violenta, correlata con l'orientamento sessuale delle persone", Veltroni annuncia che il primo impegno sarà il sostegno in Parlamento al disegno di legge del governo contro la violenza sessuale, nel testo di larga convergenza approvato dalla Commissione Giustizia della Camera.
"Allo stesso modo - conclude Veltroni - il Partito democratico lavorerà per dare seguito al preciso impegno assunto nel 2006 da tutta l'Unione davanti agli elettori: il riconoscimento con legge nazionale dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. In Senato sono all'esame della Commissione Giustizia numerose proposte. I senatori del Pd sono impegnati a costruire il consenso più ampio possibile attorno a un testo che segni un deciso passo in avanti. Penso infatti che il Paese possa e debba unirsi e non dividersi su temi così decisivi per la nostra convivenza civile e che in quanto tali non possono andare soggetti al variare delle maggioranze di governo".